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Il sorriso dell'agnello

Di

Editore: Mondadori

3.9
(90)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 319 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8804603054 | Isbn-13: 9788804603054 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Il problema di Israele e la questione palestinese raccontati dalle voci di quattro personaggi: Uri, giovane soldato idealista di guarnigione nei territori occupati, l'innocente scagliato nel «cuore di una menzogna»; sua moglie Shosh, psicologa tormentata dal suicidio di un paziente; il comandante Katzman, un sopravvissuto dell'Olocausto che non si fa più illusioni; e Khilmi, il cantastorie arabo che ha perso un figlio terrorista. Tutti ostaggi di un territorio dove la giustizia si è trasformata nel suo esatto contrario, vittime della corrosione etica e morale provocata dall'occupazione, in un mondo in cui speranza, amore e tradimento assumono nuovi e inquietanti contorni. Romanzo d'ispirazione politica che approda a una verità esistenziale, Il sorriso dell'agnello è anche un'opera d'intenso fascino linguistico e poetico, un libro nel quale l'uso delle voci e delle immagini trae ispirazione dalla grande tradizione favolistica araba.
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  • 3

    Tre stelle giusto perché è Grossman e come scrive lui lo fanno veramente in pochi, ma questo libro è davvero ostico, abbastanza noioso, molto soporifero e con personaggi sgradevoli.

    ha scritto il 

  • 4

    Finalmente ripubblicato in una nuova edizione, Il sorriso dell'agnello è effettivamente il primo romanzo di David Grossman. Siamo nel lontano 1983, ma già di Grossman c'è molto, a cominciare dal primo dei quattro protagonisti, Uri, il giovane soldato idealista, che porta il nome del figlio predil ...continua

    Finalmente ripubblicato in una nuova edizione, Il sorriso dell'agnello è effettivamente il primo romanzo di David Grossman. Siamo nel lontano 1983, ma già di Grossman c'è molto, a cominciare dal primo dei quattro protagonisti, Uri, il giovane soldato idealista, che porta il nome del figlio prediletto di Grossman e che tante pene gli farà soffrire. Quattro dunque sono i protagonisti di questo romanzo, una scelta inusuale che difficilmente Grossman ripeterà, preferendovi il dominio di un solo e solitario punto di vista; accanto a Uri si muove la moglie Shosh, psicanalista in crisi in seguito al suicidio di un suo giovane paziente; il comandante Katzman, amico e collega di Uri, sopravvissuto all'Olocausto; infine il vecchio Khilmi, un cantastorie arabo che soffre la perdita del figlio terrorista.

    Continua su http://www.lastambergadeilettori.com/2011/06/il-sorriso-dellagnello-david-grossman.html

    ha scritto il 

  • 4

    "Noi siamo solo una lettera, solo notizie ficcate in una crepa fra cielo e terra (...)
    siamo solo lettere morte e non potremo mai comprendere a fondo il dolore e la gioia che ci generiamo a vicenda."


    Finalmente ripubblicato in una nuova edizione, Il sorriso dell'agnello è ef ...continua

    "Noi siamo solo una lettera, solo notizie ficcate in una crepa fra cielo e terra (...) siamo solo lettere morte e non potremo mai comprendere a fondo il dolore e la gioia che ci generiamo a vicenda."

    Finalmente ripubblicato in una nuova edizione, Il sorriso dell'agnello è effettivamente il primo romanzo di David Grossman. Siamo nel lontano 1983, ma già di Grossman c'è molto, a cominciare dal primo dei quattro protagonisti, Uri, il giovane soldato idealista, che porta il nome del figlio prediletto di Grossman e che tante pene gli farà soffrire. Quattro dunque sono i protagonisti di questo romanzo, una scelta inusuale che difficilmente Grossman ripeterà, preferendovi il dominio di un solo e solitario punto di vista; accanto a Uri si muove la moglie Shosh, psicanalista in crisi in seguito al suicidio di un suo giovane paziente; il comandante Katzman, amico e collega di Uri, sopravvissuto all'Olocausto; infine il vecchio Khilmi, un cantastorie arabo che soffre la perdita del figlio terrorista. La rilevanza della trama in questo romanzo è ridotta all'osso, tutta l'azione si svolge in qualche giorno, o anche meno: in una dimensione fortemente statica, la narrazione procede tra monologhi e dialoghi, scavando sempre più a fondo nelle relazioni tra i quattro personaggi. Amore, odio, dipendenza, indifferenza, incomunicabilità - sono questi i temi che Grossman affronta. Condizione comune a tutti i personaggi è quella della prigionia, più metaforica che materiale: Shosh è prigioniera del suo mastodontico senso di colpa, Katzman lo è del suo passato, Uri è prigioniero dei suoi ideali ma soprattutto prigioniero del vecchio Khilmi, che sotto minaccia di morte lo tiene con sé, nella grotta in cui vive, a sommergerlo delle sue storie. Del resto, in un paese che di fatto vive dell'occupazione di un territorio altrui, non ci si può che sentire ostaggi, tutti quanti. Aggiungo una noticina curiosa: il ricordo dell'Italia gioca un certo ruolo in questo romanzo. Grossman chiama in causa un terremoto nel 1971 come scenario per far incontrare Uri e Katzman, del quale manterranno un vivo e lucido ricordo.

    ha scritto il 

  • 4

    "Non sempre ho saputo vedere cosa si nasconde dietro le apparenze."

    Il sorriso dell'agnello è il primo romanzo di David Grossman, incentrato sul problema di Israele e della questione palestinese affrontato dalle voci dei quattro protagonisti che si alternano nel racconto: Uri, giovane soldato idealista di guarnigione nei territori occupati, l'innocente scaglia ...continua

    Il sorriso dell'agnello è il primo romanzo di David Grossman, incentrato sul problema di Israele e della questione palestinese affrontato dalle voci dei quattro protagonisti che si alternano nel racconto: Uri, giovane soldato idealista di guarnigione nei territori occupati, l'innocente scagliato nel «cuore di una menzogna»; sua moglie Shosh, psicologa tormentata dal suicidio di un paziente, il comandante Kazman, un sopravvissuto all'olocausto che non si fa più illusioni; e Khilmi, il cantastorie arabo che ha perso un figlio terrorista. Tutti ostaggi di un territorio dove la giustizia si è trasformata nel suo esatto contrario, vittime della corrosione etica e sociale provocata dall'occupazione, in cui speranza,amore e tradimento assumono nuovi e inquietanti contorni. Romanzo d'ispirazione politica che approda a una verità esistenziale, "Il sorriso dell'agnello" è anche un'opera di intenso fascino linguistico e poetico, un libro dove l'uso dlle voci e delle immagini crea un ponte con la grande tradizione favolistica araba.

    "Shosh ha detto una volta che le cose che crediamo di capire, le nozioni di cui disponiamo, sono come gli individui più deboli di un immaginario branco di animali. Diceva che questa è la «legge darwiniana della coscienza»: così gli altri animali del branco si difendono dagli effetti mortali dell'intelletto umano, lasciandoci la carne più magra e un ancor più magro godimento nella caccia."

    Chi tesse un sogno ne diventa schiavo... (David Grossman) Voto: 7/8

    ha scritto il 

  • 4

    L'agnello compie il riscatto

    Grossman ci ha regalato un romanzo estremamente poetico (qualche fastidiosa imprecisione di traduzione) e complesso: uno sguardo introspettivo e prospettico sull'occupazione israeliana dei Territori.
    La Striscia di Gaza e i problemi politici attuali sono uno sfondo lontano, di cui si percepisce ...continua

    Grossman ci ha regalato un romanzo estremamente poetico (qualche fastidiosa imprecisione di traduzione) e complesso: uno sguardo introspettivo e prospettico sull'occupazione israeliana dei Territori. La Striscia di Gaza e i problemi politici attuali sono uno sfondo lontano, di cui si percepisce in realtà l'aria appiccicaticcia e soffocante. Lo scrittore costruisce pian piano, con l'arte del ragno, una tela in cui il lettore resta catturato, al centro della rete, rapito e inerme di fronte all'epilogo, svuotato di ogni emozione. Katzman ha compiuto, attraverso una sofferta metamorfosi in Astolfo, il suo viaggio sulla luna, e vagando tra il senno del mondo si è caricato di un cinismo autodistruttivo. Sosha è il personaggio meno riuscito a mio avviso, una sorta di aurea del bene del sionismo che si scopre egoista, viziata e vuota. Si è lasciata amare e ha condotto al suicidio. Vivere nella menzogna trasforma l'agnello nel lupo. Uri, l'agnello, dal sorriso fiducioso e ingenuo del fanciullo compie il riscatto della coscienza israeliana: il lupo sbrana con malizia la propria storia. Khilmi, custode di un tempo perduto, forse mai esistito, rifugge nella follia, un presente inaccettabile e incomprensbile, che però non è meno assurdo del passato... Non ci si affeziona a nessun personaggio, anche se tutta la poesia è riversata nell'arabo Khilmi e nel russo Zussia, ma lo sguardo attonito è rivolto all'altro, incompreso.

    ha scritto il 

  • 4

    Il sorriso dell' agnello 1983

    Copyright David Grossman,1983. Mondadori Editore, prima edizione Omnibus, gennaio 1994.Prima edizione Oscar scrittori moderni, giugno 2005.Traduzione di Gaio Sciloni.

    ha scritto il 

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