Il sogno di una cosa

Voto medio di 341
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Romanzo
Coda
Ha scritto il 03/05/17
La costruzione di una pietra dura.
Togligli la “Presentazione”(?) di Edoardo Affinati dopodiché a questo romanzo di Pasolini non puoi più togliergli nulla: non una frase, una parola: “Il sogno di una cosa” è una macchina letteraria perfetta, per me, che arrivavo dalle lettura dello sp...Continua
juri_kid_a
Ha scritto il 11/10/16

Cronaca di vita (misera) contadina nel Friuli del dopoguerra.
Bello e onesto come solo un innamorato della campagna e dei suoi abitanti può scrivere.

Angelo
Ha scritto il 04/09/16
“Pasolini rimpiange la realtà che ancora possiede perché sa, nel profondo, che sta per perderla”
Scritto nel 1950 ma pubblicato solo dodici anni dopo, “Il sogno di una cosa” rappresenta il primo impegno di Pasolini come romanziere, quando aveva già dato ampia prova del suo estro nella produzione di raccolte poetiche date alle stampe negli anni i...Continua
kamilabit
Ha scritto il 06/01/15
Un quadro della dura vita di paese nel post guerra in Friuli. La forza di giovani poveri che si avvicinano al comunismo, con speranze, ma poche prospettive, se non il duro lavoro ammorbidito dalla solidarietà, l'amicizia, l'amore o qualcosa che ad es...Continua
Inviaggio
Ha scritto il 13/11/14
Anche Pasolini zoppica
Idillio campestre, romanzo sulle pulsioni giovanili, pamphlet politico? Un pò di tutto o niente di tutto questo. Un romanzo dalla struttura anomala, senza una vera a propria trama. Le vicende narrate, per quadri scenici, sono solo il pretesto per l'e...Continua

Sarawendy
Ha scritto il Feb 13, 2013, 17:52
Tutta la loro compagnia venne ad accompagnarli alla stazione di Casarsa a prendere il treno, e a bere l'ultimo bicchiere di bianco insieme: Milio aveva portato la fisarmonica, e si salutarono cantando e gridando. E piangendo anche. Ma quelli erano i...Continua
Pag. 39
Sarawendy
Ha scritto il Feb 13, 2013, 17:47
Coi loro fagotti ai piedi, i ragazzi guardavano zitti verso quell'orizzonte limpido, turchino e imbevuto di una luce che toglieva il respiro, lungo le curve delle prealpi, tra boschi, borgate e radure. Proprio sotto il castello, sul costone di una co...Continua
Pag. 40
Erikare
Ha scritto il Feb 25, 2011, 11:40
Per quanto i due amici si sforzassero, non riuscivano a capacitarsi come quel corpo fosse quello di Eligio. Niente avevano in comune. Del colore turchino, scintillante degli occhi, non restava più ombra, né di quel suo sorriso intenso, fisso: il sorr...Continua
Pag. 211
Erikare
Ha scritto il Feb 25, 2011, 11:30
[...] ma intanto sentiva dentro di sé, con angoscia, un altro peso, un'altra paura, di cui adesso era venuto il momento, dopo tanto tempo che se lo teneva dentro, di liberarsi. Con gli occhi bassi, tutto d'un fiato come se la colpa fosse sua, disse c...Continua
Pag. 190
Erikare
Ha scritto il Feb 25, 2011, 11:25
Dopo aver bevuto il mezzo bicchiere di vino che tingeva le labbra come un colore, l'allegria si faceva ancora più generale: qualche volta, allora, si osava parlare anche di amore.
Pag. 174

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