Il sole dei morenti

Di

Editore: e/o

4.2
(1706)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 236 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Inglese , Tedesco

Isbn-10: A000034276 | Isbn-13: 9788876416101 | Data di pubblicazione: 

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli , Scienze Sociali

Ti piace Il sole dei morenti?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro


Ordina per
  • 0

    Izzo ci fa immergere nella vita da clochard, disperante e disperata, umiliante, durissima. Ed è agghiacciante e spaventoso perché è un incubo in cui tutti possiamo finire quando, con poche curve della ...continua

    Izzo ci fa immergere nella vita da clochard, disperante e disperata, umiliante, durissima. Ed è agghiacciante e spaventoso perché è un incubo in cui tutti possiamo finire quando, con poche curve della vita, perdiamo tutto ciò che abbiamo, soprattutto gli affetti e la dignità, "perché quello che oggi è vero può non esserlo più domani" e "solo quando il mondo ti crolla addosso scopri l'orrore, che nel mondo esiste l'orrore, perché sei sbattuto in un'altra vita e incontri gente di cui non avevi nemmeno immaginato l'esistenza".
    E non c'è via d'uscita, la fine è nota e tragica. Ma qualcosa rimane, i ricordi di amori dolcissimi, la tenerezza dei rapporti umani tra i compagni di viaggio, "attimi guadagnati contro la solitudine, contro la tristezza delle notti, rubati al tempo che passa, attimi di niente", e, soprattutto, la luce i colori le scogliere e il mare di Marsiglia.

    ha scritto il 

  • 5

    "Sembra falso affermare che questo romanzo è pura immaginazione.
    Non ho fatto altro che esasperare le logiche del reale e dare nomi e inventare storie per esseri che possiamo incrociare ogni giorno pe ...continua

    "Sembra falso affermare che questo romanzo è pura immaginazione.
    Non ho fatto altro che esasperare le logiche del reale e dare nomi e inventare storie per esseri che possiamo incrociare ogni giorno per strada.
    Esseri per cui perfino lo sguardo ci è insopportabile.
    Voglio dire che leggendo queste pagine chiunque può riconoscersi.
    I vivi e i morenti."
    Ecco inizia così questo fantastico romanzo...

    Quando incontri un altra persona, non giudicarla per suo aspetto o per come si pone, perché non sai cosa sta passando.
    Questo vale anche per quei poveri cristi buttati in mezo alla strada, a patire il caldo il freddo, a seconda della stagione e la fame, perché non hanno di meglio dove andare e da mangiare, oltretutto la maggioranza di loro si trovano così, contro la loro volontà.
    Il futuro è imprevedibile, quindi cerchiamo di essere più clementi...
    Questa lettura mi ha aperto gli occhi, su una questione fin ora a me sconosciuta.
    Lo consiglio e le do il massimo dei voti.
    foto di Pamela Palozzo.

    ha scritto il 

  • 4

    Parigi – Marsiglia, solo andata ...

    dalla quarta di copertina: Le Point: «Questo romanzo è bello come un sole nero, tragico e disperato.».
    Rico ha perso tutto, moglie, figlio, casa, amici. Inizia una ineluttabile ‘discesa agli inferi’. ...continua

    dalla quarta di copertina: Le Point: «Questo romanzo è bello come un sole nero, tragico e disperato.».
    Rico ha perso tutto, moglie, figlio, casa, amici. Inizia una ineluttabile ‘discesa agli inferi’. Troverà solidarietà e affetto, ma anche cattiveria, tanta e gratuita, come sempre. Tanto che non riesco più ad essere d’accordo con monsieur Renaud ... «Te raconter enfin, qu’il faut aimer la vie, et l’aimer mȇme si le temps est assassin et emporte avec lui le rires des enfants ...».
    Per dirla con Felix, uno dei personaggi ‘minori’ che mi ricorda tanto Bartleby ... “preferisco non dire altro” ... anche perché è talmente bello e struggente che verrebbe solo da chiedersi ... “e se andassimo a vedere il mare?” ...

    ha scritto il 

  • 4

    Basta un passo per cadere nell'abisso e la distanza diventa insuperabile. Anche se in fondo non si sa da quale parte sia voltato l'abisso. Un romanzo che trascina, soprattutto per l'attualità delle te ...continua

    Basta un passo per cadere nell'abisso e la distanza diventa insuperabile. Anche se in fondo non si sa da quale parte sia voltato l'abisso. Un romanzo che trascina, soprattutto per l'attualità delle tematiche e per la veridicità dei personaggi.

    ha scritto il 

  • 5

    Questo dolore serve

    Ogni parola scritta da Jean Claude Izzo è un azzardo: è sempre sul punto di cadere nel manicheismo e nel giustificazionismo; e fino alla fine della frase ti sembra che ci stia per cadere, anzi è lì, u ...continua

    Ogni parola scritta da Jean Claude Izzo è un azzardo: è sempre sul punto di cadere nel manicheismo e nel giustificazionismo; e fino alla fine della frase ti sembra che ci stia per cadere, anzi è lì, un piede già nel burrone, ma poi arriva l'ultima parola, il punto, e accade il miracolo, ancora una volta restituisce al lettore solo l'umanità autentica e spigolosa dei suoi personaggi, solo l'amore per la sua Francia, solo il rispetto sempre e comunque dovuto a uomini divenuti criminali, clochard, prostitute, violentatori, immigrati clandestini.
    Perchè sempre di uomini e donne si tratta e davvero, davvero il confine tra noi e loro è fatto di carta velina.

    ha scritto il 

  • 1

    Aria!

    Di Izzo non possiedo l'opera omnia, di libri ne ho solo letti quattro. Quello sul basilico eccetera l'ho ignorato.
    Avrei potuto fermarmi dopo la delusione del primo, se non mollarlo. Pure ho resistito ...continua

    Di Izzo non possiedo l'opera omnia, di libri ne ho solo letti quattro. Quello sul basilico eccetera l'ho ignorato.
    Avrei potuto fermarmi dopo la delusione del primo, se non mollarlo. Pure ho resistito e insistito. Piace a troppe persone di cui apprezzo i gusti e ammiro l'intelligenza.
    Però non riesco a farmelo andare giù. Troppa miseria, nessun riscatto, zero speranze. Il peggio dell'umanità servito in più tranche. È asfissiante, cazzo!
    charta ha scritto il  3 giu 2015 14:39

    ha scritto il 

  • 5

    "Inspiegabile: si può odiare continuando ad amare."

    Un romanzo che colpisce dritto al cuore e alla bocca dello stomaco , e che ti lascia addosso un senso di miseria e di dolore. Un uomo che aveva tutto si ritrova a non avere più niente. Per casa solo ...continua

    Un romanzo che colpisce dritto al cuore e alla bocca dello stomaco , e che ti lascia addosso un senso di miseria e di dolore. Un uomo che aveva tutto si ritrova a non avere più niente. Per casa solo la strada e per amici solo i barboni che come lui hanno solo un pezzo di cartone su cui dormire e una bottiglia di vino da quattro soldi in cui affogare la loro disperazione e la loro solitudine. Straziante e doloroso CAPOLAVORO.

    ha scritto il 

  • 3

    Questa recensione non parte dal libro, ma poi alla fine ci arriva, spero.

    Diversi anni fa, era il periodo universitario, ero fuori con una ragazza e ci eravamo sistemati su una panchina, quando un sen ...continua

    Questa recensione non parte dal libro, ma poi alla fine ci arriva, spero.

    Diversi anni fa, era il periodo universitario, ero fuori con una ragazza e ci eravamo sistemati su una panchina, quando un senzatetto, un giovane che avrà avuto trenta/trentacinque anni, si era avvicinato e aveva attaccato bottone. Non so per quale motivo avesse scelto noi, forse perché aveva visto questa giovane coppia seduta su una panchina, ma aveva iniziato a raccontarci la sua storia. E non ricordo tutti i dettagli, anche perché in quel momento ero piuttosto impegnato a cercare un modo per chiudere velocemente la "chiacchierata" e abbandonare la panchina - non aveva una faccia molto rassicurante, questo senzatetto qui, potete starne sicuri. In effetti la sua storia, riassunta brevemente, era più o meno questa: una decina di anni prima, su in Francia, era finito in carcere dopo che aveva accoltellato un tipo che gli aveva portato via la donna. Dopo essere uscito di prigione si era ritrovato senza moglie, né casa, né lavoro ed era stato costretto a tornare qui in Italia, dove era diventato a tutti gli effetti un barbone. Di come fosse finito a Bologna non me lo ricordo, o forse neanche ce l'ha detto, anche perché il suo racconto era diventato piuttosto confuso e incentrato sul suo livore verso quella donna e su come si fosse fatta portar via da un altro.

    Qui finisce l'aneddoto, ora c'è la parte del libro.

    Jean-Claude Izzo io non lo conoscevo per niente, neanche mai sentito nominare proprio, e questo libro qui, "Il sole dei morenti", l'ho preso completamente a caso fra i libri usati di una libreria qui vicino, senza neppure leggere la trama. Questo libro, che solo quando l'ho chiuso mi ha fatto tornare in mente quella scena vissuta in prima persona, racconta più o meno la stessa cosa. Inizia raccontando della vita di questo senzatetto in giro per la Francia, delle sue giornate e dei suoi "compagni di strada" con cui condivide povertà, bevute e il freddo gelido del nord della Francia. Ma pian piano è la sua storia precedente, quello che è accaduto prima del suo diventare un senzatetto, che prende la scena: di come fosse sposato, con un figlio, e di come lentamente avesse visto portarsi via la propria donna e il proprio lavoro, fino a concludere la sua parabola in mezzo alla strada. Da qui la sua continua ricerca di quello che è stato, prima cercando nuovamente un rapporto con la moglie - persona che disprezza più di ogni altra, ma da cui non riesce a separarsi, in una sorta di delirio che lo segue costantemente - e con il figlio che neanche lo vuole riconoscere, quindi scavando ancora più indietro nel tempo, alla ricerca di ragazze conquistate in una sempre più lontana gioventù. Si trascina così fino al sud della Francia, giù fino a Lione e poi Marsiglia, alla ricerca di una persona che oramai è solo un ricordo, condividendo il suo viaggio e le sue permanenze nelle varie città con persone che esattamente come lui hanno perso qualcosa, e spesso anche di più di lui. Sono infatti quelle che vengono etichettate, spesso dispregiativamente da una Francia non molto dissimile dal nostro Paese, come immigrate, che siano bosniache o algerine o di altre zone "lontane", che alle spalle, più che una donna, si sono lasciate famiglie portate via dalla guerra.

    Ne viene fuori una rappresentazione cruda e viscerale di un Paese non molto lontano dal nostro, in cui anche gli ultimi gradini della società, questi senzatetto che non hanno scelto questa vita ma vi sono stati costretti, rincorrono disperatamente i propri sogni e cercano continuamente nel proprio passato una possibile strada alternativa a quello che sono diventati. La scrittura di Izzo è semplice, preferisce dare spazio alle vicende piuttosto che ai pensieri, ammicca a volte fin troppo sui sentimenti, ma in definitiva racconta bene quello che vuole raccontare. Non è un libro che consiglierei a chiunque, ma non è neanche una lettura superflua: è una lettura che cerca di far capir meglio una certa parte della società, ma parla anche di integrazione e di rapporti umani. E di storie d'amore finite male: sono infatti almeno tre le storie d'amore finite male in questo romanzo (se ci limitiamo al protagonista, altrimenti diventano almeno cinque), tutte tanto importanti che sembrano le uniche ancora a smuovere dei personaggi che si sentono oramai completamente perduti e abbandonati a se stessi.

    ha scritto il 

Ordina per