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Il sopravvissuto

Di

Editore: Bompiani

3.4
(620)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 370 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Greco

Isbn-10: 8845258181 | Isbn-13: 9788845258183 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Education & Teaching , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Il 22 giugno 2001 Vitaliano Caccia, ventenne bello e dannato, dotato di unfascino terribile e inesorabile, si presenta in tremendo ritardo e munito dipistola davanti alla commissione che ha già deciso, con ingiusta severità eper poco limpidi secondi fini, di respingerlo all'esame di maturità. Senzadire una parola, a sangue freddo, il ragazzo compie una strage, lasciando comeunico sopravvissuto il narratore, il professore di filosofia AndreaMarescalchi, a interrogarsi su un gesto di cui si sente non solo vittima maforse, in qualche modo, occulto e involontario ispiratore.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Avevo sentito l'incipit alla radio e mi sono detto che avrei dovuto assolutamente leggere questo libto. Una parziale delusione alla fine. Scurati non ha una modalita' di scrittura che mi e' piaciuta, ...continua

    Avevo sentito l'incipit alla radio e mi sono detto che avrei dovuto assolutamente leggere questo libto. Una parziale delusione alla fine. Scurati non ha una modalita' di scrittura che mi e' piaciuta, a tratti troppo arzigogolata, quasi pomposa, che pare solo fatta per sfoggiare la propria abilita' e cultura. La leggibilita' non ne trae vantaggio.
    Sebbene l'incipit accattivante lo sviluppo e' spesso lento dedicato all'introspezione del professor Marescalchi che alla fine, si risolve nella semplice ammissione dell'essere succube della personalita' dell'assaassino e della totale incapacita' di portare alcun cambiamento nella propria vita. Il professore si rivelera' un semplice ingranaggio del sistema dal quale continuera' a vedere con ammirazione e invidia il suo "salvatore".
    Non sono riuscito a capire di preciso quale punto di vista, messaggio o insegnamento l'autore ha cercato di trasmettere.

    ha scritto il 

  • 1

    Io non sono sopravvissuta...

    Non so come un libro del genere possa aver vinto un Campiello; anzi, forse lo intuisco.
    Il solito giovane rampante scrittore italiano che fa sfoggio di un linguaggio presunto colto e accattivante, ris ...continua

    Non so come un libro del genere possa aver vinto un Campiello; anzi, forse lo intuisco.
    Il solito giovane rampante scrittore italiano che fa sfoggio di un linguaggio presunto colto e accattivante, risultante invece soltanto lezioso, pomposo e irrritante.
    I personaggi e la trama fanno acqua da tutte le parti e le descrizioni di certe situazioni sono ridicole, improbabili e rasentando l'idiozia.
    E' così, che la curiosità per Mr. Ora-vi-faccio-io-una-lezioncina-su come-si-scrive-Scurati, si è schiantata col botto alle ore 7.30 di stamane, alla novantesima pagina ed ennesima insopportabile cazzata.
    Bene così, perché l'ultimo suo titolo che ho visto in giro appena sfornato, mi aveva tentata.
    E' vero che sono passati dieci anni da 'Il sopravvissuto', ma se lo stile è questo, la classe non è una cosa che si impara.
    Felicemente abbandonato.

    ha scritto il 

  • 2

    Abbandonato a pagina 88 per una questione di stile

    Premesso che i gusti letterari sono soggettivi, vorrei fare una piccola considerazione. Probabilmente non sono entrato nel vivo della storia, ma più o meno ho intuito l'andazzo. E' una trama interessa ...continua

    Premesso che i gusti letterari sono soggettivi, vorrei fare una piccola considerazione. Probabilmente non sono entrato nel vivo della storia, ma più o meno ho intuito l'andazzo. E' una trama interessante, il (mio) problema è lo stile. Scurati è barocco, le sue frasi sono ricercate e articolate. E' un barocco che mi ha ricordato lo stile di Erri De Luca (pur con le grandi differenze tra i due autori), che però in quest'ultimo mi risulta molto più tollerabile per un motivo quantitativo: Erri resta entro i confini delle 100-150 pagine, e per questo riesco a leggerlo e a gustarlo. Scurati, invece, si permette - si fa per dire - di trascinare il lettore per quasi 400 pagine, a scapito della trama stessa.
    Inoltre leggendo il taglio soggettivo sul protagonista mi è venuto in mente Thomas Bernhard, lui si che avrebbe trasformato una trama del genere in un capolavoro letterario. Scurati, insomma, muovendosi all'interno di un genere letterario 'di consumo' rinuncia a qualcosa. Un qualcosa che non riesco personalmente a definire, ma che ha a che fare con il concetto di "classico" di Italo Calvino.

    ha scritto il 

  • 3

    Concorsone, graduatorie, fondi alle scuole private, aumento delle ore contrattuali: in tempo di crisi e di tagli, è soltanto questo che rischia di diventare la scuola.

    Dimentichiamo che c'è molto di p ...continua

    Concorsone, graduatorie, fondi alle scuole private, aumento delle ore contrattuali: in tempo di crisi e di tagli, è soltanto questo che rischia di diventare la scuola.

    Dimentichiamo che c'è molto di più, che a fare la scuola è prima di tutto il materiale umano e terribilmente vivo di cui essa è fatta, indipendentemente dal lato della cattedra in cui si trova. Ed è questa parte viva della scuola protagonista di “Il Sopravvissuto” secondo romanzo di Antonio Scurati e vincitore del Premio Campiello.

    <<continua qui: http://www.imieilibri.it/?p=12626>>

    ha scritto il 

  • 4

    Non facile, ma ne vale la pena

    Non un libro da leggere alla... leggera, anche se dall'evento iniziale (esplosivo!) sembrerebbe un romanzo come tanti.
    Forse usa un vocabolario troppo arzigogolato in certi punti, ma è un buon libro, ...continua

    Non un libro da leggere alla... leggera, anche se dall'evento iniziale (esplosivo!) sembrerebbe un romanzo come tanti.
    Forse usa un vocabolario troppo arzigogolato in certi punti, ma è un buon libro, con buone riflessioni sulla scuola, l'insegnamento, l'adolescenza, la famiglia, la società. E, se si sta attenti, si trovano piccole verità che ti fanno dire: "Mamma mia, è vero".
    Non lo consiglio a tutti, ma ai lettori un po' acuti sì ;)

    ha scritto il 

  • 2

    Un autore che si specchia continuamente

    Più un trattato sull'egocentrismo che un romanzo. Il Sopravvissuto è pesante, ridondante, un inutile sfoggio di cultura, di sofismi, una continua necessità da parte dell'autore di mostrare al lettore ...continua

    Più un trattato sull'egocentrismo che un romanzo. Il Sopravvissuto è pesante, ridondante, un inutile sfoggio di cultura, di sofismi, una continua necessità da parte dell'autore di mostrare al lettore il proprio bagaglio conoscitivo. La storia, tralasciando tutto il contorno, si potrebbe tradurre in un semplice racconto. E' vero, ci sono spunti d'interesse, analisi schiette ed illuminanti sulla nostra società, sul sistema scolastico ma è tutto un continuo specchiarsi, rimirarsi, genuflettersi verso la propria stessa persona e la propria cultura. Una delusione.

    ha scritto il 

  • 5

    Trovo superflua ogni mia parola per raccontare questo romanzo.
    Forse anche per la stima che provo nei confronti dell'autore, stilisticamente parlando;frasi da incorniciare tanto siano state precise e ...continua

    Trovo superflua ogni mia parola per raccontare questo romanzo.
    Forse anche per la stima che provo nei confronti dell'autore, stilisticamente parlando;frasi da incorniciare tanto siano state precise e capaci di rendere l'idea di questa società.
    uno sguardo critico, riflessivo, profondo...attraverso la ricerca personale, un viaggio "chirurgico" nella memoria per cercare una risposta nel presente.
    Veramente un testo da sottolineare, citare, riprendere.
    più che consijato.

    ha scritto il 

  • 4

    Romanzo impietoso - forse troppo - verso il sistema scolastico italiano, ha il suo pregio principale nel modo convincente con cui l'autore riesce a delineare la narrazione nel suo svilupparsi. ...continua

    Romanzo impietoso - forse troppo - verso il sistema scolastico italiano, ha il suo pregio principale nel modo convincente con cui l'autore riesce a delineare la narrazione nel suo svilupparsi.

    ha scritto il