Il sole dei morenti

Di

Editore: e/o

4.2
(1760)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 236 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Inglese , Tedesco

Isbn-10: A000034276 | Isbn-13: 9788876416101 | Data di pubblicazione: 

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli , Scienze Sociali

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  • 4

    Ingredienti: un senzatetto alcolizzato, disgraziato ma dignitoso, un viaggio verso il sole da Parigi a Marsiglia, i ricordi di una vita felice trasformatasi in sofferenza, gli incontri con persone dal ...continua

    Ingredienti: un senzatetto alcolizzato, disgraziato ma dignitoso, un viaggio verso il sole da Parigi a Marsiglia, i ricordi di una vita felice trasformatasi in sofferenza, gli incontri con persone dal diverso passato ma dal simile presente.
    Consigliato: a chi sa guardare il mondo dal basso verso l’alto, a chi osserva gli ultimi con rabbia o solidarietà.

    ha scritto il 

  • 3

    Un pugno nello stomaco ... necessario.

    "E cos'è la vita? Quella?" Aveva indicato un tipo in giacca e cravatta che gli stava passando davanti, in fretta, con un cellulare incollato all'orecchio. "Quella vita lì l'ho già vissuta. So dove por ...continua

    "E cos'è la vita? Quella?" Aveva indicato un tipo in giacca e cravatta che gli stava passando davanti, in fretta, con un cellulare incollato all'orecchio. "Quella vita lì l'ho già vissuta. So dove porta. Esattamente dove sono oggi".

    Non ho letto (ancora) la Trilogia noir marsigliese di Izzo, e ho preferito accostarmi a questo autore attraverso questo suo romanzo successivo, che mantiene sullo sfondo ancora Marsiglia ma racconta la vita che si perde lentamente, inesorabilmente.
    Sono rimasto molto colpito dalla storia, una storia di barboni, apparentemente come tante che ci vediamo passare accanto distrattamente e delle quali non ci facciamo troppe domande, magari volgendo rapidamente lo sguardo altrove per non "rovinarci" troppo una giornata, che magari si preannuncia già pesante.
    E invece questa lettura mi ha costretto a guardare dentro la vita di persone come le quali potrei tranquillamente diventare io stesso: basta una caduta, una delusione, un fallimento ... o semplicemente un abbandono a cui non si sa reagire o al quale si può decidere di reagire così. E' la storia di un viaggio consapevole verso la propria fine raccontato con delicatezza ma anche spietatezza, con la poesia della verità. Una scrittura nostalgica, malinconica. Una lettura, ancora una volta ... necessaria.

    ha scritto il 

  • 4

    Di Izzo avevo già letto la trilogia marsigliese di Fabio Montale: una interessantissima via mediterranea al noir che sapeva miscelare antirazzismo e radicalismo politico, hard-boiled e poesia lirica. ...continua

    Di Izzo avevo già letto la trilogia marsigliese di Fabio Montale: una interessantissima via mediterranea al noir che sapeva miscelare antirazzismo e radicalismo politico, hard-boiled e poesia lirica. Questo "Il sole dei morenti", titolo bellissimo e tristissimo, è l'ultimo romanzo scritto dall'italo-marsigliese, già stremato dalla Parca che se lo sarebbe portato via prematuramente: e negli ultimi capitoli, quasi affrettati, questa fatica un po' si sente. Un particolare che aggiunge elegia ad elegia: non si tratta di un noir, ma l'atmosfera è altrettanto greve e violenta. Storia di perdenti e diseredati: clochard, prostitute, migranti clandestini, che pure nel loro quotidiano squallore conservano dignità e solidarietà. Un atto di accusa contro l'indifferenza della società, cosiddetta civile: "La sirena di una nave è riecheggiata nel porto. Adesso il sole era alto nel cielo. Un sole bianco. Freddo. Il sole dei morenti, ho pensato. Il sole dei morenti. Ho fatto scivolare la mia mano in quella di Rico. Intrecciando le dita alle sue. E ho aspettato. Ho aspettato, sapete. Perché, mi sono detto, questa vita non può continuare cosi. Non può."

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Poco da aggiungere : una bella scoperta Izzo. Umano e disperato. È la storia di un Signor Nessuno : Rico, uomo come tanti che perde tutto a cominciare dalla moglie; la sua discesa verso il basso dell ...continua

    Poco da aggiungere : una bella scoperta Izzo. Umano e disperato. È la storia di un Signor Nessuno : Rico, uomo come tanti che perde tutto a cominciare dalla moglie; la sua discesa verso il basso della gerarchia sociale è direttamente proporzionale al suo grado di umanità. Ma poco importa chi è a raccontare la storia di come si finisce a vivere per strada. Rico prende il testimone di Titì, da più tempo di lui clochard e ne raccoglie la memoria, ne ripete fatalmente le scelte che lo portano alla fine. Credendo di sfuggire a morte e malattia idealizza l'ultimo viaggio : Marsiglia , scelta in memoria della prima innamorata. Qui si lascia finalmente andare alla deriva ma non prima di aver scelto il suo "figlio spirituale", Abdou. Sarà Abdou a raccontare la storia di Rico, così come Rico aveva narrato al lettore quella di Titì, a dimostrazione che nella vita i veri legami fraterni sono quelli che scegliamo e non quelli di sangue e anche del fatto che sono coloro che "scegliamo" a continuare idealmente la nostra storia e la Storia. Anche la donna idealizza da Rico cambia contorni ad ogni racconto ma anche questo importa poco a chi, come Izzo, intende narrare una storia che è appunto di Tutti e di Nessuno.

    ha scritto il 

  • 4

    romantico e disperato

    L’ ultimo dei romantici o dei post romantici, di un romanticismo disperato, esasperato e struggente in un un libro testamento, visto la prematura scomparsa dello scrittore marsigliese. Il sole dei m ...continua

    L’ ultimo dei romantici o dei post romantici, di un romanticismo disperato, esasperato e struggente in un un libro testamento, visto la prematura scomparsa dello scrittore marsigliese. Il sole dei morenti potrebbe essere definita come una sorta di epopea dei barboni, dei traditi dalla vita e dall’ amore, persone sconosciute che hanno dentro ognuno la loro storia, insospettabile e alla quale il compito ed il merito di uno scrittore come un atto di amore verso di loro è dare voce, voce a esseri umani con matrimoni naufragati, lavori incerti o inesistenti, affetti ora trasformatisi in qualcos’ altro o finiti, distrutti, come non si sospetterebbe vedendoli questi reietti e dimenticati agli angoli delle strade o nelle stazioni ferroviarie o a racimolare un pasto alle associazioni caritatevoli, come se non potessero costoro aver avuto una vita, una famiglia, dei figli. Rico, Titì, Dedè, nomi dei personaggi in gran parte bisillabici, con l’innocenza dei bambini, come un canto, un gioco, un errore. Vecchi e nuovi traumi anche sociali come il ricordo degli orrori della guerra dei Balcani degli anni 90 negli occhi di alcuni protagonisti, una visione ultrapessimistica, vite distrutte, lavori incerti, mogli che li hanno abbandonati. Eppure tutti hanno un ultimo barlume di speranza, un loro vitalismo sfrenato alla Bukowski senza il suo cinismo, Celine senza l’abiezione, persone che cercano una qualche forma di solidarietà dei e fra gli ultimi, crudi, feriti, narrati con una scrittura, senza tanti fronzoli, intercalata da poesie, canzoni, struggimenti melodrammatici vari che alcune volte appaiono anche eccessivi. Ma la poesia di questo sole che cala su questi morenti eppur vivi affascina e commuove.

    ha scritto il 

  • 4

    Izzo ci fa immergere nella vita da clochard, disperante e disperata, umiliante, durissima. Ed è agghiacciante e spaventoso perché è un incubo in cui tutti possiamo finire quando, con poche curve della ...continua

    Izzo ci fa immergere nella vita da clochard, disperante e disperata, umiliante, durissima. Ed è agghiacciante e spaventoso perché è un incubo in cui tutti possiamo finire quando, con poche curve della vita, perdiamo tutto ciò che abbiamo, soprattutto gli affetti e la dignità, "perché quello che oggi è vero può non esserlo più domani" e "solo quando il mondo ti crolla addosso scopri l'orrore, che nel mondo esiste l'orrore, perché sei sbattuto in un'altra vita e incontri gente di cui non avevi nemmeno immaginato l'esistenza".
    E non c'è via d'uscita, la fine è nota e tragica. Ma qualcosa rimane, i ricordi di amori dolcissimi, la tenerezza dei rapporti umani tra i compagni di viaggio, "attimi guadagnati contro la solitudine, contro la tristezza delle notti, rubati al tempo che passa, attimi di niente", e, soprattutto, la luce i colori le scogliere e il mare di Marsiglia.

    ha scritto il 

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