Il sopravvissuto

Di

Editore: Bompiani

3.4
(631)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 370 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Greco

Isbn-10: 8845258181 | Isbn-13: 9788845258183 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Educazione & Insegnamento , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Il 22 giugno 2001 Vitaliano Caccia, ventenne bello e dannato, dotato di unfascino terribile e inesorabile, si presenta in tremendo ritardo e munito dipistola davanti alla commissione che ha già deciso, con ingiusta severità eper poco limpidi secondi fini, di respingerlo all'esame di maturità. Senzadire una parola, a sangue freddo, il ragazzo compie una strage, lasciando comeunico sopravvissuto il narratore, il professore di filosofia AndreaMarescalchi, a interrogarsi su un gesto di cui si sente non solo vittima maforse, in qualche modo, occulto e involontario ispiratore.
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  • 0

    Io, bello e dannato (piccola strenna senza criterio)

    Ho scritto Il sopravvissuto, storia di tal Vitalino Caccia, quando poco men che ventiseienne noleggiavo auto aziendali in aeroporto e c'era una donna, una donna di trentatre anni circa che si chiamava ...continua

    Ho scritto Il sopravvissuto, storia di tal Vitalino Caccia, quando poco men che ventiseienne noleggiavo auto aziendali in aeroporto e c'era una donna, una donna di trentatre anni circa che si chiamava Monica Musetto (sto cambiando le vocali per ovvie ragioni di privacy) e questa Marisa...no, Monica, volevo dire Monica, questa Musetti mi telefonava spesso perché era responsabile delle risorse umane di un'azienda che produceva materiali per le ferrovie canadesi..e io andavo nel suo ufficio per consegnarle i contratti e la trovavo li seduta alla sua scrivania, con questi boccoli biondi tinti, gli occhi azzurro scuri, le labbra imbronciate, la gonna molto gonna aziendale e la camicietta che era il suo punto forte perché indossava camicie chiare che contenevano a stento i suoi seni belli grossi, sodi, pieni e io impazzivo ma anche a lei piacevo si vedeva e lo capii un pomeriggio che mi telefono' per chiedermi delle auto e le chiesi quando potevo portargliele e lei mi rispose - Stasera, dopo le 20,
    E Io risposi ok e poi pensai che gli uffici chiudevano alle 19 e se mi voleva vedere dopo le 20 significava che faceva gli straordinari oppure che voleva farli fare a me.
    E andai.
    Gli uffici erano tutti chiusi ma lei mi apri il portone e mi disse dal citofono dove l'avrei trovata.
    Percorsi un corridoio, poi un altro e ancora un altro e infine trovai la porta.
    Immaginai per un momento di vedermela nuda, o magari in intimo con quelle magnifiche tette in vista e invece era vestita dietro la scrivania.
    Dissi - eccomi
    E lei - Ciao...scusa, buona sera
    Le diedi le chiavi delle auto e lei mi disse
    - Non ha dei budgets da offrirmi (ma voleva dire gadgets)
    E io - Tipo? -
    E lei - Non so, penne..matite -
    E io, pensai " Matite!!? ma risposi - No, queste cose deve chiederle al Commerciale - pero' posso darle un bel matitone (pensai)
    E la salutai andandomene con un'erezione gigantesca nei pantaloni. (si dice cosi, no?)
    A lungo riflettei su questa avventura mancata e mi rammaricai di non aver colto i suoi messaggi nascosti. Sarebbe stato magnifico fare sesso con lei in quell'ufficio in quella serata di fine estate, con il rumore dei ferri per le ferrovie canadesi in sottofondo provenienti dall'edificio di fronte.
    Sarebbe stato bello scoparci anche addosso a un muro di calcestruzzo immaginando lei che mi chiedeva se avevo una penna o una matita gigante da offrirle, con la sua voce roca e i boccoli che le scendevano sul viso e dal suo viso al mio, facendomi il solletico.
    Ma non avvenne mai nulla di tutto cio'.
    Pero' ci scrissi sopra questo romanzo " Il sopravvissuto" perché un artista è un artista quando plasma dal nulla qualcosa e li non successe nulla ma in questo romanzo invece succede qualcosa, e vi garantisco che se esiste qualcosa di piu' bello del Bambino che sognava la fine del mondo e di Una storia romantica, questo è Il sopravvissuto, scritto da Antonio Scurati.
    Io.

    ha scritto il 

  • 3

    disorientamento

    un libro con un ottimo punto di partenza e sviluppo, ma le divagazioni di scurati non mi hanno convinto troppo metafisico e filosofico e slegato dai fatti, pesonaggi troppo poco decisi, non mi ha conv ...continua

    un libro con un ottimo punto di partenza e sviluppo, ma le divagazioni di scurati non mi hanno convinto troppo metafisico e filosofico e slegato dai fatti, pesonaggi troppo poco decisi, non mi ha convinto del tutto.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Avevo sentito l'incipit alla radio e mi sono detto che avrei dovuto assolutamente leggere questo libto. Una parziale delusione alla fine. Scurati non ha una modalita' di scrittura che mi e' piaciuta, ...continua

    Avevo sentito l'incipit alla radio e mi sono detto che avrei dovuto assolutamente leggere questo libto. Una parziale delusione alla fine. Scurati non ha una modalita' di scrittura che mi e' piaciuta, a tratti troppo arzigogolata, quasi pomposa, che pare solo fatta per sfoggiare la propria abilita' e cultura. La leggibilita' non ne trae vantaggio.
    Sebbene l'incipit accattivante lo sviluppo e' spesso lento dedicato all'introspezione del professor Marescalchi che alla fine, si risolve nella semplice ammissione dell'essere succube della personalita' dell'assaassino e della totale incapacita' di portare alcun cambiamento nella propria vita. Il professore si rivelera' un semplice ingranaggio del sistema dal quale continuera' a vedere con ammirazione e invidia il suo "salvatore".
    Non sono riuscito a capire di preciso quale punto di vista, messaggio o insegnamento l'autore ha cercato di trasmettere.

    ha scritto il 

  • 1

    Io non sono sopravvissuta...

    Non so come un libro del genere possa aver vinto un Campiello; anzi, forse lo intuisco.
    Il solito giovane rampante scrittore italiano che fa sfoggio di un linguaggio presunto colto e accattivante, ris ...continua

    Non so come un libro del genere possa aver vinto un Campiello; anzi, forse lo intuisco.
    Il solito giovane rampante scrittore italiano che fa sfoggio di un linguaggio presunto colto e accattivante, risultante invece soltanto lezioso, pomposo e irrritante.
    I personaggi e la trama fanno acqua da tutte le parti e le descrizioni di certe situazioni sono ridicole, improbabili e rasentando l'idiozia.
    E' così, che la curiosità per Mr. Ora-vi-faccio-io-una-lezioncina-su come-si-scrive-Scurati, si è schiantata col botto alle ore 7.30 di stamane, alla novantesima pagina ed ennesima insopportabile cazzata.
    Bene così, perché l'ultimo suo titolo che ho visto in giro appena sfornato, mi aveva tentata.
    E' vero che sono passati dieci anni da 'Il sopravvissuto', ma se lo stile è questo, la classe non è una cosa che si impara.
    Felicemente abbandonato.

    ha scritto il 

  • 2

    Abbandonato a pagina 88 per una questione di stile

    Premesso che i gusti letterari sono soggettivi, vorrei fare una piccola considerazione. Probabilmente non sono entrato nel vivo della storia, ma più o meno ho intuito l'andazzo. E' una trama interessa ...continua

    Premesso che i gusti letterari sono soggettivi, vorrei fare una piccola considerazione. Probabilmente non sono entrato nel vivo della storia, ma più o meno ho intuito l'andazzo. E' una trama interessante, il (mio) problema è lo stile. Scurati è barocco, le sue frasi sono ricercate e articolate. E' un barocco che mi ha ricordato lo stile di Erri De Luca (pur con le grandi differenze tra i due autori), che però in quest'ultimo mi risulta molto più tollerabile per un motivo quantitativo: Erri resta entro i confini delle 100-150 pagine, e per questo riesco a leggerlo e a gustarlo. Scurati, invece, si permette - si fa per dire - di trascinare il lettore per quasi 400 pagine, a scapito della trama stessa.
    Inoltre leggendo il taglio soggettivo sul protagonista mi è venuto in mente Thomas Bernhard, lui si che avrebbe trasformato una trama del genere in un capolavoro letterario. Scurati, insomma, muovendosi all'interno di un genere letterario 'di consumo' rinuncia a qualcosa. Un qualcosa che non riesco personalmente a definire, ma che ha a che fare con il concetto di "classico" di Italo Calvino.

    ha scritto il 

  • 3

    Concorsone, graduatorie, fondi alle scuole private, aumento delle ore contrattuali: in tempo di crisi e di tagli, è soltanto questo che rischia di diventare la scuola.

    Dimentichiamo che c'è molto di p ...continua

    Concorsone, graduatorie, fondi alle scuole private, aumento delle ore contrattuali: in tempo di crisi e di tagli, è soltanto questo che rischia di diventare la scuola.

    Dimentichiamo che c'è molto di più, che a fare la scuola è prima di tutto il materiale umano e terribilmente vivo di cui essa è fatta, indipendentemente dal lato della cattedra in cui si trova. Ed è questa parte viva della scuola protagonista di “Il Sopravvissuto” secondo romanzo di Antonio Scurati e vincitore del Premio Campiello.

    <<continua qui: http://www.imieilibri.it/?p=12626>>

    ha scritto il 

  • 4

    Non facile, ma ne vale la pena

    Non un libro da leggere alla... leggera, anche se dall'evento iniziale (esplosivo!) sembrerebbe un romanzo come tanti.
    Forse usa un vocabolario troppo arzigogolato in certi punti, ma è un buon libro, ...continua

    Non un libro da leggere alla... leggera, anche se dall'evento iniziale (esplosivo!) sembrerebbe un romanzo come tanti.
    Forse usa un vocabolario troppo arzigogolato in certi punti, ma è un buon libro, con buone riflessioni sulla scuola, l'insegnamento, l'adolescenza, la famiglia, la società. E, se si sta attenti, si trovano piccole verità che ti fanno dire: "Mamma mia, è vero".
    Non lo consiglio a tutti, ma ai lettori un po' acuti sì ;)

    ha scritto il 

  • 2

    Un autore che si specchia continuamente

    Più un trattato sull'egocentrismo che un romanzo. Il Sopravvissuto è pesante, ridondante, un inutile sfoggio di cultura, di sofismi, una continua necessità da parte dell'autore di mostrare al lettore ...continua

    Più un trattato sull'egocentrismo che un romanzo. Il Sopravvissuto è pesante, ridondante, un inutile sfoggio di cultura, di sofismi, una continua necessità da parte dell'autore di mostrare al lettore il proprio bagaglio conoscitivo. La storia, tralasciando tutto il contorno, si potrebbe tradurre in un semplice racconto. E' vero, ci sono spunti d'interesse, analisi schiette ed illuminanti sulla nostra società, sul sistema scolastico ma è tutto un continuo specchiarsi, rimirarsi, genuflettersi verso la propria stessa persona e la propria cultura. Una delusione.

    ha scritto il 

  • 5

    Trovo superflua ogni mia parola per raccontare questo romanzo.
    Forse anche per la stima che provo nei confronti dell'autore, stilisticamente parlando;frasi da incorniciare tanto siano state precise e ...continua

    Trovo superflua ogni mia parola per raccontare questo romanzo.
    Forse anche per la stima che provo nei confronti dell'autore, stilisticamente parlando;frasi da incorniciare tanto siano state precise e capaci di rendere l'idea di questa società.
    uno sguardo critico, riflessivo, profondo...attraverso la ricerca personale, un viaggio "chirurgico" nella memoria per cercare una risposta nel presente.
    Veramente un testo da sottolineare, citare, riprendere.
    più che consijato.

    ha scritto il