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Il sentiero dei nidi di ragno

By Italo Calvino

(273)

| Others | 9788828608509

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Book Description

540 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Capolavoro il romanzo, capolavoro la prefazione.

    Ed era il primo libro che scriveva. Quando si dice il genio. Insuperato.

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    Paco, detto Francesco said on Sep 18, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un ottimo inizio

    Ho macinato parecchia letteratura sulla guerra civile italiana e credo che Il Sentiero sarebbe il libro perfetto da consigliare a chi si approccia per la prima volta all'argomento. L'ottimo inizio per un lettore, e anche per l'autore.

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    Simone said on Sep 16, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    E così [lei] e [lui] si sono buttati nella pentola con dentro i pop corn, ma non sono morti. Hanno rimbalzato e si sono ritrovati dall'altra parte del tavolo. Dev/essere successo qualcosa di assurdo, ha pensato [lui], come mai non siamo morti? Eppure ...(continue)

    E così [lei] e [lui] si sono buttati nella pentola con dentro i pop corn, ma non sono morti. Hanno rimbalzato e si sono ritrovati dall'altra parte del tavolo. Dev/essere successo qualcosa di assurdo, ha pensato [lui], come mai non siamo morti? Eppure non abbiamo sbagliato niente, com/è successo? [lei] gli è salita sule spalle di nuovo e gli ha detto non ti preoccupare, siamo pur sempre su un tavolo possiamo morire quando vogliamo. Ok, ha detto [lui], ma adesso che facciamo?, e poi io volevo morire mangiando pop corn, perché cazzo non posso morire mangiando i pop corn? Adesso non fare l/agnellino, ha detto [lei], forse dovremmo cogliere l/occasione e proseguire e vedere cosa c/è più avanti. Non lo so, dice [lui] guardando verso destra. Il solito negativo, dice [lei], piantala. Va bene, dice [lui], la pianto, ma tu rimanimi vicina. Ci provo, dice [lei], ma tu non lanciarmi troppo forte. E così [lei] e [lui] hanno ripreso a camminare. [lui] sembra stanco, aveva proprio voglia di morire, [lei] sembra invece più risoluta, per [lei] il tentativo di suicidio è già dimenticato, forse questo perché [lei] è molto più piccola di [lui] e non tiene ancora traccia del passato. Camminano, [lei] sopra [lui], non parlano ma per loro il silenzio non è un problema. Poi [lui] sente un fruscio arrivare dalla sua destra. Non può girarsi e chiede a [lei] se sente la stessa cosa. [lei] dice di sì e propone di fermarsi. Appena in tempo, il fruscio si fa rapidamente più forte e un coltello passa roteando davanti ai loro occhi increduli. Alla vista del coltello, [lei] ricorda improvvisamente il tentativo di suicidio e lo dice a [lui]. Questa è proprio una buona occasione per morire, dice [lei], vero? E [lui] alza gli occhi verso di [lei] e le chiede, morire?, ma di cosa stai parlando? Ah, fa [lei], pensavo di essere io quella piccola, ma tu non scherzi mica. E per un po/ [lei] e [lui] rimangono in silenzio, fermi, a vedere coltelli roteanti sfilare velocemente davanti ai loro occhi.

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    (skate) said on Aug 29, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    "I sogni dei partigiani sono rari e corti, sogni nati dalle notti di fame, legati alla storia del cibo sempre poco e da dividere in molti: sogni di pezzi di pane morsicati e poi chiusi in un cassetto."

    Pin è un bambino orfano, antipatico, dispettoso, senza amici della sua età, che vive con una sorella prostituta. Il suo caratteraccio indisponente e la sua lingua lunga non lo fanno amare dai suoi coetanei. E' quindi costretto a vivere in un mondo di ...(continue)

    Pin è un bambino orfano, antipatico, dispettoso, senza amici della sua età, che vive con una sorella prostituta. Il suo caratteraccio indisponente e la sua lingua lunga non lo fanno amare dai suoi coetanei. E' quindi costretto a vivere in un mondo di adulti che a malapena sopportano i suoi sberleffi e le sue crudeltà. Fino a che un'ulteriore "bravata"(il furto della pistola di uno degli amanti tedeschi della sorella) lo porta a conoscere un altro mondo: quello dei partigiani, nascosti nell'ombra e in rifugi segreti. Uomini soli, come lui. Adulti che hanno paura, come lui, e che come lui conoscono tanti luoghi segreti, come il posto dove Pin va a scovare i suoi amati e odiati ragni. La prefazione dell'autore e la stupenda immagine finale, valgono da sole tutto il libro. Bello, bello.

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    Mauro Torquati57 said on Aug 17, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Credo di aver trovato in Calvino uno degli autentici maestri della letteratura italiana contemporanea. Ogni suo libro è una piacevolissima rivelazione, un concentrato di eleganza, fatti, fisionomie degno di attenzione e ammirazione. In questo testo, ...(continue)

    Credo di aver trovato in Calvino uno degli autentici maestri della letteratura italiana contemporanea. Ogni suo libro è una piacevolissima rivelazione, un concentrato di eleganza, fatti, fisionomie degno di attenzione e ammirazione. In questo testo, dal contenuto più impegnato, storicamente parlando, non mancano riferimenti alla situazione concreta dell'Italia sul finire della seconda guerra mondiale, con l'occupazione nazista contro cui combatterono i nostri partigiani: è in queste vicende che il nostro eroe viene coinvolto, dopo aver osato rubare la pistola a un ufficiale tedesco. La prigione, la via dei campi, l'accampamento dei partigiani... questi sono i luoghi lungo cui ci si muove, ma nulla ha il fascino della sacralità del sentiero dove fanno il nido i ragni, principio e fine di tutto il romanzo, luogo da preservare e tristemente violato (una metafora dell'effetto del nazi-fascismo sul sogno italiano?). i ritratti che si susseguono - soprattutto quelli dei partigiani - rendono il testo prezioso, variegato, più maturo di quel che potrebbe sembrare sul principio... impressione totalmente contraddetta dalla vivificante immagine finale, tra i ragni e le lucciole. Buona lettura!!

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    Ipsen said on Aug 11, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Dei libri che raccontano la Resistenza penso sia uno dei migliori. Si capisce che è frutto dell'esperienza diretta perché mostra anche gli aspetti meno nobili dei partigiani: la loro approssimazione, i loro dubbi, le loro frustrazioni. In questo roma ...(continue)

    Dei libri che raccontano la Resistenza penso sia uno dei migliori. Si capisce che è frutto dell'esperienza diretta perché mostra anche gli aspetti meno nobili dei partigiani: la loro approssimazione, i loro dubbi, le loro frustrazioni. In questo romanzo c'è poca ideologia e molta umanità. Inoltre il fatto che il tutto sia visto con gli occhi ingenui di un ragazzino (povero Pin solo al mondo in cerca di affetto!) è una trovata geniale.

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    Artemisia said on Aug 10, 2014 | Add your feedback

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