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Il sipario

Di

Editore: Adelphi (BIblioteca, 472)

4.0
(198)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 183 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo

Isbn-10: 8845919595 | Isbn-13: 9788845919596 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: M. Rizzante

Genere: Fiction & Literature , Philosophy

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Descrizione del libro
Da tempo Kundera affianca alla sua attività di romanziere la riflessione sul romanzo, che è per lui un'arte "autonoma", da leggere non nel "piccolo contesto" ma nel "grande contesto" della storia sovranazionale. E l'idea che Kundera ci offre del romanzo è quella di un organismo delicato, prezioso, che vive un'unica storia dove gli scrittori dialogano in segreto e si illuminano vicendevolmente: Sterne reagisce a Rabelais e ispira Diderot, Fielding si richiama a Cervantes e con Fielding si misura Stendhal, la tradizione di Flaubert si prolunga in Joyce, Kafka fa comprendere a García Márquez come sia possibile scrivere in maniera diversa.
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  • 4

    "Di fronte all’ineluttabile sconfitta che chiamiamo vita non ci resta che cercare di comprenderla. In questo risiede la ragion d’essere dell’arte del romanzo." (p. 22)

    ha scritto il 

  • 5

    Splendido saggio sull’arte del romanzo.

    Bignami*:

    1) Kundera su Miguel de Cervantes Saavedra e sul suo “Don Chisciotte” (1605-1615):
    “Un sipario magico, intessuto di leggende, era sospeso davanti al mondo. Cervantes mandò don Chisciotte in viaggio e strappò quel sipario. Il mo ...continua

    Splendido saggio sull’arte del romanzo.

    Bignami*:

    1) Kundera su Miguel de Cervantes Saavedra e sul suo “Don Chisciotte” (1605-1615):
    “Un sipario magico, intessuto di leggende, era sospeso davanti al mondo. Cervantes mandò don Chisciotte in viaggio e strappò quel sipario. Il mondo si aprì davanti al cavaliere errante in tutta la comica nudità della sua prosa. (…)
    Don Chisciotte spiega a Sancio che Omero e Virgilio non descrivevano i personaggi “così com’erano, ma come dovevano essere per servire da esempio di virtù alle generazioni future”. Ma lo stesso don Chisciotte è tutto fuorché un esempio da seguire. I personaggi romanzeschi non chiedono di essere ammirati per le loro virtù. Chiedono di essere compresi, il che è completamente diverso. Gli eroi dell’epopea vincono o, se sono sconfitti, conservano sino all’ultimo respiro la loro grandezza. Don Chisciotte è sconfitto. E senza grandezza alcuna. Perché d’un tratto tutto è chiaro: la vita umana in quanto tale è una sconfitta. Di fronte all’ineluttabile sconfitta che chiamiamo vita, non ci resta che cercare di comprenderla. In questo risiede la ragion d’essere dell’arte del romanzo.”

    2) Cit. Henry Fielding, a commento del suo “Tom Jones” (1749):
    “L’alimento che qui proponiamo… al nostro lettore… non è altro che la natura umana.”

    3) Cit. Gustave Flaubert (1821-1880):
    “Mi sono sempre sforzato di andare all’anima delle cose…”

    4) Cit. Marcel Proust (1871-1922):
    “Ogni lettore, quando legge, è soltanto il lettore di se stesso. L’opera dello scrittore non è che una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di scorgere ciò che forse, senza il libro, non avrebbe visto in se stesso.”

    5) Cit. Hermann Broch (1886-1951):
    “La sola morale del romanzo è la conoscenza.”

    6) Kundera sull’evoluzione dei primi decenni del '900 (Kafka, Broch, Hašek…):
    “La svolta che, con discrezione, ha allontanato l’arte del romanzo dal suo incantamento psicologico (dallo studio dei caratteri) e l’ha orientata verso lo sguardo esistenziale (l’analisi delle situazioni “in grado di illuminare i principali aspetti della condizione umana” ha avuto luogo venti o trent’anni prima che la moda dell’esistenzialismo si impadronisse dell’Europa; ed è stata ispirata non già dai filosofi, ma dalla logica stessa dell’evoluzione dell’arte del romanzo.”

    (* Il minimo, per passare l’esame. Ma è altamente consigliabile leggere tutto.)

    ha scritto il 

  • 3

    Si torna a molti dei temi già trattati ne "L'arte del romanzo" anche se qui, protagonista, è soprattutto la sua -Ragion d'essere-. Ed insieme, ritroviamo gli autori ed i romanzi cari, anzi carissimi, al nostro. Non aggiunge niente, se già si conosce l'autore, ma è lettura piacevole e non parca di ...continua

    Si torna a molti dei temi già trattati ne "L'arte del romanzo" anche se qui, protagonista, è soprattutto la sua -Ragion d'essere-. Ed insieme, ritroviamo gli autori ed i romanzi cari, anzi carissimi, al nostro. Non aggiunge niente, se già si conosce l'autore, ma è lettura piacevole e non parca di spunti.

    2,3,4 stelle...poco importa; soprattutto se quelle che si tengono tra le mani sono pagine e parole di uno scrittore a cui si vuol bene.)

    ha scritto il 

  • 4

    In realtà, per chi ha già letto "L'arte del romanzo" e/o "I testamenti traditi", questo rappresenta un sunto comunque sempre molto utile e straordinariamente intelligente.

    ha scritto il 

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