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Il sesso inutile

Opere di Oriana Fallaci 15

Di

Editore: BUR Rizzoli (Edizione speciale per il Corriere della Sera)

4.1
(474)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 205 | Formato: Tascabile economico

Data di pubblicazione: 

Prefazione: Giovanna Botteri

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback , eBook

Genere: Fiction & Literature , Social Science , Travel

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Descrizione del libro
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Quanta strada ancora...

    Ecco, questa è la Fallaci che adoro e di cui mi sono appassionata ormai anni fa. Una Fallaci inedita per chi si è voluto limitare alle sue riflessioni post-11 Settembre, liquidandola come "la giornali ...continua

    Ecco, questa è la Fallaci che adoro e di cui mi sono appassionata ormai anni fa. Una Fallaci inedita per chi si è voluto limitare alle sue riflessioni post-11 Settembre, liquidandola come "la giornalista scrittrice che ama la guerra/perché le ricorda quand'era giovane e bella".
    Qui la Fallaci si presenta come una donna giovane, non troppo cinica ma sicuramente ironica, amante del bello (quante descrizioni di abiti tradizionali, dal kimono al sarong!), addirittura vezzosa nonostante temperature e paesaggi ostili (il racconto della parrucca mi ha davvero lasciato di sasso).
    Il racconto procede spedito e avvincente grazie a un linguaggio davvero molto piacevole e ricco, forse mi ha deluso giusto un pochino la parte dedicata alle Hawaii: del resto la Fallaci era alla fine del suo viaggio, probabilmente da questo è derivata una certa stanchezza che non compare all'inizio del libro. Reportage bellissimo, duro o malinconico nella maggior parte, quasi a dimostrare la difficoltà dell'esser donna qualche decennio fa (non che sia cambiato granché, anzi, forse proprio in quello sta la grande attualità di questo libro).

    Considero in un certo senso "Streghe" di Lilli Gruber il degno proseguimento del reportage della Fallaci.

    ha scritto il 

  • 4

    Da un po' di tempo ho iniziato una specie di tradizione, ovvero leggere un libro della Fallaci all'anno. Checché se ne dica, per me questa donna rappresenta una fonte di saggezza, che può poi deludere ...continua

    Da un po' di tempo ho iniziato una specie di tradizione, ovvero leggere un libro della Fallaci all'anno. Checché se ne dica, per me questa donna rappresenta una fonte di saggezza, che può poi deludere in certe occasioni, ma rimane pur sempre una compagna, anzi una maestra di vita.
    Venendo al libro, questo viaggio attorno alla figura femminile mi ha lasciato molti spunti di riflessione. Non sono rimasta sorpresa da molti dei suoi racconti, come quello ambientato in Pakistan, del matrimonio della bambina-sposa, o ancora quello della Cina, delle bambine costrette a farsi fasciare i piedi sin dalla tenerà età e a soffrirne per tutta la vita. E' disorientante più che altro il paradosso che ognuno di questi racconti porta con sé.

    Per me è una parolaccia il progresso e ciò che chiamate emancipazione. Gli uomini ci rispettavano, allora. Ora ci temono. Ci amavano, allora. Ora ci tollerano. Eravamo tutti uguali, uomini e donne, con gli stessi diritti, gli stessi doveri. Oggi a forza di predicar l'uguaglianza siamo diventati diversi.

    Questa citazione è tratta dal capitolo sulle Hawaii, dalla testimonianza di Mary Kawena Pukui, "l'ultima vera hawaiana di Honolulu". Ma alla fine che importanza ha? Le donne secondo Oriana sono uguali in ogni parte del mondo, soffrono delle stesse sofferenze e gioiscono delle stesse gioie, perché è la natura umana ad essere uguale. E a quanto pare l'emancipazione della donna non sempre porta i risultati sperati: si acquisiscono più diritti, apparentemente, e allo stesso tempo si perde di vista l'essere donna, l'essere "umana". Eppure, chi metterebbe in dubbio i grandi vantaggi dell'emancipazione femminile? Oriana presenta nel suo saggio innanzitutto questa grande ambiguità.
    Infine sicuramente il racconto è più leggero e fresco rispetto ai romanzi successivi. Oriana svela alcuni retroscena del viaggio, e in particolare i divertenti grattacapo del fotografo Duilio Pallottelli (a proposito, mi piacerebbe vedere il suo reportage fotografico!).

    p.s.: Nel capitolo dedicato al Giappone viene presentato uno spettacolo chiamato "shiro-shiro", su cui però non vengono forniti dettagli di nessun tipo, a parte il fatto che Oriana e i suoi due accompagnatori si sono sentiti male. Ora, questo dovrebbe dissuadermi dal cercare notizie, ma non è così. Se qualcuno sa di cosa si tratta, potrebbe dirmelo? Arigatò!

    ha scritto il 

  • 4

    Una interessante lettura di una grande osservatrice del mondo che ci circonda. Il mondo cambia e a volte non ce ne accorgiamo, e diamo per scontato dove siamo arrivati. Questo libro che ha quasi la mi ...continua

    Una interessante lettura di una grande osservatrice del mondo che ci circonda. Il mondo cambia e a volte non ce ne accorgiamo, e diamo per scontato dove siamo arrivati. Questo libro che ha quasi la mia età ci ricorda che il mondo era diverso, e stava cambiando diventando quello in cui oggi viviamo. In realtà, non tutto purtroppo è cambiato in meglio e il racconto da Karachi, oggi non potrebbe essere fatto con la stessa tranquillità con cui fu fatto allora. La descrizione delle donne di New York è il gran finale di un libro che consiglio a tutti.

    ha scritto il 

  • 4

    Un'Oriana meno mordente, ma...

    In questo libro l'autrice ci porta in giro per il mondo, specie orientale, raccontaci la storia delle donne, intervistandone varie tipologie. Troviamo un'Oriana più ironica e aperta, infatti spesso no ...continua

    In questo libro l'autrice ci porta in giro per il mondo, specie orientale, raccontaci la storia delle donne, intervistandone varie tipologie. Troviamo un'Oriana più ironica e aperta, infatti spesso non mi sono trattenuta dalle risate. Un lato dell'autrice che non conoscevo.
    Bellissime le parti in Pakistan e in India.
    Un lettura scorrevole e da affrontare se sia ama la giornalista più famosa del mondo.

    ha scritto il 

  • 3

    Se siete disposti ad accollarvi...

    1) Prosopopea novecentesca sulle fabbriche brutte che ingoiano la bella campagna. Dovrebbe chiamarsi "Sindrome di via Gluck";
    2) Giudizi a manetta sulle orientali che scelgono di vestirsi da arianA-HE ...continua

    1) Prosopopea novecentesca sulle fabbriche brutte che ingoiano la bella campagna. Dovrebbe chiamarsi "Sindrome di via Gluck";
    2) Giudizi a manetta sulle orientali che scelgono di vestirsi da arianA-HEM europee;
    3) L'emancipazione può anche far male, ad esempio lei non sa se le fanno più pena le cinesi coi piedi rotti o le fotografe americane fighe e in carriera;
    4) Le soldatesse e le giudici sono brutte e zitelle, ed essere brutte è atroce, terribile, umiliante, le donne brutte dovrebbero dispiacersi di se stesse 26 ore al giorno e non vantarsene come le cinesi comuniste in divisa con gli occhiali.
    5) Tutto questo dall'alto della sapienza di uno Stato senza soldatesse e senza magistrate. Prevenire è meglio che curare.
    6) Si può scegliere arroganza e solitudine, o (cit.) "umiltà e compagnia", e sappiate che se farete carriera vivrete nel rimpianto e nessuno vi vorrà più.
    7) Abortire è "gettare un bambino".
    8) Con il divorzio si resta sole.
    9) Restare sole è immorale e degno di commiserazione come essere brutte.
    10) Tutto questo dall'alto della sapienza di uno Stato senza aborto e divorzio legali.
    11) Esplicativo sull'Oriente più o meno quanto la sigla delle Tartarughe Ninja.
    12) In America a inizio anni '60 vigeva un matriarcato, gli uomini avevano più infarti delle donne perché le donne li stressavano, l'accesso alla tecnologia era vietato agli uomini mentre le donne erano in possesso di ordigni demoniaci come la lavatrice e l'aspirapolvere. Per fortuna in Italia non c'erano. Sto sempre citando.
    13) Nel periodo in cui Betty Friedan parlava del "problema che non ha nome", cioè del malessere esistenziale delle casalinghe laureate chiuse in casa dalla propaganda del femminile diverso, la Fallaci sostiene che le donne americane "accumulano energia e riposo" con l'ausilio dei demoniaci congegni, per meglio opprimere i masculi inermi.
    14) L'oppressione delle giapponesi conferisce loro grazia e umiltà, il velo delle donne musssssssssulmane le rende delle "femminucce" ed è mortificante. Mamma li turchi!

    allora è un bel libro, snello, cattura l'attenzione. E lei scrive benissimo, con maestoso vocabolario postfascio e un vocione roboante e supponente degno di un maschio sessantenne. Devo farmi un corso per impararlo.
    Io, si sa, mi accollo sempre tutto in nome del criterio Hannibal Lecter. Però per favore smettete di menarmela sul progressismo di Oriana Fallaci, ora che ho letto un libro di quando ancora non faceva le tirate razziste.

    ha scritto il 

  • 4

    Più che sesso debole, la donna è il sesso inutile. Questa l'intuizione di un'amica della Fallaci, che le ispirò questo libro, questo reportage sulla condizione della donna. Una battuta densa di frustr ...continua

    Più che sesso debole, la donna è il sesso inutile. Questa l'intuizione di un'amica della Fallaci, che le ispirò questo libro, questo reportage sulla condizione della donna. Una battuta densa di frustrazione, come spiegata e raccontata nella prefazione, che contiene in sé però una inespressa ma evidente verità: l'ipocrisia di una civiltà occidentale apparentemente progressista, in cui la parità di genere è una illusione, una concessione per nascondere comunque l'inutilità di un sesso escluso a priori dai centri di comando. Per arrivare a questa verità Oriana Fallaci compie un giro intorno al mondo, che la riporta a casa, completamente diversa. Questo è forse il vero senso di un sottotitolo come Viaggio intorno alla donna, quasi non fosse il globo terrestre da scoprire, ma solo se stesse.

    Continua su
    http://www.lastambergadeilettori.com/2014/03/speciale-grandi-scrittrici-il-sesso.html

    ha scritto il 

  • 4

    Ma le farfalle di ferro conoscono il valore della pazienza, e ottengono sempre quello che vogliono.

    La prima impressione che una donna occidentale riceve giungendo in paesi rigorosamente mussulmani è, come in Pakistan, quella d’essere l’unica donna sopravvissuta a un diluvio universale dove siano af ...continua

    La prima impressione che una donna occidentale riceve giungendo in paesi rigorosamente mussulmani è, come in Pakistan, quella d’essere l’unica donna sopravvissuta a un diluvio universale dove siano affogate tutte le donne del mondo.

    Donne coperte da veli ”più che un velo è un lenzuolo il quale le copre dalla testa ai piedi come un sudario", le Matriarche, le cinesi con i piedi fasciati, le geishe, le spose bambine, la scrittrice Han Suyin e la sua bellissima storia d’amore. Sono queste le donne che Oriana Fallaci incontra nel suo viaggio per il mondo. Donne che poi racconta ne Il sesso inutile, un libro magnifico, scritto parecchi anni fa ma ancora molto attuale, e lo fa con lo stile che me l’ha fatta amare tanto in passato.

    L’auto dello sposo era arrivata da cinque minuti ed ora qualcuno gli faceva girare intorno una capra, per augurargli prosperità. La sposa era arrivata, anche lei, ma subito l’avevano nascosta: così la capra augurava prosperità soltanto al marito.

    ha scritto il 

  • 4

    Oriana Fallaci una meravigliosa giornalista. Un libro scritto nel 1960 che potrebbe essere stato scritto oggi anche perché, purtroppo, poco è cambiato (o sarebbe meglio dire migliorato) da quanto ci r ...continua

    Oriana Fallaci una meravigliosa giornalista. Un libro scritto nel 1960 che potrebbe essere stato scritto oggi anche perché, purtroppo, poco è cambiato (o sarebbe meglio dire migliorato) da quanto ci racconta Oriana.

    ha scritto il 

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