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Il silenzio dei vivi

All'ombra di Auschwitz, un racconto di morte e di resurrezione

Di

Editore: Marsilio

4.1
(452)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 124 | Formato: Altri

Isbn-10: 8831766023 | Isbn-13: 9788831766029 | Data di pubblicazione:  | Edizione 22

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Education & Teaching , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
Elisa Springer aveva ventisei anni quando venne arrestata a Milano, dove erastata mandata dalla famiglia per cercare rifugio contro la persecuzionenazista, quindi fu deportata a Auschwitz il 2 agosto 1944. Salvata dallacamera a gas dal gesto generoso di un Kapò, Elisa sperimenta l'orrore del piùgrande campo di sterminio. Eppure conserva il desiderio di vivere e una seriedi fortunate coincidenze le consentiranno di tornare prima nella sua Viennanatale e poi in Italia. Da questo momento la sua storia cade nel silenzioassoluto, la sua vita si normalizza nasce un figlio e proprio la maternità èil segno della riscossa. È per lui che Elisa ritrova le parole chesembravano perdute per raccontare il suo dramma.
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  • 4

    Elisa Springer...

    ...ha aspettato 50 anni prima di raccontare la deportazione, la perdita della maggior parte delle speranza e dei sogni, la fuga che da Vienna l'ha portata a Milano da dove poi è stata catturata e ...continua

    ...ha aspettato 50 anni prima di raccontare la deportazione, la perdita della maggior parte delle speranza e dei sogni, la fuga che da Vienna l'ha portata a Milano da dove poi è stata catturata e deportata. Ha avuto coraggio, ha deciso di vivere, di non arrendersi ma non ha dimenticato, non potrà mai farlo.

    ha scritto il 

  • 5

    Elisa Springer ha 26 anni quando viene arrestata e deportata ad Auschwitz. Salvata dalla camera a gas, Elisa vive e sperimenta tutto l'orrore del più grande campo di sterminio nazista. Tornata in ...continua

    Elisa Springer ha 26 anni quando viene arrestata e deportata ad Auschwitz. Salvata dalla camera a gas, Elisa vive e sperimenta tutto l'orrore del più grande campo di sterminio nazista. Tornata in seguito tra i "vivi", la sua storia cade nel silenzio assoluto, nessuno vede o vuol vedere la marchiatura che lei terrà nascosta sotto un cerotto per anni. Sarà il figlio Silvio, che vorrà capire, sapere, conoscere e per amore della madre ritroverà le "sue parole perdute". Una storia toccante, ma quali storie di questa tragedia non colpiscono, non lasciano ammutoliti? E così... che quel pudore, quel silenzio, la "vergogna" di quel "marchio", fanno ancora più male...

    ha scritto il 

  • 0

    Una storia semplice, senza alcuna pretesa letteraria, di una viennese catturata e inviata allo sterminio il 2 agosto 1944. Il caso ne fa una salvata. Vive in Italia, si sposa, ha un figlio e ...continua

    Una storia semplice, senza alcuna pretesa letteraria, di una viennese catturata e inviata allo sterminio il 2 agosto 1944. Il caso ne fa una salvata. Vive in Italia, si sposa, ha un figlio e nasconde il numero sotto un cerotto per anni. Finché il figlio non le chiede di raccontare.

    ha scritto il 

  • 5

    La storia di Elisa Springer, sopravvissuta alla deportazione, durata circa nove mesi tra il 1944 e il 1945 in tre diversi campi di concentramento (Auschwitz, Bergen Belsen e Theresienstadt), è ...continua

    La storia di Elisa Springer, sopravvissuta alla deportazione, durata circa nove mesi tra il 1944 e il 1945 in tre diversi campi di concentramento (Auschwitz, Bergen Belsen e Theresienstadt), è rimasta nell'oblio per oltre cinquant'anni. Le profonde ferite psicologiche, le sofferenze patite e la volontà di non riaprire antiche lacerazioni anche con il solo ricordo, inibiscono per lungo tempo la rievocazione scritta. Il merito della pubblicazione di questo volume va ascritto alla volontà di sapere e di capire del figlio dell'Autrice e, forse anche, al ritorno nei luoghi del supplizio e della tortura, avvenuto nel 1995, ed al proposito di far conoscere alle nuove generazioni gli obbrobri di "un crimine così grande". La vicenda sconvolgente, il favorevole esito finale (seppur legato alle enormi difficoltà di riappropriarsi della normalità) e l'esposizione semplice ne fanno un libro che si legge con grande interesse.

    ha scritto il 

  • 3

    Una testimonianza da non sottovalutare, il racconto privato e profondo di una donna sopravvissuta ad Auschwitz. Per non dimenticare e per non negare mai la storia.

    ha scritto il 

  • 3

    Per quanto riguarda la storia in sè vale cinque stelline, davanti al male assoluto infatti non si può giudicare, ma qui parlo del libro e basta e la lettura pur essendo interessante risulta un po' ...continua

    Per quanto riguarda la storia in sè vale cinque stelline, davanti al male assoluto infatti non si può giudicare, ma qui parlo del libro e basta e la lettura pur essendo interessante risulta un po' noiosa.

    ha scritto il 

  • 4

    Consigliato.

    Una storia da non dimenticare tra le tante vite (se pur in fin dei conti poche in confronto a quelle perse) che sono riuscite a sopravvivere al genocidio più orribile e cruento che sia mai capitato ...continua

    Una storia da non dimenticare tra le tante vite (se pur in fin dei conti poche in confronto a quelle perse) che sono riuscite a sopravvivere al genocidio più orribile e cruento che sia mai capitato su questa terra. L'umiliazione, le difficoltà, le malattie, l'orrore, la fame, l'odio e la disperazione impregnano i nostri occhi di lacrime mentre si legge questo libro che narra una storia vera, un'ebrea deportata in diversi "campi di lavoro" in Polonia e poi in Cecoslovacchia, che ha cercato di aggrapparsi alla vita attraverso l'amicizia, il lavoro e l'umiliazione della propria condizione. Una storia che deve essere letta e che l'autrice, per fortuna (lo ammetto) ha deciso di raccontare perché non si dimentichi ciò che è successo, affinchè non si dica mai più "tutto ciò non è mai successo, è frutto di fantasia". Migliaia di persone portano ancora sul braccio quel numero marchiato a fuoco. Sono stati privati di un nome, di una famiglia, dell'amore, della speranza e soprattutto della dignità e dell'essere figli di Dio come tutti gli altri. Ciò non può e non si deve ripetere MAI più.

    ha scritto il 

  • 4

    Un'altra dolorosa storia dell'Olocausto, da leggere e rileggere per non dimenticare mai, in questi tempi bui in cui l'odio razziale sta infiammando nuovamente molti animi...

    ha scritto il 

  • 5

    Difficile scegliere il numero delle stelline per un libro come questo. Il messaggio di vita che porta questo libro, nonostante tutto quello che ha vissuto e patito l'autrice, il come è narrato il ...continua

    Difficile scegliere il numero delle stelline per un libro come questo. Il messaggio di vita che porta questo libro, nonostante tutto quello che ha vissuto e patito l'autrice, il come è narrato il passaggio dalla prima vita, la morte e la resurrezione è certamente da 5 stelle. Ma quello che racconta... non è classificabile. L'orrore dei lager raccontato da chi lo ha vissuto in prima persona, la condizione animale che tanti esseri umani sono stati costretti a vivere per mano di pochi, e da cui molti non sono più tornati è inumano, è diabolico. Lo consiglio a chi come me non si è mai sentito di leggere nulla a riguardo perchè troppo sensibile. Un libro che non da risposte, ma semplicemente, brevemente ma intensamente narra una piccola esistenza nel mare della disperazione umana per colpa di pochi allucinati. È la dimostrazione di cosa è in grado di fare l'uomo che vive lontano da Dio.

    ha scritto il 

  • 4

    "Quell'inchiostro sul mio braccio non poteva in nessun modo essere cancellato, rimosso. Pochi potevano leggere attraverso quell'inchiostro, il significato di quel marchio impresso nella carne. Sulle ...continua

    "Quell'inchiostro sul mio braccio non poteva in nessun modo essere cancellato, rimosso. Pochi potevano leggere attraverso quell'inchiostro, il significato di quel marchio impresso nella carne. Sulle nostre braccia, nelle nostre carni è raccontata la vita che ci era sfuggita, l'amore sottratto dei nostri cari, la disperazione della solitudine, i nostri sogni diventati fumo." (p. 74)

    ha scritto il