Il signor Malaussène !! SCHEDA DOPPIA !!

Di

Editore: universale economica feltrinelli

4.2
(7506)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo , Tedesco , Inglese , Catalano , Portoghese

Isbn-10: A000107921 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Copertina rigida , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Umorismo , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    0

    http://www.scaffalivirtuali.altervista.org/index.php?bookid=434

    n una Belleville straziata dall'inarrestabile armata composta dagli ufficiali giudiziari, la tribù dei Malaussène e gli amici di famiglia oppongono una strenua ma spesso infruttuosa resistenza. Il vec ...continua

    n una Belleville straziata dall'inarrestabile armata composta dagli ufficiali giudiziari, la tribù dei Malaussène e gli amici di famiglia oppongono una strenua ma spesso infruttuosa resistenza. Il vecchio cede al nuovo che avanza, senza sosta. Il tema centrale è rappresentato dai ritrovamenti di cadaveri, persone uccise brutalmente, cui sono stati asportati tatuaggi di rara bellezza, rappresentanti opere artistiche di molti secoli fa. La propensione naturale di Benjamin a fare da capro espiatorio non fa eccezione nemmeno questa volta, finendo addirittura in cella per un tempo che lui non riesce a definire. Il contorno è rappresentato da una particolare eredità, composta da un archivio cinematografico e, soprattutto, un "Film Unico" da trasmettere una sola volta ad un pubblico selezionatissimo. Attorno alla pellicola si scatena una vera e propria caccia senza esclusione di colpi di scena. Colpi di scena che si susseguono fino all'ultima pagina dando vita a un bellissimo finale, capace di appassionare nonostante il lento avvio del libro. Poteva essere più breve, velocizzando un po' le prime pagine, ma tutto sommato resta un bel giallo, a tratti esilarante.

    ha scritto il 

  • 3

    Adesso capisco perché quando lo lessi la prima volta, digiuna di Pennac, pensai: "che è 'sta robaccia, come fa a piacere?".
    La saga Malaussen va assolutamente letta in ordine, quindi questo dopo gli a ...continua

    Adesso capisco perché quando lo lessi la prima volta, digiuna di Pennac, pensai: "che è 'sta robaccia, come fa a piacere?".
    La saga Malaussen va assolutamente letta in ordine, quindi questo dopo gli altri tre, sennò non ci si capisce nulla.
    La fantasia di quest'autore è infinita.
    Ed ora mi aspetta Therese ;-)

    ha scritto il 

  • 0

    Una scrittura che dà il piacere di leggere

    Per spiegarlo, mi sembra meglio citarlo:
    "Così si sferruzzano i lutti. Piccoli istanti di gioia tra gli assalti della disperazione, un diritto e un rovescio, fino alla felicità ritrovata di essere se ...continua

    Per spiegarlo, mi sembra meglio citarlo:
    "Così si sferruzzano i lutti. Piccoli istanti di gioia tra gli assalti della disperazione, un diritto e un rovescio, fino alla felicità ritrovata di essere se stessi..." (194)
    "La trasparenza è un concetto imbecille, figliolo. O quanto meno inefficace, se applicato alla verità. Se lo immagina un mondo trasparente? Contro cosa si staglierebbe, la sua trasparente verità? [...] La trasparenza è un concetto da illusionista!" (378)

    ha scritto il 

  • 3

    La famiglia Malaussene è sempre strepitosa ma, per me, questa volta Pennac ha inserito in un unico libro davvero troppi personaggi e troppi avvenimenti, mi ha confuso un po' le idee

    ha scritto il 

  • 4

    Quarto capitolo della saga Malaussène e la sensazione che, chissà, all'epoca volesse esserne la chiusura: tutti i casi dei precedenti romanzi vengono riaperti e concatenati agli ultimi avvenimenti che ...continua

    Quarto capitolo della saga Malaussène e la sensazione che, chissà, all'epoca volesse esserne la chiusura: tutti i casi dei precedenti romanzi vengono riaperti e concatenati agli ultimi avvenimenti che, come da copione, coinvolgono Benjamin Malaussène a tal punto da far credere che sia uno dei peggiori criminali della storia.
    Ovviamente, essendoci altri due romanzi, non ne è stata la chiusura, però quella sensazione permane.
    Promosso anche questo, comunque, finora Pennac non mi ha mai deluso, sempre a metà tra demenzialità e romanticismo, surrealismo e raccapriccio, ha quel dono particolare che ti fa letteralmente amare i suoi personaggi e ogni volta che uno nuovo entra in scena è come se lo conoscessi da sempre.

    ha scritto il 

  • 5

    Meraviglioso!

    Come sempre un Pennac originale e sorprendente, anche se qui più profondo.
    Ogni volta il mio innamoramento per questi personaggi si fa sempre più acuto e poi come si fa a resistere a Titus e Silistri? ...continua

    Come sempre un Pennac originale e sorprendente, anche se qui più profondo.
    Ogni volta il mio innamoramento per questi personaggi si fa sempre più acuto e poi come si fa a resistere a Titus e Silistri?

    ha scritto il 

  • 0

    "Il Signor Malaussène" mi ha fatto pensare a quelle ricette di pesce che fanno qui in Francia, che ti arriva a tavola un piatto pieno di salsa liquida in cui ti tocca scavare per trovare l'alimento pr ...continua

    "Il Signor Malaussène" mi ha fatto pensare a quelle ricette di pesce che fanno qui in Francia, che ti arriva a tavola un piatto pieno di salsa liquida in cui ti tocca scavare per trovare l'alimento principale. Ecco, qui ho scavato per un terzo del libro e non ho trovato niente, nessun pesce, niente di interessante. Pennac accumula in maniera confusa elementi e personaggi, probabilmente facendo riferimento ai capitoli precedenti della saga, ma senza tirare fuori qualcosa che assomigli a una storia decente. Che non abbia le idee tanto chiare lo dimostra anche quando sbanda clamorosamente a livello del tono della narrazione, passando da una presunta leggerezza alla Queneau dell'inizio alla pesantezza dei peggiori "noir" del secondo quarto fino a diventare letteralmente illeggibile. Non metto stelline perché magari poi boh, sono io che sono impaziente ed avrei dovuto aspettare un'altra cinquantina di pagine, ma se c'è una cosa che detesto sono i libri in cui l'autore è talmente affetto dalla smania di sorprendere ad ogni riga, ad ogni frase, ad ogni trovata che per concentrarsi su ogni alberello finisce per dimenticarsi la foresta, mandando completamente a meretrici il flusso narrativo, smania che va da sé, dalla prima all'ultima riga che ho letto non ha abbandonato Pennac manco per una sola virgola.

    Insomma, l'ho mollato lì. Vedremo più avanti se merita di essere ripreso in mano ma non credo.

    ha scritto il 

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