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Il tamburo di latta

Di

Editore: Feltrinelli (Universale Economica, 705)

4.1
(2160)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 592 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Chi semplificata , Tedesco , Spagnolo , Catalano , Francese , Svedese , Portoghese

Isbn-10: 880780705X | Isbn-13: 9788807807053 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Lia Secci ; Revisore: Vittoria Ruberl

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , History , Humor

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Descrizione del libro
Oskar Matzerath ripercorre con l'aiuto di un tamburo di latta, giocattolo e strumento magico, le vicende della sua vita, dominata dalla scelta, a tre anni, di non crescere più e di essere nano per odio dei suoi due padri (quello anagrafico e l'amante della madre). Il ricordo comprende la vita della madre fino alla sua nascita, ricca di presagi. Si passa poi all'infanzia, al rifiuto di crescere, al rifiuto e poi all'adesione al nazismo, all'esperienza teatrale e erotica con una compagnia di nani. La fine della guerra separa Oskar da Danzica e lo porta a Düsseldorf. A 28 anni decide di crescere e di diventare un famoso compositore di musica da tamburo.
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  • 4

    “..finché l’uomo spera, ricomincerà sempre daccapo a farla finita serbando la speranza.”

    Oskar e le sue ossessioni, manie, stranezze, particolarità e bruttezze mi è piaciuto assai, la sua storia di non crescita, di ribellione e imposizione di una vita quasi autistica prima durante e dopo ...continua

    Oskar e le sue ossessioni, manie, stranezze, particolarità e bruttezze mi è piaciuto assai, la sua storia di non crescita, di ribellione e imposizione di una vita quasi autistica prima durante e dopo la seconda guerra è stata tanto assurda quanto favolosa. Lui è proprio quello che definirei un antieroe, più volte nel corso della lettura l’ho detestato al punto che avrei voluto tirargli una sberla ma lui è così e la scelta di questo personaggio così antipatico secondo me ha reso il romanzo curioso e per nulla scontato.
    Tutto ciò è stato caratterizzato da un susseguirsi di capitoli scritti in modo perfetto, densi e pieni di significato e di metafore, ognuno con la sua particolarità. Grass è stato una scoperta per me, la sua scrittura è a regola d’arte perchè varia in ogni capitolo a seconda di quello che sta raccontando, ad esempio il passaggio dalla prima alla terza persona che usa spesso rende l’idea della “stravaganza” del personaggio.
    E il tamburo?? Ne vogliamo parlare? Come la coperta di Snoopy questo è il prolungamento di Oskar che per molto, troppo tempo ha saputo esprimersi solo così, tambureggiando.

    ha scritto il 

  • 4

    Oskar, il protagonista, non è un personaggio che si faccia amare. Al contrario, è un nano (o gnomo o bambino che si rifiuta di crescere) irritante, mistificatore, caparbiamente legato al suo tamburo ( ...continua

    Oskar, il protagonista, non è un personaggio che si faccia amare. Al contrario, è un nano (o gnomo o bambino che si rifiuta di crescere) irritante, mistificatore, caparbiamente legato al suo tamburo (la sua voce), dotato di un urlo potente che manda in frantumi i vetri e sconcerta tutti quanti (che potrebbe anche sembrare un segno di autismo o, più semplicemente, un mezzo per difendersi da chi lo aggredisce), di origini polacche ma di nome tedesco; il tamburo lo accompagnerà in tutti i momenti cruciali della sua vita. Al termine del libro, Oskar avrà compiuto trent'anni, avrà le sembianze di un nano deforme e sintetizzerà così il suo percorso:
    "Cos'altro mi resta da dire: nato sotto le lampadine, all'età di tre anni interrotta di proposito la crescita, ricevuto tamburo, sfracellato vetro, annusato vaniglia, tossito in chiese, nutrito Luzie, osservato formiche, decisa la crescita, sepolto tamburo e ispezionato calcestruzzo, fatto soldi e custodito il dito, regalato il dito e scappato ridendo,asceso, arrestato, condannato, rinchiuso, tra poco assolto, celebro il mio trentesimo compleanno e ho ancor sempre paura della Cuoca Nera-Amen." (pag. 602)
    Oskar osserva la realtà dalla sua prospettiva ma non sembra mai esserene coinvolto, mezzo bimbo e mezzo uomo. Le vicende narrate che lo riguardano,si svolgono tra la Polonia e la Germania dal 1924 al 1954, anni decisamente cruciali per entrambi i paesi e per l'Europa intera (occupazione tedesca, sconfitta nazista, occupazione alleata, primo dopoguerra). Grass ha uno stile impeccabile, poetico e magico, il libro lascia un po' di amaro in bocca perché tutto si conclude ma nulla si risolve, forse perché il cammino della ricostruzione è lungo e accidentato.

    ha scritto il 

  • 4

    La novela es muy buena, de gran calidad y trascendencia, pero creo que es demasiado larga, se hace pesada en algunas ocasiones. Como la vida de Óscar está sujeta a continuos cambios, el lector también ...continua

    La novela es muy buena, de gran calidad y trascendencia, pero creo que es demasiado larga, se hace pesada en algunas ocasiones. Como la vida de Óscar está sujeta a continuos cambios, el lector también se queda con la sensación de estar empezando de nuevo continuamente. El gran valor de la novela es Óscar, un personaje absolutamente inolvidable, entre ángel y demonio, entre niño y hombre. Su vida está repleta de situaciones extraordinarias, extravagantes, muy peculiares. Para el recuerdo quedan las faldas refugio de la abuela, los dos padres, los vidrios rotos, el niño Jesús tamborilero, los entierros, el mascarón de proa maldito, los usos sexuales del polvo efervescente, las enfermeras, Goethe y Rasputín, las cebollas liberadoras, las anguilas... creo que nunca volveré a ver con los mismos ojos la pesca de la anguila.
    Definitivamente creo que me gustará mas en el recuerdo, con el paso de los años que ahora mismo que la he terminado algo cansado y hastiado.

    ha scritto il 

  • 5

    Frasi dal libro

    "Cos'altro mi resta da dire: nato sotto lampadine, all'età di tre anni interrotta di proposito la crescita, ricevuto tamburo, sfracellato vetro, annusato vaniglia, tossito in chiese, nutrito Luzie, os ...continua

    "Cos'altro mi resta da dire: nato sotto lampadine, all'età di tre anni interrotta di proposito la crescita, ricevuto tamburo, sfracellato vetro, annusato vaniglia, tossito in chiese, nutrito Luzie, osservato formiche, decisa la crescita, sepolto tamburo, partito per l'ovest, perduto l'est, imparato da scalpellino e posato da modello, tornato al tamburo e ispezionato calcestruzzo, fatto soldi e custodito il dito, regalato il dito e scappato ridendo, asceso, arrestato, condannato, rinchiuso, tra poco assolto, celebro oggi il mio trentesimo compleanno e ho ancor sempre paura della Cuoca Nera - amen."
    https://frasiarzianti.wordpress.com/2015/05/14/il-tamburo-di-latta-gunter-grass/

    ha scritto il 

  • 5

    Eccezionale

    Un libro scritto magistralmente, accogliente e coinvolgente, ripetitivo per alcuni passaggi (pensieri mentali di Oskar) ma mai noioso. Una vita raggiante e piena, strana e stramba, che follia dopo fol ...continua

    Un libro scritto magistralmente, accogliente e coinvolgente, ripetitivo per alcuni passaggi (pensieri mentali di Oskar) ma mai noioso. Una vita raggiante e piena, strana e stramba, che follia dopo follia ci riporta all'ultima pagina con un protagonista ormai adulto e carico di esperienze, che forse uscirà da quella clinica in cui è stato rinchiuso per divertimento.
    Gunter Grass è un folle genio

    ha scritto il 

  • 4

    Il tamburo di latta è la prima rappresentazione romanzesca, feroce e amara, della Germania nazista: grazie al capolavoro di Grass, Danzica (la città-simbolo della seconda guerra mondiale) diviene uno ...continua

    Il tamburo di latta è la prima rappresentazione romanzesca, feroce e amara, della Germania nazista: grazie al capolavoro di Grass, Danzica (la città-simbolo della seconda guerra mondiale) diviene uno dei luoghi privilegiati della letteratura moderna, come la Parigi di Baudelaire e la Dublino di Joyce. Memorabile è, nel brano proposto alla lettura, il modo in cui il protagonista, nascosto sotto la tribuna di una grande manifestazione, riesce a trasformare la parata militare hitleriana in un allegro balletto, sul ritmo del Danubio blu. In episodi come questo, un romanzo di enorme mole come Il tamburo di latta si riscatta dalla sua prolissità e mostra una travolgente vitalità, unita a una mirabile freschezza inventiva. Oskar diventa il personaggio simbolico di un'intera epoca: il rullìo del suo tamburo sveglia la Germania dal suo letargo e la costringe a riflettere sul suo tragico passato. Il nanerottolo di Grass pone fine all'epoca dei "superuomini"; e il suo urlo disumano, che manda in frantumi i vetri, è la parodia dei discorsi del Fürher, premessa di una catastrofe che manderà in frantumi la pacifica convivenza tra i popoli.

    ha scritto il 

  • 1

    Una noia mortale. Lo stile in cui è scritto questo libro rende la lettura davvero insopportabile e ripeto...estremamente noiosa. Non mi sento davvero di consigliarlo.

    ha scritto il 

  • 5

    Leggere un libro come questo vuol dire affrontare una storia che solo apparentemente ha una trama logica, per quanto improbabile certamente, ma vuol dire entrare negli intricati labirinti della mente ...continua

    Leggere un libro come questo vuol dire affrontare una storia che solo apparentemente ha una trama logica, per quanto improbabile certamente, ma vuol dire entrare negli intricati labirinti della mente di Grass/alias Oskar , un uomo- bambino che non ha bisogno di crescere ed conformarsi agli altri per capire il mondo; lui ha già chiaro tutto in testa fin dalla nascita. Protetto da una deformità che lo preserva dal partecipare agli avvenimenti civili e sociali, quale diretto interessato, è in grado di osservare il mondo degli adulti da una prospettiva completamente asettica, sottolineando le falsità, le ipocrisie, le vigliaccherie e la cattiveria. Ma anche lui si adegua da protagonista negativo, da anima nera alle seduzioni della malvagità, alla favola nera che ha sedotto generazioni giovanili in quel periodo storico barbarico e terribile. Le vicende si susseguono in un ritmo rocambolesco, con situazioni a volte oniriche e surreali, con personaggi molto spesso grotteschi. Il tutto è accompagnato da quel rullare di tamburo che è il grido di aiuto di Oskar , quel lamento sordo dell’Umanità che, per quanto disgustata non rinuncia a far sentire la sua voce, per altro acuta e scoordinata. Grass come l’antieroe Oskar reagisce con un fiume di parole, con una scrittura che è tutta un fuoco d’artificio, geniale , che passa dalla terza alla prima persona con un linguaggio impetuoso e magnetico, con parole che si incalzano o si fermano o rimangono in sospeso in un sottinteso spesso allegorico e simbolico. E’ stato detto che Grass in quest’opera rifiuta l’atteggiamento di “rimozione” che il popolo tedesco ha avuto soprattutto nel dopoguerra e che : . Libro certamente non facile, che bisogna affrontare con uno spirito preparato a non aspettarsi avvenimenti e coordinate temporali normali!!

    ha scritto il 

  • 3

    Colpe inconfessabili

    L'ultimo capitolo (Trenta) è tra quelli che sono riuscita ad apprezzare con maggior empatia. Inoltre, visto che i Nobel non li danno a caso, una ragione ci deve essere, per essere un romanzo così imp ...continua

    L'ultimo capitolo (Trenta) è tra quelli che sono riuscita ad apprezzare con maggior empatia. Inoltre, visto che i Nobel non li danno a caso, una ragione ci deve essere, per essere un romanzo così importante del Novecento.
    Tuttavia il significato recondito del libro (perché sicuramente esiste un significato recondito!) mi è rimasto recondito, ma ho tratto l'idea che ci sia una spiegazione autobiografica, una ossessione da cui l'autore difficilmente si può liberare: un senso di colpa che compare alla nascita di Oskar forse come un presentimento, perciò Oskar nel tentativo di evitare un futuro terribile e tormentato decide di fermare la sua crescita, ma invano, non eviterà il suo destino. Dopo decidendo di crescere penserà di cambiare in meglio, ma non sarà così, piano piano ritornerà a suonare il suo ossessivo tamburo, la sua gobba diventerà una specie di portafortuna , troverà successo e ricchezza, ma i suoi incubi lo perseguiteranno ancora. Anche con la riconquistata "innocenza" i suoi ricordi riemergono, le sue meditazioni ritornano ripetutamente sugli avvenimenti che lo hanno visto protagonista, sulle persone che ha conosciuto e visto morire, un continuo rivangare il passato, ma perché? Si sente responsabile? Non ce lo dice, nasconde la sua "colpa" in un racconto grottesco e nella follia di credersi un messia, affronta la paura dell'interpol e della Cuoca Nera (forse un'associazione che può condannarlo?), fugge da se stesso spinto da una paura che si inventa da solo, perché in fondo non ha paura di niente e di nessuno. Unica immagine protettiva rimane la mitica nonna dalle quattro gonnelle, sotto le quali vorrebbe ritornare, per non rinascere. Unica speranza il figlio modello, quel Kurt che da piccolo gli faceva i dispetti.
    Questa è la spiegazione che mi sono data, e il pianto da cipolla, cioè finto e simbolico, nasconde davvero una colpa inconfessabile.

    ha scritto il 

  • 4

    "C'è la Cuoca Nera qui ? Sì-sì-sì "

    Non lo nego, sono ricoverato in un manicomio; il mio infermiere mi osserva di continuo , quasi non mi toglie gli occhi di dosso perché nella porta c'è uno spioncino, e lo sguardo del mio infermiere n ...continua

    Non lo nego, sono ricoverato in un manicomio; il mio infermiere mi osserva di continuo , quasi non mi toglie gli occhi di dosso perché nella porta c'è uno spioncino, e lo sguardo del mio infermiere non può penetrarmi poiché lui ha gli occhi bruni, mentre i miei sono celesti.
    Il mio infermiere non può dunque essermi nemico.Ho preso a volergli bene, a questo controllore appostato dietro lo spioncino. Appena mi entra nella stanza, gli racconto vicende della mia vita...

    E questo racconto ,al ritmo cadenzato del tamburo di Oskar , ci travolge come un fiume in piena e ci sorprende ad ogni capitolo : una storia complessa ,drammatica ,cupa ,con personaggi e immagini memorabili -
    e sullo sfondo le mostruosità della guerra e del regime nazista
    In breve:
    Cosa devo dire ancora : nato sotto lampadine elettriche, crescita deliberatamente interrotta all'età di tre anni, ricevuto tamburo,infranto vetro con la voce, annusato vaniglia, tossito in chiese, imbottito panini Luzie, osservato formiche, deciso crescita ,seppellito tamburo, emigrato a Ovest, perduto Est, imparato mestiere marmista e posato Accademia, ritornato al tamburo e visitato cemento armato ,guadagnato soldi e conservato dito, dato via dito e fuggito ridendo, salito scala,arrestato, condannato,internato,fra breve rilasciato, oggi festeggiato il mio trentesimo compleanno e ho sempre paura della Cuoca Nera- Amen
    E sempre c'era la Cuoca Nera
    ( la malvagità ,la ferocia ) protagonista di tutto il racconto , la vera oscura follia
    Nera sempre la Cuoca dietro m'era.
    Davanti ora mi viene incontro - nera.
    Parola e manto ha rivoltato - nera.
    Coi neri soldi paga - nera.
    E i bimbi se cantan, non cantano più:
    c'è la Cuoca Nera qui? - Sì-sì-sì!

    ha scritto il 

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