Il supermaschio

Di

Editore: ES (Biblioteca dell'eros, 10)

3.7
(46)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 153 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8885357105 | Isbn-13: 9788885357105 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Giorgio Agamben ; Postfazione: Henri De Reigner

Disponibile anche come: Altri

Genere: Arte, Architettura & Fotografia , Famiglia, Sesso & Relazioni , Filosofia

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Descrizione del libro
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  • 4

    Leggere questo pur breve romanzetto, surreale e grottesco, è una vera delizia. Jarry è un grande. Con un’eleganza di stile e un taglio sorprendentemente ironico e moderno (viene scritto nel 1901, anch ...continua

    Leggere questo pur breve romanzetto, surreale e grottesco, è una vera delizia. Jarry è un grande. Con un’eleganza di stile e un taglio sorprendentemente ironico e moderno (viene scritto nel 1901, anche se è ambientato nel 1920) precorre il futurismo, il dadaismo, il surrealismo e il teatro dell’assurdo (Tzara, Bretòn, Artaud, Ionesco, Beckett, e altri fino a Queneau gli debbono molto), movimenti culturali che stanno per nascere o che si affermeranno solo dopo la sua prematura scomparsa (1907), riesce a trattare con leggerezza e disincanto le trasformazioni del mondo occidentale verso la modernità, l’affermarsi delle tecnologie, la disumanizzazione dell’uomo, il suo superamento verso qualcosa di Nietzchianamente superumano che alla fine si rivelerà assurdamente privo di senso .
    Nel vuoto creatosi dalla morte degli dei (o dalla loro indifferenza) anche la tecnica mostra i propri limiti. L’eternità, l’infinito forse sono solo concetti astratti, e anche il supermaschio, il superuomo , e l’energia illimitata da poter sfruttare a proprio piacimento non sono che nuovi miti, e l’uomo è sempre più solo nell'universo ancora più complesso e incomprensibile.

    ha scritto il 

  • 3

    Jarry, Jarry, 'una pietra gettata in una pozza di ranocchie'..

    posso commentarlo? senza ridere, senza stupirmi ancora, senza restare intrappolata dal linguaggio, dal surreale mondo di un piccolo uomo come Marcueil?...la corsa in bicicletta, la sfida contro il tre ...continua

    posso commentarlo? senza ridere, senza stupirmi ancora, senza restare intrappolata dal linguaggio, dal surreale mondo di un piccolo uomo come Marcueil?...la corsa in bicicletta, la sfida contro il treno, l'indiano che misura la sua forza amorosa..ma non solo, qua e là nel racconto dell'amore all'infinito, ci sono immagini straordinarie, tutta la fisicità amorosa degli amplessi per la scommessa di Teofrasto.. ma anche una splendida frase di lui, per farla ridere:
    "Nei suoi Problemi Aristotele dice 'perchè avere i piedi freddi non aiuta a fare l'amore?' ",
    e sopratutto un tenero, dolcissimo "io l'adoro", che butta all'aria tutto, come sempre! malvagio il finale..la morte del piccolo uomo,ma inevitabile.. e strepitoso nel chiudere così:
    "Ellen Eklson è guarita e si è sposata.Ha imposto un'unica clausola all'accettazione di uno sposo:che fosse capace di mantenere il suo amore nei saggi limiti delle forze umane..Trovarlo è stato ...'appena un gioco'". non poteva che essere l'autore preferito di un mio grande amore, matto e fuori dal mondo come lui! epoi Ubu re, e poi Artaud, e poi.....il teatro!! applausi, applausi a Jarry!

    ha scritto il