Hooray! You have added the first book to your bookshelf. Check it out now!
Create your own shelf sign up
[−]
  • Search Digit-count Valid ISBN Invalid ISBN Valid Barcode Invalid Barcode

Il sogno di mia madre

By Alice Munro

(101)

| Hardcover | 9788806153427

Like Il sogno di mia madre ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free

Book Description

La bontà perseguita a tutti i costi nasconde un abisso di rancore. Una madrefrustrata potrebbe abbandonare la figlia nella neve. A un uomo e una donnasulla soglia della vecchiaia si prospettano percorsi assai diversi. Negli ottoracconti di Alice Munr Continue

La bontà perseguita a tutti i costi nasconde un abisso di rancore. Una madrefrustrata potrebbe abbandonare la figlia nella neve. A un uomo e una donnasulla soglia della vecchiaia si prospettano percorsi assai diversi. Negli ottoracconti di Alice Munro protagoniste sono le donne di ogni età e condizione,raccontate con lucida serenità.

60 Reviews

Login or Sign Up to write a review
  • 1 person finds this helpful

    Brava Alice! Non delude mai anche se le raccolte più recenti ('In fuga', 'Segreti svelati' etc.) contengono racconti che mi sono piaciuti complessivamente di più, con storie più definite, quasi dei mini-romanzi. Qui è tutto più sfuggente, impalpabile ...(continue)

    Brava Alice! Non delude mai anche se le raccolte più recenti ('In fuga', 'Segreti svelati' etc.) contengono racconti che mi sono piaciuti complessivamente di più, con storie più definite, quasi dei mini-romanzi. Qui è tutto più sfuggente, impalpabile, ambiguo. Ma la qualità della scrittura non si discute. Sono storie di donne, inquiete, problematiche, tormentate e accanto o sullo sfondo, uomini assenti anche quando sono presenti, inetti, narcisi 'meglio perderli che trovarli'.

    Is this helpful?

    Lilli48 said on May 12, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    http://antoniodileta.wordpress.com/2014/04/20/il-sogno-… “Era convinta che non avrebbe mai più potuto dare importanza al tipo di stanza in cui sarebbe vissuta, né agli abiti che avrebbe indossato. Non sarebbe più ricorsa a qu ...(continue)

    http://antoniodileta.wordpress.com/2014/04/20/il-sogno-…

    “Era convinta che non avrebbe mai più potuto dare importanza al tipo di stanza in cui sarebbe vissuta, né agli abiti che avrebbe indossato. Non sarebbe più ricorsa a quel genere di espediente per far capire agli altri chi era e com’era. Nemmeno per capirlo lei. Quel che aveva fatto bastava, diceva tutto.
    Stava facendo ciò di cui aveva sentito raccontare e di cui aveva letto. Quello che Anna Karenina aveva fatto e che Madame Bovary aveva sognato. Quello che aveva fatto un insegnante della scuola di Brian con una delle segretarie. Era scappato con lei. Si chiamava così. Scappare con qualcuno. Prendere il volo. Se ne parlava con disprezzo, con sarcasmo e invidia. Era adulterio portato a conseguenze un po’ più estreme. Chi lo faceva, quasi sempre aveva già una relazione da un pezzo, aveva commesso adulterio per un certo tempo, prima di diventare tanto disperato o audace da affrontare quel passo. In rarissimi casi la coppia azzardava il vanto di un amore non consumato e teoricamente puro, ma di individui simili - ammesso che qualcuno fosse disposto a prestar loro fede - si pensava non solo che si prendessero troppo sul serio, ma quasi che fossero di una sconsideratezza devastante, pressoché analoga a quella di chi rinuncia a tutto per andare a sfidare la fortuna in qualche paese povero e pericoloso.
    Gli altri, gli adulteri, erano visti come irresponsabili, immaturi, egoisti, per non dire crudeli. E fortunati. Fortunati perché il sesso consumato in macchina o sui prati o tra le lenzuola sporche dei rispettivi letti matrimoniali o, ancora più spesso, come in questo caso, nei motel, doveva essere stato splendido. Altrimenti non avrebbero avuto un tale desiderio della compagnia dell’altro a tutti i costi, né la certezza che il loro futuro insieme sarebbe stato migliore e diverso da ciò che aveva riservato loro il passato.
    Diverso. Era questo ciò che Pauline doveva credere ora: che esistesse una sostanziale differenza all’interno di vite, matrimoni o unioni tra le persone. Che in alcuni casi si verificasse un’urgenza, una fatalità che in altre circostanze era assente. Naturalmente, avrebbe sostenuto la stessa cosa anche un anno prima. La gente lo dice, e pare convinta, ciascuno sembra sempre credere di vivere un’esperienza unica, speciale, anche quando tutti gli altri sono in grado di vedere che non è affatto così, e che chi parla non sa quel che dice. Pauline, al tempo, non avrebbe saputo quel che diceva”.
    (Alice Munro, “Il sogno di mia madre”, ed. Einaudi)

    L’indolenza odierna, più acuta di quella che già solitamente mi attanaglia, m’impedisce di scrivere su “Il sogno di mia madre” di Alice Munro. Nel consigliarvene la lettura, aggiungo solo che si tratta di un’altra raccolta di racconti dell’autrice canadese, per la precisione otto, e che anche in questi scritti la Munro dà prova della sua abilità nel farci vivere le atmosfere della provincia canadese, soprattutto attraverso i continui salti temporali all’interno di ogni singolo racconto. Per altre considerazioni più generali sulla Munro, valgano le parole che le ho dedicato negli altri articoli.

    Is this helpful?

    Sisifo77 (Antonio Di Leta) said on Apr 20, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Donne al centro

    Otto racconti: alcuni più intriganti, altri più difficili da seguire. Sicuramente una bella panoramica sul mondo delle donne: al centro le loro relazioni con genitori, amiche, mariti, fidanzati e conoscenti, le loro scelte e i loro pensieri. Ognuna c ...(continue)

    Otto racconti: alcuni più intriganti, altri più difficili da seguire. Sicuramente una bella panoramica sul mondo delle donne: al centro le loro relazioni con genitori, amiche, mariti, fidanzati e conoscenti, le loro scelte e i loro pensieri. Ognuna con il suo modo particolare di essere donna o di diventarlo.

    Is this helpful?

    Giadaunaparola said on Feb 27, 2014 | Add your feedback

  • 14 people find this helpful

    IO AMO QUESTA DONNA

    Alice Munro, SCRIVERE. O SMETTERE DI SCRIVERE, luglio 2005

    Forse la vera ragione per smettere di scrivere è che sto invecchiando. Sono vecchia. Quando succede, fare le cose che devi fare richiede sempre più tempo e concentrazione. Pagare le bollett ...(continue)

    Alice Munro, SCRIVERE. O SMETTERE DI SCRIVERE, luglio 2005

    Forse la vera ragione per smettere di scrivere è che sto invecchiando. Sono vecchia. Quando succede, fare le cose che devi fare richiede sempre più tempo e concentrazione. Pagare le bollette, ricordarti quando passa il camion della spazzatura, fare la raccolta differenziata, donare soldi a tutte quelle buone cause che hai promesso a te stessa di sostenere. Mantenere l’ordine intorno a te. Il disordine è molto più minaccioso di una volta – non è più perdonabile e disarmante, né un segno della propria creatività, ma una prova dell’arrivo della demenza senile, decisamente poco affascinante. In effetti è meno affascinante, la demenza, nelle donne che negli uomini. Lo stesso vale per l’aspetto fisico da mantenere presentabile. Richiede sempre più sforzo, non tanto arrestare il deterioramento quanto rallentarlo in modo che risulti accettabile a te stessa e agli altri. Tutte le pillole e gli esami e gli esercizi. Non puoi più martellare sui tasti, rapita alle tre di notte dal finale di una storia. Non puoi più essere il grande scrittore, quello con il brutto carattere e le cattive abitudini e la genialità graffiante dei vecchi film. Non che io lo sia mai stata (in effetti non ricordo che nessuno di questi geni sia mai stato una donna), ma l’idea è sempre sopravvissuta da qualche parte nella mia testa, come qualcosa che un giorno avrei potuto provare a essere.
    Insomma: smetterei di scrivere per avere una vita più gestibile. E poi so che è molto raro produrre un capolavoro in questi ultimi anni di vita, e uno o due libri in meno non sarebbero una gran perdita per nessuno. Di sicuro non mi mancherà quel tormento – i tentativi a vuoto necessari perché una storia sia buona – o il vero e proprio orrore che provo nell’attesa che il libro venga pubblicato, per poi dar fondo al mio coraggio e uscire di casa ed esserne responsabile nel vasto mondo (in realtà sembra che sia vasto, ma il mondo dell’editoria, della critica letteraria, del pubblico dei lettori, è così piccolo che la maggior parte della gente che vive nel tuo paese, perfino nella tua cittadina, non saprà mai il tuo nome).
    Non mi perderò niente, davvero.
    Ma aspetta un attimo: che cosa c’era di così meraviglioso? Che cosa lo faceva sembrare irresistibile? Che cosa rendeva trascurabili questi inconvenienti? Se non è quando stai componendo il lavoro, non quando lo mandi all’editore, non quando ce l’hai in mano stampato, né quando lo leggi in pubblico o lo vedi entrare in classifica (e cominci a preoccuparti di quando ne uscirà), e nemmeno quando vince un premio, anche se devi ammettere che vincerlo è meglio che non vincerlo, allora quando è?
    Il momento non è forse quello in cui hai l’idea, o meglio inciampi nell’idea, ci sbatti contro, come se stesse vagando da sempre nella tua testa? È già lì, ancora senza lineamenti precisi, ma armoniosa e brillante. Non è la storia. È lo spirito, il centro della storia, qualcosa che non è fatto di parole, ma che può sorgere alla vita, almeno a una vita pubblica, soltanto quando le parole lo avvolgono. Un oggetto ancora non guastato, ancora protetto dalle interferenze. In una forma più bella di quella che avrà mai, dopo essere stato stirato e schiacciato dentro le tue frasi. Pensa di poter essere soddisfatta da questo incontro soltanto, dal riconoscerlo e poi lasciarlo solo. Come sarebbe?
    Vedremo.

    Is this helpful?

    cc (E se diventi farfalla nessuno pensa più a ciò che è stato quando strisciavi) said on Feb 19, 2014 | 4 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    [...]

    A dispetto di tutte le fantasie erotiche che le passavano per la mente, Kath era convinta che non sarebbe mai riuscita ad andare a letto con altri che con Kent. Il sesso era una specie di pratica che avevano inventato insieme. Sperimentarlo co ...(continue)

    [...]

    A dispetto di tutte le fantasie erotiche che le passavano per la mente, Kath era convinta che non sarebbe mai riuscita ad andare a letto con altri che con Kent. Il sesso era una specie di pratica che avevano inventato insieme. Sperimentarlo con qualcun altro avrebbe significato un cambiamento di rotta assoluto: l'intera sua vita le sarebbe esplosa tra le mani. Eppure, non avrebbe potuto dire di amare Kent da morire.

    [...]

    Is this helpful?

    SiMoNa said on Feb 5, 2014 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (101)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 1 star
  • Hardcover 362 Pages
  • ISBN-10: 8806153420
  • ISBN-13: 9788806153427
  • Publisher: Einaudi
  • Publish date: 2001-01-01
  • Also available as: Paperback , Others , eBook
Improve_data of this book