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Il signore della guerra di Marte

Il Fantastico Economico Classico 30

By Edgar Rice Burroughs

(304)

| Paperback | 9788879837033

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Book Description

Questo romanzo costituisce il terzo episodio del famosissimo Ciclo di John Carter di Marte. I personaggi di questa saga sono ormai ben noti ai lettori, per cui sembra superfluo dilungarsi sulle figure della bellissima Principessa Dejah Thoris, e sull Continue

Questo romanzo costituisce il terzo episodio del famosissimo Ciclo di John Carter di Marte. I personaggi di questa saga sono ormai ben noti ai lettori, per cui sembra superfluo dilungarsi sulle figure della bellissima Principessa Dejah Thoris, e sullo stesso John Carter, che sono i protagonisti indiscussi anche delle avventure comprese in questo volume. Gli ingredienti della Science Fantasy ci sono tutti, per cui il libro piacerà sia agli appassionati della Fantascienza che a quelli della Heroic Fantasy, dato che le valenze che caratterizzano entrambi i generi sono ampiamente profuse da Burroughs in questo romanzo.

7 Reviews

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    Fra la prima e la seconda parte del romanzo il suo cane marziano passa dall’avere dieci zampe a sei, John Carter è capace di saltare per dieci metri su un balcone che passa dall’essere ampio a stretto non appena le guardie si avvicinano dopo avergli ...(continue)

    Fra la prima e la seconda parte del romanzo il suo cane marziano passa dall’avere dieci zampe a sei, John Carter è capace di saltare per dieci metri su un balcone che passa dall’essere ampio a stretto non appena le guardie si avvicinano dopo avergli dato tutto il tempo di issarsi su. Può usare una parrucca come travestimento, gettarla a terra per provocazione e poi ritrovarsela magicamente in testa la scena successiva, pronta ad essere agguantata da un feroce avversario. Aggiungiamo al mix che è un adorabile idiota (annuncia la propria identità ad ogni nemico che incontra senza pagarne mai le conseguenze) con una fortuna sfacciata che lo salva in più occasioni (tutti hanno la necessità di esporre i propri piani quando lui è vicino), il tentativo di rendere tutto più "esotico" semplicemente aumentando il numero di zampe e dimensioni dei vari animali e che cosa otteniamo?

    All’inizio pensavo di lasciar perdere, di chiudere il libro e via, avrei fatto un grosso errore… non so quale magia sia accaduta e non importa quante incongruenze mi venissero gettate addosso, mi sono ritrovato ad ascoltare le parole di John Carter come se fosse un vecchio amico un po’ spaccone che racconta le sue bravate notturne. Aggiungiamo la marte “classica” della fantascienza con tanto di canali, una spruzzata di space opera con bollenti pupe marziane da salvare ed il gioco è fatto, di certo non è il massimo in quanto a coerenza interna (a meno che non si consideri Carter un narratore inaffidabile), ma resta intrattenimento puro.

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    Rothgar said on Feb 8, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Gran finale (?)

    Un buon gran finale per quella che potrebbe benissimo essere una trilogia. Invece il ciclo prosegue a lungo, anche se in Italia i successivi volumi non sono più disponibili (peccato). Nessuna novità: avventure, combattimenti e inseguimenti a getto co ...(continue)

    Un buon gran finale per quella che potrebbe benissimo essere una trilogia. Invece il ciclo prosegue a lungo, anche se in Italia i successivi volumi non sono più disponibili (peccato). Nessuna novità: avventure, combattimenti e inseguimenti a getto continuo, come ci avevano abituati i precedenti volumi (più il secondo che non il primo, a dir la verità). L'autore ci ha fatto i miliardi con queste storie, quindi non ci si stupisca se l'approfondimento psicologico sia, come dire,... assente!

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    Giordano Bruno said on Oct 27, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Da: http://www.mauriziovicedomini.com/2012/10/recensione-gl…

    Recensisco insieme questi due libri, poiché sono legati in modo assai stretto. Rispetto al primo volume, Sotto le lune di Marte, si ha un balzo avanti: se nel prim ...(continue)

    Da: http://www.mauriziovicedomini.com/2012/10/recensione-gl…

    Recensisco insieme questi due libri, poiché sono legati in modo assai stretto. Rispetto al primo volume, Sotto le lune di Marte, si ha un balzo avanti: se nel primo romanzo l'occhio era puntato su John Carter e sul suo adattarsi a Barsoom, gli altri due libri amplificano lo sguardo, mettendo al centro l'esplorazione di Marte.
    Non c'è dubbio che Burroughs fosse ossessionato dai colori: in questi due romanzi compaiono - oltre ai Tark verdi, agli uomini rossi e alle scimmie bianche - gli uomini-pianta blu, i Thern bianchi (ma che in realtà hanno la carnagione terrestre, quindi potremmo dire "rosa"), i Primi Nati neri e infine gli uomini gialli del Nord.
    Queste popolazioni vengono scoperte grazie alla ricerca di Dejah Thoris da parte di John, ritornato su Barsoom dopo dieci lunghi anni.

    Anche se il ciclo di John Carter consta di dieci libri, a tutti gli effetti potremmo considerare questi primi tre una trilogia autoconclusiva. Sono certo - ma forse mi smentiranno appassionati più esperti - che l'idea di Burroughs fosse proprio quello di concludere qui la storia. Poi, forse per il successo ottenuto, ha deciso di proseguire.
    Infatti, tramite questi due romanzi, scopriamo tutte le popolazioni di Barsoom e tutti i luoghi che ancora ci erano stati preclusi nel primo libro: La valle oltre il fiume del non ritorno, il cratere sotterraneo dei Primi Nati, sede della dea Issus, e le città a nord dei ghiacciai, popolati dagli uomini gialli.

    Se nel primo libro il messaggio che era uscito fuori era di negazione del comunismo - criticato da Dejah Thoris riferendosi ai Tark - qui abbiamo una forte critica alla religione e alle credenze cieche. Il culto stesso di Issus, il culto dei Thern - che a differenza del film qui non hanno alcun potere - viene sbandierato come folle e falso. In un certo senso, buttando al suolo tutti gli idoli mitici di Marte, Burroughs compie un parallelismo, buttando a terra anche quelli terrestri.

    La scrittura, come per il primo volume, è abbastanza raccontata. E non potremmo aspettarci altro, dal momento che sono romanzi di inizio '900. Tuttavia non ci sono parti superflue, e il romanzo snello scorre via senza problemi.
    Ancora una volta c'è un po' troppo la visione del protagonista "campione assoluto", capace di sconfiggere qualunque nemico. Quest'abilità bellatoria supera - in questi due romanzi - la capacità di saltare, che era stata tanto predominante nel primo volume.

    In conclusione una degna fine per un ciclo storico. L'unico peccato è che una parte di storia non viene spiegata: All'inizio del secondo libro, John spiega a Burroughs di aver scoperto il segreto della trasmigrazione, e di poter viaggiare senza problemi da Jasoom a Barsoom e viceversa. Come abbia ottenuto questa capacità non viene spiegato in alcun modo, e forse sarà oggetto di un romanzo seguente. Peccato che non siano più in commercio e che sia praticamente impossibile trovarli.

    Maurizio

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    Maurizio Vicedomini said on Oct 23, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    In questo, 3° romanzo del ciclo, si corona ciò che nel precedente non era ancora avvenuto. Si corona sia dal punto di vista personale che "ufficiale" per John Carther. Un nuovo popolo si conosce mentre i vecchi seppelliscono il vecchio ideale guerrie ...(continue)

    In questo, 3° romanzo del ciclo, si corona ciò che nel precedente non era ancora avvenuto. Si corona sia dal punto di vista personale che "ufficiale" per John Carther. Un nuovo popolo si conosce mentre i vecchi seppelliscono il vecchio ideale guerriero secondo il quale sono tutti nemici. Sempre popoli "militari" ma che grazie a John sanno quando si possono abbassare le armi. Come negli altri libri si conoscono nuovi amici, altri che appaiono momentaneamente, altri che poi saranno amici fissi e presenti di John. Anche lo stesso figlio della più grande coppia di Barsoom ha un ruolo non "inutile". Dopo questi 3 letti singolarmente sono riuscito a trovar solo la raccolta , dei prossimi due, della Cosmo.

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    Arturo Sandalphon De Luca [Scambio solo ebook] said on Aug 19, 2012 | Add your feedback

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    Il terzo e ultimo volume è direttamente legato al secondo, entrambi sono continua del primo ma non si può leggere il secondo senza il terzo. Stesso stile. Non annoia. Il migliore comunque resta il primo volume della saga.

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    Cd Jack said on Apr 24, 2012 | Add your feedback

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    Burroughs è un narratore di razza e finchè narra , inventa ,crea sempre nuovi sviluppi , intrecci e colpi di scena non si avverte stanchezza e le pagine scorrono veloci come saette e lisce come olio...peccato quindi lo spazio dato ai tavoli diplomati ...(continue)

    Burroughs è un narratore di razza e finchè narra , inventa ,crea sempre nuovi sviluppi , intrecci e colpi di scena non si avverte stanchezza e le pagine scorrono veloci come saette e lisce come olio...peccato quindi lo spazio dato ai tavoli diplomatici ed ai romanzetti rosa

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    Brenna , l'infiltrato said on Oct 20, 2009 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (304)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 2 stars
    • 1 star
  • Paperback 125 Pages
  • ISBN-10: 8879837036
  • ISBN-13: 9788879837033
  • Publisher: Newton & Compton (Compagnia del Fantastico)
  • Publish date: 1994-09-03
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