Il sogno della camera rossa

Romanzo cinese del secolo XVIII

Di

Editore: Einaudi (Tascabili)

4.1
(229)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 720 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi semplificata

Isbn-10: 8806133853 | Isbn-13: 9788806133856 | Data di pubblicazione: 

Curatore: Franz Kuhn

Disponibile anche come: Altri , Copertina morbida e spillati , Cofanetto , Copertina rigida , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

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  • 5

    Da wandt'ich mich hinweg und blieb verloren

    Quand’ero più giovane, non dovendo impazzire al lavoro nelle ore migliori del giorno, seguivo assai volentieri alcune soap operas. Il bello di quelle serie televisive virtualmente infinite (ma persino ...continua

    Quand’ero più giovane, non dovendo impazzire al lavoro nelle ore migliori del giorno, seguivo assai volentieri alcune soap operas. Il bello di quelle serie televisive virtualmente infinite (ma persino la più antica di tutte, Sentieri, ha chiuso baracca pochi anni fa) è che vi si fanno accadere un mucchio di fatti ma in realtà, come nella vita reale, non vi succede quasi niente di veramente importante o avventuroso; dal punto di vista strutturale, insomma, rappresentano l’antitesi del romanzesco, in cui viceversa tra figli perduti e ritrovati, naufragi, rapimenti, morti apparenti, travestimenti e agnizioni, in trecento pagine di libro o in due ore di pellicola cinematografica si concentrano più storie, sorprese e stravaganze che in cento vite umane normali. Quest’opera cinese del Settecento è quanto di più affine io riesca a immaginare a una soap opera, soprattutto se si tien conto che in gran parte di essa non avviene praticamente nulla: nel mondo chiuso d’un immenso palazzo nobiliare di Pechino si snodano i giorni lenti d’una moltitudine di mogli, concubine, figli, cugini di vario grado, parenti, concubine, governanti, garzoni, cameriere, servucce; si amoreggia, si bisticcia, ci si riappacifica, ci si ammala (ma di solito, per fortuna, in modo leggero), si prende il tè, si pranza o cena negli appartamenti di qualcuno, s’invita qualcun altro, si passeggia in giardino, si discute di sete, di pietanze, di bevande, di fiori, di opere d’arte, si fanno gare di poesia, si convocano compagnie a cantare l’opera tradizionale cinese o stuoli di monache buddiste o taoiste a recitare i sutra per qualche occasione lieta o funebre: così per centinaia di pagine, in un reticolo di parentele che avrebbero fatto la gioia della mia povera nonna. Qualche volta un fatto eccezionale rompe il ritmo blando dei giorni: una figlia diventa concubina imperiale, muore qualcuno, oppure arriva un visitatore da fuori; allora l’immensa corte ferve di attività e cerimonie più solenni e costose di quelle quotidiane, fino alla vertigine rituale e spendereccia per la visita della rampolla entrata a corte, quando viene a salutare i parenti per poche ore. Ma perfino senza questi diversivi lo scorrere tipico del tempo fra stanze decorate e verzieri non è mai povero di accadimenti e di fascino: l’autore sa rendere preziosi, ammalianti e coinvolgenti la grana d’un broccato, la morbidezza d’un orlo di pelliccia, il lucore d’un ricamo d’argento, il disegno d’un paravento, l’ombra d’un pesco fiorito, la finezza o la perfidia d’un sorriso. Leggo che questo libro in Cina è diventato un classico, ed esistono storici della letteratura che se ne occupano in maniera specialistica; non ne dubito: anche per un cinese, perlomeno abituato a quella foresta di nomi ove noialtri, prima d’impararne almeno qualcuno, nemmeno riusciamo a distinguere maschi e femmine, tutto codesto ginepraio d’intrecci e sottotrame, di sottigliezze e di rimandi interni non può che costituire, oltre a un godimento qual è altresì per noi, un pascolo inesauribile per la curiosità esegetica. Non dubito che inoltre chi legga il testo originale e viva all’interno della raffinata e complessa cultura in cui fu creato, riesca a trovare, nelle situazioni e nella lingua d’un opera così legata al suo tempo, se non anche magari fuori dal tempo, e insieme però così moderna, tanto appunto che non deve sonare né strampalato né denigratorio l’accostarla a spettacoli diffusi dai mezzi attuali di comunicazione (peraltro infinitamente inferiori per espressività, civiltà e finezza), una dovizia d’immagini, echi e sensazioni quali noi troviamo soltanto nei più grandi dei nostri classici: per noi non sinologi queste rimarranno sempre delizie esotiche, mentre per loro questo è il sangue, sono gli antenati, è la memoria; ma m’immagino quanto possa ammirare e amare queste pagine un cinese, se sono capaci di sedurre con tanta naturalezza noi che viviamo dall’altra parte del mondo.

    ha scritto il 

  • 3

    Difficile da leggere se non è contestualizzato.

    Quando mi è stato imposto da leggere all'università, mi sono piuttosto spaventata per la mole del volume, che però si è rivelato molto interessante per immergersi nella cultura tradizionale cinese. Qu ...continua

    Quando mi è stato imposto da leggere all'università, mi sono piuttosto spaventata per la mole del volume, che però si è rivelato molto interessante per immergersi nella cultura tradizionale cinese. Questa storia familiare si colloca tra entro spazi immensi, tra giardini, fiumi e residenze private e resta chiusa nelle mura domestiche. Al centro vi è la sfera femminile, cosa piuttosto inconsueta per la tradizione cinese prettamente patriarcale, e una storia d'amore che lotta contro un destino avverso.
    Nonostante la narrazione del romanzo sia piuttosto lenta e particolareggiata quasi fino alla nausea, mostra anche abitudini, tradizioni e vita familiare della Cina imperiale.
    Unica pecca secondo me è il fatto che se non si conosce il Daoismo è piuttosto difficile cogliere il significato di certe parti, tra cui il finale.

    ha scritto il 

  • 5

    1300 pagine nelle quali non succede nulla. o meglio, succedono un sacco di cose, sempre quelle, molto lentamente; dove si muovono millemila personaggi dai nomi molto simili, tutti molto cagionevoli di ...continua

    1300 pagine nelle quali non succede nulla. o meglio, succedono un sacco di cose, sempre quelle, molto lentamente; dove si muovono millemila personaggi dai nomi molto simili, tutti molto cagionevoli di salute, tutti molto facili alle lacrime, tutti con una certa tendenza alla sciarra rumorosa e alla sceneggiata napoletana.
    ogni cosa è rarefatta e sospesa e dialoghi da tronisti, colpi di scena degni di telenovele sudamericane doppiate fuorisincrono, descrizioni di rigidi cerimoniali e padiglioni si alternano a perle di saggezza taoista, saggezza buddista, saggezza tout court, a pagine commoventi per la loro bellezza e poesia e divertenti per la loro ironia.
    forse lo leggerete con le immagini di “lanterne rosse” che vi tengono per mano; ma, quando vi imbatterete nel dialogo
    è a casa una certa signora chou?
    quale? qui di signore chou ne abbiamo tante
    vi sfido a non ripensare a un capolavoro della cinematografia mondiale, uno di quelli che porterei meco su un'isola deserta:
    cerco mario
    qua de mario ce ne so' cento
    ma io cerco un mario che fa il ladro
    e sempre cento so’!

    ha scritto il 

  • 4

    Non è facile portarselo dietro in coda ma l'ho fatto. Il risultato è stato che più volte mi abbiano chiesto cosa stessi leggendo e perché non mi portavo dietro qualcosa di più leggero o magari un kind ...continua

    Non è facile portarselo dietro in coda ma l'ho fatto. Il risultato è stato che più volte mi abbiano chiesto cosa stessi leggendo e perché non mi portavo dietro qualcosa di più leggero o magari un kindle. La risposta all'ultima domanda scorre via facile...voglio la carta e se sto leggendo un libro che ha 700 e passa pagine, quello devo portarmi dietro.
    La risposta alla prima domanda, cosa sto leggendo, è un po' più complessa da articolare in due parole, prima che arrivi il mio turno in coda in posta. Perciò ho trovato il modo di condensarne il succo così: "un romanzone cinese a metà tra Tolstoj e Shakespeare, con qualcosa di Via col vento".
    Riduttivo, certo, per un pilastro della letteratura cinese, ma efficace e calzante a parer mio :)

    ha scritto il 

  • 4

    Bisogna essere appassionati del genere per apprezzarlo, bisogna essere alla ricerca dell'atmosfera di un mondo scoparso, con i suoi riti, i suoi ritmi , gli odori , i sapori, le scaramucce di una cort ...continua

    Bisogna essere appassionati del genere per apprezzarlo, bisogna essere alla ricerca dell'atmosfera di un mondo scoparso, con i suoi riti, i suoi ritmi , gli odori , i sapori, le scaramucce di una corte lussuosa che consuma le sue giornate chiusa in palazzi e giardini lussuosamente arredati, dove si organizzano gare di poesia, di indovinelli, di ricamo. Le pratiche spirituali sono legate alla scansione del tempo, i festeggiamenti per la fine dell'anno, per i compleanni o i funerali, tutto secondo una complicata etichetta. La corte è supportata da un stuolo di servitori di varie classi ed ordini e non ci si può allontanare senza un adeguato seguito a tema di scandalo sociale.
    Volendolo avvicinare alla storia del " principe Splendente", manca raffinata ed eterea amore per la raffinatezza, per il non detto, per la natura. I protagonisti mangiano, bevono, litigano, si ammalano, passano i giorni a fare pettegolezzi e a languire nelle proprie stanze dorate.

    ha scritto il 

  • 4

    4 stelline e ½

    Sebbene attualmente si tratti del più completo e fedele dei tentativi di traduzione occidentali, questa versione presenta, purtroppo, solo cinquanta degli ottanta capitoli originari del ...continua

    4 stelline e ½

    Sebbene attualmente si tratti del più completo e fedele dei tentativi di traduzione occidentali, questa versione presenta, purtroppo, solo cinquanta degli ottanta capitoli originari del celebre romanzo cinese. E le conseguenze di tale espunzione risultano evidenti anche al più ingenuo dei lettori: la narrazione manca di alcuni passaggi fondamentali in grado di collegare diversi episodi.
    Il romanzo presenta un puntuale ed affascinante affresco della società cinese dell'epoca (XVIII secolo), immersa in un significativo sincretismo religioso e divisa tra gli aspetti esteriori di una lussuosa vita di corte, regolata dai dettami della più rigida etichetta ed una più intima necessità di affrancamento dalla schiavitù dei bisogni materiali in favore di un percorso di esclusiva elevazione spirituale.
    La vicenda, gremita di elementi fantastici e sovrannaturali, offre molteplici livelli di lettura, prestandosi a diverse chiavi interpretative, tra le quali risulta particolarmente interessante quella psicoanalitica.
    Consigliato a chi ha già una certa dimestichezza con la letteratura classica orientale.


    Rilasciato da .•.•´*`•.•. LaFigliaDelPittore .•.•´*`•.•. con licenza CC Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Italia. http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/3.0/it/

    ha scritto il 

  • 5

    PIANETA CINA

    Grazie ai consigli di lettura di due vaggiatrici di Taiwan, ho conosciuto questa meraviglia scritta in Cina alla fine del settecento. Dei cosiddetti 4 classici è quello riconosciuto come il più import ...continua

    Grazie ai consigli di lettura di due vaggiatrici di Taiwan, ho conosciuto questa meraviglia scritta in Cina alla fine del settecento. Dei cosiddetti 4 classici è quello riconosciuto come il più importante e il più studiato in Cina, tanto da aver dato origine ad una branca di studi letterari accademici: la redologia.
    Io non l'avevo mai incontrato. Il testo cinese più vecchio che conoscevo era di Lu Xun, un intellettuale di sinistra dei primi del novecento, "curiosamente" sconosciuto alle amiche di Taiwan.
    Comunque secondo me non è una lettura facile per un occidentale e affrontarla dopo aver letto i "classici" occidentali è assolutamente consigliabile.

    ha scritto il 

  • 5

    mi ha ricordato Siddharta; ambientato in cina..con la capacità di soffermarsi su singoli avvenimenti con una lentezza e una cura nella descrizione molto Zen, ma riuscendo a raccontare di una quantità ...continua

    mi ha ricordato Siddharta; ambientato in cina..con la capacità di soffermarsi su singoli avvenimenti con una lentezza e una cura nella descrizione molto Zen, ma riuscendo a raccontare di una quantità infinita di personaggi. E' allo stesso tempo immensamente coplesso e assolutamente semplice

    ha scritto il 

  • 5

    Rilettura obbligata, dal momento che la prima volta avevo una gran confusione in testa con tutti quei nomi simili!! Perchè non li traducono? Stupendi i nomi dati agli ambienti del palazzo.

    ha scritto il 

  • 5

    da un libro all'altro il commento

    A Nisargadatta fu chiesto:
    I.: Il vostro stato non è verificabile. Ciò che ne so, mi viene da voi. Da me, non vedo che un vecchio eccezionale.
    Nisargadatta Maharaj rispose:
    M.: II vecchio cospicuo, co ...continua

    A Nisargadatta fu chiesto:
    I.: Il vostro stato non è verificabile. Ciò che ne so, mi viene da voi. Da me, non vedo che un vecchio eccezionale.
    Nisargadatta Maharaj rispose:
    M.: II vecchio cospicuo, come dici, sei tu, non io! Io non sono mai nato. Come posso invecchiare? Quello che sembro a te, esiste nella tua mente. Non mi riguarda.
    I.: Anche come sogno, siete insolito.
    M.: Un sogno che può ridestarti. Ne avrai la prova al risveglio.
    I.: Supponiamo che vi giunga la notizia che sono morto. Come reagireste?
    M.: Sarei molto felice che sei tornato a casa. Davvero contento di saperti fuori da quest'assurdo.
    I.: Quale assurdo?
    M.: Di pensare che sei nato e morirai, che sei un corpo che tiene impegnata la mente, e tutto il nonsenso ben noto. Nella mia terra nessuno è nato e nessuno muore. Taluni partono per un viaggio e ritornano, altri non partono mai. Ma non c'è differenza, visto che viaggiano nella terra del sogno, ognuno fasciato nel suo sogno privato. Solo il risveglio conta. Basta sapere che l'"io sono" è reale, e poi amare.

    (dalla versione on-line di Io sono quello)

    ha scritto il 

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