Il sospetto

Di

Editore: Feltrinelli (Universale Economica, 1133)

4.0
(955)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 125 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8807811332 | Isbn-13: 9788807811333 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Enrico Filippini

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
"Il sospetto" fa parte di quei romanzi di Durrenmatt in cui una maliziosa e maligna impalcatura "gialla" finisce per negare se stessa e per mettere piuttosto a nudo le orrende magagne e falsità di cui è fatto l'animale uomo. Questo romanzo "dagli allucinanti specchietti filosofici" (come lo ha definito Italo Alighiero Chiusano) ha come protagonista l'ispettore della polizia di Berna, Hans Baerlach. Egli si trova a discutere con il medico Samuel Hungertobel, suo amico, sui delitti atroci di cui si sono resi responsabili i nazisti nei campi di concentramento. L'occasione è una fotografia della rivista "Life": ritrae un medico, il dr. Nehle, mentre opera senza narcosi solo per soddisfare il suo sadismo. Hungertobel osserva, quasi per caso, una strana rassomiglianza di Nehle con il dr. Emmenberger, che esercita la professione di chirurgo in una clinica di Zurigo. Baerlach, gravemente ammalato, vuole concludere la carriera con una indagine memorabile, perché, quasi d'istinto, intuisce che fra Nehle e Emmenberger esiste un rapporto diretto, oscuro e conturbante...
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  • 4

    Un anziano Commissario svizzero, convalescente in una clinica per una grave malattia, discute con il suo medico (nonché amico) sul fatto che quest’ultimo, in una foto vista sul periodico Life, crede d ...continua

    Un anziano Commissario svizzero, convalescente in una clinica per una grave malattia, discute con il suo medico (nonché amico) sul fatto che quest’ultimo, in una foto vista sul periodico Life, crede di riconoscere un chirurgo che operava al servizio delle S.S.: vi sarebbe ritratto mentre sta operando un ebreo, in un campo di concentramento, senza narcosi.
    Dopo le ricerche fatte svolgere da alcuni suoi uomini, nel Commissario il sospetto che sia davvero quel medico nazista si fa sempre più forte.
    Così, si fa ricoverare nella sua clinica dove si affronteranno lui, il Commissario ormai malato terminale, fragile ma tenace nella convinzione di assicurare alla giustizia il carnefice e l’altro, il sadico chirurgo che ammette sfrontatamente di essere davvero il criminale: con un lungo discorso colmo di lucida pazzia, infatti, confessa il suo passato.
    Brevissimo, intenso romanzo che nel suo finale ancora una volta mostra il pessimismo dello scrittore, presente in parecchie sue opere, verso giustizia umana.

    ha scritto il 

  • 4

    Bene e male

    Il tema feticcio di Dürrenmatt è l'arbitrio: gli assassini uccidono per pura volontà di potenza e gli uomini di legge condannano da cani sciolti. La linea di demarcazione tra le due categorie è esile, ...continua

    Il tema feticcio di Dürrenmatt è l'arbitrio: gli assassini uccidono per pura volontà di potenza e gli uomini di legge condannano da cani sciolti. La linea di demarcazione tra le due categorie è esile, almeno nella prassi, se non da un punto di vista etico. Ma cosa è etico? Viene da chiederselo spesso, leggendo Dürrenmatt. Questo scrittore non è mai banale, spesso di grande inventiva, sempre interessante. Qui è un po' verboso, con un personaggio curiosamente lirico e un altro filosofico. Il commissario è il più taciturno, e anche per questo l'ho amato di più.

    ha scritto il 

  • 4

    Riduttivo definirlo “romanzo giallo”, come sempre con Dürrenmatt. Il sospetto del titolo è quello circa la reale identità di un medico, che il protagonista del libro identifica in un criminale nazista ...continua

    Riduttivo definirlo “romanzo giallo”, come sempre con Dürrenmatt. Il sospetto del titolo è quello circa la reale identità di un medico, che il protagonista del libro identifica in un criminale nazista. Tensione altissima ed un’atmosfera morbosa come solo Dürrenmatt è in grado di creare. Straconsigliatissimo.

    ha scritto il 

  • 3

    La Svizzera lava più bianco

    Durrenmatt è un autore da consigliare fosse solo per la sua capacità di scavare dentro la (cattiva?) coscienza della Svizzera, un paradiso incastonato tra le montagne sulle origini del cui benessere, ...continua

    Durrenmatt è un autore da consigliare fosse solo per la sua capacità di scavare dentro la (cattiva?) coscienza della Svizzera, un paradiso incastonato tra le montagne sulle origini del cui benessere, forse, non ci si interroga spesso.
    Qui mi pare che l'autore sia però rimasto in mezzo al guado tra classico giallo e romanzo filosofico - a volte l'atmosfera prende strade simboliche o quasi allegoriche (Nani, Streghe, Giganti, Vecchi, figli di Berna che sostituiscono figli di Berlino come aguzzini nel lager…), a volte l'intreccio e la suspense sembrano avere la meglio.
    Comunque un'ottima lettura, potente e sincera nello scavare nel non detto e nel nascosto del dorato mondo elvetico….

    ha scritto il 

  • 0

    Un uomo da ammirare

    Dopo aver letto "Il Giudice e il suo Boia" e "La Panne" ora lo posso dire: Dürrenmatt e' veramente uno scrittore intelligentissimo, un uomo che oltre ad essere colto e' anche molto profondo e le sue r ...continua

    Dopo aver letto "Il Giudice e il suo Boia" e "La Panne" ora lo posso dire: Dürrenmatt e' veramente uno scrittore intelligentissimo, un uomo che oltre ad essere colto e' anche molto profondo e le sue riflessioni sono davvero davvero degne di un'attenta analisi. Merita di essere letto e approfondito. Intendo leggere altre sue opere perché, so per certo, non mi deluderanno.
    Devo dire che ci voleva proprio un tedesco come Friedrich dopo quella porcata di "Sotto il vestito niente"..certa gente dovrebbe proprio evitare di scrivere

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Il trionfo della τύχη

    L'anno 1948 sta volgendo al termine e il Commissario Barlach, costretto sul letto d'ospedale a seguito di un attacco cardiaco, passa le sue giornate sfogliando vecchie riviste di "Life".
    L'anno nuovo ...continua

    L'anno 1948 sta volgendo al termine e il Commissario Barlach, costretto sul letto d'ospedale a seguito di un attacco cardiaco, passa le sue giornate sfogliando vecchie riviste di "Life".
    L'anno nuovo porterà il pensionamento e l'"inesorabile malattia" avrà la meglio su di lui.
    Ma prima che ciò accada, il Vecchio vuole liberarsi di un atroce sospetto, una verità che appare incredibile: possibile che uno stimato luminare di Zurigo sia in realtà uno dei più terribili criminali nazisti, creduto da anni morto? Un medico che operava gli internati nel campo di concentramento di Stutthof senza anestesia?
    Barlach ha solo un sospetto a guidarlo, nessuna prova, solo congetture. Riuscirà il Commissario, forte nella mente quanto debole nel corpo, ad assicurare alla Giustizia l'aguzzino?

    In questo romanzo Durrenmatt nega ogni canone su cui poggia il romanzo giallo classico: il topos del detective calcolatore e razionale,infallibile e immortale, viene completamente demolito dall'Autore. Barlach non si affida come Holmes al puro intelletto, al dogma causa-effetto, la sua arte investigativa è "un misto di matematica e di fantasia".
    Nelle opere di Durrenmatt emerge chiaramente uno scetticismo critico, nel quale la realtà non è in alcun modo soggiogabile per mezzo della ratio di un singolo individuo, perchè "sono passati i tempi in cui bastava essere astuti per smascherare i criminali". Emblematico in questo senso è il finale: al lieto fine razionale si sostituisce l'intervento di un inaspettato deus ex machina, sicchè è il caso l'istanza dominatrice.

    Consigliato a tutti coloro che ritengono che Dio giochi a dadi con l'Universo.

    ha scritto il 

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