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Il signor di Ballantrae

By Robert Louis Stevenson

(19)

| Others | 9788806110567

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Book Description

52 Reviews

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  • 7 people find this helpful

    Master di Ballantrae è la versione più articolata e narrativamente complessa del dottor Jekill e Mr.Hide.
    Il narratore MacKellar, amministratore della nobile famiglia scozzese Durrisdeer, è l'osservatore (non imparziale) della drammatica relazione co ...(continue)

    Master di Ballantrae è la versione più articolata e narrativamente complessa del dottor Jekill e Mr.Hide.
    Il narratore MacKellar, amministratore della nobile famiglia scozzese Durrisdeer, è l'osservatore (non imparziale) della drammatica relazione conflittuale tra i due fratelli: James (il primogenito, Master di Ballantrae) e Henry, il minore. Inizialmente i due caratteri paiono così ben definiti che non abbiamo dubbi: James, vigoroso, intraprendente e impudente, il più amato dal padre e il preferito dalla gente rappresenta il male, sfaccettato, incessante e subdolo. Henry, invece, così mite e paziente, vilipeso e incompreso è la vittima, il bene silenzioso e destinato allo scacco.
    Man mano che il racconto procede però, questo netto confine va intorbidandosi, il bene e il male si mescolano e i due fratelli, nutriti reciprocamente dall'impasto di odio della loro rivalità, assumono connotazioni diverse, mostrano aspetti nuovi e inattesi...tanto che alla fine anche il nostro giudizio di lettori (partigiani perché il narratore lo è) comincia a vacillare.
    James e Henry allora assumono valenza di simbolo: ancora una volta il male non è fuori di noi, ma dentro; è la pasta di cui siamo fatti, duale e molteplice.

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    Gabril said on May 28, 2014 | 2 feedbacks

  • 3 people find this helpful

    "Gli uomini non sono né angeli né bestie, ma angeli e bestie" (Blaise Pascal)

    C'erano una volta due fratelli; il minore era il più mite e pio, laddove il primogenito , nonostante i propri sforzi, non riusciva a dimostrarsi all'altezza del Padre. Consumato dall'invidia e dall'ossessione, reo di una mancanza che sentiva di non d ...(continue)

    C'erano una volta due fratelli; il minore era il più mite e pio, laddove il primogenito , nonostante i propri sforzi, non riusciva a dimostrarsi all'altezza del Padre. Consumato dall'invidia e dall'ossessione, reo di una mancanza che sentiva di non dover imputare a sé stesso, il maggiore maturò un insano odio nei confronti del fratello innocente e finì con l'ucciderlo. Colto subito dal rimorso , fu condannato a vagare ramingo e reietto per le lande, marchiato a vita ma al contempo con la mano del Padre a vegliare discreta su di lui.

    Questa è una versione della storia che conosciamo più o meno tutti. In un suo breve scritto, Borges suggerì che il tempo e lo sgretolarsi del ricordo avrebbe potuto affievolire il peso del delitto e confondere i ruoli dell'assassino e della vittima. Stevenson raccolse questo spunto ante-litteram e ne fece il proprio capolavoro.

    "The master of Ballantrae" è un romanzo bello e feroce come una landa invernale. Stevenson riferì di aver ricevuto l'ispirazione in una fredda e silenziosa notte invernale (uno scenario rievocato nel libro stesso) e leggendo l'opera non si può fare a meno di notare quanto pregnante, intimo e ispirato ne sia stato il concepimento. E' una vicenda cruda e leggiadra, in cui la prosa scorre fluida come rivoli di cera fusa ma pronta a ustionare in maniera lancinante appena ci tocca. Leggendo si avverte il brivido inconfondibile che scaturisce ogni volta che si sfiora la potenza del mito; perché nel Master viene tinteggiato,in uno squisito destreggio di grazia e ambiguità, il mito della Fratellanza, legato a doppio filo a quello della Vendetta, come se essi fossi scaturiti da un progenitore comune nella notte dei tempi. E' una storia cruda dove c'è un po' di tutto : l'invidia, l'odio, l'amicizia, la fedeltà, la servitù, la follia, la frivolezza, la dissimulazione, l'ossessione, l'avventura, l'intraprendenza. E', come tutte le storie di Stevenson, un'avventura che è al contempo parabola, un viaggio alla scoperta della questione morale che si cela sotto ogni vicenda,il nodo con cui tutti i personaggi sono chiamati a fare i conti, un'Odissea verso l'Ultima Thule in cui convergono i migliori e i peggiori e , una volta giunti faccia a faccia, scoprono di non sapersi distinguere, e di vedere ciascuno qualcosa di sé nell'altro e viceversa. Come forse tutti i grandi libri, dalla Commedia a Shakespeare, da Conrad a Melville, dai miti antichi al Don Chisciotte , il Master è il tortuoso cammino verso una Rivelazione che all'epilogo non si intravede se non in un fugace bagliore, estatica e annichilente ad un tempo.

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    Davide il Girovago said on Jan 15, 2014 | 3 feedbacks

  • 2 people find this helpful

    Il Signore di Ballantrae/ Stevenson Robert Louis

    Bel libro, letto tutto d'un fiato.
    Bellissimi i dialoghi, forse un pò meno la trama. Ottima anche l'ambientazione "invernale" e quel finale, tra freddo, ghiaccio, boschi e plenilunio, è da urlo. Imprevedibile e diabolico. Tra i personaggi il più ama ...(continue)

    Bel libro, letto tutto d'un fiato.
    Bellissimi i dialoghi, forse un pò meno la trama. Ottima anche l'ambientazione "invernale" e quel finale, tra freddo, ghiaccio, boschi e plenilunio, è da urlo. Imprevedibile e diabolico. Tra i personaggi il più amabile è sicuramente Mackellar. Nel Romanzo, forse è quello che Stevenson scruta più a fondo insieme ad Henry, analizzandone emozioni, paure, debolezze e pregi del proprio io. Henry e il Master, invece, suscitano nel lettore sentimenti di pietà e ammirazione nello stesso tempo. Nella fase finale, quasi si può mettere da parte quell'odio ostinato, che è alimentato in tutto il racconto e che è abilmente sollecitato dal narratore (Mackellar), verso il Master, e si guarda quest'ultimo un po' con compassione, arrivando addirittura a sperare (come a me è capitato) che quel povero diavolo, braccato dalla banda dei suoi cacciatori, riesca a trovare una via di fuga dopo i disperati tentativi di darsela a gambe fra i boschi e il ghiaccio, e chissà, magari sperare in una sua improbabile redenzione. Ma non tutti i romanzi finiscono col lieto fine. Buono Stevenson! 4 stelle! :-)

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    Damiano Franco said on Oct 24, 2013 | 4 feedbacks

  • 24 people find this helpful

    Dovunque c'è un uomo, c'è una menzogna

    Il protagonista chi è? Il Master, il Lord, o Mackellar, il servitore? Cosa dobbiamo esaltare? La lealtà o l'astuzia? Il coraggio o l'opportunismo? Non ero a mio agio fra le pagine di questo libro, io sono uno degli ammiratori del romanzo realistico e ...(continue)

    Il protagonista chi è? Il Master, il Lord, o Mackellar, il servitore? Cosa dobbiamo esaltare? La lealtà o l'astuzia? Il coraggio o l'opportunismo? Non ero a mio agio fra le pagine di questo libro, io sono uno degli ammiratori del romanzo realistico e qui la realtà è contaminata in un modo che ricorda quello di Mark Twain. L'avventura si mescola all'esposizione della psicologia dei personaggi. Niente è univoco, lo stesso episodio ha versioni differenti a seconda di chi lo racconta. La voce principale è quella del servitore Ephraim Mackellar, che fa un resoconto della lotta fraticida fra il Master e il Lord. La sua esposizione è arricchita da memorie scritte e lettere altrui, inserite con puntualità all'interno dei capitoli. Ho mal digerito la figura del Master, uno smargiasso scialacquatore, bugiardo e traditore che nelle intenzioni di Stevenson dovrebbe rappresentare la personificazione di Satana. La cattiva digestione è stata causata dall'ambiguità con la quale il narratore ne parlava, ora descrivendolo come un gran figlio di pu..lzella, ora tratteggiandolo come il più temerario e astuto esemplare della specie umana. Il tema del doppio caro a Stevenson (Dr. Jekyll and Mr. Hyde), potrebbe essere una chiave di lettura anche di questo romanzo. I due fratelli in conflitto, altro non sarebbero che le differenti pulsioni coabitanti nella medesima persona. Tutta l'avventura narrata, solo un modo per descrivere un lancinante conflitto interiore. Ho preferito la presunta franchezza con la quale il servitore raccontava della propria codardia e della stupidità con la quale si era lasciato imbrogliare. Viene il giorno in cui uno si sente uno stupido. Quel giorno però viene per tutti, anche per chi pensa di esser il più furbo. Infatti si può esser più furbi di un altro.. ma non di tutti gli altri.

    E-book N°18
    Il Master di Ballantrae (Robert Louis Stevenson)
    Aggiunto in agosto 2013

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    Nood-Lesse said on Sep 25, 2013 | 19 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    una fucina di espedienti narrativi avvincenti. il resto meno entusiasmante.

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    titti said on Aug 19, 2013 | Add your feedback

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