Il sole nudo

Urania Classici Fantascienza 20

Di

Editore: Mondadori (Urania Classici Fantascienza)

4.2
(2620)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 172 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi semplificata , Spagnolo , Francese , Tedesco , Portoghese , Chi tradizionale , Sloveno , Polacco , Svedese , Finlandese , Olandese , Ceco , Ungherese

Isbn-10: A000020607 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Beata Della Frattina

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Rikaine Delmarre, un "fetologista" (scienziato fetale), responsabile del centro nascite del pianeta di Solaria, ostile alla Terra, viene ucciso. Il poliziotto terrestre Elijah Baley viene chiamato a investigare su richiesta del governo solariano. Nonostante i difficili rapporti fra i due pianeti, il governo terrestre accetta la richiesta per individuare eventuali punti di debolezza nella società solariana. Come nei romanzi precedenti, il terrestre lavorerà in collaborazione con il robot umanoide R. Daneel Olivaw.Il libro si concentra sugli strani costumi della società solariana, in cui il numero di abitanti è rigidamente controllato e i robot superano gli umani con un rapporto di ventimila a uno. I solariani sono educati dalla nascita a evitare il contatto umano, e vivono in immense proprietà da soli o al massimo con il coniuge. La comunicazione viene effettuata soltanto attraverso trasmissioni olografiche. Anche la Terra sembra essersi evoluta in una società inusuale, con la popolazione confinata, o piuttosto ormai interamente assuefatta, a una vita sotterranea, senza uscire mai all'aperto. Si è infatti sviluppata una forma di agorafobia collettiva, una irrazionale paura contro l'essere esposti al sole nudo.
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  • 4

    Istruzioni per l'uso

    La prima volta che sono andato al mare non è stata la prima volta che sono andato al mare. E neanche la seconda lo è stata, né la terza. Sebbene la prima affermazione possa sembrare un paradosso, e la ...continua

    La prima volta che sono andato al mare non è stata la prima volta che sono andato al mare. E neanche la seconda lo è stata, né la terza. Sebbene la prima affermazione possa sembrare un paradosso, e la seconda un'ovvietà, la mia prima volta al mare è stata forse la mia ventesima, o trentesima, non ho memoria di quello che succede prima delle prime volte, sfido io chiunque ad averne. Non ricordo quale è stata la prima volta di preciso, ma ricordo che è stata la volta in cui giocando con alcuni ragazzini e ragazzine, è uscito fuori un gioco che aveva a che fare con il nostro aspetto fisico, aspetto di cui io fino a quel momento non avevo assolutamente la più pallida idea, il più stiracchiato dei concetti, nulla. Ero molto grasso, ma io non ne sapevo niente nessuno me lo aveva detto. Quel giorno mettermi la crema solare mi è sembrata un'umiliazione, mia zia che portava al mare me e i miei cugini mi ha detto, ti bruci, mi ha avvertito, ma io non ho avuto alcuna intenzione di farmi toccare né di toccarmi ed essendo di carnagione molto chiara il sole mi ha bruciato talmente tanto che la sera avevo bolle giallastre su tutte le spalle. L'estate successiva, al primo sole, ho scoperto le lentiggini su tutto il mio corpo, e sono svenuto mentre contavo tutti quei punti marroni che avevo addosso. Al mio risveglio mi sono rifiutato di andare al mare. Mi hanno chiesto, perché non vuoi venire? e io muto. Loro insistevano, i miei genitori e miei zii e i miei cugini, ma io niente, non ho detto niente e sono rimasto con i nonni. L'estate successiva uguale, ci hanno provato di nuovo, al mio silenzio hanno risposto con richieste di spiegazioni, mia madre mi ha implorato di parlare, ma io non ho ascoltato, e sono rimasto di nuovo con i nonni. L'estate dopo ancora le pressioni per andare al mare sono arrivate solamente da mia madre, ma sono rimasto con i nonni. Gli anni successivi nessuno mi ha chiesto più niente, l'estate era il tempo di rimanere in casa, vestito davanti al ventilatore a leggere protetto dal sole, e così è stato a lungo. Fino a quando ho cominciato a uscire con la mia prima ragazza. Lei si era appena trasferita, veniva da fuori, e parlava poco. Siamo andati subito d'accordo anche senza capirci molto. Era chiara come me, grassa come me, e sognava il mare. Quell'estate mi ha detto, andiamo? Tra le insidie della traduzione le ho spiegato le mie perplessità, e lei mi ha raccontato i suoi sogni, mi ha detto, io non sono mai potuta andare al mare, una famiglia di poveracci la mia mai un viaggio, lei era molto critica riguardo le sue origini, e poi, ha aggiunto lei, sono cresciuta in montagna. Ho passato notti insonni, tra i dubbi di aver capito esattamente cosa mi aveva detto e i timori di affrontare di nuovo quella luce rivelatrice e minacciosa. Alla fine le ho detto ok, andiamo al mare, ma fa tre settimane. Lei non ha chiesto perché ed ha acconsentito. Io sono andato a correre ogni giorno, ho mangiato solo verdure e frutta e da qualche parte durante la seconda settimana credo di essermi addormentato svenendo. E poi è arrivato il giorno del mare. L'impatto è stato tremendo, la tentazione di fuggire e lasciare la mia ragazza là da sola è stata forte e ciclica, come una forte pulsazione, che si è interrotta quando lei la mia ragazza si è spogliata. Aveva un paio di rotoli che le pendevano dai fianchi, ed erano solamente due minuti che era nuda e già era rossa, ma ha preso la crema, se ne è messa un po' su tutto il grasso, il corpo, e ha detto dai, mettiti la crema e andiamo a farci un bagno. Ora, a distanza di anni, mi chiedo solamente quale delle due sia stata la mia prima volta al mare. La risposta a volte mi sembra ovvia, altre volte meno, ma ovviamente, avendo imparato la lezione, me ne fotte pure fino a un certo punto.

    ha scritto il 

  • 3

    secondo (e meno appassionante dell'esordio avvenuto con 'abissi d'acciaio') capitolo del ciclo dei robot con la coppia di investigatori baley l'umano e olivaw l'androide. interessante invece la descri ...continua

    secondo (e meno appassionante dell'esordio avvenuto con 'abissi d'acciaio') capitolo del ciclo dei robot con la coppia di investigatori baley l'umano e olivaw l'androide. interessante invece la descrizione del pianeta esterno solaria, sottopopolato da ventimila abitanti agiati e serviti da decine di robot. il serio problema della sovrappolazione della terra era giudicato da asimov più pericoloso ancora della guerra atomica.

    ha scritto il 

  • 0

    Come il precedente, metà fantascienza e metà giallo: bene!
    Come nel precedente, ci sono Elijah Baley e R. Daneel Olivaw: evvai!
    Peccato che Daneel per un po’ esce di scena, ma a un certo punto rientra ...continua

    Come il precedente, metà fantascienza e metà giallo: bene!
    Come nel precedente, ci sono Elijah Baley e R. Daneel Olivaw: evvai!
    Peccato che Daneel per un po’ esce di scena, ma a un certo punto rientra in gioco e lo fa alla grande (“La fredda occhiata di Daneel era troppo penetrante e spaccava un’anima in quattro. Giosafatte! Quella cosa era soltanto una macchina”).
    Si vede un po’ più da vicino questa nuova realtà di altri mondi colonizzati dagli umani (già accennata in “Abissi d’acciaio”), in particolare il pianeta Solaria dove l’umanità si è evoluta in modo originale fino a creare una civiltà (economia, sviluppo tecnologico, modalità di relazione sociale, riproduzione e sistema educativo) completamente diversa da quella della Terra.
    La storia decolla di più però nella seconda parte e qui si divora d’un fiato. Finale con sorpresa e con uno squarcio sul futuro che fa venire voglia di leggere subito i romanzi successivi.
    Si intuisce che le tre leggi della robotica verranno perfezionate.
    Errore di traduzione nella penultima pagina dell’edizione italiana Mondadori: il figlio di Baley ha sette anni ma dovrebbe averne 17 come nella versione originale (Wikipedia).
    Quinto libro della saga che comprende il ciclo dei robot, dell'impero e delle fondazioni.

    ha scritto il 

  • 5

    Ciclo dei Robot

    Abissi d'acciaio
    Il sole nudo
    I robot dell'alba
    I robot e l'impero

    Che dire, questi sono capolavori.

    Si passa da un'ipotetica evoluzione del modo di vivere dell'uomo alla colonizzazione della galassia ...continua

    Abissi d'acciaio
    Il sole nudo
    I robot dell'alba
    I robot e l'impero

    Che dire, questi sono capolavori.

    Si passa da un'ipotetica evoluzione del modo di vivere dell'uomo alla colonizzazione della galassia, molto difficile e piena di discriminazioni, razzismo, scontri politici; il tutto condito da gialli inspiegabili, che metteranno a dura prova i protagonisti, umani o robot che siano.

    Asimov si muove benissimo in questo ambiente sci-fi/giallo, i suoi generi preferiti si mescolano a creare qualcosa di nuovo, portando il lettore a seguire ragionamenti a volte anche molto articolati senza trovare mai nessun tipo di problema.

    Una gran bella partenza della saga galattica, che prepara le basi del celeberrimo "Ciclo della Fondazione".

    ha scritto il 

  • 4

    Bellissimo

    Ho sempre snobbato Asimov avendo letto di lui assai poco. Poi mi ha attirato questo romanzo di cui è stata curata una nuova traduzione integrale. Trattasi della riuscitissima coppia di investigatori B ...continua

    Ho sempre snobbato Asimov avendo letto di lui assai poco. Poi mi ha attirato questo romanzo di cui è stata curata una nuova traduzione integrale. Trattasi della riuscitissima coppia di investigatori Baley-Olivaw (uno umano, l' altro robot) impegnati a risolvere un caso di omicidio su un pianeta eterno, Solaria, abitato da gente abbastanza svalvolata. Il libro è intrigante, perché pensare ad una storia gialla in ambito fantascientifico non è semplice. Godibilissimo e scorrevole.

    ha scritto il 

  • 4

    Nuovo caso su cui fare luce per la strana coppia di detective: l'umano Eliah e il robot Daneel. Su Aurora, uno dei mondi esterni, alla terra viene rinvenuto un cadavere umano. Aurora è un mondo strani ...continua

    Nuovo caso su cui fare luce per la strana coppia di detective: l'umano Eliah e il robot Daneel. Su Aurora, uno dei mondi esterni, alla terra viene rinvenuto un cadavere umano. Aurora è un mondo stranissimo in cui ogni abitante ha a disposizione tantissimi robot e case enormi e dove le persone non si vedono (e men che mai si toccano) direttamente ma si "visionano" tranne le coppie che lo fanno con una certa repulsione per i soli scopi riproduttivi. Il romanzo mi è piaciuto più del primo e la figura di Eliah risulta davvero riuscita; per certi versi il pianeta immaginato da Asimov è veramente inquietante...

    ha scritto il 

  • 3

    O sole mio sta(va) 'nfronte a te

    Secondo capitolo del ciclo dei robot, decisamente migliore del primo se non altro per le maggiori profondità analitiche e una cura dei personaggi meglio rifinita.
    Azzeccato anche il titolo (gli umani ...continua

    Secondo capitolo del ciclo dei robot, decisamente migliore del primo se non altro per le maggiori profondità analitiche e una cura dei personaggi meglio rifinita.
    Azzeccato anche il titolo (gli umani sulla Terra non vedono mai il Sole direttamente perché hanno scelto di viversela underground), per un Asimov che si lascia andare a qualche colpo dei suoi, addentrandosi nella descrizione dei cosiddetti "Mondi Esterni" e di uno in particolare, Solaria.
    Un pianeta davvero strano: solo ventimila abitanti, ognuno residente a centinaia di chilometri dall'altro e tutti quanti con la pazza e irrestistibile voglia di farsi gli affari propri.
    Il detective terrestre Baley (qua meno irritante e decisamente più umile che nel primo episodio) viene mandato lassù a investigare su un delitto all'apparenza impossibile e si ritrova nuovamente al fianco Daneel, il robot che aveva fatto ghenga con lui nella precedente indagine (anche per il robot vale lo stesso discorso simpatia: qua, per una buona volta, è sopportabile).

    La trama è interessante, così come lo sono i bizzarri comportamenti dei pazzoidi di Solaria, confinati nelle loro immense dimore e tutti stretti tra regole autoimposte che l'autore si prende opportunamente la briga di spiegare e motivare. Convincente infatti il background scientifico e morale architettato da Asimov, che consente alla narrazione di poggiarsi su solide fondamenta.

    A convincere meno, invece, c'è la solita tendenza ad ammorbidire col buonismo ogni cosa che sarebbe potuta risultare scioccante ai lettori del tempo, così come l'immancabile e ovviamente risolutivo spiegone finale con cui il detective, dopo essere stato colpito da improvvisa illuminazione, ammorba allo sfinimento tutti i suoi interlocutori e sospettati (al punto che qualcuno si dichiara colpevole anche senza non esserlo).

    In ogni caso, con tutti i suoi difetti (poca passione, ritmo basso e psicologie giusto grigliate un attimo) un romanzo ampiamente sufficiente con la sciccheria aggiunta del perpetuo ondeggiare tra "vedere" e "visionare" (oh, leggetevi il libro per sapere cos'è), vero e proprio cardine di tutta la storia.

    Incongruenza: nel primo libro (Abissi d'acciaio) il figlio del detective Baley aveva sedici anni, qua inspiegabilmente ne ha sei...

    ha scritto il 

  • 5

    Se potessi tornare indietro nel tempo e poter incontrare una persona, sceglierei senz'altro Asimov.

    È sabato, quindi ho potuto dedicare quasi tutto il mio tempo a questo libro. Ancora un ottimo giallo con protagonista Baley, aiutato ancora una volta da Daneel Olivaw e ambientato questa volta su un a ...continua

    È sabato, quindi ho potuto dedicare quasi tutto il mio tempo a questo libro. Ancora un ottimo giallo con protagonista Baley, aiutato ancora una volta da Daneel Olivaw e ambientato questa volta su un altro pianeta, Solaria. Asimov come in tutte le sue opere ci fa riflettere sul futuro che può intraprendere la razza umana. È un grande scrittore, un grande pensatore. Letto nell'arco della giornata, quindi scritto veramente molto bene e il linguaggio è scorrevole.

    ha scritto il 

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