Il settimo papiro

Di

Editore: TEA

4.0
(3030)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 480 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Francese , Olandese , Portoghese , Polacco , Ungherese , Russo

Isbn-10: 8850219563 | Isbn-13: 9788850219568 | Data di pubblicazione: 

Curatore: Roberta Rambelli

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Da oltre tremila anni, nel cuore dell'Africa pulsa uno straordinario mistero: la tomba leggendaria del faraone Mamose, concepita dallo scriba Taita, il quale, convinto che mai il sepolcro sarebbe stato violato, aveva lanciato la sua sfida ai posteri, vergando su un fragile papiro enigmatiche indicazioni per raggiungere la tomba. Oggi quella sfida diventa per lo spregiudicato sir Nicholas Quenton-Harper un'eccitante scommessa; per l'avido collezionista Gotthold von Schiller un delirante anelito all'immortalità; per l'affascinante archeologa Royan Al Simma una conferma dell'insuperata grandezza del popolo egizio. Una potente avventura archeologica, un'incalzante caccia al tesoro fitta di enigmi, rivelazioni e colpi di scena, una tumultuosa storia di passioni, di avidità, di coraggio, di amore.
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  • 5

    Appassionante

    Per chi ha letto "Il Dio del fiume" questo libro non può che essere molto più coinvolgente.
    Dopo aver letto della costruzione delle tombe dei faraoni da parte di Taita, questa volta ce lo troviamo "av ...continua

    Per chi ha letto "Il Dio del fiume" questo libro non può che essere molto più coinvolgente.
    Dopo aver letto della costruzione delle tombe dei faraoni da parte di Taita, questa volta ce lo troviamo "avversario" (e non è il solo, quelli contemporanei sono anche peggio), pronto a nascondere i suoi tesori e a tenerseli con trabocchetti mortali.

    ha scritto il 

  • 3

    Un libro da spiaggia

    Secondo libro del Ciclo egizio. Qui la storia si sposta ai nostri giorni e prende un ritmo quasi da giallo. Se si è letto il primo libro Il Dio del fiume si capiscono meglio i riferimenti, ma la stori ...continua

    Secondo libro del Ciclo egizio. Qui la storia si sposta ai nostri giorni e prende un ritmo quasi da giallo. Se si è letto il primo libro Il Dio del fiume si capiscono meglio i riferimenti, ma la storia viaggia comunque in modo autonomo per la sua strada. Lo stile e la qualità sono al livello del primo e così pure i personaggi molto schematici. Di piacevole lettura il libro scorre velocemente e non lascia molto, ma serve bene a passare il tempo.

    ha scritto il 

  • 4

    La più bella avventura di Wilbur Smith

    Ho letto quasi tutto di W. Smith, ma del Settimo Papiro non mi stanco mai ed è uno dei pochissimi romanzi che torno a rileggere volentieri quando sono temporaneamente a corto di novità.
    Di questo scri ...continua

    Ho letto quasi tutto di W. Smith, ma del Settimo Papiro non mi stanco mai ed è uno dei pochissimi romanzi che torno a rileggere volentieri quando sono temporaneamente a corto di novità.
    Di questo scrittore mi piace tanto la capacità di farti vedere quello che scrive, come se guardassi un film invece di avere un libro fra le mani, e di rendere vivi i personaggi.
    In questo caso è riuscito a fondere entrambe le cose a una trama che provoca dipendenza fino all'ultima pagina, trovando la combinazione perfetta di tutto ciò che si potrebbe desiderare in un romanzo d'avventura. Bellissimo.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    0

    Patetico

    Una cosa che mi dà un fastidio immane è quando l'autore si inserisce all'interno del romanzo: la vedo come una pecca di superbia, non mi consente di leggere con leggerezza un libro. Ecco, Smith è molt ...continua

    Una cosa che mi dà un fastidio immane è quando l'autore si inserisce all'interno del romanzo: la vedo come una pecca di superbia, non mi consente di leggere con leggerezza un libro. Ecco, Smith è molto egocentrico e si deve mettere se no non è felice. Romanzo ovviamente scontato, costruito male, stile alla Smith, quindi osceno. Va bene solo per la particolarità dell'ambientazione, un po' bistratta da molti autori. Leggerò il libro successivo, ma solo perché ce l'ho in casa.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Sfortunatamente questo libro non mi ha attratto come invece ha fatto il primo della serie Egizia con protagonista lo schiavo Taita (Il Dio Del Fiume).

    Il motivo principale è che ho trovato i personagg ...continua

    Sfortunatamente questo libro non mi ha attratto come invece ha fatto il primo della serie Egizia con protagonista lo schiavo Taita (Il Dio Del Fiume).

    Il motivo principale è che ho trovato i personaggi principali, Nicholas Quenton-Harper e Royan Al-Simma, estremamente detestabili.
    Il primo non è altro che un clone del celebre Indiana Jones con tutto ciò che ne consegue, la seconda non fa altro che esaurire la pazienza del povero lettore con il suo atteggiamento vittimistico ed ipocrita (E qui cito i primi tre esempi: Non ha mai amato il suo defunto marito ma non riesce ad abbandonarsi nelle braccia di un altro uomo; non segue la religione musulmana, ma agisce seguendo le tradizioni che questa impone alle donne... ma solo quando le fa comodo!; si fa tanto forte delle sue convinzioni morali, ma alla fine tradisce coloro che l'hanno aiutata più e più volte durante la sua avventura senza provare un briciolo di rimorso).
    Per questo motivo la lettura del libro è andata estremamente a rilento ed è decisamente risultata poco piacevole.

    Tuttavia, Wilbur Smith è Wilbur Smith e bisogna riconoscere che l'avventura in se', il fatto che gli enigmi dello schiavo-genio Taita siano sopravvissuti sino a giungere nella nostra epoca tessendo le basi per un'avventura a stampo archeologico è un'idea per uno spin-off decisamente interessante della serie che è ambientata totalmente nell'antico Egitto.

    ha scritto il 

  • 3

    Il settimo papiro

    credevo di proseguire la storia narrata in Il Dio del fiume e in effetti un po' è vero. Solo che è ai giorni nostri. L'idea l'ho trovata geniale, grazie ai lasciti di Taita, con enigmi e molta azione ...continua

    credevo di proseguire la storia narrata in Il Dio del fiume e in effetti un po' è vero. Solo che è ai giorni nostri. L'idea l'ho trovata geniale, grazie ai lasciti di Taita, con enigmi e molta azione si svelano i segreti della tomba del faraone Mamose. Un'avventura archeologica intrapresa per motivazioni diverse e con risultati esaltanti. Il difetto di quest'autore è la lunghezza. Si dilunga troppo nelle descrizioni e in questo libro sembra aver allungato anche la storia, soprattutto all'inizio. Però poi si riprende e nell'insieme un buon libro avventuroso con un intreccio interessante tra egitto antico e quello ai giorni nostri

    ha scritto il 

  • 3

    Non ho letto altri Smith, perciò non ho termini di paragone. Il plot è promettente ed incuriosisce senza dubbio il lettore, l'unica cosa è che mi è sembrato un po' un polpettone, cioè decisamente trop ...continua

    Non ho letto altri Smith, perciò non ho termini di paragone. Il plot è promettente ed incuriosisce senza dubbio il lettore, l'unica cosa è che mi è sembrato un po' un polpettone, cioè decisamente troppo lungo e meticoloso nelle descrizioni dei particolari! Rispetto ad altre recensioni, nelle quali ho letto del ritmo incalzante del romanzo, posso dire di averlo trovato solo a circa duecento pagine dalla fine. Mi ha lasciata un po' perplessa, non so se mi cimenterò in altri romanzi di questo autore.

    ha scritto il 

  • 3

    Thriller archeologico

    L'idea di partenza è buona: anziché proseguire la storia de "Il Dio del Fiume", ambientato nell'Antico Egitto, Smith ha scelto di parlare degli archeologi che ai giorni nostri seguono le tracce lascia ...continua

    L'idea di partenza è buona: anziché proseguire la storia de "Il Dio del Fiume", ambientato nell'Antico Egitto, Smith ha scelto di parlare degli archeologi che ai giorni nostri seguono le tracce lasciate dai protagonisti del romanzo precedente. Purtroppo la storia risulta troppo lunga e ridondante, indugia su fatti non essenziali ai fini della trama e solo nelle ultime 100 pagine acquista un ritmo incalzante che finalmente tiene legato il lettore.
    Gli scrittori in grado di scrivere un'opera lunga avvincendo il lettore dalla prima all'ultima pagina sono molto pochi: occorrerebbe essere consapevoli dei propri limiti e rilasciare un'opera essenziale ma concentrata ed intensa.

    ha scritto il 

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