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Il sesso inutile

Opere di Oriana Fallaci 15

Di

Editore: BUR Rizzoli (Edizione speciale per il Corriere della Sera)

4.1
(428)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 205 | Formato: Tascabile economico

Data di pubblicazione: 

Prefazione: Giovanna Botteri

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback , eBook

Genere: Fiction & Literature , Social Science , Travel

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Descrizione del libro
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  • 4

    Un'Oriana meno mordente, ma...

    In questo libro l'autrice ci porta in giro per il mondo, specie orientale, raccontaci la storia delle donne, intervistandone varie tipologie. Troviamo un'Oriana più ironica e aperta, infatti spesso non mi sono trattenuta dalle risate. Un lato dell'autrice che non conoscevo.
    Bellissime le parti in ...continua

    In questo libro l'autrice ci porta in giro per il mondo, specie orientale, raccontaci la storia delle donne, intervistandone varie tipologie. Troviamo un'Oriana più ironica e aperta, infatti spesso non mi sono trattenuta dalle risate. Un lato dell'autrice che non conoscevo. Bellissime le parti in Pakistan e in India. Un lettura scorrevole e da affrontare se sia ama la giornalista più famosa del mondo.

    ha scritto il 

  • 3

    Se siete disposti ad accollarvi...

    1) Prosopopea novecentesca sulle fabbriche brutte che ingoiano la bella campagna. Dovrebbe chiamarsi "Sindrome di via Gluck";
    2) Giudizi a manetta sulle orientali che scelgono di vestirsi da arianA-HEM europee;
    3) L'emancipazione può anche far male, ad esempio lei non sa se le fanno più pena le c ...continua

    1) Prosopopea novecentesca sulle fabbriche brutte che ingoiano la bella campagna. Dovrebbe chiamarsi "Sindrome di via Gluck"; 2) Giudizi a manetta sulle orientali che scelgono di vestirsi da arianA-HEM europee; 3) L'emancipazione può anche far male, ad esempio lei non sa se le fanno più pena le cinesi coi piedi rotti o le fotografe americane fighe e in carriera; 4) Le soldatesse e le giudici sono brutte e zitelle, ed essere brutte è atroce, terribile, umiliante, le donne brutte dovrebbero dispiacersi di se stesse 26 ore al giorno e non vantarsene come le cinesi comuniste in divisa con gli occhiali. 5) Tutto questo dall'alto della sapienza di uno Stato senza soldatesse e senza magistrate. Prevenire è meglio che curare. 6) Si può scegliere arroganza e solitudine, o (cit.) "umiltà e compagnia", e sappiate che se farete carriera vivrete nel rimpianto e nessuno vi vorrà più. 7) Abortire è "gettare un bambino". 8) Con il divorzio si resta sole. 9) Restare sole è immorale e degno di commiserazione come essere brutte. 10) Tutto questo dall'alto della sapienza di uno Stato senza aborto e divorzio legali. 11) Esplicativo sull'Oriente più o meno quanto la sigla delle Tartarughe Ninja. 12) In America a inizio anni '60 vigeva un matriarcato, gli uomini avevano più infarti delle donne perché le donne li stressavano, l'accesso alla tecnologia era vietato agli uomini mentre le donne erano in possesso di ordigni demoniaci come la lavatrice e l'aspirapolvere. Per fortuna in Italia non c'erano. Sto sempre citando. 13) Nel periodo in cui Betty Friedan parlava del "problema che non ha nome", cioè del malessere esistenziale delle casalinghe laureate chiuse in casa dalla propaganda del femminile diverso, la Fallaci sostiene che le donne americane "accumulano energia e riposo" con l'ausilio dei demoniaci congegni, per meglio opprimere i masculi inermi. 14) L'oppressione delle giapponesi conferisce loro grazia e umiltà, il velo delle donne musssssssssulmane le rende delle "femminucce" ed è mortificante. Mamma li turchi!

    allora è un bel libro, snello, cattura l'attenzione. E lei scrive benissimo, con maestoso vocabolario postfascio e un vocione roboante e supponente degno di un maschio sessantenne. Devo farmi un corso per impararlo. Io, si sa, mi accollo sempre tutto in nome del criterio Hannibal Lecter. Però per favore smettete di menarmela sul progressismo di Oriana Fallaci, ora che ho letto un libro di quando ancora non faceva le tirate razziste.

    ha scritto il 

  • 4

    Più che sesso debole, la donna è il sesso inutile. Questa l'intuizione di un'amica della Fallaci, che le ispirò questo libro, questo reportage sulla condizione della donna. Una battuta densa di frustrazione, come spiegata e raccontata nella prefazione, che contiene in sé però una inespressa ma ev ...continua

    Più che sesso debole, la donna è il sesso inutile. Questa l'intuizione di un'amica della Fallaci, che le ispirò questo libro, questo reportage sulla condizione della donna. Una battuta densa di frustrazione, come spiegata e raccontata nella prefazione, che contiene in sé però una inespressa ma evidente verità: l'ipocrisia di una civiltà occidentale apparentemente progressista, in cui la parità di genere è una illusione, una concessione per nascondere comunque l'inutilità di un sesso escluso a priori dai centri di comando. Per arrivare a questa verità Oriana Fallaci compie un giro intorno al mondo, che la riporta a casa, completamente diversa. Questo è forse il vero senso di un sottotitolo come Viaggio intorno alla donna, quasi non fosse il globo terrestre da scoprire, ma solo se stesse.

    Continua su http://www.lastambergadeilettori.com/2014/03/speciale-grandi-scrittrici-il-sesso.html

    ha scritto il 

  • 4

    "Le donne non sono una fauna speciale e non capisco per quale ragione esse debbano costituire, specialmente sui giornali, un argomento a parte: come lo sport, la politica e il bollettino meteorologico."


    Più che sesso debole, la donna è il sesso inutile. Questa l'intuizione di ...continua

    "Le donne non sono una fauna speciale e non capisco per quale ragione esse debbano costituire, specialmente sui giornali, un argomento a parte: come lo sport, la politica e il bollettino meteorologico."

    Più che sesso debole, la donna è il sesso inutile. Questa l'intuizione di un'amica della Fallaci, che le ispirò questo libro, questo reportage sulla condizione della donna. Una battuta densa di frustrazione, come spiegata e raccontata nella prefazione, che contiene in sè però una inespressa ma evidente verità: l'ipocrisia di una civiltà occidentale apparentemente progressista, in cui la parità di genere è una illusione, una concessione per nascondere comunque l'inutilità di un sesso escluso a priori dai centri di comando. Per arrivare a questa verità Oriana Fallaci compie un giro intorno al mondo, che la riporta a casa, completamente diversa. Questo è forse il vero senso di un sottotitolo come Viaggio intorno alla donna, quasi non fosse il globo terrestre da scoprire, ma solo se stesse. Il libro risulta godevole, fosse solo per una giusta sovrapposizione di registri e stili, dal reportage giornalistico al racconto di vita in prima persona, cui si mescolano servizi dal sapore più turistico e narrazioni antropologiche, con protagoniste le diverse donne dei diversi paesi visitati. La Fallaci si muove a Est: dal Medio Oriente a quello Estremo, passando dal paese dell'Islam puro, il Pakistan, all'India, quindi dalla Cina al Giappone, per finire con la frontiera estrema degli Stati Uniti, le isole dell'arcipelago Hawaii, e infine il suo cuore pulsante, New York. Tanti paesi per tante culture e tante declinazioni della donna e del suo rapporto con l'uomo e con il potere. Nella sua analisi la Fallaci sa essere chiara e diretta, rispondendo all'esigenza di illustrare forse per la prima volta il ruolo delle donne in alcune culture e civiltà. Se oggi possiamo vantare una maggiore conoscenza e consapevolezza è in parte merito della Fallaci; che questa conoscenza, però, non ci faccia apparire come banale un testo del genere, che invece ha ancora da raccontare, fosse solo il confronto con i giorni attuali. E così si scopre che se in Pakistan la situazione è immutata, l'India raccontata dalla Fallaci, che schiera le donne in tutte le gerarchie di potere (non c'è solo Indira Gandhi), non corrisponde affatto all'India di oggi, che stupra e poi brucia o lapida le sue bambine. Colpisce ancora oggi, invece, la scoperta del vero cuore delle Hawaii, una società di donne libere che resiste al fascino patinato degli Stati Uniti. La condizione della donna è, inutile dirlo, un pretesto, o sarebbe meglio dire, un livello di lettura che ne porta con sé altri, a catena. In queste pagine c'è tutto il fascino del confronto culturale, che parte dal ruolo della donna ma si allarga fino a comprendere ogni cosa, l'amore (che in Cina è intraducibile), il cibo, l'arte del raccontare, il confronto tra le generazioni e così via. Fino a giungere a una battaglia semantica che distrugge termini come "normale" e "diverso". Oggi a forza di predicar l'ugluaglianza siamo diventati diversi, dice la Fallaci nella sua prefazione, una considerazione che appare casuale, eppure risulta discussa e ponderata lungo tutto un viaggio, che forse non finisce mai.

    ha scritto il 

  • 4

    Ma le farfalle di ferro conoscono il valore della pazienza, e ottengono sempre quello che vogliono.

    La prima impressione che una donna occidentale riceve giungendo in paesi rigorosamente mussulmani è, come in Pakistan, quella d’essere l’unica donna sopravvissuta a un diluvio universale dove siano affogate tutte le donne del mondo.


    Donne coperte da veli ”più che un velo è un len ...continua

    La prima impressione che una donna occidentale riceve giungendo in paesi rigorosamente mussulmani è, come in Pakistan, quella d’essere l’unica donna sopravvissuta a un diluvio universale dove siano affogate tutte le donne del mondo.

    Donne coperte da veli ”più che un velo è un lenzuolo il quale le copre dalla testa ai piedi come un sudario", le Matriarche, le cinesi con i piedi fasciati, le geishe, le spose bambine, la scrittrice Han Suyin e la sua bellissima storia d’amore. Sono queste le donne che Oriana Fallaci incontra nel suo viaggio per il mondo. Donne che poi racconta ne Il sesso inutile, un libro magnifico, scritto parecchi anni fa ma ancora molto attuale, e lo fa con lo stile che me l’ha fatta amare tanto in passato.

    L’auto dello sposo era arrivata da cinque minuti ed ora qualcuno gli faceva girare intorno una capra, per augurargli prosperità. La sposa era arrivata, anche lei, ma subito l’avevano nascosta: così la capra augurava prosperità soltanto al marito.

    ha scritto il 

  • 4

    Oriana Fallaci una meravigliosa giornalista. Un libro scritto nel 1960 che potrebbe essere stato scritto oggi anche perché, purtroppo, poco è cambiato (o sarebbe meglio dire migliorato) da quanto ci racconta Oriana.

    ha scritto il 

  • 4

    "Ti senti più felice all'idea di poter fare ciò che fanno gli uomini e divenire magari presidente della Repubblica? Dio, quanto vorrei essere nata in uno di quei paesi dove le donne non contano nulla. Tanto, il nostro, è un sesso inutile"

    A me lo stile di Oriana non stanca. Schietto, ironico, a volte quasi cinico. Ciò che poi mi piace di questo libro in particolare è il fatto che lei non si erga mai a giudice, si limita a riportare i fatti ponendosi domande a cui forse non esiste neanche risposta. Si interroga e lei stessa spesso ...continua

    A me lo stile di Oriana non stanca. Schietto, ironico, a volte quasi cinico. Ciò che poi mi piace di questo libro in particolare è il fatto che lei non si erga mai a giudice, si limita a riportare i fatti ponendosi domande a cui forse non esiste neanche risposta. Si interroga e lei stessa spesso prova sentimenti contrastanti rispetto a ciò che osserva. Ogni donna che incontra durante il suo viaggio è uguale e diversa da ogni altra ed è difficile, alla fine, trovare una "morale", se così si può dire. La cosa vera ma purtroppo anche triste che esce dal libro, secondo me, è il fatto che comunque sia la donna oggi (e si badi, non solo fino agli anni 60, ma anche oggi) deve dimostare, forse ostentare di essere felice o di aver raggiunto dei traguardi come e meglio degli uomini. Il fatto che esisterà sempre un metro di paragone fra i due sessi mi spaventa, perchè è proprio vero ciò che dice Oriana e cioè che "i problemi fondamentali delle donne nascono anche e soprattutto da questo: il fatto d'essere donne".

    ha scritto il 

  • 2

    Non un libro di analisi come si proponeva e un po' datato.

    Oriana è un'ottima giornalista ma a mio avviso con questo libro fallisce un po' come intellettuale e sociologa. In giro per il mondo sulle orme di Phileas Fogg (che romantica) alla ricerca della felicità o infelicità della donna, la Fallaci si limita invece a descrivere le donne che incontra e si ...continua

    Oriana è un'ottima giornalista ma a mio avviso con questo libro fallisce un po' come intellettuale e sociologa. In giro per il mondo sulle orme di Phileas Fogg (che romantica) alla ricerca della felicità o infelicità della donna, la Fallaci si limita invece a descrivere le donne che incontra e si perde nei - gustosissimi - particolari dei suoi viaggi, che raccontano la meravigliosa vita che fu dei reporter d'antan. Ma non analizza poi veramente nè le donne nè le sue ssperienze come ha fatto invece in numerevoli altre occasioni.

    ha scritto il 

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