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Il sentiero dei nidi di ragno

! SCHEDA DOPPIA !

Di

Editore: Club degli Editori

3.9
(9179)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 202 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Chi tradizionale , Inglese , Tedesco , Francese , Spagnolo , Polacco

Isbn-10: A000098673 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Fiction & Literature , History , Political

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Descrizione del libro
Questa scheda è DOPPIA.

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  • 5

    Coinvolgente

    Ė sempre un piacere leggere e rileggere questo libro. L'avevo letto tanti anni fa e ne conservavo un ricordo piacevole. Rileggendolo, adesso, l'ho apprezzato ancora di più: non ricordavo che fosse cos ...continua

    Ė sempre un piacere leggere e rileggere questo libro. L'avevo letto tanti anni fa e ne conservavo un ricordo piacevole. Rileggendolo, adesso, l'ho apprezzato ancora di più: non ricordavo che fosse così bello.

    ha scritto il 

  • 4

    La Resistenza attraverso gli occhi di un bambino

    Pensate a quando da ragazzi scrivevate sul vostro diario tutti quei pensieri e amorazzi, un groviglio di emozioni e fatti che, una volta messi nero su bianco, vi facevano sentire come Leopardi. Ecco, ...continua

    Pensate a quando da ragazzi scrivevate sul vostro diario tutti quei pensieri e amorazzi, un groviglio di emozioni e fatti che, una volta messi nero su bianco, vi facevano sentire come Leopardi. Ecco, immaginate che nel lontano 1947 Calvino, più o meno alla stessa età, scriveva "Il Sentiero dei Nidi di Ragno", il suo primo romanzo. Voi scrivevate di quando la Teresa vi ha mollato per il figo della classe e lui quello che sarebbe diventato un gioiello del neorealismo italiano. Vabbé. Ora devo fare una confessione: non me ne voglia la mia insegnante del liceo, ma quando ci aveva assegnato il libro da leggere per le vacanze, con successiva richiesta di recensirlo, me ne sono fregata, "che palle oh, la Resistenza no". 16 anni e già imbruttita. Ora me ne pento, tantissimo, perché avevo torto. E' vero, parla della Resistenza, ma nel modo più leggero e spensierato che voi possiate immaginare: scordatevi la dimensione eroica che si è soliti associare alle narrazioni neorealiste, qui a parlare è un bambino, Pin, che racconta in prima persona il proprio dramma personale (orfano, fratello della prostituta del paese, senza amici e legami) e del periodo in chiave scanzonata, ironica e disillusa. Bello, bello, bello

    ha scritto il 

  • 5

    Racconto di un piccolo "adulto" e di "grandi" bambini

    Secondo solo a "Una questione privata" (come lo stesso Calvino conferma con profonda e commovente onestà intellettuale nella prefazione del proprio libro), "Il sentiero dei nidi di ragno" ritrova la s ...continua

    Secondo solo a "Una questione privata" (come lo stesso Calvino conferma con profonda e commovente onestà intellettuale nella prefazione del proprio libro), "Il sentiero dei nidi di ragno" ritrova la sua bellezza non soltanto nel racconto della Resistenza ,filtrata e semplificata dallo sguardo disincantato di un bambino, ma anche, e soprattutto, svelando quanto quelli che Pin chiama "i grandi" continuino nel profondo, nelle loro passioni e nella loro indole, ad essere bambini, e quanto i bambini sappiano a loro volta crescere in fretta e diventare inesorabilmente adulti.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    il giovane Holden del dopoguerra italiano

    Pin è un picaro: vive in un vicolo dove il suo destino sembra già segnato: il fratello della Nera, sua sorella si concede anche ai tedeschi. Ma un giorno grazie al tedesco che gira per casa sua, la su ...continua

    Pin è un picaro: vive in un vicolo dove il suo destino sembra già segnato: il fratello della Nera, sua sorella si concede anche ai tedeschi. Ma un giorno grazie al tedesco che gira per casa sua, la sua vita di vagabondaggi all'osteria ha una svolta. Pin fa il suo ingresso nel mondo spietato e incomprensibile degli adulti. Finirà per gioco o per caso in un accampamento partigiano mentre tutti in città tradiscono tutti.Bellissime le descrizioni naturai i notturni nel bosco di.cui il.ragazzo si sente "figlio", non avendo nessuno che si cura di lui. Una conclusione spietata e geniale.

    ha scritto il 

  • 5

    Pin ha pochi anni e tanta, troppa solitudine. Vive tra i carruggi di una città ligure sospeso tra infanzia ed età adulta. La guerra, la miseria, l’essere orfano gli impediscono di essere bambino. No ...continua

    Pin ha pochi anni e tanta, troppa solitudine. Vive tra i carruggi di una città ligure sospeso tra infanzia ed età adulta. La guerra, la miseria, l’essere orfano gli impediscono di essere bambino. Non gode della protezione degli adulti, non può cullarsi nell’innocenza dell’infanzia, non ha amici bambini, ma deve sgomitare nel mondo dei grandi per trovare una sua collocazione, una ragione d’essere. Il suo piccolo mondo, tra i carruggi, è un mondo difficile, nel quale si muovono soltanto adulti: i clienti dell’osteria con il loro tormentato passato, la sorella prostituta e i suoi amanti, il ciabattino, suo datore di lavoro. L’età adulta, a cui pure partecipa con la sua sconfinata allegria, fingendo di esserne integrato, però gli sfugge, non ne comprende le regole e i meccanismi. È affascinato dai pensieri e dai desideri degli adulti, ma spesso gliene sfugge il senso. Trova così conforto in un luogo segreto, che solo lui pensa di conoscere: il sentiero dove i ragni fanno il nido. È per lui un posto magico dove tutto può accadere. È un posto sicuro dove può perfino nascondere la sua cosa più preziosa, dove immagina di poter trovare il Grande Amico con cui condividere la scoperta dei nidi di ragno e l’intera sua fanciullezza. Ed è proprio qui che incontrerà Cugino, un partigiano che lo porterà con sé sulle montagne, nella base di una mal assortita compagnia partigiana. Qui entra in contatto ancora una volta con quel mondo adulto che cerca di afferrare e di comprendere, lusingandolo e blandendolo con la sua simpatia, ma da cui viene inesorabilmente escluso. Sullo sfondo la guerriglia partigiana, che però sfiora soltanto il racconto.
    Una bella storia, toccante soprattutto nel finale quando il piccolo Pin può tornare ad essere un bambino affidandosi finalmente ad un adulto che ha voglia di proteggerlo e di prendersene cura, di restituirgli quell’infanzia che fino ad allora gli era stata negata.

    ha scritto il 

  • 4

    Fantastico-realistico

    Raccontare la resistenza come una fiaba non è da tutti, tantomeno attraverso gli occhi di un bambino. Lo consiglio soprattutto a chi non è amante del romanzo storico resistenziale proprio perché prese ...continua

    Raccontare la resistenza come una fiaba non è da tutti, tantomeno attraverso gli occhi di un bambino. Lo consiglio soprattutto a chi non è amante del romanzo storico resistenziale proprio perché presenta una struttura di una storia fantastica catapultata nella realtà.

    ha scritto il 

  • 5

    Dei pochi romanzi letti di Calvino, questo è quello che mi ha colpito di più. Una trama che ti prende e ti avvolge fin dalle prime pagine, e rimani incollato fino all'ultima pagina. Lo consiglio a tut ...continua

    Dei pochi romanzi letti di Calvino, questo è quello che mi ha colpito di più. Una trama che ti prende e ti avvolge fin dalle prime pagine, e rimani incollato fino all'ultima pagina. Lo consiglio a tutti, sopratutto agli amanti delle buone storie, della letteratura Italiana, e per tutte le età !!

    ha scritto il 

  • 4

    Straordinaria capacità di raccontare ciò che è stato il vissuto della Resistenza

    Fra le categorie in cui taggare questo capolavoro di Calvino ho volutamente deciso di scegliere quella delle "Scienze Sociali" in quanto, al di là del mero racconto che reputo giusto non spoilerare, è ...continua

    Fra le categorie in cui taggare questo capolavoro di Calvino ho volutamente deciso di scegliere quella delle "Scienze Sociali" in quanto, al di là del mero racconto che reputo giusto non spoilerare, è proprio la capacità da parte dell'autore di riuscire a trasmettere in modo semplice, ma efficace, ciò che è stato vissuto durante la Resistenza da individui appartenenti alle più svariate categorie sociali ad esser il vero obiettivo raggiunto da Calvino.
    La già citata semplicità di linguaggio, condita dalla storia di un bambino screanzato, ma desideroso di affetto, stimolano al punto giusto il lettore ad andare avanti nella lettura di questo libro.

    ha scritto il 

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