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Il sorriso di Angelica

Di

Editore: Sellerio (La memoria, 833)

3.6
(2455)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 257 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8838925283 | Isbn-13: 9788838925283 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Copertina rigida , eBook

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Philosophy

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Descrizione del libro
Una nuova sfida per il commissario di Vigàta alle prese con una serie di furti «architettati geometricamente, secondo uno schema d’ordine di pedante e accanita astuzia». Tra i derubati, Angelica, giovane donna di folgorante bellezza. In lei Montalbano riconosce i tratti dell’eroina dell’Orlando furioso.

Gli anni non impediscono a Montalbano di riaccedere alle venture e agli incanti dell’esperienza adolescenziale: all’inadeguatezza emotiva, alle fantasticaggini, ai risalti del cuore, ai turbamenti, alla tenera e trepida lascivia; alle affezioni precipitose, anche: dagli scoppi d’ira, agli schianti di gelosia. Conosce a memoria la poesia Adolescente di Vincenzo Cardarelli. Recita a se stesso i versi sul «pescatore di spugne», che avrà la sua «perla rara». E sa, non senza diffidenza e discorde sospetto di decrepitezza, quando più e quando meno, tra il lepido e il drammatico, che «… il saggio non è che un fanciullo / che si duole di essere cresciuto». In così gelosa materia, il commissario ha vicino, con la sua delicatezza silenziosa e con la comprensione partecipe, l’ispettore Fazio. Non crede invece, alla sua «saggezza», la fidanzata Livia. E scambia per un tratto di guasconeria la confessione di un tradimento, fatta con la schiettezza propria dell’età men cauta. Montalbano è stato folgorato dalla bellezza, sensualmente sporca di vita, della giovane Angelica. Ha riconosciuto, nella donna, i tratti dell’eroina dell’Orlando furioso così come erano stati interpretati da Doré nelle illustrazioni del poema ariostesco. Di quell’Angelica di carta e inchiostro si era segretamente innamorato negli anni dell’adolescenza. E ora, incalzato dai versi dell’Ariosto, che spontanei gli tornano in mente, rivive il vecchio amore, e finalmente lo consuma. Anche la coscienza onirica collabora, con le sue illuminazioni notturne. Un misterioso personaggio, nascosto in un gomito d’ombra, confonde il commissario con una giostra di furti architettati geometricamente, secondo uno schema d’ordine di pedante e accanita astuzia. Non mancano stoccate varie e finte mosse, con morti e feriti in campo. Quale sia la posta in gioco è da scoprire. La vicenda è ingrovigliata e ha punte d’asprezza. E intanto Montalbano si vede in sogno, costretto in un’armatura di cavaliere, e buttato dentro un torneo. Deve affrontare un gigante, che ha il volto coperto da una celata nera. Assistono alla sfida dame e cavalieri. Dà il via Carlo Magno. Fuor di sogno, nel vivo delle indagini, irrompe, in questa «gara» similariostesca, la nuova Angelica. Porta addosso gli occhi di tutti. Montalbano è «furioso». Ma, nel molt’altro della storia, tra la bonaccionaggine di Catarella, le lazzaronate del medico legale Pasquano, e la feconda imbecillità dei superiori, veri e propri marescialli dei regolamenti, l’indisciplinato commissario non dismette l’amabile improntitudine. Si dà scena di teatro. Si fa commediante e guitto. Sale in palco. E improvvisa contraffazioni melodrammatiche, con risalite tonali e rimarcature di parole. Sa avvolgersi nel lessico scelto, e colmo di palpiti, di una affettata letteratura drammatica.

Salvatore Silvano Nigro
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  • 4

    Storia bella, intrigante, il Commissario è sempre introspettivo, questa volta ha delle grosse remore nei confronti di Livia, a cui confessa il tradimento, ma questa non gli crede. Buon per lui.
    Però d ...continua

    Storia bella, intrigante, il Commissario è sempre introspettivo, questa volta ha delle grosse remore nei confronti di Livia, a cui confessa il tradimento, ma questa non gli crede. Buon per lui.
    Però diciamo che la solita ragazza superbella intrigante con qualcosa di misterioso alle spalle sta diventando una costante che annoia, un qualcosa di già visto.
    Preferisco perdermi tra i colori e lo sciàuro dei piatti di mare di Enzo, tra i dialoghi con il signori e guistori, tra un Fazio sempre più destinato a diventare vicecommissario e un dott. Augello sempre meno consistente e presente (questa volta è addirittura in licenza e pazienza, non sappiamo nulla di lui e di Beba).

    Mi piacerebbe vedere Montalbano coinvolto in un affair fuori dal solito tran-tran. Mi piacerebbe vederlo felice con Livia per un avolta, senza turbamenti con trentenni altezzose e misteriose.

    ha scritto il 

  • 0

    Incipit

    S’arrisbigliò subitaneo e si susì a mezzo con l’occhi prontamente aperti pirchì aviva di sicuro sintuto a qualichiduno che aviva appena appena finuto di parlari dintra alla sò càmmara di letto. E dato ...continua

    S’arrisbigliò subitaneo e si susì a mezzo con l’occhi prontamente aperti pirchì aviva di sicuro sintuto a qualichiduno che aviva appena appena finuto di parlari dintra alla sò càmmara di letto. E dato che era sulo ‘n casa, s’allarmò.....

    http://www.incipitmania.com/incipit-per-titolo/s/il-sorriso-di-angelica-andrea-camilleri/

    ha scritto il 

  • 5

    Un capolavoro come tutti gli altri. Il personaggio di Montalbano è fantastico, con i suoi pro e i suoi contro, con i suoi pregi e le sue debolezze. Camilleri riesce a rendere reali e credibili tutti i ...continua

    Un capolavoro come tutti gli altri. Il personaggio di Montalbano è fantastico, con i suoi pro e i suoi contro, con i suoi pregi e le sue debolezze. Camilleri riesce a rendere reali e credibili tutti i suoi personaggi e i casi. È questa una delle cose che apprezzo molto, insieme al suo stile ricco di ironia. Qui troviamo un Montalbano in balia della "crisi di mezza età" che si prende una cotta. Il modo come gestisce il tutto è alle volte esilarante. E come sempre, il suo intuito non fallisce mai. Bellissimo!

    ha scritto il 

  • 4

    L’eroina Angelica

    È il mio primo libro di Camilleri, i gialli-polizieschi non mi avevano mai attirato molto però dopo averlo letto devo rivalutare il personaggio di Montalbano e questo genere.

    La Sicilia è una regione ...continua

    È il mio primo libro di Camilleri, i gialli-polizieschi non mi avevano mai attirato molto però dopo averlo letto devo rivalutare il personaggio di Montalbano e questo genere.

    La Sicilia è una regione fantastica e Camilleri attraverso il suo libro è riuscito a far trasparire tutto il calore ed i colori di questa terra meravigliosa.

    Il linguaggio, un misto di italiano e siciliano, rendono tutto più reale, sembra di essere a pochi metri da Montalbano quando dialoga oppure pensa tra sé e sé.
    Devo ammettere però, che agli inizi ho fatto un bel po’ di fatica a capire delle parole scritte in siculo.

    Il libro parla di uno dei tanti casi che Montalbano deve risolvere.
    Una banda di ladri ripulisce una serie di appartamenti di ricchi professionisti.
    Tutti i furti si svolgono allo stesso modo.
    Anche la signorina Angelica Cosulich, una triestina giovane e molto bella che si è trasferita da poco nella banca siculo-americana, ha subito un furto.
    Montalbano è perdutamente invaghito di questa donna perché gli ricorda l’eroina della sua adolescenza, la stessa Angelica dell’Orlando Furioso descritta nell’opera di Ariosto.
    Proprio il poeta Ariosto narrerà le parti salienti della vicenda.
    È una vendetta familiare trasmessa da generazione in generazione e risolta con il famoso detto “occhio per occhio e dente per dente”.

    La cosa che mi ha più colpito in questo romanzo è proprio il modo in cui viene narrata.
    La vicenda è parecchio aggrovigliata ed intreccia dei fatti salienti riguardanti i furti con i famosi versi dell’Ariosto.

    Che dire le vicende di Montalbano mi hanno molto appassionato, sicuramente in un futuro non troppo lontano leggerò altri episodi.

    ha scritto il 

  • 4

    Il Montalbano innamorato

    Il nostro commissario nazionale risolve anche questo caso nonostante perda la testa per la bellissima Angelica, che lo riporta ai tempi dell'adolescenza e dell'amore per l'Orlando Furioso, di cui ogni ...continua

    Il nostro commissario nazionale risolve anche questo caso nonostante perda la testa per la bellissima Angelica, che lo riporta ai tempi dell'adolescenza e dell'amore per l'Orlando Furioso, di cui ogni tanto vengono citati dei versi. Però sono i personaggi e la location a farla come sempre da padrone.

    ha scritto il 

  • 4

    Un amore di lungo corso. Quello mio per Montalbano è un po' questo. L'aspetto grottesco della vicenda è che ultimamente, e qui in maniera ancora più evidente, il suo creatore, Camilleri, si comporta c ...continua

    Un amore di lungo corso. Quello mio per Montalbano è un po' questo. L'aspetto grottesco della vicenda è che ultimamente, e qui in maniera ancora più evidente, il suo creatore, Camilleri, si comporta come fosse un innamorato geloso che cerca di mettere in cattiva luce il rivale, Montalbano. Sì, lo scrittore pare avere in uggia il commissario di Vigata e sembra proprio divertirsi, in questi ultimi episodi, a fargli dei dispetti, a mostrarcelo, passatemi la licenza poetica, un po' rincoglionito; e così, nel sorriso di Angelica, Salvo dà il meglio si sé con una serie di luoghi comuni cui era finora sfuggito oltre a lasciarsi rimbambire, come da copione, dalla prima bedda picciotta che gli capita a tiro. Che dire, se fosse questo il mio primo Montalbano ci cadrei anch'io nel tranello, ma visto che non lo è preferisco vederla così: una crisi di gelosia dell'autore nei confronti del personaggio a cui ha dato vita. Ecco.

    ha scritto il 

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