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Il sorriso dell'ignoto marinaio

Di

Editore: Mondadori

3.7
(234)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 140 | Formato: Altri

Isbn-10: 8804297662 | Isbn-13: 9788804297666 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
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  • 0

    Leggere Il sorriso è" leggere" la Sicilia che si dibatte nelle spirali della sua storia; è ascoltare i lamenti che salgono dal profondo di una chiocciola; è interpretare i segni di una triste e dolorosa realtà che si spera di ribaltare.
    La Sicilia è quella risorgimentale; quel ...continua

    Leggere Il sorriso è" leggere" la Sicilia che si dibatte nelle spirali della sua storia; è ascoltare i lamenti che salgono dal profondo di una chiocciola; è interpretare i segni di una triste e dolorosa realtà che si spera di ribaltare.
    La Sicilia è quella risorgimentale; quella della rabbia contadina che esplode in modo incontenibile, dopo tanto strisciare, quando nessuno fu più buono di fermare la furia dei lupi scatenati; furia che acceca gli uomini mossi dal bisogno di giustizia coniugato con i dritti più sacri e elementari, la terra e il pane, la salute e l' amore, la pace, la gioja e l' istruzione...
    Ma ogni aspettativa perseguita dagli ultimi fu sommersa dalla delusione, soffocata nel buio della terra, "carcere" di dolore e disperazione, luogo di grida di semplici contadini analfabeti il cui codice linguistico sia la storia ufficiale, sia la letteratura borghese, hanno emarginato, mentre l' autore vuole farsene portavoce con la sua originale scrittura.
    Ma il passato, a cui metaforicamente dà un senso la figura dell' ignoto marinaio, spettatore muto nel viaggio che si snoda tra il fascino di luoghi splendidi e di mito antico, da Lipari a Cefalù e per vari paesi delle Nebrodi; presenza inquieta, enigmatica con quel sorriso ironico, pungente e nello stesso tempo amaro, di uno che molto sa e molto ha visto, è per Consolo anche un modo per volgere lo sguardo sulla realtà del suo tempo, quello degli anni '70, attraversata da contestazioni e tentativi eversivi.
    E' lungo questo filo di una certa somiglianza tra passato e presente che si è interrogato l' autore non chiudendo lo spazio alla speranza di cambiamento, alla speranza di un nuovo assetto sociale che dovrebbe in prospettiva la proprietà, la più grossa, mostruosa, divoratrice lumaca che sempre si è aggirata strisciando per il mondo.
    Quello di cui non ho dubbi è che dinanzi a quegli occhi piccoli e puntuti che sembrano frugarti dentro da ogni angolazione; l' uomo comune come il letterato, non smetterà di chiedersi: A chi è riservato quel sorriso ironico e beffardo?

    ha scritto il 

  • 0

    Consolo è uno scrittore di assoluto ed indiscutibile talento, nel leggere le sue pagine si ha però la chiara impressione di come si piaccia troppo, tendendo ad esagerare nel linguaggio adottato che finisce spesso (almeno per i miei gusti) per risultare pesante e noioso.


    Dalla lettura di q ...continua

    Consolo è uno scrittore di assoluto ed indiscutibile talento, nel leggere le sue pagine si ha però la chiara impressione di come si piaccia troppo, tendendo ad esagerare nel linguaggio adottato che finisce spesso (almeno per i miei gusti) per risultare pesante e noioso.

    Dalla lettura di questo libro, svolta su una crociera MSC che solcava i mari del nord Europa, mi è rimasta il particolare l'immagine di copertina, ben descritta e rappresentativa all'interno delle pagine, inerente al sorriso beffardo del marinaio che in una sola espressione nasconde grande consapevolezza, come quella di chi si mette al di sopra delle parti e che per vita vissuta o intuizione sa bene come si evolverà la situazione o semplicemente il perchè si stanno svolgendo determinati comportamenti.

    Voto: 6-/10

    ha scritto il 

  • 5

    Lo stile di una scrittura espressionista, non facile da decifrare, potrebbe angosciare il lettore soprattutto quando, nella parte centrale dell’opera, l’impressione è quella di assistere a un vaneggiamento di cui a stento si riesce a cogliere qualche frammento.


    Non bisogna cedere alla te ...continua

    Lo stile di una scrittura espressionista, non facile da decifrare, potrebbe angosciare il lettore soprattutto quando, nella parte centrale dell’opera, l’impressione è quella di assistere a un vaneggiamento di cui a stento si riesce a cogliere qualche frammento.

    Non bisogna cedere alla tentazione di abbandonare la lettura perché, a tempo debito, i frammenti si ricompongono e quel che emerge è un quadro di grande interesse e profondità. Attraverso la narrazione di fatti atroci avvenuti in Sicilia subito dopo lo sbarco di Garibaldi, si ripropone l’eterno conflitto tra il bene e il male, ma anche quello tra gli ideali proclamati da una classe di liberali illuminati e la dura realtà di un mondo in cui i pochi fortunati che sfruttano indiscriminatamente la maggioranza sottomessa, con la difesa miope dei propri privilegi, preparano inconsapevolmente anche la propria futura rovina.

    Fa da sfondo il celebre ritratto dell’ignoto marinaio di Antonello da Messina che, attraverso il gioco di somiglianze con più d’un personaggio del racconto, ci ricorda che le nostre radici affondano nel passato e senza uno sguardo sapiente che lo comprenda, meschino sarebbe qualunque giudizio sul presente.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    IL SORRISO DELL'IGNOTO MARINAIO, celebre olio su tela di Antonello da Messina, rappresenta non solo un novello Ulisse “che città vide molte, e delle genti/l'indol conobbe”, ma anche una disincatata visione delle vicende umane, una spregiudicata concezione della storia. Quel velo di ironia - sacce ...continua

    IL SORRISO DELL'IGNOTO MARINAIO, celebre olio su tela di Antonello da Messina, rappresenta non solo un novello Ulisse “che città vide molte, e delle genti/l'indol conobbe”, ma anche una disincatata visione delle vicende umane, una spregiudicata concezione della storia. Quel velo di ironia - saccente, presuntuosa, quasi arrogante -, infatti, sembra dire: “Davvero credete che le cose siano andate in questo modo?”
    Una domanda che il siciliano Vincenzo Consolo – come già Giovanni Verga – non può eludere ripensando alle vicende risorgimentali che con lo sbarco dei Mille a Marsala (11 maggio1860) determinarono la fine del regno borbonico e la proclamazione del Regno d'Italia (17 marzo 1861). Oggi nient'altro che ironia desterebbe la narrazione di un Risorgimento in chiave epico-leggendaria. Le oleografie da cartoline con i lembi tricolore sbiadiscono nella banale retorica se si tiene dei fatti di Bronte e di Alcara Li Fusi. In quest'ultima località, il 17 maggio 1860, un'insurrezione contadina, suscitata con la promessa della distribuzione della terra, per spianare la strada all'avanzata all'esercito garibaldino, si concluse con condanne a morte esemplari ad opera dello stesso governo provvisorio.
    Tutto ciò Consolo racconta ricorrendo ad una prosa evocativa, nella quale le sfumature dialettali arrichiscono la concreta verità delle pagine di questo capolavoro.

    ha scritto il 

  • 4

    Per gli scrittori siciliani, il romanzo storico pare l'unica strada possibile per rappresentare metaforicamente il presente, come Verga, De Roberto, Lampedusa e D'Arrigo. Così almeno la pensava Vincenzo Consolo che prende spunto dalla sua terra, dal bellissimo quadro di Antonello da Messina per n ...continua

    Per gli scrittori siciliani, il romanzo storico pare l'unica strada possibile per rappresentare metaforicamente il presente, come Verga, De Roberto, Lampedusa e D'Arrigo. Così almeno la pensava Vincenzo Consolo che prende spunto dalla sua terra, dal bellissimo quadro di Antonello da Messina per narrare le rivolte risorgimentali del suo paese, riprese dai racconti orali, più che dalla storiografia ufficiale. Ma è un metaromanzo, "antigattopardo" fu definito, e come tale è complesso non tanto nella struttura, che pure non è lineare, quanto nel linguaggio, splendido, poetico e polimorfo. Ma bisogna farsi catturare, come sempre in queste forme narrative, nel vortice delle parole così sonanti e onomatopeiche, nei paesaggi assolati, nei piatti succulenti e in quel sorriso così ambiguo e accattivante dell'ignoto marinaio. Bello leggerlo nell'edizione rigida: ogni tanto si sente l'esigenza di chiudere il libro per osservare la copertina che rappresenta il ritratto, come se narrasse lui stesso. Ma come si potrebbe leggere questo libro in ebook?

    ha scritto il 

  • 5

    La scrittura di Consolo non è semplice, tuttavia una volta iniziato il libro non mi è mai sfiorata l'idea di mollarlo, anzi. In genere mi piace chi mentre usa un linguaggio "ricco", poetico, barocco, "se ne esce" con dialettalismi. Moltissime pagine le ho dovute rileggere, lo dico senza vergogna, ...continua

    La scrittura di Consolo non è semplice, tuttavia una volta iniziato il libro non mi è mai sfiorata l'idea di mollarlo, anzi. In genere mi piace chi mentre usa un linguaggio "ricco", poetico, barocco, "se ne esce" con dialettalismi. Moltissime pagine le ho dovute rileggere, lo dico senza vergogna, ci ho dovuto mettere molta attenzione, ma non mi è costato, il risorgimento è un argomento che m'interessa in modo particolare quindi quando si presenta l'occasione di comprendere meglio gli avvenimenti di quell'epoca divento molto attenta, a maggior ragione se a raccontarli è Consolo. Il libro, per certi versi, somiglia molto al Gattopardo, anche se i "principi" hanno un diverso atteggiamento, qui il nobile e intellettuale Mandralisca, che si diletta nello studio delle lumache, a un certo punto incontra un rivoluzionario, un certo Interdonato, da quel momento abbraccia la causa risorgimentale, decide di "impiegare la sua cultura" per una giusta causa. I contadini sperano che l'unità d'Italia gli renda giustizia permettendogli di entrare a far parte del "mazzo di carte" = una società che consideri finalmente anche i loro diritti. Lo sappiamo già tutti poi com'è che va a finire quando arriva Garibaldi, mi sembra superfluo scriverlo.
    Il sorriso -sfregiato- del marinaio, il suo volto -che somiglia a quello di chiunque-, la conchiglia della chiocciola che ha la forma elicoidale -labirinto-, hanno un significato metaforico e anche qui passo.

    ha scritto il 

  • 5

    il mio amatissimo prof di greco ci faceva leggere alcuni brani prima di tradurli per imparare ad apprezzare la musicalità che esprimevano
    la rilettura di questo libro mi ha fatto pensare a lui, a come la ricerca delle parole "giuste", del loro rincorrersi, accavallarsi,rinforzarsi, diano a ...continua

    il mio amatissimo prof di greco ci faceva leggere alcuni brani prima di tradurli per imparare ad apprezzare la musicalità che esprimevano
    la rilettura di questo libro mi ha fatto pensare a lui, a come la ricerca delle parole "giuste", del loro rincorrersi, accavallarsi,rinforzarsi, diano a un libro la musica giusta, la potenza giusta, la dolcezza giusta
    diano a un paesaggio ( e in questo libro ce ne sono tanti che conosco a memoria) il colore, l'asprezza, la bellezza giusta,
    diano a degli uomini l'arma potente per farsi ascoltare

    bellissima riconferma questa rilettura del libro su una rivolta risorgimentale di poveri "villani" illusi dalla liberazione di Garibardo e sui dubbi di un intellettuale con l'alto senso civico che ha sempre contraddistinto Consolo

    ha scritto il 

  • 0

    La memoria di Vincenzo Consolo

    Qua potete trovare il ricordo di Vincenzo Consolo Scritto da Giulia Stucchi nel primo anniversario della sua morte.

    http://labalenabianca.com/2013/01/21/la-memoria-di-vincenzo-consolo/

    Buona lettura sulla Balena Bianca!

    ha scritto il 

  • 2

    ...ne ho capito solo il titolo...

    Ho conosciuto Consolo durante un convegno scolastico. Solo in un secondo momento ho deciso di acquistare il suo libro. Se lo avessi fatto prima magari me l'avrebbe potuto spiegare.
    Letto a 18 anni e l'unico ricordo che ne ho è piuttosto negativo.
    Incomprensibile e difficile. E non ho ...continua

    Ho conosciuto Consolo durante un convegno scolastico. Solo in un secondo momento ho deciso di acquistare il suo libro. Se lo avessi fatto prima magari me l'avrebbe potuto spiegare.
    Letto a 18 anni e l'unico ricordo che ne ho è piuttosto negativo.
    Incomprensibile e difficile. E non ho intenzione di riprenderlo.

    ha scritto il