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Il signore delle mosche

I grandi della narrativa - Novecento europeo Vol. 4

Di

Editore: Editoriale San Paolo - Famiglia cristiana (su licenza Mondadori)

4.0
(13716)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 239 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Spagnolo , Tedesco , Chi semplificata , Francese , Polacco , Russo , Catalano , Svedese , Portoghese , Giapponese , Greco , Galego , Ceco , Farsi , Coreano , Olandese , Estonian

Isbn-10: A000043116 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Tascabile economico , Rilegato in pelle

Genere: Fiction & Literature , Social Science , Teens

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Descrizione del libro
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  • 5

    Romanzo eccezionale, stupendo in tutti i sensi, non mi voglio prolungare sulla storia e sul suo significato perchè oramai tutti sanno di cosa si tratta.Penso che sia un libro unico nel suo genere e ch ...continua

    Romanzo eccezionale, stupendo in tutti i sensi, non mi voglio prolungare sulla storia e sul suo significato perchè oramai tutti sanno di cosa si tratta.Penso che sia un libro unico nel suo genere e che mai potrà essercene altri a questi livelli.Immenso dalla prima parola all'ultima con una scorrevolezza impareggiabile.Non capisco come alcune persone abbiano detto che il romanzo non sia scorrevole.......semplicissimo tanto che lo.può leggere persino un ragazzino,ma profondo e psicologico che può fa riflettere pure un analista.Per me il meglio libro che esista!!!!

    ha scritto il 

  • 3

    “Lord of the flies” è un libro che ho sempre voluto leggere, un classico della distopia che però già ad inizio lettura sapevo quasi per certo sarebbe andato a finire nel gruppo con Orwell e Bradbury, ...continua

    “Lord of the flies” è un libro che ho sempre voluto leggere, un classico della distopia che però già ad inizio lettura sapevo quasi per certo sarebbe andato a finire nel gruppo con Orwell e Bradbury, distopie diverse tra loro ma che per qualche ragione non sono riuscita ad apprezzare completamente.

    E' un romanzo crudo e violento che ci trasporta in una realtà assurda e inimmaginabile: un gruppo di ragazzini sono sopravvissuti ad un incidente e aereo e ora si trovano dispersi su un'isola, quello che all'inizio può sembrare loro un'avventura, un gioco e una situazione libera dalle regole degli adulti si trasformerà ben presto in una lotta alla sopravvivenza, il più debole contro il più forte, raziocinio contro istintività.
    I temi sottolineati sono proprio questi: bene contro male, razionalità contro primitività, il ritratto negativo dell'uomo che non riesce a tenere a freno gli istinti primordiali e animaleschi ma ancor più sconcertante è che Golding prenda come esempio la figura che nel mondo è simbolo di innocenza: il bambino.

    Il suo romanzo è l'esempio di una visione pessimistica dell'animo umano, ricordiamoci che scriverà “L'uomo produce il male come le api producono il miele” proprio perchè secondo Golding l'uomo è fondamentalmente cattivo; in questo romanzo infatti protagonista non è un uomo che ha sulle spalle esperienze di vita che potrebbero averlo portato alla disperazione, ma un gruppo di bambini a simboleggiare che l'uomo senza educazione ed esempi di vita e lontano da una società plasmatrice, possa diventare presto cattivo e “bestiale”.

    Ed esempi lampanti di ragione e istinto sono proprio i due personaggi principali, i “capi” delle due fazioni contrapposte: Ralph e Jack. Il primo è la rappresentazione della logica e della ragione, è il leader votato dal gruppo e si sente responsabile della loro salvezza, con la fissa del fuoco (unica mezzo per la sopravvivenza) e dei rifugi, cerca sempre di essere pensante e razionale ma per quanto sia buono cade un po' nell'alterigia e nella freddezza. Jack è esattamente l'opposto, impulsivo e arrogante, ha istinti violenti e i suoi atteggiamenti incutono timore, è il personaggio negativo del romanzo in contrapposizione sempre al primo. Ma per spiegarvi meglio vi lascio due passi che mi hanno colpita su entrambi:

    "Jack pensò a una nuova truccatura. Si passò il bianco su una guancia e intorno a un occhio, poi fregò di rosso l'altra metà del volto e tirò un frego nero attraverso tutta la faccia dall'orecchio destro alla mascella sinistra. Guardò la sua immagine allo stagno, ma il suo respiro turbava lo specchio.
    S'inginocchiò, con quella coppa d'acqua. Una chiazza tonda di sole venne a cadere sulla sua faccia, e qualcosa di lucente apparve in fondo all'acqua. Egli guardava stupefatto, non vedeva più se stesso, ma uno sconosciuto che faceva paura. Rovesciò l'acqua e balzò in piedi, ridendo eccitato.
    Accanto allo stagno sul suo corpo nervono, stava una maschera che affascinava e spaventava. Cominciò a ballare, e le sue risa divennero sanguinarie. Fece una capriola verso Guglielmo, e la maschera sembrava una cosa indipendente, dietro la quale Jack si nascondeva, liberato dalla vergogna e dalla coscienza di sé. "

    "Improvvisamente, mentre camminava lungo l'acqua, si sentì sopraffatto dallo stupore. Si accorse che cominciava a capire come fosse faticosa quella vita, nella quale ogni sentiero era nuovo, e una parte considerevole del tempo in cui si stava svegli si doveva passarla a guardarsi i piedi. Si fermò, osservando la sabbia, e ricordando la prima esplorazione entusiastica come se fosse parte di un'infanzia più bella, sorrise con scherno. Poi si voltò e tornò alla piattaforma, col sole negli occhi. Era ora di riunire l'assemblea e, mentre camminava nello splendore accecante del sole, si ripassò accuratamente il discorso che stava per fare. Non bisognava fare sbagli in quell'assemblea, non perdersi dietro a cose immaginarie.
    Si smarrì in un labirinto di pensieri resi più confusi dalla mancanza di parole adatte a esprimerli. Si accigliò, e riprovò a pensare.
    Quell'adunata non doveva essere un gioco, ma una cosa seria."

    Riconosco i meriti al libro e a Golding ma purtroppo non sono riuscita ad apprezzarlo del tutto, è un libro che non scorre liberamente e fatica a decollare, ci ha messo quasi un centinaio di pagine per catturarmi un po' e credo che questa lettura sia stata la conferma che i classici della distopia non facciano per me.

    http://geekybookers.blogspot.it/2015/03/recensione-il-signore-dell-mosche-di.html

    ha scritto il 

  • 3

    Sicuramente una lettura poco fluida. Il libro, a par mio non decolla, ma sono di grande interesse le atmosfere così cupe dove l'ombra, nella quale trionfano gli istinti più beceri, regna sovrana.
    Il ...continua

    Sicuramente una lettura poco fluida. Il libro, a par mio non decolla, ma sono di grande interesse le atmosfere così cupe dove l'ombra, nella quale trionfano gli istinti più beceri, regna sovrana.
    Il progressivo passaggio dalla società civile, l'iniziale illusione di libertà per la mancanza degli adulti, si trasforma in un gioco folle che tuttavia nella sua pazzia si rivela fatale. Si, direi che tutto sommato mi è piaciuto.

    ha scritto il 

  • 0

    La violenza è innata nell'uomo

    Un romanzo con un alto significato, al di là della trama, che pure merita.
    I ragazzi sopravvissuti all'incidente aereo, fanno presto a mettere su una società modellata su quella degli adulti, mostrand ...continua

    Un romanzo con un alto significato, al di là della trama, che pure merita.
    I ragazzi sopravvissuti all'incidente aereo, fanno presto a mettere su una società modellata su quella degli adulti, mostrando che alcuni comportamenti riprovevoli sono insiti nell'animo umano e fanno parte della sua natura.
    Si legge con una facilità incredibile e ogni capitolo finito lascia il desiderio di iniziare il successivo, per sapere come procedano i fatti.
    Una pietra miliare della letteratura del secolo scorso.

    ha scritto il 

  • 2

    Domenica sera ho iniziato questo libro e ieri sera l'ho chiuso (PER FORTUNA) e spero di dimenticarmene presto.
    Il genere distopico non è fra i miei preferiti, non per chissà quali ragioni, ma possiamo ...continua

    Domenica sera ho iniziato questo libro e ieri sera l'ho chiuso (PER FORTUNA) e spero di dimenticarmene presto.
    Il genere distopico non è fra i miei preferiti, non per chissà quali ragioni, ma possiamo accendere il telegiornale per trovarsi dentro alla realtà dei nostri giorni che non differisce troppo dal genere distopico.
    Questo genere tendo ad evitarlo perché di negatività e schifezza ce n'è anche troppa, ma me l'avevano regalato quindi non potevo lasciarlo li.
    Lo so, forse la prendo nel verso sbagliato ma non me ne frega nulla!
    Così come 1984 anche questo "romanzetto", ("etto" perché sono solo 200 pagine), è brutale e violento psicologicamente.
    Dei ragazzini, causa incidente aereo, sono costretti in un isola deserta.
    Da subito si formeranno gerarchie: il più figo, lo sfigato, il pazzo, i deficienti, i cacciatori e la bestia.
    Dovranno cavarsela e presto inizieranno i primi "massacri" ai maiali, dopo di che non contenti, si passerà alla caccia al ragazzo.
    Ebbene si, i gruppi si divideranno, la pazzia e la stupidaggine che solo l'uomo (grande o piccolo) può covare, degenererà nel caos e nella distruzione.
    Certo, perché? Potevamo forse aspettarci che fossero diversi i comportamenti? Ovvio che no, non sarebbe diventato un Classico.
    Potevamo forse aspettarci che ci fosse qualcosa di costruttivo? Ma stiamo scherzando?
    Mi ha fatto arrabbiare, mi ha stancato, mi ha innervosito e a volte mi ha fatto saltare pagine.
    Non so perché tutto questo fastidio, forse perché non c’è nulla di diverso da ciò che sentiamo tutti i giorni tranne che non siamo in un’isola deserta.
    Mi ha dato sensazioni brutte, negative, tristi.
    Non mi ha lasciato nozioni, ne conoscenza in più di quella che già avevo acquisito dopo 29 anni di vita. Bensì la solita stessa solfa, trita e ritrita della stupidità umana (non di tutti ovviamente, non voglio fare di tutta l’erba un fascio!!).
    Questi ragazzini che si comportano come bestie feroci.
    Caccia al più debole, riti e cantilene inquietanti.
    L’uomo che si trova braccato finalmente come se fosse un maiale. BAD KARMA!!!
    Mi ha disturbato e forse è questo il motivo per cui un classico viene ritenuto tale.
    (Lo penso davvero? adesso lo metto in dubbio!)
    Questa tipologia di libri arrivano violenti dentro al cervello e te lo tengono sconquassato per svariati giorni.
    Sviluppando il lato pragmatico, posso solo dire che la narrazione è spesso lenta e con lunghe descrizioni dell’isola. Un po’ per girare intorno alla storia di questi ragazzini.
    I personaggi sono quelli standardizzati che ho elencato sopra: il protagonista eroe, lo sfigato che si rivela l’unico che ha buon senso ma che fa sempre una brutta fine, il cattivo, gli sgherri del cattivo e via dicendo.
    Nessuna empatia ovviamente, non c'è tempo per crearla perché la storia è già conclusa.
    Fai solo a tempo a provare odio e rabbia e sinceramente non vedevo l’ora di finirlo.
    Lo consiglierei?
    Dicono che essendo un classico, va letto, anche se non piace.
    Io non sono proprio d’accordo.
    UN LIBRO a prescindere dal classico, va letto se sai che ha qualcosa da comunicare.
    E questo non lo consiglierei.
    Rebecca

    ha scritto il 

  • 2

    Mi aspettavo certamente di più da questo libro e da un premio Nobel, invece l'ho trovato un po' piatto, con una trama che fatica ad essere fluida e che decolla e ha un minimo di suspance solo nelle ul ...continua

    Mi aspettavo certamente di più da questo libro e da un premio Nobel, invece l'ho trovato un po' piatto, con una trama che fatica ad essere fluida e che decolla e ha un minimo di suspance solo nelle ultime dieci pagine (della serie non vedevo l'ora di finire il libro per prenderne in mano un altro). È interessante l'idea di mostrare come anche una società di ragazzi e bambini alla fine dimostri di comportarsi esattamente come una società di adulti, violenza e soprusi compresi, ma ho trovato sia la trama che la scrittura piuttosto carenti.

    ha scritto il 

  • 4

    L'uomo produce il male come le api producono il miele

    L’aereo su cui viaggiavano un gruppo di ragazzini, la cui età oscilla tra i sei e i tredici anni, precipita su un’isola deserta, molto probabilmente a causa di in un conflitto armato di cui non avremo ...continua

    L’aereo su cui viaggiavano un gruppo di ragazzini, la cui età oscilla tra i sei e i tredici anni, precipita su un’isola deserta, molto probabilmente a causa di in un conflitto armato di cui non avremo ulteriori informazioni.
    I primi personaggi che osserviamo sono Ralph e un bambino grassoccio di cui non sapremo mai il vero nome, ma conosceremo come Piggy, il soprannome datogli dai suoi compagni di classe.
    Ralph è eccitato all’idea di trascorrere del tempo sull’isola senza la supervisione di alcun adulto, Piggy, più pratico, pensa a come radunare gli altri e a come organizzarsi.
    I due rappresentano, almeno inizialmente, le due schiere in cui si divideranno nel corso del romanzo i ragazzini.
    Piggy si dimostra intelligente e propone decisioni sagge, ha la stoffa del leader, ma non gli verrà riconosciuta dato l’aspetto fisico.
    Ralph invece viene eletto capo, soprattutto grazie all’autorevolezza donatagli dalla conchiglia con cui ha riunito tutti i bambini.
    Jack, un’altra figura dotata di autorità, già nella sua scuola dove era capoclasse e maestro del coro, si contrappone a Ralph. I due condivideranno momenti di sintonia e altri di estrema tensione.

    Nella prima parte del libro non emerge un protagonista principale ma seguiamo alcuni bambini, in particolare Ralph e Piggy. La seconda parte, invece, si concentra su Ralph che subisce un mutamento.
    Il peso del suo ruolo lo fa maturare e gli impedisce di lasciarsi andare agli istinti più basilari e tenere a mente quanto è necessario fare.
    Interessante nel romanzo è infatti la reazione di ciascun bambino a una vita in cui viene meno non solo la fondamentale presenza degli adulti, ma anche ogni tipo di pudore. Se, inizialmente viene istituita una forma di governo democratica, in cui ciascun bambino può dire la sua, ben presto le cose sono destinate a cambiare.
    Jack è sicuramente il personaggio più controverso, mostra sin da subito un’indole violenta e arrogante. Dunque, se da una parte, vediamo Ralph e Piggy lamentare la mancanza di un adulto che, nella loro visione, avrebbe sicuramente saputo cosa fare e chiedere agli altri di rispettare le regole che si erano posti per avere una chance di essere salvati.
    Dall’altra, molti ragazzi si lasciano andare ai loro istinti più selvaggi. Nascondendo la loro coscienza dietro maschere di creta. Feroci e senza regole.

    da http://pausalibro.blogspot.it/2015/02/il-signore-delle-mosche-di-william.html

    ha scritto il 

  • 5

    Interessante e drammatica storia di un gruppo di ragazzini inglesi che si ritrova su un'isola deserta a seguito di un atterraggio di fortuna. Il contesto storico è molto vago, sappiamo solo che è in c ...continua

    Interessante e drammatica storia di un gruppo di ragazzini inglesi che si ritrova su un'isola deserta a seguito di un atterraggio di fortuna. Il contesto storico è molto vago, sappiamo solo che è in corso una non meglio precisata guerra, e i ragazzi si ritroveranno a dovere sopravvivere e ad autogestirsi come meglio riescono.
    Il pessimismo antropologico espresso da golding è sicuramente interessante. Sarà impossibile infatti per i ragazzi sottostare anche alle più basilari regole di cooperazione e buon senso, trovandosi molto più a loro agio in uno stato selvaggio dove vige la legge del più forte.
    Nonostante la giovane età dei protagonisti non ci viene risparmiato nessun dettaglio sulla loro condizione, riuscendo quindi a descrivere immagini tanto crude quanto realistiche.
    Dopo l'interessante inizio forse il romanzo soffre di un leggero momento di stanca nella fase centrale, ma si riprende più che bene nella fase finale riuscendo a essere sempre più coinvolgente.

    ha scritto il 

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