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Il sorriso dell'ignoto marinaio

Di

Editore: Mondadori

3.7
(234)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 160 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8804422165 | Isbn-13: 9788804422167 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
E' la ricostruzione di alcuni eventi svoltisi nel nord della Sicilia alpassaggio dal regime borbonico a quello unitario e culminati nella sanguinosarivolta di Alcarà Li Fusi nel maggio 1860 e nel successivo processo.Protagonisti sono il barone filantropo Mandralisca di Cefalù e l'avvocatoGiovanni Interdonato
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  • 0

    Consolo è uno scrittore di assoluto ed indiscutibile talento, nel leggere le sue pagine si ha però la chiara impressione di come si piaccia troppo, tendendo ad esagerare nel linguaggio adottato che ...continua

    Consolo è uno scrittore di assoluto ed indiscutibile talento, nel leggere le sue pagine si ha però la chiara impressione di come si piaccia troppo, tendendo ad esagerare nel linguaggio adottato che finisce spesso (almeno per i miei gusti) per risultare pesante e noioso.

    Dalla lettura di questo libro, svolta su una crociera MSC che solcava i mari del nord Europa, mi è rimasta il particolare l'immagine di copertina, ben descritta e rappresentativa all'interno delle pagine, inerente al sorriso beffardo del marinaio che in una sola espressione nasconde grande consapevolezza, come quella di chi si mette al di sopra delle parti e che per vita vissuta o intuizione sa bene come si evolverà la situazione o semplicemente il perchè si stanno svolgendo determinati comportamenti.

    Voto: 6-/10

    ha scritto il 

  • 5

    Lo stile di una scrittura espressionista, non facile da decifrare, potrebbe angosciare il lettore soprattutto quando, nella parte centrale dell’opera, l’impressione è quella di assistere a un ...continua

    Lo stile di una scrittura espressionista, non facile da decifrare, potrebbe angosciare il lettore soprattutto quando, nella parte centrale dell’opera, l’impressione è quella di assistere a un vaneggiamento di cui a stento si riesce a cogliere qualche frammento.

    Non bisogna cedere alla tentazione di abbandonare la lettura perché, a tempo debito, i frammenti si ricompongono e quel che emerge è un quadro di grande interesse e profondità. Attraverso la narrazione di fatti atroci avvenuti in Sicilia subito dopo lo sbarco di Garibaldi, si ripropone l’eterno conflitto tra il bene e il male, ma anche quello tra gli ideali proclamati da una classe di liberali illuminati e la dura realtà di un mondo in cui i pochi fortunati che sfruttano indiscriminatamente la maggioranza sottomessa, con la difesa miope dei propri privilegi, preparano inconsapevolmente anche la propria futura rovina.

    Fa da sfondo il celebre ritratto dell’ignoto marinaio di Antonello da Messina che, attraverso il gioco di somiglianze con più d’un personaggio del racconto, ci ricorda che le nostre radici affondano nel passato e senza uno sguardo sapiente che lo comprenda, meschino sarebbe qualunque giudizio sul presente.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    IL SORRISO DELL'IGNOTO MARINAIO, celebre olio su tela di Antonello da Messina, rappresenta non solo un novello Ulisse “che città vide molte, e delle genti/l'indol conobbe”, ma anche una ...continua

    IL SORRISO DELL'IGNOTO MARINAIO, celebre olio su tela di Antonello da Messina, rappresenta non solo un novello Ulisse “che città vide molte, e delle genti/l'indol conobbe”, ma anche una disincatata visione delle vicende umane, una spregiudicata concezione della storia. Quel velo di ironia - saccente, presuntuosa, quasi arrogante -, infatti, sembra dire: “Davvero credete che le cose siano andate in questo modo?” Una domanda che il siciliano Vincenzo Consolo – come già Giovanni Verga – non può eludere ripensando alle vicende risorgimentali che con lo sbarco dei Mille a Marsala (11 maggio1860) determinarono la fine del regno borbonico e la proclamazione del Regno d'Italia (17 marzo 1861). Oggi nient'altro che ironia desterebbe la narrazione di un Risorgimento in chiave epico-leggendaria. Le oleografie da cartoline con i lembi tricolore sbiadiscono nella banale retorica se si tiene dei fatti di Bronte e di Alcara Li Fusi. In quest'ultima località, il 17 maggio 1860, un'insurrezione contadina, suscitata con la promessa della distribuzione della terra, per spianare la strada all'avanzata all'esercito garibaldino, si concluse con condanne a morte esemplari ad opera dello stesso governo provvisorio. Tutto ciò Consolo racconta ricorrendo ad una prosa evocativa, nella quale le sfumature dialettali arrichiscono la concreta verità delle pagine di questo capolavoro.

    ha scritto il 

  • 4

    Per gli scrittori siciliani, il romanzo storico pare l'unica strada possibile per rappresentare metaforicamente il presente, come Verga, De Roberto, Lampedusa e D'Arrigo. Così almeno la pensava ...continua

    Per gli scrittori siciliani, il romanzo storico pare l'unica strada possibile per rappresentare metaforicamente il presente, come Verga, De Roberto, Lampedusa e D'Arrigo. Così almeno la pensava Vincenzo Consolo che prende spunto dalla sua terra, dal bellissimo quadro di Antonello da Messina per narrare le rivolte risorgimentali del suo paese, riprese dai racconti orali, più che dalla storiografia ufficiale. Ma è un metaromanzo, "antigattopardo" fu definito, e come tale è complesso non tanto nella struttura, che pure non è lineare, quanto nel linguaggio, splendido, poetico e polimorfo. Ma bisogna farsi catturare, come sempre in queste forme narrative, nel vortice delle parole così sonanti e onomatopeiche, nei paesaggi assolati, nei piatti succulenti e in quel sorriso così ambiguo e accattivante dell'ignoto marinaio. Bello leggerlo nell'edizione rigida: ogni tanto si sente l'esigenza di chiudere il libro per osservare la copertina che rappresenta il ritratto, come se narrasse lui stesso. Ma come si potrebbe leggere questo libro in ebook?

    ha scritto il 

  • 5

    La scrittura di Consolo non è semplice, tuttavia una volta iniziato il libro non mi è mai sfiorata l'idea di mollarlo, anzi. In genere mi piace chi mentre usa un linguaggio "ricco", poetico, ...continua

    La scrittura di Consolo non è semplice, tuttavia una volta iniziato il libro non mi è mai sfiorata l'idea di mollarlo, anzi. In genere mi piace chi mentre usa un linguaggio "ricco", poetico, barocco, "se ne esce" con dialettalismi. Moltissime pagine le ho dovute rileggere, lo dico senza vergogna, ci ho dovuto mettere molta attenzione, ma non mi è costato, il risorgimento è un argomento che m'interessa in modo particolare quindi quando si presenta l'occasione di comprendere meglio gli avvenimenti di quell'epoca divento molto attenta, a maggior ragione se a raccontarli è Consolo. Il libro, per certi versi, somiglia molto al Gattopardo, anche se i "principi" hanno un diverso atteggiamento, qui il nobile e intellettuale Mandralisca, che si diletta nello studio delle lumache, a un certo punto incontra un rivoluzionario, un certo Interdonato, da quel momento abbraccia la causa risorgimentale, decide di "impiegare la sua cultura" per una giusta causa. I contadini sperano che l'unità d'Italia gli renda giustizia permettendogli di entrare a far parte del "mazzo di carte" = una società che consideri finalmente anche i loro diritti. Lo sappiamo già tutti poi com'è che va a finire quando arriva Garibaldi, mi sembra superfluo scriverlo. Il sorriso -sfregiato- del marinaio, il suo volto -che somiglia a quello di chiunque-, la conchiglia della chiocciola che ha la forma elicoidale -labirinto-, hanno un significato metaforico e anche qui passo.

    ha scritto il 

  • 5

    il mio amatissimo prof di greco ci faceva leggere alcuni brani prima di tradurli per imparare ad apprezzare la musicalità che esprimevano la rilettura di questo libro mi ha fatto pensare a lui, a ...continua

    il mio amatissimo prof di greco ci faceva leggere alcuni brani prima di tradurli per imparare ad apprezzare la musicalità che esprimevano la rilettura di questo libro mi ha fatto pensare a lui, a come la ricerca delle parole "giuste", del loro rincorrersi, accavallarsi,rinforzarsi, diano a un libro la musica giusta, la potenza giusta, la dolcezza giusta diano a un paesaggio ( e in questo libro ce ne sono tanti che conosco a memoria) il colore, l'asprezza, la bellezza giusta, diano a degli uomini l'arma potente per farsi ascoltare

    bellissima riconferma questa rilettura del libro su una rivolta risorgimentale di poveri "villani" illusi dalla liberazione di Garibardo e sui dubbi di un intellettuale con l'alto senso civico che ha sempre contraddistinto Consolo

    ha scritto il 

  • 0

    La memoria di Vincenzo Consolo

    Qua potete trovare il ricordo di Vincenzo Consolo Scritto da Giulia Stucchi nel primo anniversario della sua morte.

    http://labalenabianca.com/2013/01/21/la-memoria-di-vincenzo-consolo/

    Buona lettura ...continua

    Qua potete trovare il ricordo di Vincenzo Consolo Scritto da Giulia Stucchi nel primo anniversario della sua morte.

    http://labalenabianca.com/2013/01/21/la-memoria-di-vincenzo-consolo/

    Buona lettura sulla Balena Bianca!

    ha scritto il 

  • 2

    ...ne ho capito solo il titolo...

    Ho conosciuto Consolo durante un convegno scolastico. Solo in un secondo momento ho deciso di acquistare il suo libro. Se lo avessi fatto prima magari me l'avrebbe potuto spiegare. Letto a 18 anni e ...continua

    Ho conosciuto Consolo durante un convegno scolastico. Solo in un secondo momento ho deciso di acquistare il suo libro. Se lo avessi fatto prima magari me l'avrebbe potuto spiegare. Letto a 18 anni e l'unico ricordo che ne ho è piuttosto negativo. Incomprensibile e difficile. E non ho intenzione di riprenderlo.

    ha scritto il 

  • 4

    E' passato poco meno di un anno da quando io e il "sorriso" ci siamo incontrati. In quella occasione, oltre ad ammirare l'opera di Antonello da Messina, mi chiesi come ci fosse finito a Cefalù, in ...continua

    E' passato poco meno di un anno da quando io e il "sorriso" ci siamo incontrati. In quella occasione, oltre ad ammirare l'opera di Antonello da Messina, mi chiesi come ci fosse finito a Cefalù, in quella piccola e curiosa casa-museo intitolata a un certo Mandralisca. Leggere il libro di Consolo è stato come chiudere un cerchio o meglio, seguire le spire di una lumaca, che dal mistero di quel sorriso e dall'incanto dei paesi dei Nebrodi, mi hanno condotta ad una nuova riflessione sul nostro Risorgimento. Il libro di Consolo come romanzo storico è senza dubbio originale, sia nello stile che nella struttura. Ci si prepara per la rivoluzione a casa di una mente illuminata dalla luce dell'arte e della cultura. I fatti si susseguono fino alla data finale, di cui veniamo a conoscenza tramite la lettera di Mandralisca ad Interdonato, una delle parti più significative dell'intero romanzo. Le lumache, prima pazienti e docili oggetto di studio, diventano fameliche divoratrici di terra e di uomini. Questo cambiamento di prospettiva, simbolico, è rafforzato nelle pagine seguenti, quando ritroviamo la struttura a chiocciola nel carcere e tra le spire della "lumaca" la voce di coloro i quali non trovano spazio nella Storia. Nonostante la sconfitta e l'amarezza, non si respira tuttavia il senso di un Risorgimento tradito, di cui è intrisa la più nobile letteratura siciliana del '900, quel tono gattopardesco che ormai per consuetudine si appiccica addosso ai siciliani e al quale gran parte di noi - ahimè - si è adattata con rassegnato compiacimento.

    ha scritto il