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Il simbolo perduto

Di

Editore: A. Mondadori (Numeri primi)

3.5
(9256)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 604 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Catalano , Portoghese , Francese , Olandese , Chi semplificata , Chi tradizionale , Svedese , Polacco , Galego , Russo , Finlandese , Turco , Ceco , Ungherese , Greco , Indonesiano

Isbn-10: 8866210013 | Isbn-13: 9788866210016 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Annamaria Biavasco , Nicoletta Lamberti , Roberta Scarabelli , Annamaria Raffo , Valentina Guani

Disponibile anche come: Copertina rigida , eBook

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Robert Langdon, professore di simbologia ad Harvard, è in viaggio per Washington. È stato convocato dall’amico Peter Solomon, uomo potentissimo affiliato alla massoneria, per tenere una conferenza al Campidoglio. Ad attenderlo c’è però un inquietante fanatico che vuole servirsi di lui per svelare un segreto millenario. Langdon intuisce qual'è la posta in gioco quando all’interno della Rotonda del Campidoglio viene ritrovata una mano mozzata con il pollice e l’indice rivolti verso l’alto: è la mano destra di Solomon. Langdon ha poche ore per ritrovare l’amico. Viene così proiettato in un labirinto di tunnel e oscuri templi, dove si perpetuano antichi riti iniziatici. E dovrà dare fondo a tutta la propria sapienza per decifrare i simboli che i padri fondatori hanno nascosto tra le architetture della città. Fino al sorprendente finale.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    discreto

    Dan Brown. Ovvero l'autore de Il Codice da Vinci . E di infinite minestre riscaldate dopo di quello.
    Il suo primo libro pare abbia avuto successo per essere innovativo ed interessante. Io non l'ho letto e non ne parlo, ma ho letto questo, e mi trovo di fronte una storia accattivant ...continua

    Dan Brown. Ovvero l'autore de Il Codice da Vinci . E di infinite minestre riscaldate dopo di quello.
    Il suo primo libro pare abbia avuto successo per essere innovativo ed interessante. Io non l'ho letto e non ne parlo, ma ho letto questo, e mi trovo di fronte una storia accattivante dal punto di vista narrativo: ovvero, Dan Brown sa come tenere incollato alle sue pagine un lettore che vuole sapere come va a finire la storia. Per il resto invece, solo una valanga di fesserie New Age senza neppure troppo fondamento serio (particolarmente nocivo il modo in cui Dan Brown spaccia per verità sia fatti effettivamente comprovati, sia fantasiose teorie per nulla dimostrate, sia gigantesche sciocchezze prive di alcun fondamento, tutti mescolati insieme in un pot-pourri che manca ampiamente di senso critico).
    Sarà. E' un romanzo, direte voi, che c'è di male se si inventa un po' di fesserie? Beh, è il taglio che lui dà alla storia, il fatto che alcune delle teorie che espone sono fatti dimostrati, che possono indurre erroneamente il lettore a credere che anche le sciocchezze di cui questo romanzo è infarcito possano odorare di verità.
    Immancabile la presenza del professor Langdon, un cattivo inevitabilmente pazzo, la bellona di turno che fa poco più che decorare la scena, e una sfilata di codici misteriosi da interpretare per giungere al segreto custodito da qualche parte dalle confraternite massoniche.
    Non sono particolarmente soddisfatto di questa lettura. Il colpo di grazia arriva nel finale, una orribile tiritera che sembra l'ennesimo tentativo di Dan Brown di rendersi amica la Chiesa Cattolica. Perché l'impressione che si ha è che, dopo Il Codice da Vinci Dan Brown non abbia fatto altro che ritrovare la benevolenza perduta di una Chiesa indignata per il successo di un romanzo che discute la figura di Cristo e certi personaggi cattolici.
    Qui le scuse arrivano in fondo a una lunga serie di chiacchiere New Age.

    Poca cosa, non val la pena di leggerlo a meno che non si sia veramente appassionati dai romanzi di Dan Brown e dai suoi codici crittografati.

    ha scritto il 

  • 4

    到底眾人的心智會影響到事物什麼程度
    還是沒有提到
    放把火就燒了
    感覺就跟 某人的證明一樣
    我已經完美解開 但礙於紙張不夠 所以就沒有寫下

    ha scritto il 

  • 3

    The Lost Symbol

    Avevo iniziato a leggere questo libro più di un anno fa e poi lo avevo lasciato a metà sopra la mia scrivania.
    Quest’estate però, siccome ero stufa di vederlo sempre al solito posto mentre aspettava di essere terminato, ho deciso di ricominciare a leggerlo dall’inizio e di portarlo finalmen ...continua

    Avevo iniziato a leggere questo libro più di un anno fa e poi lo avevo lasciato a metà sopra la mia scrivania.
    Quest’estate però, siccome ero stufa di vederlo sempre al solito posto mentre aspettava di essere terminato, ho deciso di ricominciare a leggerlo dall’inizio e di portarlo finalmente a termine.

    Il protagonista principale è sempre Robert Langdon, il ricercatissimo e conosciutissimo professore di simbologia di Harvard.
    Questa volta è in viaggio per Washington ed è stato convocato con urgenza da un amico molto potente di nome Peter Salomon per una conferenza che si terrà al Campidoglio sulle origini esoteriche dell’America e principalmente della sua capitale.
    In questo libro stranamente sono state archiviate tutte le indagini riguardanti la Chiesa ed i vari misteri dell’Opus Dei per lasciare spazio alla massoneria americana.

    Anche in questo testo i colpi di scena non mancano ed anche i numerosi rompicapo che tengono il lettore incollato al libro, ma allo stesso tempo l’autore non è riuscito ad entusiasmarmi come nella lettura de “Il Codice Da Vinci”.
    Alcune parti le ho trovate noiose, infatti delle volte il libro poteva essere un po’ meno scontato, magari non ne sarebbero uscite 600 pagine, ma la lettura sarebbe risultata più interessante, inoltre il finale mi ha deluso parecchio ed era a dir poco prolisso.

    Che altro posso dire?
    Mi sono sentita un po’ ingannata con questo romanzo.
    Per chi non l’ha ancora letto, ma interessa il genere voglio consigliare di non avere troppe pretese e di non aspettarsi una storia così interessante come viene descritta nella quarta di copertina.

    ha scritto il 

  • 1

    Una serie infinita di codici segreti...

    I libri di Dan Brown si assomigliano tutti...se non nell'intreccio, almeno nell'introduzione dei codici misteriosi all'interno della storia...
    Il protagonista, poi è sempre lo stesso, Robert Langdon stavolta chiamato a decodificare un simbolo attinente con la Massoneria...
    Pare che il ...continua

    I libri di Dan Brown si assomigliano tutti...se non nell'intreccio, almeno nell'introduzione dei codici misteriosi all'interno della storia...
    Il protagonista, poi è sempre lo stesso, Robert Langdon stavolta chiamato a decodificare un simbolo attinente con la Massoneria...
    Pare che il nostro "fantasioso" autore abbia la mania dei codici e dei simboli, per metà magici e per l'altra metà religiosi...
    Se si pensa che il Codice da Vinci poteva colpire l'interesse e la curiosità dei lettori per una trama insolita ed innovativa, questo libro appare come la solita minestra riscaldata...
    E questa continua mescolanza tra sacro e profano, scusatemi, mi sembra pure di cattivo gusto...
    Infine il finale...dà il colpo di grazia...a un libro già poco interessante, un crollo di un'opera che non cattura e non avvince...
    Sconsigliato...
    Saluti.
    Ginseng666

    ha scritto il 

  • 3

    Avete mai notato il collegamento?

    Verso la fine del libro continuavo a chiedermi cosa mai avesse ancora da dirmi Dan Brown su questa storia; mi aveva già svelato il colpevole, mi ha salvato tutti i protagonisti, mi ha svelato il Simbolo Perduto...! Cos'altro c'è da sapere Dan?
    L'ho scoperto solo all'ultima parola stam
    ...continua

    Verso la fine del libro continuavo a chiedermi cosa mai avesse ancora da dirmi Dan Brown su questa storia; mi aveva già svelato il colpevole, mi ha salvato tutti i protagonisti, mi ha svelato il Simbolo Perduto...! Cos'altro c'è da sapere Dan?
    L'ho scoperto solo all'ultima parola stampata: tantissimo.
    Ogni tanto è stato un percorso faticoso (a volte anche i romanzi obbligano la mente ad applicarsi) e di difficile comprensione, ma ne è valsa, come sempre, la pena.
    Il mio commento fresco fresco di lettura con un amico è stato: " Dan Brown è l'unico che riesce a farmi credere in qualcosa". Ti insegna ad essere guardinga aprendo gli occhi, senza rispettare le diestanze di sicurezza da ciò che potresti scoprire.
    Bravo Dan, nonostante in questo lungo percorso ci siano stati momenti di sconforto in cui ti imploravo di arrivare ad una conclusione, mi hai riempita di positività. Mi dai sempre nuove prospettive molto interessanti, e mi conforti dimostrandomi che qualche scettico come me esiste veramente.
    Langdon è un personaggio meraviglioso: intellettuale, perspicace e che sa mettersi in gioco; è scettico ma mette in discussione il suo scetticismo. Nulla di più umile, cosa che molti laureati non riescono ad essere.
    Quando mi hai svelato il colpevole e mostrato il suo obiettivo, commentando tra me e me che in fondo si poteva anche intuire, mi sono chiesta se stessi ridendo di me o se volessi realmente farmi sentire "importante".
    Probabilmente è solo perchè è il penultimo libro che ho letto, ma mi sono anche chiesta se tra la tua bibliografia comparisse tra gli altri, “Il nome della rosa”. Potrebbe esserne una trascrizione moderna (attenzione non parlo di plagio).
    Solo qualche appunto:
    I frati del monastero benedettino potrebbero essere visti come gli antenati dei Massoni: custodi di segreti comprensibili solo a chi conosce certi codici; un tempo il latino, oggi il simbolismo (tra cui anche il greco).
    La conoscenza come arma: da un lato delle menti, dall'altro del mondo.
    La modalità con cui arrivare al sapere: per il frati tramite la lettura concessa solo ai più dotti alfabetizzati; per i massoni diventa l'apertura mentale, in un mondo ormai al 90% alfabetizzato.
    La parola perduta che sta infondo a una scala a chiocciola come una grande biblioteca per chi la sa leggere ed interpretare
    La scala a chiocciola che per uno va in su e per l'altro va in giù, ma arriva sempre allo stesso punto.
    Spunti, appunti; una lettura solleticante.

    ha scritto il 

  • 4

    Ottima lettura d’evasione

    Ho letto il codice da Vinci circa 8 anni e ricordo che mi lasciò non poco perplesso sulle teorie sviluppate da Dan Brown; leggendo Il simbolo perduto mi rendo conto che Dan Brown è un gran paraculo; l’interesse nei suoi libri non nasce dalle teorie spesso paradossali di cui parla ma dal suo tent ...continua

    Ho letto il codice da Vinci circa 8 anni e ricordo che mi lasciò non poco perplesso sulle teorie sviluppate da Dan Brown; leggendo Il simbolo perduto mi rendo conto che Dan Brown è un gran paraculo; l’interesse nei suoi libri non nasce dalle teorie spesso paradossali di cui parla ma dal suo tentativo continuo di instillare il dubbio nel lettore, cercando di minare le convinzioni di chi legge e servendosi di uno degli argomenti più potenti e radicati nella mente dell’uomo cioè la religione. Il fatto è che lo fa molto bene, con un’argomentazione ricca di dettagli derivante da una ricerca a monte molto curata unita ad uno stile semplice e fluido, fruibile da tutti. Non comprerò mai un suo libro (il codice da Vinci l’ho preso in prestito e questo l’ho trovato ad una fermata dell’autobus) ma dal momento che ha stimolato non poco la mia curiosità e voglia di leggere lo premio con 4 stelle

    ha scritto il 

  • 3

    Il Dannato Brown

    Il solito Dan Brown, stesso stile, stessi personaggi piatti e senza fondo e stesso schema thrilleristico d’azione un po’ datato. Rimane però il fascino per la crittografia, l’excursus turistico sempre piacevole dall'architettura neoclassica della Washington massonica ad Albrecht Dürer. Brown ha a ...continua

    Il solito Dan Brown, stesso stile, stessi personaggi piatti e senza fondo e stesso schema thrilleristico d’azione un po’ datato. Rimane però il fascino per la crittografia, l’excursus turistico sempre piacevole dall'architettura neoclassica della Washington massonica ad Albrecht Dürer. Brown ha allungato il brodo, soprattutto sul personaggio dell’infatuato macchiettistico Mal'akh. Sorprendentemente buono il finale o i finali, visto che era forse l’unica pecca de il del Codice da Vinci.

    ha scritto il 

  • 2

    Decepcionante. Es el libro que menos me ha gustado de Dan Brown. Si bien es cierto, que al igual que el resto de sus libros, está bien escrito y documentado, la trama carece de interés y pronto aburre. El final, es probablemente lo más interesante e imprevisible de todo el libro.

    ha scritto il 

  • 4

    Paragonato al codice da Vinci e angeli e demoni e' molto inferiore ma Dan Brown comunque riesce a dare ai suoi libri sia nelle descrizioni che nella trama quel qualcosa in piu'che gli altri non riescono a dare,nel complesso piacevole lettura,4 stelle

    ha scritto il 

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