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Il tamburo di latta

Di

Editore: Euroclub

4.1
(2178)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 591 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Chi semplificata , Tedesco , Spagnolo , Catalano , Francese , Svedese , Portoghese

Isbn-10: A000044965 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , History , Humor

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Descrizione del libro
Finito in manicomio dopo memorabili eventi, il nano, paranoico e mistico, Oskar Matzerath, decide di rievocare, complice il tamburo di latta che si porta appeso al collo, la vita che ha vissuto, una vita profondamente intrecciata alla storia della Germania della prima metà del secolo. Fino a ventotto anni Oskar ha deliberatamente scelto di non crescere: non ha mai superato la statura di un bambino di tre anni e lo ha fatto in odio al padre, anzi ai suoi due padri, e al turpe e normale mondo che lo circonda. La ripugnanza nei confronti dell'universo demoniaco, folle, miserabile e feroce in cui si è trovato a vivere nutre la sua deformità, dà forma alla sua rabbia, modula la sua voce. Oskar sta di fronte alla realtà ad occhi aperti, sbarrati, la guarda in faccia, senza filtri, senza condizionamenti. Come gridata da un paesaggio cupamente leggendario la sua storia resta definitivamente incisa nella memoria dei lettori: la nascita della madre sotto le quattro gonne della mitica nonna contadina, la sua venuta al mondo, ricca di presagi, la decisione di interrompere la crescita in modo da farne ricadere la colpa sull'odiato padre, l'opposizione e l'adesione al regime nazista, fino al crollo della Germania e al lento, tragico sviluppo del dopoguerra, parallelo alla decisione di riprendere la crescita, libero ormai dal complesso paterno e dalla vicinanza dei mostri. Barocco, picaresco, drammatico e potentemente grottesco, Il tamburo di latta è considerato uno dei romanzi epocali del Novecento tedesco, una delle prove più alte della narrativa europea.
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  • 5

    Tra le cose meravigliose di questo periodo. Veramente magnifico. Una lingua perfetta, nuova, sua (il che è ancora più importante e notevole), un mirabilissimo senso del ritmo e una consapevolezza abba ...continua

    Tra le cose meravigliose di questo periodo. Veramente magnifico. Una lingua perfetta, nuova, sua (il che è ancora più importante e notevole), un mirabilissimo senso del ritmo e una consapevolezza abbagliante. Queste sono le vere grandi opere letterarie, quelle che portano un tono inedito, antico e talmente peculiare e idiosincratico da non poter essere ripetuto. La voce, il timbro, il tono: Grass, pur nelle enormi variazioni di arpeggio e orchestrazione, nei virtuosismi, nei vari mood e nelle varie declinazioni, non sbaglia mai una nota, non stona mai, non perde un secondo l'intonazione corretta, non perde mai il ritmo, il tempo. Davanti a libri come questo ci si rende conto quanto poco alta e poco conspevole sia la gran massa di cose che si leggono, per quanto belle e interessanti.
    Davvero stupendo: una polimorfica capacità di modificare la voce, i gorgeggi, il modulato, dal grottesco al lirico. E con quale maestria serpeggia la catena degli eventi per cui, per esempio, dal funerale di uomo, passando per un trombettista ubriaco e gatticida, si arriva al racconto, eccezionale, della Notte dei Cristalli! La narrazione, congegnata a orologeria, scorre con una logica perfetta E assurda, liscia e impenetrabilmente coerente pur nella sua folle arbitrarietà. È un capolavoro e io mai me lo sarei aspettato così alto e magistralmente congegnato.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    E' la storia di un uomo, Oskar, nano e dal fisico poco piacevole a vedersi, rinchiuso in un istituto in cui si sente un suono simile a quello provocato da un tamburo di latta che ha il significato del ...continua

    E' la storia di un uomo, Oskar, nano e dal fisico poco piacevole a vedersi, rinchiuso in un istituto in cui si sente un suono simile a quello provocato da un tamburo di latta che ha il significato del suo passato. Quest'uomo ricorda la propria vita vissuta in una Germania agli albori del 1900 assieme alla sua famiglia. Religione e realtà del suo tempo riaffiorano nel protagonista facendo odiare la sua famiglia: vorrebbe una sua collocazione ed esprimere il proprio punto di vista, ma ha ripugnanza per ciò che lo circonda e non gli appartiene. Non vuole che le cadute degli eventi e la sua coscienza intesa come valutazione positiva da se stesso appaiano difformi da come effettivamente sono. Segue diligentemente ciò che gli accade osserva con pazienza la realtà che lo circonda, ma la rifiuta perché non vuole che appaia diversa da come effettivamente è: vuole con semplicità che si mostri senza condizionamenti.
    Nel raccontare la storia Grass usa una scrittura diretta determinando uno stile semplice e naturale.

    ha scritto il 

  • 5

    Il tamburo di latta. G. Grass.

    Lo stile narrativo di G. Grass mi ha colpito immediatamente: la scrittura è diretta, sembra scaturire dalla penna dell'autore senza sforzo, e le avventure di Oskar, per quanto fantastiche e mirabolant ...continua

    Lo stile narrativo di G. Grass mi ha colpito immediatamente: la scrittura è diretta, sembra scaturire dalla penna dell'autore senza sforzo, e le avventure di Oskar, per quanto fantastiche e mirabolanti, sono credibili grazie a questo talento.
    L'approccio al romanzo è entusiasmante: la figura del tamburino e la sua psicologia sono così complesse ed elaborate da creare un immediato interesse nel lettore che, per quanto mi riguarda, è rimasto pressoché immutato fino alla fine del romanzo.
    Gli elementi fondamentali della storia sono nascita dal sapore mitologico del protagonista, il dono del tamburo, che diventata estensione e tramite nei rapporti interpersonali, il "potere vetricida" della voce, usato da Oskar in maniera divertentissima, la decisione ferrea di interrompere la crescita a tre anni e quella di riprenderla alla morte del padre, la propria deformità, percepita come un talento, la capacità di reinterpretare il vissuto secondo una propria visione di comodo, quasi che la via interiore si sovrapponga continuamente al quotidiano e, non ultima, la forza di reinventarsi continuamente al variare delle situazioni esterne.
    Molte parti grottesche, addirittura esilaranti, si alternano ad altre drammatiche, con lo sfondo di una Germania precedente al secondo conflitto mondiale.
    Oskar è un eroe perché concepisce la propria esistenza come un evento unico e gestibile, credendo in maniera totale alle proprie possibilità, benché lui stesso oggetto, in più occasioni, di sfruttamento e manipolazioni.
    Romanzo bellissimo!

    "Discorrendo, toccammo gli argomenti più leggeri: io volli sapere se lui considerava il nostro destino inevitabile. Lui lo considerava inevitabile. Se era del parere che tutti gli uomini debbono morire, volle sapere Oskar. E lui riteneva certa anche la morte finale di tutti gli uomini, ma non era sicuro che tutti gli uomini dovessero nascere; parlò di sé come di uno nato per errore, e Oskar si sentì ancora di più apparentato con lui. " Klepp.

    ha scritto il 

  • 4

    “..finché l’uomo spera, ricomincerà sempre daccapo a farla finita serbando la speranza.”

    Oskar e le sue ossessioni, manie, stranezze, particolarità e bruttezze mi è piaciuto assai, la sua storia di non crescita, di ribellione e imposizione di una vita quasi autistica prima durante e dopo ...continua

    Oskar e le sue ossessioni, manie, stranezze, particolarità e bruttezze mi è piaciuto assai, la sua storia di non crescita, di ribellione e imposizione di una vita quasi autistica prima durante e dopo la seconda guerra è stata tanto assurda quanto favolosa. Lui è proprio quello che definirei un antieroe, più volte nel corso della lettura l’ho detestato al punto che avrei voluto tirargli una sberla ma lui è così e la scelta di questo personaggio così antipatico secondo me ha reso il romanzo curioso e per nulla scontato.
    Tutto ciò è stato caratterizzato da un susseguirsi di capitoli scritti in modo perfetto, densi e pieni di significato e di metafore, ognuno con la sua particolarità. Grass è stato una scoperta per me, la sua scrittura è a regola d’arte perchè varia in ogni capitolo a seconda di quello che sta raccontando, ad esempio il passaggio dalla prima alla terza persona che usa spesso rende l’idea della “stravaganza” del personaggio.
    E il tamburo?? Ne vogliamo parlare? Come la coperta di Snoopy questo è il prolungamento di Oskar che per molto, troppo tempo ha saputo esprimersi solo così, tambureggiando.

    ha scritto il 

  • 4

    Oskar, il protagonista, non è un personaggio che si faccia amare. Al contrario, è un nano (o gnomo o bambino che si rifiuta di crescere) irritante, mistificatore, caparbiamente legato al suo tamburo ( ...continua

    Oskar, il protagonista, non è un personaggio che si faccia amare. Al contrario, è un nano (o gnomo o bambino che si rifiuta di crescere) irritante, mistificatore, caparbiamente legato al suo tamburo (la sua voce), dotato di un urlo potente che manda in frantumi i vetri e sconcerta tutti quanti (che potrebbe anche sembrare un segno di autismo o, più semplicemente, un mezzo per difendersi da chi lo aggredisce), di origini polacche ma di nome tedesco; il tamburo lo accompagnerà in tutti i momenti cruciali della sua vita. Al termine del libro, Oskar avrà compiuto trent'anni, avrà le sembianze di un nano deforme e sintetizzerà così il suo percorso:
    "Cos'altro mi resta da dire: nato sotto le lampadine, all'età di tre anni interrotta di proposito la crescita, ricevuto tamburo, sfracellato vetro, annusato vaniglia, tossito in chiese, nutrito Luzie, osservato formiche, decisa la crescita, sepolto tamburo e ispezionato calcestruzzo, fatto soldi e custodito il dito, regalato il dito e scappato ridendo,asceso, arrestato, condannato, rinchiuso, tra poco assolto, celebro il mio trentesimo compleanno e ho ancor sempre paura della Cuoca Nera-Amen." (pag. 602)
    Oskar osserva la realtà dalla sua prospettiva ma non sembra mai esserene coinvolto, mezzo bimbo e mezzo uomo. Le vicende narrate che lo riguardano,si svolgono tra la Polonia e la Germania dal 1924 al 1954, anni decisamente cruciali per entrambi i paesi e per l'Europa intera (occupazione tedesca, sconfitta nazista, occupazione alleata, primo dopoguerra). Grass ha uno stile impeccabile, poetico e magico, il libro lascia un po' di amaro in bocca perché tutto si conclude ma nulla si risolve, forse perché il cammino della ricostruzione è lungo e accidentato.

    ha scritto il 

  • 4

    La novela es muy buena, de gran calidad y trascendencia, pero creo que es demasiado larga, se hace pesada en algunas ocasiones. Como la vida de Óscar está sujeta a continuos cambios, el lector también ...continua

    La novela es muy buena, de gran calidad y trascendencia, pero creo que es demasiado larga, se hace pesada en algunas ocasiones. Como la vida de Óscar está sujeta a continuos cambios, el lector también se queda con la sensación de estar empezando de nuevo continuamente. El gran valor de la novela es Óscar, un personaje absolutamente inolvidable, entre ángel y demonio, entre niño y hombre. Su vida está repleta de situaciones extraordinarias, extravagantes, muy peculiares. Para el recuerdo quedan las faldas refugio de la abuela, los dos padres, los vidrios rotos, el niño Jesús tamborilero, los entierros, el mascarón de proa maldito, los usos sexuales del polvo efervescente, las enfermeras, Goethe y Rasputín, las cebollas liberadoras, las anguilas... creo que nunca volveré a ver con los mismos ojos la pesca de la anguila.
    Definitivamente creo que me gustará mas en el recuerdo, con el paso de los años que ahora mismo que la he terminado algo cansado y hastiado.

    ha scritto il 

  • 5

    Frasi dal libro

    "Cos'altro mi resta da dire: nato sotto lampadine, all'età di tre anni interrotta di proposito la crescita, ricevuto tamburo, sfracellato vetro, annusato vaniglia, tossito in chiese, nutrito Luzie, os ...continua

    "Cos'altro mi resta da dire: nato sotto lampadine, all'età di tre anni interrotta di proposito la crescita, ricevuto tamburo, sfracellato vetro, annusato vaniglia, tossito in chiese, nutrito Luzie, osservato formiche, decisa la crescita, sepolto tamburo, partito per l'ovest, perduto l'est, imparato da scalpellino e posato da modello, tornato al tamburo e ispezionato calcestruzzo, fatto soldi e custodito il dito, regalato il dito e scappato ridendo, asceso, arrestato, condannato, rinchiuso, tra poco assolto, celebro oggi il mio trentesimo compleanno e ho ancor sempre paura della Cuoca Nera - amen."
    https://frasiarzianti.wordpress.com/2015/05/14/il-tamburo-di-latta-gunter-grass/

    ha scritto il 

  • 5

    Eccezionale

    Un libro scritto magistralmente, accogliente e coinvolgente, ripetitivo per alcuni passaggi (pensieri mentali di Oskar) ma mai noioso. Una vita raggiante e piena, strana e stramba, che follia dopo fol ...continua

    Un libro scritto magistralmente, accogliente e coinvolgente, ripetitivo per alcuni passaggi (pensieri mentali di Oskar) ma mai noioso. Una vita raggiante e piena, strana e stramba, che follia dopo follia ci riporta all'ultima pagina con un protagonista ormai adulto e carico di esperienze, che forse uscirà da quella clinica in cui è stato rinchiuso per divertimento.
    Gunter Grass è un folle genio

    ha scritto il 

  • 1

    Una noia mortale. Lo stile in cui è scritto questo libro rende la lettura davvero insopportabile e ripeto...estremamente noiosa. Non mi sento davvero di consigliarlo.

    ha scritto il 

  • 5

    Leggere un libro come questo vuol dire affrontare una storia che solo apparentemente ha una trama logica, per quanto improbabile certamente, ma vuol dire entrare negli intricati labirinti della mente ...continua

    Leggere un libro come questo vuol dire affrontare una storia che solo apparentemente ha una trama logica, per quanto improbabile certamente, ma vuol dire entrare negli intricati labirinti della mente di Grass/alias Oskar , un uomo- bambino che non ha bisogno di crescere ed conformarsi agli altri per capire il mondo; lui ha già chiaro tutto in testa fin dalla nascita. Protetto da una deformità che lo preserva dal partecipare agli avvenimenti civili e sociali, quale diretto interessato, è in grado di osservare il mondo degli adulti da una prospettiva completamente asettica, sottolineando le falsità, le ipocrisie, le vigliaccherie e la cattiveria. Ma anche lui si adegua da protagonista negativo, da anima nera alle seduzioni della malvagità, alla favola nera che ha sedotto generazioni giovanili in quel periodo storico barbarico e terribile. Le vicende si susseguono in un ritmo rocambolesco, con situazioni a volte oniriche e surreali, con personaggi molto spesso grotteschi. Il tutto è accompagnato da quel rullare di tamburo che è il grido di aiuto di Oskar , quel lamento sordo dell’Umanità che, per quanto disgustata non rinuncia a far sentire la sua voce, per altro acuta e scoordinata. Grass come l’antieroe Oskar reagisce con un fiume di parole, con una scrittura che è tutta un fuoco d’artificio, geniale , che passa dalla terza alla prima persona con un linguaggio impetuoso e magnetico, con parole che si incalzano o si fermano o rimangono in sospeso in un sottinteso spesso allegorico e simbolico. E’ stato detto che Grass in quest’opera rifiuta l’atteggiamento di “rimozione” che il popolo tedesco ha avuto soprattutto nel dopoguerra e che : . Libro certamente non facile, che bisogna affrontare con uno spirito preparato a non aspettarsi avvenimenti e coordinate temporali normali!!

    ha scritto il 

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