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Il sorriso eterno

Di

Editore: Iperborea (Iperborea; 15)

3.8
(31)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 89 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8870910148 | Isbn-13: 9788870910148 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Giacomo Prampolini ; Contributi: Italo Alighiero Chiusano

Genere: Fiction & Literature , Religion & Spirituality

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Descrizione del libro
Siamo nel mondo dell'aldilà, in quel regno che non è "forse in nessun luogo", dove i morti siedono insieme nell'oscurità, discorrendo per far passare l'eternità. Si raccontano le vicende della loro esistenza terrena, in un monologo immutabile che dura da secoli, come se da quel ricordare potessero finalmente arrivare a cogliere il significato che ancora sfugge loro. Finché, spinti dal bisogno di una spiegazione, decidono di andarla a chiedere a Dio. Ma esiste una risposta? Potrebbe il vecchio falegname che incontrano alla fine del lungo viaggio risolvere per loro quell'enigma che forse è il senso stesso dell'esistenza?
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  • 5

    “La vita ha amore per te, albero; per te, uomo; per te, fiore; per te, erba che ondeggi – soltanto quando la sua intenzione si posa su ognuno di voi. Quando più non le servite, essa più non vi ama: e vi cancella.”

    ha scritto il 

  • 2

    Mi era piaciuto molto il suo Barabba; l'avevo trovato un racconto molto vicino al mio modo di pensare.
    Nel Sorriso eterno Lagerkvist fa una specie di lista di personaggi, i morti, che dall'aldilà discutono dei vivi e del significato dell'esistenza.
    Con tutto il rispetto per l'opera ...continua

    Mi era piaciuto molto il suo Barabba; l'avevo trovato un racconto molto vicino al mio modo di pensare. Nel Sorriso eterno Lagerkvist fa una specie di lista di personaggi, i morti, che dall'aldilà discutono dei vivi e del significato dell'esistenza. Con tutto il rispetto per l'opera dello scrittore, questo libriccino non mi ha colpito in alcun modo, anzi alcuni racconti mi hanno un po' disgustata (ma forse per motivi che esulano dalle storie). Mi è scivolato addosso senza lasciarmi nulla.

    ha scritto il 

  • 4

    Secondo libro di Lagerkvist che leggo in poco tempo. Complesso e interessante. L’incipit è quello classico delle fiabe e la scena introdotta è il mondo dell’aldilà. Una moltitudine seduta quieta nel buio del nulla in nessun luogo, impegnata a parlare per far trascorrere l’eternità. Voci di ombre ...continua

    Secondo libro di Lagerkvist che leggo in poco tempo. Complesso e interessante. L’incipit è quello classico delle fiabe e la scena introdotta è il mondo dell’aldilà. Una moltitudine seduta quieta nel buio del nulla in nessun luogo, impegnata a parlare per far trascorrere l’eternità. Voci di ombre si levano ad una ad una nel silenzio, per raccontare le vicende della propria esistenza terrena. Non un vero e proprio dialogo, ma un monologare a turno di voci senza volto, cantilenanti come litanie. Neppure la morte è riuscita a districare il groviglio di ciò che hanno vissuto. Sono tutti rimasti tali e quali erano: chiusi nella propria diversità, legati al ricordo di una vita di cui continuano a chiedersi il perché. E proprio per porgli questa domanda si mettono in cammino alla ricerca di quel dio misterioso e distante, per chiedergli conto di questo spaventoso enigma che è la vita. Anche Gesù abbandonato sulla croce si unisce alla schiera di anime che cerca dio per chiedergli cosa volesse farne di loro e quale fosse lo scopo che si era posto creando. Una migrazione verso l’illusione di una luce e la speranza di una certezza. Lagerkvist si è spesso proclamato ateo, ma l’altra faccia della negazione è l’attesa che dio nasca, finalmente, per consolare la disperazione dell’uomo. Ha sempre girato intorno a quel buco nero e vuoto, centro della sua metafisica, sperando che ne saltasse fuori una presenza che potesse spiegare e rasserenare. Ed eccolo dio, un taglialegna intento al suo duro lavoro. Ed ecco che il dialogo per eccellenza fra l’uomo postulante ed il dio che sa tutto ma imperturbabile non parla, si svolge qui – invece - sul piano della semplicità. E le sue risposte a metà fra l’ingenuo e l’inconsapevole lasciano le povere anime arrese alla delusione: “Non ho inteso la vita come qualcosa di notevole. Ho fatto il meglio che ho potuto”. Ecco il vero significato del sorriso eterno: accettare il mistero della vita come una ricchezza che il pensiero non riesce ad abbracciare.

    Come? No, non ho fatto errori di battitura, né ho fuso il correttore automatico di word…. Ho scritto dio minuscolo?! Ah, già, me lo aspettavo….è così che lo ha voluto Lagerkvist, e va bene pure a me!

    ha scritto il 

  • 4

    Nel libro troviamo le voci dei defunti che raccontano la loro vita a sé stessi ed agli altri, abbiamo il commerciante, l’assassino, il cameriere, ed ognuno di loro racconta la propria esperienza in un moto perpetuo di parole. Improvvisamente una domanda si leva: quale è il significato della vita, ...continua

    Nel libro troviamo le voci dei defunti che raccontano la loro vita a sé stessi ed agli altri, abbiamo il commerciante, l’assassino, il cameriere, ed ognuno di loro racconta la propria esperienza in un moto perpetuo di parole. Improvvisamente una domanda si leva: quale è il significato della vita, così come da loro condotta, piena di sofferenze ed apparentemente senza un senso ... Le anime si avviano quindi in una lenta e lunghissima marcia alla ricerca di Dio, alla ricerca di una risposta che risulterà essere la più semplice di tutte ma che placa l’inquietudine donando una nuova consapevolezza e riportando la serenità in quel luogo, ove le anime giacciono per l’eternità. Un bel libro, che fa riflettere ....

    ha scritto il 

  • 4

    Libretto smilzo ma molto, molto denso, la cui lettura necessita, a mio parere, di una particolare disposizione di spirito. Parla una variegata umanità, le cui testimonianze ricordano, come è stato detto "Spoon River", ma alla ricerca disperata di dare un senso alla vita e un senso alla morte. ...continua

    Libretto smilzo ma molto, molto denso, la cui lettura necessita, a mio parere, di una particolare disposizione di spirito. Parla una variegata umanità, le cui testimonianze ricordano, come è stato detto "Spoon River", ma alla ricerca disperata di dare un senso alla vita e un senso alla morte.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    naif

    Porterò tutto il rispetto che si deve a un Nobel. Mi limiterò a dire che non mi ha soddisfatto perché non è riuscito a coinvolgermi. Spesso le descrizioni erano un po' piatte e ripetitive. Anche quello della parola che scorre di bocca in bocca, di anima in anima nel corso dei secoli è un espedien ...continua

    Porterò tutto il rispetto che si deve a un Nobel. Mi limiterò a dire che non mi ha soddisfatto perché non è riuscito a coinvolgermi. Spesso le descrizioni erano un po' piatte e ripetitive. Anche quello della parola che scorre di bocca in bocca, di anima in anima nel corso dei secoli è un espediente che, oltre a essere noiosetto, non trasmette molto di più che un po' di fastidio (anche se qualcuno dei racconti delle anime mi è piaciuto, soprattutto quello del custode dei cessi)(quello di minor spessore in assoluto, invece, è quello dell'assassino in cui Par rimane, ancora una volta ingenuamente, in superficie). Però apprezzo la bonomia di Lagerkvist che traspare nella spiegazione che il Padreterno dà alla massa di anime morte quando si recano da lui a chiedergli il perché di tutti i loro dubbi e le loro sofferenze. Lui ha semplicemente fatto il suo meglio, è un semplice boscaiolo che lavora di sega... (fa un po' cadere le braccia no?). Riproverò perché è un Nobel, ma speravo di venire coinvolto maggiormente.

    ha scritto il 

  • 4

    Rileggendolo lascia sempre il segno. L'immagine dei morti, della massa enorme di morti che, nell'oscurità, vanno alla ricerca di Dio per chiedergli conto della vita e' tremenda, magnifica, suggestiva.....

    ha scritto il 

  • 0

    Siamo nel mondo dell’aldilà, in quel regno che non è “forse in nessun luogo”, dove i morti siedono insieme nell’oscurità, discorrendo per far passare l’eternità. Si raccontano le vicende della loro esistenza terrena, in un monologo immutabile che dura da secoli, come se da quel ricordare potesser ...continua

    Siamo nel mondo dell’aldilà, in quel regno che non è “forse in nessun luogo”, dove i morti siedono insieme nell’oscurità, discorrendo per far passare l’eternità. Si raccontano le vicende della loro esistenza terrena, in un monologo immutabile che dura da secoli, come se da quel ricordare potessero finalmente arrivare a cogliere il significato che ancora sfugge loro. Finché, spinti dal bisogno di una spiegazione, decidono di andarla a chiedere a Dio. Ma esiste una risposta? Potrebbe il vecchio falegname che incontrano alla fine del lungo viaggio risolvere per loro quell’enigma che forse è il senso stesso dell’esistenza?

    ha scritto il