Il sorriso di don Giovanni

Di

Editore: Feltrinelli

3.3
(105)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 233 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8807030748 | Isbn-13: 9788807030741 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook , Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Adele è una donna che vive in isolamento, circondata da montagne di libri, nell’appartamento che ha ereditato dalla nonna. Ormai più che un appartamento, la residenza di Adele è diventata una biblioteca, una sorta di archivio del suo mondo. I libri ricoprono completamente le pareti e tra di essi vi sono anche alcuni volumi rari. E’ da questo luogo che Adele parla della sua storia, degli eventi che aveva vissuto anni prima, quando, giovane donna irrequieta, aveva incontrato Fausto. Era un militante del partito comunista e, come Adele, anche lui amava leggere. La donna però credeva fortemente nel potere dei libri, nella loro forza di poter cambiare il mondo. Fausto invece era scettico circa il potere persuasivo della parola scritta. Credeva che il mondo della letteratura e quello reale fossero due universi distinti. Tra i due, tuttavia, nacque una passione travolgente e sensuale. La complicità però viene meno e il loro rapporto si incrina. Forse la causa è l’eccessivo attaccamento di Fausto al partito, che lo ha reso un ragazzo diverso. I due si lasciano e Adele prende la sua strada. Diventa insegnante e promotrice di una campagna per la lettura. Si aggira nei quartieri disagiati di Napoli. Il libro di Adele è un racconto coinvolgente, una storia in cui Ermanno Rea parla del potere salvifico delle parole.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Ho dovuto iniziare a leggerlo tre volte prima di riuscire a portare a termine questo libro. Adele, la protagonista, è saccente e narcisista, oltre ad essere completamente scollata dalla realtà. Tutto ...continua

    Ho dovuto iniziare a leggerlo tre volte prima di riuscire a portare a termine questo libro. Adele, la protagonista, è saccente e narcisista, oltre ad essere completamente scollata dalla realtà. Tutto sembra girare intorno ai libri, ma in realtà al centro c'è sempre e solo lei che sembrava - solo a tratti - irritante e noiosa, per poi confermarlo pienamente andando avanti con la lettura.
    Patetica la lettera a Calvino, delirante la sua vanità. Ho resistito solo per sapere che fine avesse fatto Fausto.. :)

    ha scritto il 

  • 3

    Questa volte Rea non mi ha convinto..

    Dopo aver letto, in ordine e sempre con grande gusto e qualche commozione: Napoli Ferrovia, Mistero Napoletano e Nostalgia, pubblicato a pochi giorni dalla scomparsa dell'autore, stavolta Rea non mi h ...continua

    Dopo aver letto, in ordine e sempre con grande gusto e qualche commozione: Napoli Ferrovia, Mistero Napoletano e Nostalgia, pubblicato a pochi giorni dalla scomparsa dell'autore, stavolta Rea non mi ha convinto del tutto.
    Sarà che manca la denuncia ed il collegamento con la realtà, come in Mistero napoletano, mirabile inchiesta su un certo PCI napoletano del dopoguerra, sarà che non c'è il tema del ritorno a Napoli (la città tanto amata ma da cui si è costretti a fuggire), non c'è la descrizione della città tanto ben descritta altrove (anche se in qualche pagina ritorna La Sanità e la sua basilica), Credo che soprattutto l'ancoraggio con la realtà sia la forza di Rea ed in questa prova narrativa ove il ruolo della fantasia gioca di più (anche se ovviamente non mancano i riferimenti autobiografici o di persone realmente conosciute) mi pare che si perdino i punti di forza della narrrazione di Rea. Mi è sembrata una prova rivolta a se stesso, nel tentativo di verificare e magari superare i propri limiti di romanziere...
    Anche l'uso delle pagine più amate degli altri scrittori non è proprio riuscitissimo, né la lettera di Adele a Italo Calvino, che costituisce un ancoraggio troppo complesso alla attualità ed alla realtà culturale (A proposito di chi cita i propri libri preferiti, Missiroli avrà letto Rea?)
    Buone letture a tutti

    ha scritto il 

  • 4

    STORIA DI UNA DIVORATRICE DI LIBRI

    Il romanzo di Rea attraversa alcuni momenti fondamentali della storia recente: il terrorismo degli anni ’70, il terremoto dell’80, l’attuale fase di stallo culturale e creativo. Avellino è il luogo de ...continua

    Il romanzo di Rea attraversa alcuni momenti fondamentali della storia recente: il terrorismo degli anni ’70, il terremoto dell’80, l’attuale fase di stallo culturale e creativo. Avellino è il luogo dell’adolescenza, la “Macondo” di Màrquez isolata dal resto del mondo, dove è solo possibile ritagliarsi una piccola nicchia di sopravvivenza, una piccola città sotto la cui apparente tranquillità cova il brutale odio brigatista e sulla quale incombe l’imminente catastrofe sismica. Maiori è il rifugio, il luogo dell’ozio e del vizio, dell’esilio colto e della lussuria giovanile. Napoli è la metropoli affettuosa, la città universitaria, la tappa della maturità, la terrazza sul mondo, il punto di vista privilegiato. Peccato che, da qualche tempo, il racconto si è interrotto, la scrittura ha perduto incisività, la letteratura si è ridotta ad un genere commerciale di scarso consumo.

    https://misterhopes.wordpress.com/2017/03/15/storia-di-una-divoratrice-di-libri/

    ha scritto il 

  • 4

    Una scrittura profonda, evocativa, coinvolgente.
    L'amore per i libri. Il potere salvifico dei libri.
    La bellezza di Napoli.
    L'Italia degli anni '70-'80. Le lotte e le contestazioni.
    E un amore che non ...continua

    Una scrittura profonda, evocativa, coinvolgente.
    L'amore per i libri. Il potere salvifico dei libri.
    La bellezza di Napoli.
    L'Italia degli anni '70-'80. Le lotte e le contestazioni.
    E un amore che non riesce a sopravvivere al tradimento del suo stesso ideale.

    ha scritto il 

  • 2

    Che dire? Libro scritto bene ma quanta è finta Adele! E' un personaggio di carta che mi ha destato antipatia. Altrettanta antipatia mi ha destato il finale...sarebbe stato meglio se avesse interrotto ...continua

    Che dire? Libro scritto bene ma quanta è finta Adele! E' un personaggio di carta che mi ha destato antipatia. Altrettanta antipatia mi ha destato il finale...sarebbe stato meglio se avesse interrotto un po' prima la narrazione. Rea è tutta un'altra cosa in "Mistero Napoletano".

    ha scritto il 

  • 4

    Libro da leggere. Una ragazza che diventa donna con un percorso intenso ed inquieto. I libri sono il suo timone la sua passione che la aiutano a decifrare la realtà non isolandola in un castello dorat ...continua

    Libro da leggere. Una ragazza che diventa donna con un percorso intenso ed inquieto. I libri sono il suo timone la sua passione che la aiutano a decifrare la realtà non isolandola in un castello dorato ma immergendola nella storia dell' Italia tra gli anni 50 e 80. Scoprirà l'amore quello vero, sofferto. Il tutto condito dal sole e dai profumi dei paesi del nostro splendido meridione.

    ha scritto il 

  • 2

    La bibliomane e la dismissione dei sentimenti

    La mia recensione si legge a questo link:

    http://www.laletteraturaenoi.it/index.php/la-scrittura-e-noi/504-la-bibliomane-e-la-dismissione-dei-sentimenti.html

    ha scritto il 

  • 3

    HO TROVATO ELENA FERRANTE!

    Nonostante la ricerca del verbo 'lodare' in tutti i modi, tempi e persone non abbia prodotto risultati, (ho trovato solo due 'molesto'), ne sono sicura: Ermanno Rea È Elena Ferrante!

    Somigliantissima ...continua

    Nonostante la ricerca del verbo 'lodare' in tutti i modi, tempi e persone non abbia prodotto risultati, (ho trovato solo due 'molesto'), ne sono sicura: Ermanno Rea È Elena Ferrante!

    Somigliantissima la protagonista in un mix fra Lila ed Elena de 'L'amica geniale': intelligente, brillante; una bibliomane da quindicimila315 volumi. Anche le figure maschili si somigliano e poi la scrittura, lo stile e certe situazioni ... sissì, è proprio lui/lei!... (domanda: per caso, ho forse scoperto l'acqua calda?...)

    Il fulcro è la letteratura, e poi c'è la storia d'amour, che all'inizio sfiora la tonalità rosa confetto, ma che fortunatamente vira in un indaco dal forte potere rilassante appena in tempo, e la cosa si mantiene piacevolmente leggibile in tutta la sua lunghezza, nonostante la pericolosa affinità della protagonista con il modo di essere della sottoscritta; pericolosa per l'effetto 'specchio' che ha parzialmente innescato, il cui esito poteva essere un'annoiato "dimmi qualcosa che già non so...", e invece no, (non è raro quanto mi risultino somiglianti - o a cui vorrei somigliare - e gradevoli le protagoniste femminili create da uomini), anzi, la 'cosa', dicevo, è più che leggibile, leggera e anche con una certa personalità (quella di chi?...)

    Riporto fedelmente e sottoscrivo questa riflessione sulla lettura:

    "A tutti i miei traumi io ho reagito sempre alla stessa maniera: chiedendo aiuto ai libri.
    Per quel che mi riguarda, il libro è prima di tutto una ciambella di salvataggio.
    Non che ti migliori, a questo credo poco. E neppure che ti sani le ferite. Però ti placa. Alla maniera di un lenimento, di un farmaco di pronto intervento. E quando dico libro, dico libro in generale. Non romanzo soltanto. Il romanzo ha in più che, quando è teso come un fil di ferro, quando scava dentro di te depositandovi nuova conoscenza, quando insomma ti sorprende mostrandoti una nuova faccia del mondo che non conoscevi, allora si fa moltiplicatore di saggezza e di quella pietà laica che non ha bisogno di Dio per convincerti che il mondo è abitato da un solo essere umano, uno solo, e la pluralità è poco più di un'illusione ottica."

    Consigliato a chi, eventualmente, ha ancora un po' di nostalgia de 'L'amica geniale', di cui viene fornita una versione in pillole.

    ha scritto il 

  • 2

    Lo sfondo storico e culturale della Napoli anni '70/'80 alimenta la scrittura impeccabile di Ermanno Rea, e una scrittura così piena e pulita è già un grande regalo da parte dell'autore. Nonostante mi ...continua

    Lo sfondo storico e culturale della Napoli anni '70/'80 alimenta la scrittura impeccabile di Ermanno Rea, e una scrittura così piena e pulita è già un grande regalo da parte dell'autore. Nonostante mi abbia rapito nella parte iniziale, da metà libro la trama allenta le sue maglie, il ritmo si fa affannato e scontato, la storia della protagonista si perde in un bicchier d'acqua.
    Molto interessante l'orizzonte metaletterario che il libro apre, con rimandi e riferimenti continui al "romanzo" fuori dal romanzo.

    ha scritto il 

  • 4

    Melanconico

    Un bel racconto, una piacevole rivisitazione di una vita che poteva andare in un modo diverso...forse. Una scrittura molto femminile da parte di uno scrittore...piacevole e intima, raccontando anche u ...continua

    Un bel racconto, una piacevole rivisitazione di una vita che poteva andare in un modo diverso...forse. Una scrittura molto femminile da parte di uno scrittore...piacevole e intima, raccontando anche una città così unica come Napoli

    ha scritto il 

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