Il signore delle mosche

Di

Editore: Arnoldo Mondadori Editore (Oscar)

4.0
(14722)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 241 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Spagnolo , Tedesco , Chi semplificata , Francese , Polacco , Russo , Catalano , Svedese , Portoghese , Giapponese , Greco , Galego , Ceco , Farsi , Coreano , Olandese , Estonian

Isbn-10: A000034656 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Filippo Donini

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico , Rilegato in pelle

Genere: Narrativa & Letteratura , Scienze Sociali , Adolescenti

Ti piace Il signore delle mosche?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Un gruppo di bambini inglesi, sopravvissuti a un incidente aereo, resta abbandonato a se stesso su un'isola deserta. All'inizio tutto ha il sapore di una piacevole vacanza: l'isola è ricca di alberi da frutto, di piccoli cinghiali, c'è perfino un fiume che forma in prossimità del mare una piscina di acqua dolce. I ragazzetti si sentono gli eroi di una straordinaria avventura, si costituiscono in una piccola comunità democraticamente organizzata con un capo, Ralph, un esercito di cacciatori agli ordini di Jack, un parlamento costituito sull'esempio della collettività degli adulti. La ribellione agli ordini e alle leggi, fomentata da Jack, trasformerà questi giovani prodotti della civiltà moderna in una terribile tribù di selvaggi sanguinar! dai macabri riti. Il Signore delle Mosche, una testa di porco brulicante di insetti, infissa in un palo nel folto della foresta, non è solo una maschera simbolica, ma è anche la traduzione letterale di Belzebub, biblica radice di ogni male.
Ordina per
  • 2

    recensione a cura di lunaticamente.com

    Recensione completa qui: https://www.lunaticamente.com/recensioni-di-libri/item/63-il-signore-delle-mosche-di-william-goldin.html

    Così come 1984 anche questo romanzo breve, è brutale e violento psicol ...continua

    Recensione completa qui: https://www.lunaticamente.com/recensioni-di-libri/item/63-il-signore-delle-mosche-di-william-goldin.html

    Così come 1984 anche questo romanzo breve, è brutale e violento psicologicamente.
    Dei ragazzini, causa incidente aereo, sono costretti in un isola deserta. Da subito si formeranno gerarchie: il migliore, lo sfigato, il pazzo, i deficienti, i cacciatori e la bestia. Dovranno cavarsela e presto inizieranno i primi "massacri" di maiali con brutale crudeltà e successivamente, non contenti passeranno alla caccia al ragazzo.
    Ebbene si, i gruppi si divideranno, la pazzia e la stupidaggine che solo l'uomo (grande o piccolo) può covare, degenererà nel caos e nella distruzione.
    Certo, perché?
    Potevamo forse aspettarci che fossero diversi i comportamenti?
    Ovvio che no, non sarebbe diventato un Classico.
    Potevamo forse aspettarci che ci fosse qualcosa di costruttivo?
    Non prendiamoci in giro... Non so perché ma mi ha creato proprio una nube di negatività e mi ha infastidito, disturbato.
    L'isola deserta è un'immagine rappresentativa: il gruppo, confini limitati, la società che ti impone di stare entro un certo spazio.
    Mi ha dato sensazioni brutte, negative e tristi.
    Anche 1984 mi ha fatto un effetto del genere, forse anche più incisivo rispetto a questo, ma la differenza sta nel tipo di riflessione che un libro ti sprona a fare.
    Non mi ha lasciato nozioni, ne conoscenza in più di quella che già avevo acquisito, non mi ha fatto riflettere e tanto meno posso dire di sentirmi arricchita!
    La solita stessa solfa, trita e ritrita della stupidità umana.
    A livello di scrittura la narrazione è spesso lenta e con lunghe e noiose descrizioni dell'isola.
    I personaggi sono piuttosto banali e stereotipati: il protagonista eroe, lo sfigato che si rivela l'unico che ha buon senso ma che fa sempre una brutta fine, il cattivo, gli sgherri del cattivo e via dicendo.
    Nessuna empatia ovviamente, non c'è tempo per crearla perché la storia è conclusa ancor prima di sentirmi affine con qualcuno.
    Fai solo a tempo a provare odio e rabbia e sinceramente non vedevo l'ora di finirlo.
    Lo consiglierei?
    Dicono che essendo un classico, va letto, anche se non piace. Io non sono proprio d'accordo.
    UN LIBRO a prescindere dal classico, va letto se sai che ha qualcosa da comunicare e questo non lo consiglierei.

    ha scritto il 

  • 4

    Letto tanti anni fa ancora ricordo la storia. È un romanzo crudele, come ci saremmo comportati se fossimo stati al posto di quei ragazzini? La nostra parte razionale e umana avrebbe prevalso? Guardand ...continua

    Letto tanti anni fa ancora ricordo la storia. È un romanzo crudele, come ci saremmo comportati se fossimo stati al posto di quei ragazzini? La nostra parte razionale e umana avrebbe prevalso? Guardando quello che accade ogni giorno in posti ben più civili di un'isola deserta, non si è molto ottimisti.

    ha scritto il 

  • 4

    Come un cinghiale sullo stomaco

    Questo è un libro che fa male, indubbiamente. Ma non come quei libri che ti tirano un pugno in faccia e ti lasciano a boccheggiare per terra; questo libro ti fa stare male dall'inizio, lasciandoti con ...continua

    Questo è un libro che fa male, indubbiamente. Ma non come quei libri che ti tirano un pugno in faccia e ti lasciano a boccheggiare per terra; questo libro ti fa stare male dall'inizio, lasciandoti con un senso di oppressione simile a quello di avere un cinghiale sullo stomaco. Difficile non ripensarci, dopo averlo finito. Ovviamente, come tutti i classici, ci si crea delle aspettative; la scrittura del libro è figlia del suo tempo, pesante e spiegata e piena di descrizioni, ma la trama è profondamente coinvolgente e colpi di scena inaspettati, l'ansia è tangibile, i personaggi sono reali e ci si affeziona facilmente. Il finale delude un po', non è quello che mi sarei aspettata, ma è comunque commovente.

    ha scritto il 

  • 3

    Un libro amaro, una storia che mostra una tendenza insita nell'uomo , fin da bambino, verso la smania di potere e di malvagità. Un gruppo di bambini, soli su un isola meravigliosa, finiscono con il br ...continua

    Un libro amaro, una storia che mostra una tendenza insita nell'uomo , fin da bambino, verso la smania di potere e di malvagità. Un gruppo di bambini, soli su un isola meravigliosa, finiscono con il bruciare tutto, regrediscono ad uno stato selvaggio fatto di guerra, superstizione e riti tribali, quelli che provano ad innescare meccanisimi diversi non hanno possibilità di fronte ad un istinto cudele e cruento che finisce con il prevalere. Inquietante e tristemente realistico.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Questo romanzo non mi è piaciuto molto in quanto reputo la maggior parte delle cose accadute del tutto assurde. L' autore in questo libro ha messo in evidenza soprattutto il lato crudele e malvagio de ...continua

    Questo romanzo non mi è piaciuto molto in quanto reputo la maggior parte delle cose accadute del tutto assurde. L' autore in questo libro ha messo in evidenza soprattutto il lato crudele e malvagio dell'uomo, dimenticandosi quasi che i protagonisti erano dei semplici bambini. Quest'ultimi infatti, secondo il mio parere, non avrebbero mai pensato di accendere un fuoco per farsi vedere in lontananza o di uccidere un maiale o addirittura un di loro! Non avrebbero mai come primo istinto quello di uccidere. Per giunta infatti, ha messo in cattiva luce il loro lato infantile, evidenziandone solo i lati negativi come l'irresponsabilità, l'eccessiva paura o l'incapacità nel sapersi organizzare.
    Per il resto, il libro è scritto bene, è molto scurrile e si può facilmente intravedere la crescita di uno dei principali protagonisti, Ralph.
    Non lo consiglio ad un lettore che, come me, la sera vuole rilassarsi con un buon libro e non rimanere traumatizzato da quel che io reputo una pessima e orrenda visione che l'autore ha voluto dare ai bambini.

    ha scritto il 

  • 4

    Tristemente reale

    Un escalation di crudeltà e violenza, che procede di pari passo col regredire dei ragazzi verso la condizione naturale e selvaggia dell'Uomo.
    Angosciante in quanto reale: la violenza non ha (quasi) ma ...continua

    Un escalation di crudeltà e violenza, che procede di pari passo col regredire dei ragazzi verso la condizione naturale e selvaggia dell'Uomo.
    Angosciante in quanto reale: la violenza non ha (quasi) mai bisogno di ragioni o logica per manifestarsi.

    ha scritto il 

  • 5

    Il sonno della ragione genera mostri

    Il conflitto tra Democrazia e Tirannia, civiltà e selvaggi, buon senso e incoscienza. Angoscioso, tetro sin dalle prime pagine, si legge tutto d'un fiato : lettura che ricorda 1984 di Orwell, non può ...continua

    Il conflitto tra Democrazia e Tirannia, civiltà e selvaggi, buon senso e incoscienza. Angoscioso, tetro sin dalle prime pagine, si legge tutto d'un fiato : lettura che ricorda 1984 di Orwell, non può mancare in libreria.

    ha scritto il 

  • 5

    Questo romanzo potrebbe entrare facilmente nella lista dei romanzi più scioccanti che abbia mai letto. E' anche vero che la storia già la conoscevo poichè l'avevo studiata a scuola, tuttavia per tutto ...continua

    Questo romanzo potrebbe entrare facilmente nella lista dei romanzi più scioccanti che abbia mai letto. E' anche vero che la storia già la conoscevo poichè l'avevo studiata a scuola, tuttavia per tutto il procedere degli eventi la sensazione di disagio è stata forte. Nonostante il pieno voto, lo stile di Golding non mi ha fatto impazzire, alcuni passaggi temporali (soprattutto nei primi capitoli) non mi sono parsi molto chiari. In ogni caso non ho voluto penalizzare il romanzo, il cui messaggio e le cui metafore (ogni bambino rappresenta un aspetto, razionale o irrazionale, dell'umanità... anche gli oggetti come la conchiglia, gli occhiali, le lance sono simboli) sono riusciti a colpirmi.

    ha scritto il 

  • 3

    Ho avuto la pessima idea di guardare il film prima di leggere il libro. Dico pessima idea non perché il film fosse brutto, ma perché di certo ho rovinato con le mie stesse mani la costruzione della te ...continua

    Ho avuto la pessima idea di guardare il film prima di leggere il libro. Dico pessima idea non perché il film fosse brutto, ma perché di certo ho rovinato con le mie stesse mani la costruzione della tensione che Golding ha così ben preparato con le sue pagine, autoprivandomi quindi di una delle esperienze migliori che il libro avrebbe potuto regalarmi.
    La trama è semplice e probabilmente ben nota (anche se non so quanto l'opera sia popolare in Italia... da quello che ho letto Il Signore delle Mosche viene spesso proposto agli studenti anglofoni, ma per quella che è la mia esperienza non m'è mai capitato di incontrarlo nelle liste delle letture consigliate dai miei professori, al tempo): dei ragazzini si trovano naufraghi su un'isola deserta e cercano di organizzarsi per sopravvivere in attesa di essere trovati e riportati alla civiltà. Nel mentre, però, le divisioni interne e le spinte più animalesche dell'animo umano finiscono per avere la meglio e per mettere il gruppetto di giovani nei guai.
    Le caratterizzazioni sono sostanzialmente ben fatte e credibili - soprattutto il passaggio, lo scivolamento dallo stato "civile" a quello "selvatico" di alcuni personaggi e, ancor di più, le difficoltà e gli sforzi di quelli che, invece, si sforzano di resistere e di restare fedeli a sé stessi. Ho apprezzato molto anche il fatto che Golding si sia risparmiato di fare il moralizzatore: più o meno tutti i personaggi sanno essere odiosi o comunque hanno dei difetti e delle debolezze, sicché nessuno emerge come modello assoluto - cosa che avrebbe ucciso lo spirito del romanzo, a parer mio. Gli ultimi capitoli si fanno sempre più gravi da leggere, non per lo stile (che anzi, al contrario, accelera nel ritmo e li rende probabilmente quelli che si consumano più velocemente), ma per gli avvenimenti che descrivono.
    Il libro si chiude con una sensazione strana sullo stomaco. Ma è proprio a quella sensazione che l'autore, in fondo, voleva arrivare.

    ha scritto il 

Ordina per
Ordina per
Ordina per