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Il silenzio degli occhi

Le indagini del commissario Ponzetti

Di

Editore: Fazi (Le vele)

3.6
(79)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 265 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8864112537 | Isbn-13: 9788864112534 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Dicembre 2008. Roma è percorsa da un'ansia febbrile per l'eccezionale piena del Tevere, che mette in subbuglio l'intera città. Ma il commissario Ponzetti non ha tempo per occuparsene. Nella sua macchina è stato abbandonato un bambino di tre o quattro anni, scalzo e sordomuto, e nessuno si fa avanti per reclamarlo. Al mistero si aggiunge la sensazione, dettata da minimi indizi, che il piccolo sia in pericolo. Mentre il bimbo viene temporaneamente affidato all'inseparabile ispettore lannotta e la vita familiare del commissario, con la figlia Gisella prossima a partorire, sempre più caotica, a Roma imperversa una misteriosa "banda dei suv", che da diverse notti lascia la sua firma squarciando le gomme di decine di ingombranti fuoristrada. Una vicenda che all'inizio ha il tono della farsa assume presto le tinte di un insospettabile intrigo che porterà un esterrefatto Ponzetti a incrociare sul proprio cammino perfino i Servizi Segreti. Sotto una pioggia battente, mentre il Natale si avvicina, la fitta rete di indizi rischia di intrappolare il commissario, che ha solo le armi del buon senso, dell'acume e della sua umanità per contrastare chi sta pilotando un gioco più grande di lui, da cui dipendono la vita di un innocente e la salvezza della propria pace familiare.
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  • 4

    Le battute in romanesco dell’ispettore Iannotti (ennesima incarnazione del dr. Watson) valgono da sole il prezzo del libro.
    Lettura godibilissima, a cui si perdona volentieri qualche ingenuità nello scioglimento dell’intreccio poliziesco.


    La frase (in spagnolo nel testo):
    “La legge en Ital ...continua

    Le battute in romanesco dell’ispettore Iannotti (ennesima incarnazione del dr. Watson) valgono da sole il prezzo del libro. Lettura godibilissima, a cui si perdona volentieri qualche ingenuità nello scioglimento dell’intreccio poliziesco.

    La frase (in spagnolo nel testo): “La legge en Italia es como un arbitro de serie A.” “Cioè?” “Depende de chi gioca la partida.”

    ha scritto il 

  • 4

    Chi trova un amico che gli suggerisce un libro trova un tesoro... ;)

    Non avrei mai letto questo libro se non fossi stata colpita dalla recensione di Piperitapitta su aNobii. Non conoscevo Giovanni Ricciardi e il suo commissario Ponzetti, un commissario romano che si muove fra vie che mi sono familiari come le mie tasche. L'ho letto in una mattinata pigrosa di fine ...continua

    Non avrei mai letto questo libro se non fossi stata colpita dalla recensione di Piperitapitta su aNobii. Non conoscevo Giovanni Ricciardi e il suo commissario Ponzetti, un commissario romano che si muove fra vie che mi sono familiari come le mie tasche. L'ho letto in una mattinata pigrosa di fine anno: ore di relax e di puro divertimento. Grazie Patrizia, era proprio quello di cui avevo bisogno! ;)

    ha scritto il 

  • 4

    Ponzetti è cresciuto.

    È sempre bello seguire Ottavio Ponzetti nei suoi ragionamenti ingarbugliati, perdere il filo logico, che lui stesso quasi sempre stenta a trovare, che lega gli avvenimenti nelle sue inchieste, lasciarsi coinvolgere dai problemi della sua famiglia, e dagli affari privati dei suoi collaboratori, ch ...continua

    È sempre bello seguire Ottavio Ponzetti nei suoi ragionamenti ingarbugliati, perdere il filo logico, che lui stesso quasi sempre stenta a trovare, che lega gli avvenimenti nelle sue inchieste, lasciarsi coinvolgere dai problemi della sua famiglia, e dagli affari privati dei suoi collaboratori, che quasi sempre contaminano le sue storie, per ritrovarsi poi alla fine con una soluzione che accontenta l'uomo ancor prima del poliziotto. Non c'è Giustizia, secondo Ponzetti, che possa violare o giustificare l'assenza di rispetto per essere umano, la prevaricazione nei confronti dei più deboli. E poi c'è Roma, protagonista di primo piano in tutte le storie di Ricciardi (questa è la terza che leggo), imprescindibile nel dipanarsi delle vicende, che occhieggia al commissario e al lettore, dai ponti sul Tevere al Gazometro, da Sant'Andrea della Valle ai vicoli del centro storico. Ed è proprio in una notte del 2008, quando è allerta massima per la piena der fiume, come direbbe Iannotta che anche questa volta, sia pur in congedo per nascita del primogenito in dirittura di arrivo, è al fianco di Ponzetti, che il commissario si ritrova sui sedili posteriori della sua automobile un bambino di circa tre anni, a piedi nudi e sordomuto. È da quegli occhi muti, ma anche dagli occhi intravisti, quasi per caso, quelli di Andrea, giovane ragazza rumena salvata qualche anno prima quando voleva gettarsi nelle acque minacciose del Tevere, che sotto la pioggia che sembra non dare tregua ai romani e ai pensieri del commissario, tutto ha inizio. Una storia che porterà, incredibilmente, a incrociare i destini di Ponzetti e Iannotta con quelli dei Servizi Segreti, di Jorge, il quasi genero catalano, poco amato dal commissario, con la Critical Mass che tutti i venerdì imperversa per le vie romane, di spogliarelliste e teatranti, di clown e maschere neutre. Sembrerà il caos, ad un certo punto, mentre sarà solo il momento di lasciar combaciare i silenzi con le parole, le tracce con i fatti, il passato con il presente. È cresciuto Ponzetti, questa è sicuramente la più bella delle tre storie, meno lineare forse, ma sicuramente sempre ricca umanamente e linguisticamente, e una gran voglia, la mia, questa volta più che mai, di prenderlo sotto braccio e passeggiare per Roma, facendomela raccontare, anche in silenzio. E poi, dopo aver camminato, e ascoltato, e guardato, sempre tenendolo sottobraccio, gli direi: «Andiamo, Ottavio, portami a ballare». Magari un tango.

    http://www.anobii.com/books/Portami_a_ballare/9788864117010/013748a113786c8a6f/

    ha scritto il 

  • 2

    Dopo un inizio abbastanza scorrevole, simpatico e intrigante la storia si ingarbuglia e diventa a tratti quasi inverosimile con un finale molto deludente.
    Un personaggio-spalla davvero simpatico (il vice del commissario protagonista che parla in romano schietto) e il commissario stesso che non è ...continua

    Dopo un inizio abbastanza scorrevole, simpatico e intrigante la storia si ingarbuglia e diventa a tratti quasi inverosimile con un finale molto deludente. Un personaggio-spalla davvero simpatico (il vice del commissario protagonista che parla in romano schietto) e il commissario stesso che non è male del tutto e poco altro rimane dopo la lettura.

    ha scritto il 

  • 4

    Particolarmente ingarbugliata e complessa questa indagine del commissario Ponzetti! Un'indagine dove si mischiano vita lavorativa e vita privata, dove piccoli indizi, che sembrano lasciati lì per caso, hanno un ruolo determinante per scoprire quali persone siano consapevolmente o inconsapevolment ...continua

    Particolarmente ingarbugliata e complessa questa indagine del commissario Ponzetti! Un'indagine dove si mischiano vita lavorativa e vita privata, dove piccoli indizi, che sembrano lasciati lì per caso, hanno un ruolo determinante per scoprire quali persone siano consapevolmente o inconsapevolmente coinvolte in questo "intrigo" con risvolti internazionali. Il commissario Ponzetti non è solo un abile poliziotto che non trascura i dettagli, ma è anche una persona di cuore parecchio simpatica. Geniale la fuga orchestrata alla fine per conciliare il dovere con la coscienza!

    ha scritto il 

  • 4

    Il commissario Ponzetti continua a piacermi, nonostante avverta in certi casi un’eccessiva “semplicità” nello spiegare situazioni e avvenimenti complicati, come se l’autore stesso non sapesse illustrare nel dettaglio le intuizioni del protagonista e quindi lasciasse completamente a lui la gestion ...continua

    Il commissario Ponzetti continua a piacermi, nonostante avverta in certi casi un’eccessiva “semplicità” nello spiegare situazioni e avvenimenti complicati, come se l’autore stesso non sapesse illustrare nel dettaglio le intuizioni del protagonista e quindi lasciasse completamente a lui la gestione dell’indagine senza impicciarsi più di tanto. Non so perché (forse a causa dell’omonimia con l’autore?) mi viene sempre di fare il confronto con le storie di Maurizio De Giovanni e del suo commissario Ricciardi, scoprendo che non potrebbero essere più diversi nella loro gradevolezza: Ponzetti appare concreto, familiare, sereno, radicato nel territorio della sua Roma; Ricciardi al contrario rimane etereo, sofferente, estraneo alla sua Napoli perché chiuso nel dolore suo e di coloro che vede nel momento del trapasso, quasi fuori posto se non quando viene a contatto con i pochi personaggi che lo conoscono a fondo e lo rispettano e amano. Entrambi con dei fidi collaboratori che li completano e li sostengono anche quando tutto sembra precipitare.

    Piccola nota: pessima idea questa di Fazi Editore (ma mi pare non sia il solo) di stampare la copertina con la fascetta incorporata. Non ho una particolare avversione per le fascette, ma soltanto se sono libera di toglierle. Così si compromette irrimediabilmente la bella foto romana, cosa piuttosto irritante, secondo me che considero la copertina un’attrattiva importante del libro (anche se purtroppo a volte non rispecchia affatto il contenuto).

    ha scritto il 

  • 4

    Non avevo mai letto niente di questo autore.. Il libro è molto carino... un commissario ritrova improvvisamente sull'auto di servizio un bambino scalzo e addormentato..... La storia coinvolgerà tutta la famiglia e colleghi del commissario (esilaranti le pagine della recita a teatro della figlia ...continua

    Non avevo mai letto niente di questo autore.. Il libro è molto carino... un commissario ritrova improvvisamente sull'auto di servizio un bambino scalzo e addormentato..... La storia coinvolgerà tutta la famiglia e colleghi del commissario (esilaranti le pagine della recita a teatro della figlia con finale scoppiettante) e ci sarà un lieto fine creto a tutti i costi dal commissario. Leggerò anche gli altri libri di Ricciardi.. ha una scrittura scorrevole e coinvolgente

    ha scritto il 

  • 3

    A volte i libri hanno rimandi strani. Ho finito ora Marco Lodoli perché un'amica ha insistito che lo leggessi (GRAZIE!) poi prendo in mano il commissario Ponzetti e cosa trovo scritto in copertina? "Se state già pensando ai libri da leggere in vacanza, mi premetto di consigliarvi Giovanni Ricciar ...continua

    A volte i libri hanno rimandi strani. Ho finito ora Marco Lodoli perché un'amica ha insistito che lo leggessi (GRAZIE!) poi prendo in mano il commissario Ponzetti e cosa trovo scritto in copertina? "Se state già pensando ai libri da leggere in vacanza, mi premetto di consigliarvi Giovanni Ricciardi" firmato MARCO LODOLI

    ha scritto il 

  • 4

    Leggere un giallo di Ricciardi ha il sapore di leggere un classico. Roma ne esce liricamente vivida, con una prosa che si ama.
    Avrei preferito un caso meno complicato, più "umano", perchè credo che la forza di Ponzetti Iannotta e tutto il resto risiede nella commedia umana che riescono a riprodur ...continua

    Leggere un giallo di Ricciardi ha il sapore di leggere un classico. Roma ne esce liricamente vivida, con una prosa che si ama. Avrei preferito un caso meno complicato, più "umano", perchè credo che la forza di Ponzetti Iannotta e tutto il resto risiede nella commedia umana che riescono a riprodurre viva agli occhi del lettore, però già chiudo questo con rammarico, con l'impaziente attesa del prossimo capitolo. Perchè queste pagine si amano, per classe eleganza poesia, e non si riesce a farne a meno.

    ha scritto il