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Il tallone di ferro

Di

Editore: Feltrinelli (Universale Economica, 643)

3.9
(562)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 257 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 8807806436 | Isbn-13: 9788807806438 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Carlo Sallustro ; Prefazione: Goffredo Fofi

Disponibile anche come: Tascabile economico , Copertina rigida , Altri

Genere: Fiction & Literature , Political , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Pubblicato nel 1907, questo romanzo di Jack London rappresenta un esempio insuperato di quello che potremmo definire 'fantapolitica marxista' e, insieme, di chiaroveggenza, davvero senza eguale, sui destini della società capitalistica. Letto da generazioni e generazioni di giovani di tutto il mondo, "Il Tallone di ferro" è uno dei più allucinanti e veridici affreschi della società dominata dal profitto, dipinta nella sua durezza senza scampo, nella sua oppressione generalizzata, nei suoi impliciti e inevitabili sbocchi di violenza e massacro. London già nel 1907, prevede la prima guerra mondiale - pur illudendosi che l'Internazionale socialista sarebbe riuscita a evitarla - e gli esiti che avrebbe avuto, vale a dire la svolta fascista. Il profeta lucido e impavido dello scarto storico tra le speranza dell'umanità e le condizioni con cui gli uomini si trovano a vivere è Ernest Everhard, l'eroe, il profeta, il combattente per la libertà - personaggio memorabile a cui deve il suo nome di battesimo Ernesto Che Guevara.
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  • 5

    Il romanzo può essere visto come la trasposizione narrativa della teoria del socialismo scientifico, delle quali può essere inteso quasi come una specie di compendio divulgativo.
    La natura distopica del racconto si concentra sulla formazione e sul consolidamento della tirannia oligarca e pl ...continua

    Il romanzo può essere visto come la trasposizione narrativa della teoria del socialismo scientifico, delle quali può essere inteso quasi come una specie di compendio divulgativo.
    La natura distopica del racconto si concentra sulla formazione e sul consolidamento della tirannia oligarca e plutocratica (il Tallone di ferro appunto), ma lascia esplicitamente intuire al lettore che, dopo secoli di oppressione, il proletariato, come l'evoluzione scientifica comanda, ha trionfato.
    Interessante l'impostazione narrativa, che presenta i fatti narrati sotto forma di testimonianza storica: il romanzo è pertanto il resoconto di una rivoluzionaria, compendiato dalle note di commento introdotte da un anonimo compagno/studioso secoli dopo, in un'epoca imprecisata, quando la Rivoluzione proletaria ha finalmente trionfato e ha portato, dall'epoca buia del "Tallone di Ferro", a quella radiosa della "Fratellanza Umana".
    Interessante l'afflato rivoluzionario e didascalico dell'opera: quando infatti, nei dialoghi con l'oligarchia e con la piccola borghiesia, il protagonista del romanzo spiega la teoria del socialismo, la chiarezza e la verità delle sue analisi e delle sue previsioni sgorga con una chiarezza insieme appagante e disarmante, e, in quella specie di trattazione dialogico-maieutica, sembra quasi di sentire l'eco di Socrate che spiega nei dialoghi platonici la teoria delle Idee: il procedimento dialettico e razionale è infatti talvolta quasi identico.
    Il romanzo fa però venire i brividi: l'idea, infatti, è che per quanto si desideri la pace, la liberta e la solidarietà, il conflitto violento e armato si profila come l'unica e ineluttabile soluzione, e, durante la lettura, a volte ti chiedi sofferente se è davvero così.

    ha scritto il 

  • 5

    Una piccola bibbia del socialismo scientifico

    Un formidabile arma dialettica e propagandistica contro il sistema economico dominato dal capitale e dalla cattiveria dei suoi metodi del dominio dell'uomo sull'uomo.
    Una foto impietosa dell'egoismo umano e delle sue nefandezze.
    La profezia marxista romanzata con uno stile asciutto e ...continua

    Un formidabile arma dialettica e propagandistica contro il sistema economico dominato dal capitale e dalla cattiveria dei suoi metodi del dominio dell'uomo sull'uomo.
    Una foto impietosa dell'egoismo umano e delle sue nefandezze.
    La profezia marxista romanzata con uno stile asciutto e senza metafore.
    Un pericolo incombente e una grande lezione di pacifismo:
    'Perché i lavoratori di un paese combatterebbero contro i lavoratori di un altro paese?'

    ha scritto il 

  • 5

    Il prototipo della distopia

    Dopo aver letto "1984" e "Fahrenheit 451", sono andato a cercare la pagina della distopia su wikipedia e ho preso l'opera che viene definita come la prima vera distopia.
    A differenza delle due sopracitate, questa non si pone come oggetto il funzionamento della società distopica, bensì la su ...continua

    Dopo aver letto "1984" e "Fahrenheit 451", sono andato a cercare la pagina della distopia su wikipedia e ho preso l'opera che viene definita come la prima vera distopia.
    A differenza delle due sopracitate, questa non si pone come oggetto il funzionamento della società distopica, bensì la sua formazione, il meccanismo sociale, politico ed economico che porta alla nascita di un regime totalitario e, in questo caso, oligarchico. Si trovano quei caratteri che verranno poi ripresi da Huxley, Orwell e Bradbury, quali la netta divisione in caste, il rigido controllo dei mezzi di comunicazione, la società militarizzata. Qui, però, sono inseriti in un contesto più realistico, proprio perché sono spiegati razionalmente, economicamente, matematicamente. In questo senso, quest'opera risulta non meno angosciante delle successive distopie grazie alla sua estrema attualità, nonostante il secolo di storia che intercorre tra London e noi.
    Che si condividano o meno idee socialiste (da questo punto di vista infatti è narrata l'intera vicenda), "Il Tallone di Ferro" deve essere letto in quanto basamento della colonna della distopia, genere fortemente caratterizzante di tutto il 900. Tuttavia, non ci si deve aspettare un'avventura movimentata e turbinosa, ma piuttosto un'interessante e coinvolgente riflessione politica e sociale.

    ha scritto il 

  • 2

    La parte più penosa di questo romanzo è la prefazione di Fofi, che forse andrebbe aggiornata alla luce della caduta dell'Unione Sovietica.
    Fofi elogia il libro in quanto ha avuto "la funzione di bibbia popolare del socialismo scientifico", e in quanto "non manca in alcun circolo del partito ...continua

    La parte più penosa di questo romanzo è la prefazione di Fofi, che forse andrebbe aggiornata alla luce della caduta dell'Unione Sovietica.
    Fofi elogia il libro in quanto ha avuto "la funzione di bibbia popolare del socialismo scientifico", e in quanto "non manca in alcun circolo del partito". Nonché dice: "sul Tallone di Ferro si sono formati esaltati, chiariti, migliaia e migliaia di militanti rivoluzionari del proletariato mondiale. Trotzki indica però a sufficienza i meriti del libro, il suo valore profetico (sempre più attuale oggi, dove proprio in America la divisione tra una classe operaia integrata e i ghetti del popolo dell'abisso non è mai stata così reale) e la spietata lucidità della visione della lotta di classe, quella ineluttabilità della lotta che davvero dovette impressionare coloro che agli inizi del secolo erano abituati alle chiacchiere dolciastre del socialismo sentimentale. L'opera di divulgazione dei dati basilari del socialismo scientifico portata avanti da London attraverso il suo alter ego Ernest Everhard è tuttora impressionante e in gran parte valida."
    Oltre a ciò la prefazione critica l'ambiguità del romanzo perché non completamente allineato in quanto il protagonista possiederebbe dei tratti "superomistici".
    La mia impressione è che quesa prefazione sia il tipico esempio della (passata?) critica militante degli intellettuali di sinistra per i quali un libro era meritevole o meno di lettura solo in proporzione a quanto coincidesse o si ponesse in contrasto con l'ideologia socialista. Seguono nel resto della prefazione note di biasimo per la perdita della vocazione socialista di London nei successivi romanzi.
    Letto nel 2013, il libro va detto fa un po' sorridere, in quanto le teorie marxiste, presentate come critica definitiva ed irrefutabile al capitalismo, sono state in qualche modo confutate sia sul piano economico e teorico che dagli eventi storici: la critica ai trust e l'analisi del surplus e del commercio estero sono semplicistiche e denotano una confusione tra capitalismo e imperialismo, la divisione dei profitti tra lavoro e capitale presume che i prezzi siano dovuti a qualche regola fissa invece che la risultante della domanda dei consumatori.
    In questo romanzo non trovo la profondità delle distopie di Orwell o di Bradbury, l'inventiva linguistica di Burgess, o l'immaginazione scientifica di Huxley,mi appare, e in questo ha ragione Fofi, un pamphlet divulgativo delle dottrine marxiste.
    I personaggi appaiono abbastanza monodimensionali e la trama risulta essere funzionale all'esposizione per la prima metà del libro delle teorie socialiste e della loro superiorità sul punto di vista "capitalistico", più volte confutato e messo in ridicolo dall'eloquenza e dai ferrei ragionamenti (almeno nella finzione del libro) dell' eroe Everhard.
    La seconda parte del libro si fa più avvincente perché si dispiega il meccanismo della lotta dell'organizzazione socialista contro la classe capitalistica ed oligarchica per il controllo dello stato, e delle contromisure adottate dagli avversari. Questa seconda parte, anche se un po' confusa, può essere suggestiva perché in qualche modo non perviene a nessuna conclusione, ma si limita a narrare una serie di mosse e contromosse tra le due fazioni avversarie, che tutto sommato sono verosimili, penso alla degenerazione di parte del movimento socialista provvisoriamente sconfitto in associazioni terroristiche ed agli accordi tra alcuni classi di padroni,i loro operai, e lo stato a scapito del resto della collettività.
    Per l'epoca in cui è stato scritto sicuramente era visionario e l'invenzione non è del tutto priva di analogie con la realtà.

    Interessante l'espediente narrativo che regge la narrazione: si tratta del ritrovamento delle memorie della moglie di Ernest Everhard in un periodo storico molto lontano nel futuro nel quale il socialismo ha trionfato. Sono presenti anche annotazioni a piè di pagina per fornire delucidazioni all'ipotetico lettore contemporaneo sulla sorte futura di alcuni personaggi, o per chiarigli alcuni fatti storici riguardanti l'epoca "arretrata" in cui si svolge la vicenda.

    ha scritto il 

  • 5

    Profetico

    Mio padre era un brav'uomo, era un'anima buona , mutilata, scorticata dalla miseria della vita. I suoi padroni, bruti, due volte bruti, ne fecero una bestia vinta. Dovrebbe essere ancora vivo, come tuo padre, era forte, ma fu preso nella macchina e logorato a morte, per accrescere il profitto alt ...continua

    Mio padre era un brav'uomo, era un'anima buona , mutilata, scorticata dalla miseria della vita. I suoi padroni, bruti, due volte bruti, ne fecero una bestia vinta. Dovrebbe essere ancora vivo, come tuo padre, era forte, ma fu preso nella macchina e logorato a morte, per accrescere il profitto altrui. Pensa, per produrre dividendi, il sangue delle sue vene fu mutato in un pranzo innaffiato da vini prelibati, in una ridda di ori o in un'orgia di sensi per ricchi oziosi e parassiti, i suoi padroni. Due volte bruti.

    ha scritto il 

  • 2

    Pamphlet socialista costruito a sembianza di romanzo. Risultato abbastanza deludente. L'autore ha scritto grandi, grandissime cose (ci tengo a precisarlo), ma quest'opera non è fra quelle.

    ha scritto il