Il sistema periodico

Di

Editore: Einaudi tascabili. Scrittori

4.3
(2288)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 266 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Tedesco , Francese , Olandese , Spagnolo

Isbn-10: A000008878 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Copertina rinforzata scuole e biblioteche , Tascabile economico , eBook

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Scienza & Natura

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Descrizione del libro
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  • 5

    Meraviglioso

    Un libro veramente meraviglioso. Scritte in un italiano perfetto, schietto, diretto efficace, le storie raccontate da Primo Levi, chimico pratico impiegato in aziende e in ruoli tecnci, ci raccontano ...continua

    Un libro veramente meraviglioso. Scritte in un italiano perfetto, schietto, diretto efficace, le storie raccontate da Primo Levi, chimico pratico impiegato in aziende e in ruoli tecnci, ci raccontano di come la materia, fatta di elementi chimici, si ribelli a ogni tentativo di inquadramento in schemi rigidi, formalmente belli, ma poco reali. Allo stesso modo è da vedere la nostra vita quotidiana, mai semplicemente descrivibile: la realtà si oppone ad ogni schematismo, ad ogni assolutismo, che sia il fascismo, la religione, la scienza esatta. Anche il tedesco conosciuto durante la prigionia, alla fine non rientra nei canoni del cattivo SS e nemmeno in quelli del tedesco post-bellico che non sapeva. Un libro da tenere sempre a portata di mano e rileggere di tanto in tanto.

    ha scritto il 

  • 0

    Già con i primi due ascolti (Se questo è un uomo, La tregua) mi ero fatta l’idea che Primo Levi fosse l’autore del Novecento che usa meglio la lingua italiana (tra quelli che conosco, naturalmente). Q ...continua

    Già con i primi due ascolti (Se questo è un uomo, La tregua) mi ero fatta l’idea che Primo Levi fosse l’autore del Novecento che usa meglio la lingua italiana (tra quelli che conosco, naturalmente). Questo libro mi dà la conferma.
    Passando dal come al cosa, l’idea è originale, i contenuti interessanti. Si tratta di racconti che prendono spunto di volta in volta da un elemento chimico per narrare episodi prevalentemente autobiografici, inframezzati da considerazioni umane, linguistiche, filosofiche, storicopolitiche.
    Si riesce a intuire come la chimica possa essere affascinante… per altri.
    Ottima la lettura di Elio De Capitani.
    Nonostante tutti i meriti, ho fatto fatica ad arrivare alla fine, sicuramente per motivi estranei al libro: non era il momento giusto.
    Nella riduzione radiofonica mancano due racconti.
    [Radio 3. Ad alta voce. Lettura di Elio De Capitani. Tempo: 8 ore e mezza].

    ha scritto il 

  • 4

    “Il sistema periodico” consta di ventuno capitoli, ognuno con il titolo di un elemento chimico. Eppure, avverte l'autore, “questo non è un trattato di chimica: la mia presunzione non giunge a tanto, « ...continua

    “Il sistema periodico” consta di ventuno capitoli, ognuno con il titolo di un elemento chimico. Eppure, avverte l'autore, “questo non è un trattato di chimica: la mia presunzione non giunge a tanto, «ma voix est foible, et même un peu profane». Non è neppure un'autobiografia, se non nei limiti parziali e simbolici in cui è un'autobiografia ogni scritto, anzi, ogni opera umana: ma storia in qualche modo è pure. È, o avrebbe voluto essere, una microstoria, la storia di un mestiere e delle sue sconfitte, vittorie e miserie.” D'altra parte, “che io chimico, intento a scrivere qui le mie cose di chimico, abbia vissuto una stagione diversa, è stato raccontato altrove.” In ogni caso, anche nel trattare delle sue cose di chimico, frammenti del lavoro quotidiano con qualche elemento aggiuntivo - come un paio di racconti, forse inseriti un po' a forza -, Primo Levi si conferma grande scrittore.
    Chiude questa edizione una bella intervista che Philip Roth fece a Levi nel 1986, l'anno prima della morte.

    ha scritto il 

  • 3

    Sinestesie

    Associare gli antenati alle qualità dei gas, gli amici a quelle del Fe, i messaggeri al Hg (quantomai azzeccato), un amore sfiorato al P.
    La chimica applicata alla vita.
    Ho quasi cercato, durante la l ...continua

    Associare gli antenati alle qualità dei gas, gli amici a quelle del Fe, i messaggeri al Hg (quantomai azzeccato), un amore sfiorato al P.
    La chimica applicata alla vita.
    Ho quasi cercato, durante la lettura, un motivo per abbandonarlo, non so perché; forse per l'aura dei terribili presagi che si porta addosso.
    E invece mi ha portato malinconicamente fino alla fine, però mi ci ha portato con inaspettata leggerezza, al di là dei tecnicismi e nonostante tutto.
    Il mio primo Levi, che forse non rimarrà l'unico, anche se ho l'impressione che sia più la sua esperienza di uomo ad attrarmi che la sua scrittura.

    ha scritto il 

  • 5

    Una prosa tesa, concreta, senza concessioni apparenti alla limatura estetica, aderente alla materia del vivere, forzando i sentimenti ad allontanarsi. La materia si lega , come in nuove soluzioni chim ...continua

    Una prosa tesa, concreta, senza concessioni apparenti alla limatura estetica, aderente alla materia del vivere, forzando i sentimenti ad allontanarsi. La materia si lega , come in nuove soluzioni chimiche, alle vite, ai caratteri, ai misteri delle relazioni umane.

    ha scritto il 

  • 5

    La chimica con tutta la sua magia, raccontata attraverso episodi e frammenti della vita di Levi. O forse dovrei dire il contrario: la vita di Levi (o buona parte di essa) raccontata attraverso la chim ...continua

    La chimica con tutta la sua magia, raccontata attraverso episodi e frammenti della vita di Levi. O forse dovrei dire il contrario: la vita di Levi (o buona parte di essa) raccontata attraverso la chimica. Non so, ma il risultato è uno delle più belle raccolte di racconti e contemporanemente una delle migliori autobiografie mai lette.
    Tra tutti il racconto più toccante è certamente Ferro con quei ricordi struggenti dell'amicizia con Sandro, l'unico vero amico di Primo dopo la proclamazione delle leggi razziali; il più geniale è Carbonio per la meraviglia che Levi suscita, immaginando il percorso di un atomo di carbonio dalla materia inerte a quella dei viventi.
    Come ha detto qualcuno, noi che diamo cinque stelle a questo libro siamo un po' ipocriti: le diamo per partito preso, solo perchè Primo Levi è Primo Levi. Appunto. Per la prima volta nella vita sono fiera di appartenere alla schiera degli ipocriti.

    Un consiglio per tutti: leggetelo e ascoltate almeno alcuni dei racconti, letti da Elio De Capitani per Ad alta voce. Li trovate sul sito di Radio tre. Ne rimarrete incantati.

    ha scritto il 

  • 3

    Dal 3 aprile, in ascolto su Ad alta voce- Radio3

    04/04/2017
    Ho iniziato ad ascoltarlo oggi, in pausa pranzo, mentre mi scaldavo al sole nel piccolo cortile con il ciliegio in fiore.
    E' un testo stranissimo... strano ed incredibile. Come si fa a part ...continua

    04/04/2017
    Ho iniziato ad ascoltarlo oggi, in pausa pranzo, mentre mi scaldavo al sole nel piccolo cortile con il ciliegio in fiore.
    E' un testo stranissimo... strano ed incredibile. Come si fa a partire dagli elementi chimici per raccontare di sè? Come si fa a dire cose così interessanti sulla chimica, rendendola appassionante come una storia?
    Sono colpita.

    - - -
    Ho terminato gli ultimi capitoli, non all'ascolto di radio3 ma su una copia della biblioteca.
    Una struttura originale ma solida, un percorso interessante, anche se non sempre facile.
    Bello e curioso il modo in cui Levi ha associato gli elementi alle cose, alle persone, ai momenti. Toccante il ritratto della famiglia Levi, acuto il racconto del percorso professionale.
    Ho scoperto che i nonni di Levi abitavano a Moncalvo, il paese di mio nonno.
    "Nonno, ma lo sai che Levi era originario di Moncalvo?". "Sì, ma nessuno ne vuole parlare, lì".
    Ah, ecco...

    ha scritto il 

  • 5

    Il fascino della chimica e delle sue metafore

    Primo Levi iniziò la sua carriera lavorativa dopo la laurea in chimica conseguita nel 1941. Era una persona razionale, concreta, dotata di un approccio e un pensiero lineare che influenzerà successiva ...continua

    Primo Levi iniziò la sua carriera lavorativa dopo la laurea in chimica conseguita nel 1941. Era una persona razionale, concreta, dotata di un approccio e un pensiero lineare che influenzerà successivamente la sua scrittura, iniziata dopo l'esperienza del campo di concentramento.

    Un chimico, quindi, prima di tutto.

    Che nel 1975, per raccontare gli episodi più interessanti della propria vita, decise di scrivere una serie di ventuno racconti intitolandoli a altrettanti elementi chimici che lo avevano colpito o segnato in qualche modo. I racconti sono prevalentemente autobiografici, anche se sconnessi dal punto di vista temporale.

    "Trovare qualcosa di interessante nella propria vita è sempre un’impresa vana; la straordinarietà sembra appartenere sempre agli altri, mentre chi scrive sembra sempre di aver vissuto una vita troppo ordinaria. Col tempo ho capito che non è vero. Quello che conta davvero è l’educazione nell’osservare e il talento nel decidere cosa vale la pena ricordare e cosa no."

    Ne scaturisce un libro decisamente originale. Argon, idrogeno, potassio, zinco, zolfo, stagno, uranio, argento, cromo, titanio, azoto, arsenico, vanadio, cerio, oro, carbonio e molti altri servono come stimolo, come pretesto, per esplorare le attività, le esperienze, le disavventure e i fallimenti di una vita.

    "Provavo ora nello scrivere un piacere complesso, intenso e nuovo, simile a quello sperimentato da studente nel penetrare l’ordine solenne del calcolo differenziale.
    Era esaltante cercare e trovare, o creare, la parola giusta, cioè commisurata, breve e forte; ricavare le cose dal ricordo, e descriverle col massimo rigore e il minimo ingombro. Paradossalmente, il mio bagaglio di memorie atroci diventava una ricchezza, un seme; mi pareva, scrivendo, di crescere come una pianta.
    "

    La chimica, professione e passione di Levi, è usata come uno strumento “razionale” per provare a interpretare fatti che spesso appaiono insensati. I racconti, se da una parte descrivono particelle della vita lavorativa di Levi, dall'altra fotografano da lontano anche gli anni del fascismo, la guerra, le deportazioni (ma i campi di concentramento qui sono solamente sfiorati), il dopoguerra. La visione è sempre quella del chimico, del tecnico, che è abituato a cercare di capire le ragioni, a misurare con precisione, a esaminare con attenzione i fenomeni senza preconcetti.

    "La silice mesoporosa è in grado di trattenere una sostanza con cui entra in contatto stabilendo dei legami di tipo attrattivo, e può lasciarla andare quando le condizioni ambientali sono cambiate. In un certo senso accade allo stesso modo con la memoria: si passa una vita ad assorbire elementi dall’ambiente, si seleziona ciò che vale la pena ricordare e quando si è nelle condizioni adatte i ricordi vengono liberati, ritornano come immagini, suoni, parole."

    Un libro che ho apprezzato non subito, ma con un crescendo lento pagina dopo pagina. Lucido, limpido, ironico quanto basta, lineare, mai noioso, efficace.

    ha scritto il 

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