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Il sognatore

Di

Editore: Piemme Linea Rossa

3.6
(47)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 335 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8856603632 | Isbn-13: 9788856603637 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Stefano Tettamanti , Francesco Di Pietro

Disponibile anche come: Altri

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
E' una notte pigra e un po' annoiata per tre adolescenti bianchi che percorrono le strade di Washington su una Gran Torino. Dentro, l'aria è inebriante di fumo, alcol, musica alla radio. Fuori, ogni curva è una promessa, una porta spalancata su un mondo di possibilità. Come la vita davanti a loro: tutto può essere, tutto deve ancora succedere.
Heathrow Heights è a pochi chilometri dal loro quartiere, ma non ci sono mai stati. Là non conoscono nessuno. Là vivono solo i neri. Il posto giusto per andare a fare un po' di casino, per dimostrare che non hai paura di niente: cosa fondamentale, quando hai sedici anni. E anche se hai una fifa terribile, te la tieni e stai zitto, per non fare la figura dello sfigato. Anche quando sai benissimo che, se sei fuori dal tuo territorio e non conosci le vie di fuga, rischi grosso. E infatti, quando il gruppo provoca tre coetanei di colore e poi finisce in una strada senza uscita, scatta la rissa. Parte un proiettile, uno dei bianchi muore, un altro resta sfigurato. Ma a cambiare è la vita di tutti.
A più di trent'anni di distanza i destini dei protagonisti torneranno a intrecciarsi. Perché uno dei sopravvissuti, che vuole chiudere i conti con quella notte, sceglierà la via della riconciliazione. E perché un altro, che ritiene invece di aver pagato troppo, deciderà di farsi giustizia. Con qualunque mezzo possibile.
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  • 0

    ABBANDONATO. Arrivata a pag. 70 non ce l'ho più fatta. Non mi piace come scrive, non mi piace tutto questo elenco di riferimenti americani che non mi dicono un bel nulla, non è riuscito a farmi sembrare "vero" nemmeno uno dei personaggi.

    ha scritto il 

  • 5

    Vite parallele di bianchi e neri in USA 1970-oggi.
    Violenza, emarginazione, rassegnazione, perdono.
    Emozionante e, temo, profetico sulla nostra realtà sociale prossima ventura.

    ha scritto il 

  • 2

    IL SOGNATORE

    George Pelecanos è nato a Washington nel 1957 e, prima di pubblicare il suo primo romanzo nel 1992, ha fatto diversi mestieri (lavapiatti, barista, cuoco, muratore, venditore di calzature e di elettrodomestici). Ora è un affermato giornalista,uno sceneggiatore di successo e un produttore di film ...continua

    George Pelecanos è nato a Washington nel 1957 e, prima di pubblicare il suo primo romanzo nel 1992, ha fatto diversi mestieri (lavapiatti, barista, cuoco, muratore, venditore di calzature e di elettrodomestici). Ora è un affermato giornalista,uno sceneggiatore di successo e un produttore di film indipendenti.
    Celebrate dalla critica, le sue opere hanno avuto svariati ed importanti riconoscimenti. Il New York Times lo definisce “uno degli scrittori che sposta i confini del thriller nel territorio della letteratura” e l’illustre collega Stephen King dice che lui è “ Probabilmente il più grande giallista americano vivente”.
    “Il sognatore” che ha vinto il prestigioso Hammett Prize accordatogli dalla International Association of Crime Writers come miglior thriller dell’anno, si ispira ad un episodio realmente accaduto nel 1972 nella Montgomery Country e che doveva aver molto colpito l’allora adolescente scrittore.
    Una sera d’estate degli anni 70, tre ragazzi bianchi ( Alex Papas, Pete Whitten e Billy Cachoris) annoiati e un po’ brilli, decidono di sconfinare nel quartiere nero di Heathrow Heights, in cerca di brividi adrenalinici. Un po’ di insulti gratuiti lanciati dalla macchina in corsa fino ad un vicolo che purtroppo si rivela cieco: ad attenderli altri tre ragazzi neri ( i fratelli James e Raymond Monroe ed il loro amico Charles Baker). La bravata finisce in tragedia: uno dei ragazzi neri possiede una pistola. Parte un tiro che uccide uno dei ragazzi bianchi, sfigura irrimediabilmente il volto di un altro mentre il terzo riesce a darsela a gambe, lasciando gli amici nei guai.
    Li ritroveremo tutti ad oltre trent’anni dal fatto e scopriremo come è andata la loro vita, come quell’episodio l’ha segnata per sempre, quale sentimento nell’animo di ciascuno di loro ha prevalso nel tempo: se la voglia di buttarsi tutto alle spalle, se il desiderio di perdono o quello di vendetta. E anche loro si ritroveranno dopo tanto tempo perché quella tragica serata di tanti anni prima pare non sia ancora finita….
    Ottimo ritrattista, Pelecanos si cala perfettamente nelle realtà raccontate e tocca argomenti di grande rilevanza personale e sociale: la violenza dilagante e la voglia di riscatto, la forza di ricominciare lottando contro ogni avversità, il problema degli immigrati, dell’abbandono scolastico, le emozioni forti cercate nella droga e nell’alcool, la guerra in Afghanistan e il problema dei reduci, l’angoscia delle famiglie per chi si trova ancora sui campi di battaglia, l’immane dolore di padri e madri che vedono ritornare i loro figli a casa in una bara avvolta dalla bandiera per la quale si sono sacrificati.
    Si cala ancora nella vita quotidiana dei protagonisti, soprattutto adolescenti, e in tutto ciò che per loro è interessante, dai programmi Tv alle canzoni in voga, dalle squadre di baseball o di rugby preferite ai giocatori venerati come idoli, una realtà che è perfetta se a leggerla è un americano che sa di cosa si parla, ma che, con i suoi elenchi interminabili di nomi, di trasmissioni televisive, squadre, giocatori e canzoni vernicia di noia la lettura di chi queste cose non le conosce affatto.
    Comprendo quindi il grande successo di pubblico e di critica, ma non credo leggerò altro di questo autore e dirò semplicemente che questo non è il mio genere perché nonostante i temi importanti che ha trattato, ho avuto più attimi di noia che di vero interesse. Forse, una versione cinematografica della storia, che di thriller ha ben poco, recitata da bravi attori, sarebbe stata più interessante.

    ha scritto il 

  • 4

    alla fine se proprio vogliamo essere obbiettivi la storia in se non è un granchè. Ma in questo caso direi che è proprio l'ultimo dei problemi; Pelecanos infatti dipinge letteralmente dei ritratti a tutto tondo dei personaggi che animano il suo piccolo mondo, senza dilungarsi ma descrivendo di ogn ...continua

    alla fine se proprio vogliamo essere obbiettivi la storia in se non è un granchè. Ma in questo caso direi che è proprio l'ultimo dei problemi; Pelecanos infatti dipinge letteralmente dei ritratti a tutto tondo dei personaggi che animano il suo piccolo mondo, senza dilungarsi ma descrivendo di ognuno la vita, anche con poche parole. Ed è proprio il realsimo che da credibilità al libro, la capacità di farci sentire parte di quel mondo e di far comprendere perchè ogni personaggio fa una scelta e quanto sia dovuta al carattere di questi. Impossibile quindi non affezionarsi a tutti e anche a commuoversi e tifare contro e soprattutto per loro.
    Del resto, dallo sceneggiatore di the Wire e Treme non mi aspettavo niente di diverso.

    ha scritto il 

  • 5

    Non è il solito libro con i greci

    Devo dire che all'inizio mi si cominciavano a gonfiare. A me Pelacanos piace un sacco ma si prospettava il solito romanzo in cui si narrano le solite minoranze d'America e la solita deriva violenta fra ragazzi arrabbiati e annoiati e sinceramente non ero nelle condizioni migliori per leggerlo. ...continua

    Devo dire che all'inizio mi si cominciavano a gonfiare. A me Pelacanos piace un sacco ma si prospettava il solito romanzo in cui si narrano le solite minoranze d'America e la solita deriva violenta fra ragazzi arrabbiati e annoiati e sinceramente non ero nelle condizioni migliori per leggerlo.
    Beh, poi si è aperta la storia e mi sono rapidamente conciliato con il nostro George: un libro con i fiocchi, in cui caduta e riscatto arrivano anche laddove non sembrano esserci margini di redenzione.
    Tanto di cappello!

    ha scritto il 

  • 1

    Gli concedo le solite cento pagine di prova ma se continua a sciorinare tutte le marche di birra, impianti stereo, macchine, acconciatori e chi più ne ha più ne metta, anche se è il preferito di Barak Obama lo abbandono...
    Barak Obama è sceso definitivamente nelle mie quotazioni: che libro ...continua

    Gli concedo le solite cento pagine di prova ma se continua a sciorinare tutte le marche di birra, impianti stereo, macchine, acconciatori e chi più ne ha più ne metta, anche se è il preferito di Barak Obama lo abbandono...
    Barak Obama è sceso definitivamente nelle mie quotazioni: che libro pessimo!

    ha scritto il 

  • 4

    Come thriller non è il massimo perché manca un po' di emozione; il ritmo non è incalzante e non ti tiene sveglio la notte...ma bella bella la caratterizzazione dei personaggi. Ritratto perfetto della greca famiglia Pappas e del suo caffè, bellissima la figura di Alex e intelligente e non scontata ...continua

    Come thriller non è il massimo perché manca un po' di emozione; il ritmo non è incalzante e non ti tiene sveglio la notte...ma bella bella la caratterizzazione dei personaggi. Ritratto perfetto della greca famiglia Pappas e del suo caffè, bellissima la figura di Alex e intelligente e non scontata l'idea di fondo: davanti a un errore non tutti cercano lo stesso tipo di riscatto.

    ha scritto il 

  • 0

    Il sognatore è una storia di violenza e di riscatto, di vite bruciate e della via faticosa di chi ha sbagliato ma decide di ricominciare. È una storia di immigrati, divisi dal colore della pelle. Tre ragazzi bianchi e tre neri. La loro adolescenza è simile a quella di tanti ragazzi occidentali: s ...continua

    Il sognatore è una storia di violenza e di riscatto, di vite bruciate e della via faticosa di chi ha sbagliato ma decide di ricominciare. È una storia di immigrati, divisi dal colore della pelle. Tre ragazzi bianchi e tre neri. La loro adolescenza è simile a quella di tanti ragazzi occidentali: scuole mal frequentate, alcol, fumo, la ricerca di emozioni forti. È un bellissimo thriller, questo di Pelecanos. E non solo perché la trama è avvincente, e tiene il lettore col fiato sospeso fino alla fine.Ma soprattutto perché non si perde in esoteriche evocazioni di scenari improbabili.

    http://www.lacompagniadellibro.tv2000.it/home_la_compagnia_del_libro/00000129_Home_.html

    ha scritto il