Il sentiero dei nidi di ragno

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Di

3.9
(9592)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Chi tradizionale , Inglese , Tedesco , Francese , Spagnolo , Polacco

Isbn-10: A000063164 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Politica

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Descrizione del libro
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  • 5

    Uno dei più bei romanzi sulla Resistenza, rappresentata in modo antieroico e non retorico, attraverso lo sguardo di un bambino precocemente messo a contatto con gli aspetti più duri e squallidi dell'e ...continua

    Uno dei più bei romanzi sulla Resistenza, rappresentata in modo antieroico e non retorico, attraverso lo sguardo di un bambino precocemente messo a contatto con gli aspetti più duri e squallidi dell'esistenza, ma che dell'infanzia conserva la capacità di leggere la realtà secondo il codice delle favole e dell'avventura.

    ha scritto il 

  • 3

    Il sentiero dei nidi di ragno è il romanzo d’esordio di Italo Calvino. Protagonista è un ragazzino, Pin, che vive nel periodo della Resistenza. Il bambino entra poi in un gruppo di partigiani, entrand ...continua

    Il sentiero dei nidi di ragno è il romanzo d’esordio di Italo Calvino. Protagonista è un ragazzino, Pin, che vive nel periodo della Resistenza. Il bambino entra poi in un gruppo di partigiani, entrando in prima persona negli avvenimenti storici. Nonostante un forte realismo, la narrazione presenta del meraviglioso, del fantastico e del fiabesco. Una peculiarità stilistica che diventerà il tratto distintivo di Calvino.

    ha scritto il 

  • 4

    Una storia raccontata di sguincio...

    Questo romanzo propone una storia, che da un certo punto di vista appare abbastanza improbabile. Un bambino abbastanza discolo, che viene trattato alla pari rispetto a dei loschi individui raffigurat ...continua

    Questo romanzo propone una storia, che da un certo punto di vista appare abbastanza improbabile. Un bambino abbastanza discolo, che viene trattato alla pari rispetto a dei loschi individui raffigurati sotto le spoglie di puerili partigiani. Mentre la leggi ti accorgi che la macchinazione del racconto non scorre in maniera molto fluida, ma tutto sommato l'emozione che ti lascia l'ultima frase del libro è di quelle che un timbro emozionale te lo lasciano. Comunque l'autore va tastato con le opere successive!

    ha scritto il 

  • 5

    Un capolavoro

    Probabilmente molti lo giudicano ingenuo, giovanile, ancora acerbo e lontano dallo stile unico del Calvino maturo, ma per quanto mi riguarda si tratta semplicemente di un bellissimo libro. Riesce a fa ...continua

    Probabilmente molti lo giudicano ingenuo, giovanile, ancora acerbo e lontano dallo stile unico del Calvino maturo, ma per quanto mi riguarda si tratta semplicemente di un bellissimo libro. Riesce a farti vedere un mondo spietato con gli occhi di un bambino senza rinunciare al gusto di una narrazione magistrale. E la cosa incredibile è che finisci per non accorgerti dell'inganno stilistico, tanto da rileggere frasi e paragrafi interi solo per il piacere che se ne ricava. Si divora e lo si ridivora per puro piacere. E guai a liquidarlo come un testo didascalico sulla resistenza italiana. Potrebbe riguardare qualunque paese in guerra con un movimento di resistenza. Sarà anche acerba, ma è pura poesia in prosa. Da consigliare assolutamente.

    ha scritto il 

  • 4

    Con Calvino è sempre cosi, ti imbatti in una piacevole lettura che ti sembra leggera e fiabesca e poi ad un tratto... arriva...la pagina che ti scontra con la realtà, che ti obbliga a riflettere, che ...continua

    Con Calvino è sempre cosi, ti imbatti in una piacevole lettura che ti sembra leggera e fiabesca e poi ad un tratto... arriva...la pagina che ti scontra con la realtà, che ti obbliga a riflettere, che ti scava dentro. E allora quello che hai letto non è stato solo bello ma ha lasciato il segno.

    ha scritto il 

  • 3

    Meglio tardi che mai

    Non aver letto questo libro fino ad oggi è stata un grossa mancanza.
    Ci sono libri che DEVONO essere letti e questo è uno di quelli.
    Meglio prima che dopo ma anche, come nel mio caso, meglio tardi che ...continua

    Non aver letto questo libro fino ad oggi è stata un grossa mancanza.
    Ci sono libri che DEVONO essere letti e questo è uno di quelli.
    Meglio prima che dopo ma anche, come nel mio caso, meglio tardi che mai ;)

    ha scritto il 

  • 5

    “…quel furore antico che è in tutti noi, e che si sfoga in spari, in nemici uccisi, è lo stesso che fa sparare i fascisti, che li porta a uccidere con la stessa speranza di purificazione, di riscatto."

    “Il sentiero dei nidi di ragno” è il primo romanzo di Calvino pubblicato a pochissimi anni dalla fine della seconda guerra mondiale.
    Ben sapendo che la fine del conflitto darà modo a numerosi scrittor ...continua

    “Il sentiero dei nidi di ragno” è il primo romanzo di Calvino pubblicato a pochissimi anni dalla fine della seconda guerra mondiale.
    Ben sapendo che la fine del conflitto darà modo a numerosi scrittori di intervenire su quanto successo, nell’ambito di un risveglio letterario dovuto al nuovo corso che si intravedeva in Italia e che vedrà la pubblicazione di molte opere famosissime dedicate alla lotta di liberazione partigiana, Calvino sceglierà anche lui di raccontare queste vicende, di cui fu anche partecipe, con una prospettiva diversa ma non per questo meno interessante.

    La prospettiva è quella di un bambino, che si trova per varie cause coinvolto nella guerra degli adulti, inserito nel contesto di una brigata composta tutta di persone, compreso il capo, definite difficili dagli stessi vertici dei comandi partigiani.

    La tragicità dell’evento appena terminato non è minimamente scalfita dal modo in cui Calvino sceglie di raccontarlo, il bambino vivrà e vedrà questi eventi in maniera diversa ma non falsata, accentuando in più di un'occasione il contraddittorio comportamento degli uomini più grandi di lui e in molti casi senza capirlo.

    La brigata stessa nella sua composita criticità intende alludere, oltre che alla fallibilità del meccanismo bellico soggetto anch’esso alla variabile delle imperfezioni umane con risvolti non sempre interpretabili in maniera chiara e lineare, anche a sottolineare aspetti più critici di una lotta partigiana di cui vengono poste forme e problematiche fuori dai canoni usuali.

    Un esordio all’altezza di quella che sarà la sua fama per Italo Calvino che racconta una storia di guerra partigiana che induce, dal suo punto di vista, decentrato ma non distorto, a riflessioni e considerazioni sulla guerra di liberazione in Italia spostando più l’attenzione, in questo caso, sul comportamento degli uomini coinvolti in quegli eventi…

    ha scritto il 

  • 0

    ho letto la trilogia di Calvino e l' ho amata. ma questo libro proprio non mi è piaciuto: forse perché mi sembrava troppo finto ( anche se potrebbe essere stato la realtà del periodo) comunque ho fatt ...continua

    ho letto la trilogia di Calvino e l' ho amata. ma questo libro proprio non mi è piaciuto: forse perché mi sembrava troppo finto ( anche se potrebbe essere stato la realtà del periodo) comunque ho fatto fatica a leggerlo

    ha scritto il 

  • 5

    Per capire a fondo questo romanzo, pubblicato nel 1947, quindi immediatamente dopo la fine della guerra di liberazione, può aiutare la prefazione dell'autore, scritta nel 1964 e presente in quest'ediz ...continua

    Per capire a fondo questo romanzo, pubblicato nel 1947, quindi immediatamente dopo la fine della guerra di liberazione, può aiutare la prefazione dell'autore, scritta nel 1964 e presente in quest'edizione Garzanti: "volevo combattere contemporaneamente su due fronti, lanciare una sfida ai detrattori della Resistenza e allo stesso tempo ai sacrdoti di una Resistenza agiografica ed edulcorata". A poco più di un anno dalla fine della Guerra mancava ancora una romanzo sui partigiani di montagna, mentre però la corrente di pensiero revisionista era già pesantemente all'attacco (l'Italia repubblicana ha le sue radici più profonde nel fascismo). E allora Calvino mette al centro della scena un gruppo di partigiani, visti con gli occhi di un bambino, fatta di storti, di reietti, ma che comunque ha scelto di combattere contro il fascismo non per un ideale astratto ("troschista") ma per "una spnta di riscatto umano, elementare, anonimo , da tutte le nostre umiliazioni"

    ha scritto il 

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