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Il tao della fisica

Di

Editore: Adelphi (Gli Adelphi, 4)

4.1
(1322)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 381 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Portoghese , Tedesco , Francese , Spagnolo , Giapponese , Ceco

Isbn-10: 8845906892 | Isbn-13: 9788845906893 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Giovanni Salio

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida

Genere: Philosophy , Religion & Spirituality , Science & Nature

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Descrizione del libro
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  • 5

    Alcuni passaggi sono un po' ostici.
    Però ti aiuta a capire un po' meglio come funziona l'universo.
    Tutto sommato è alla portata di tutti.
    Affascina il modo in cui l'autore affronta le analogie tra i risultati a cui sono giunti nei tempi passati i mistici orientali e quelli degli scienziati attual ...continua

    Alcuni passaggi sono un po' ostici. Però ti aiuta a capire un po' meglio come funziona l'universo. Tutto sommato è alla portata di tutti. Affascina il modo in cui l'autore affronta le analogie tra i risultati a cui sono giunti nei tempi passati i mistici orientali e quelli degli scienziati attuali.

    ha scritto il 

  • 4

    Un bel libro. Il paragone con le filosofie orientali è a volte un po' forzato, ma tutto sommato funzionale e legittimo. La parte migliore è la semplicitá con la quale l'autore spiega concetti molto complicati, mettendoli a disposizione di un pubblico non specializzato.

    ha scritto il 

  • 4

    Sarebbe troppo facile dare il massimo ad un libro il cui contenuto è così accattivante. TRovare il punto di incontro, o meglio, trovare il perxcorso che in qualche fa coincidere il pensiero occidentale della fisica quantistica, con il pensiero cosmogonico orientale,è certamente un'esperienza inte ...continua

    Sarebbe troppo facile dare il massimo ad un libro il cui contenuto è così accattivante. TRovare il punto di incontro, o meglio, trovare il perxcorso che in qualche fa coincidere il pensiero occidentale della fisica quantistica, con il pensiero cosmogonico orientale,è certamente un'esperienza intellettuale di grandissimo valore. Ma...c'è effettivamente riuscito Capra? A mio avviso non completamente: la trattazione della fisica "occidentale" si perde in dettagli di impossibile comprensione.Perciò macchiolina nel giudizio

    ha scritto il 

  • 3

    le prime cento pagine sono un po' deludenti*... poi migliora un po', le spiegazioni sull'elettrodinamica quantistica si capiscono, persino io che non ne so niente... la tesi di fondo, la somiglianza tra teorie fisiche moderne e filosofia orientale, mi sembra comunque molto discutibile... più che ...continua

    le prime cento pagine sono un po' deludenti*... poi migliora un po', le spiegazioni sull'elettrodinamica quantistica si capiscono, persino io che non ne so niente... la tesi di fondo, la somiglianza tra teorie fisiche moderne e filosofia orientale, mi sembra comunque molto discutibile... più che altro, al di là della fondatezza, il problema è che il parallelo viene condotto in modo grossolano, con una ripetitività martellante: tre pagine interessanti sulla fisica, due pagine di citazioni di testi orientali, tutte simili, che somiglierebbero alla teoria... testi moderni, antichi, fonti, commenti, tutto mischiato... poi altre tre pagine di teoria, poi di nuovo citazioni. penso che questo libro si poteva tagliare della metà. p.s. ho letto le ultime 50 pagine molto distrattamente, mentre sentivo la televisione che parlava di inquinamento, queste cose qui. il giudizio complessivo forse ne risente. secondo me è l'operazione è fatta molto male, specie il finale. mi sorprende che questo libro sia così noto.

    *a questo punto non vedo perchè non parlare di cose che non c'entrano niente, tipo il fatto che secondo anobii quest'anno avrei letto 91 libri, cioè uno ogni quattro giorni. mi sembra davvero impossibile, anche perchè non ricordo quasi nulla di ciò che avrei letto. queste statistiche in realtà mi deprimono ma non riesco a non guardarle, a me in astratto i numeri piacciono, es. 23716 pagine mi piace più di 91 libri, benchè sia altrettanto insignificante, e forse di più.

    ha scritto il 

  • 4

    Lo Zen e la manutenzione della Fisica quantistica

    "...In un pomeriggio di fine estate, seduto in riva all'oceano, osservavo il moto delle onde e sentivo il ritmo del mio respiro, quando all'improvviso ebbi la consapevolezza che tutto intorno a me prendeva parte ad una gigantesca danza cosmica."
    Comincia così "Il Tao della fisica" dopo aver vissu ...continua

    "...In un pomeriggio di fine estate, seduto in riva all'oceano, osservavo il moto delle onde e sentivo il ritmo del mio respiro, quando all'improvviso ebbi la consapevolezza che tutto intorno a me prendeva parte ad una gigantesca danza cosmica." Comincia così "Il Tao della fisica" dopo aver vissuto dal suo autore Fritjof Capra la "magnifica esperienza" appena raccontata. Scritto nel 1975 divenne un cult imprevisto da oltre un milione di copie ma soprattutto era il primo libro che indagava sul rapporto della fisica moderna con le tradizioni filosofico-religiose dell'Estremo Oriente. Da sempre appassionato di fisica e filosofie orientali fu sul finire degli anni'60 che Capra, raccogliendo le istanze della controcultura cominciò uno studio sulle filosofie orientali, la meditazione, la cultura Zen scoprendo svariate analogie con i misteri della fisica più moderna. Nel libro Capra mette in relazione alcuni aspetti dello Zen con la meccanica quantistica cercando di superare la teoria per arrivare ad una pratica con l'esperienza meditativa della verità del mondo mistico. Dopo svariate esperienze per oltrepassare la razionalità della teoria analitica Capra comincia a individuare una coerenza armonica tra la fisica moderna e il pensiero dell'antico oriente...qui i suoi pensieri, una prima parte cerca di presentare una fisica con l'anima, che attinge dalle antiche discipline e filosofie orientali per poi trasformare ogni scoperta scientifica in simbiosi con l'essenza universale e quindi con le aspirazioni dello spirito dove ogni elemento è inseparabile e interdipendente, uomo compreso. Poi c'è una storia delle religioni e della cultura orientali per poi tuffarsi al di là del mondo degli opposti, le configurazioni del mutamento fino al nostro atteggiamento in confronto con quello dell'estremo est...i capitoli che affrontano fisica quantistica, spazio-tempo ed altro non sono così malleabili ed alla portata di tutti, ma l'ultima parte è una pseudo speranza su ciò che bisognerebbe fare e non fare, su come il fisico non riconosce il pensiero filosofico, saltando quindi sempre l'ultimo passaggio ed impedendo di fatto la concezione dell'intercalare armonioso delle cose osservate in natura...la tesi finale di Capra è un po' attempata e riciclata(anche se quest'opera ha il merito di avere quasi 40 anni) tra l'altro sembrerebbe che l'umanità non abbia fatto grandi progressi con l'armonia vita-natura, l'arte di vivere si allontana da questo soave concetto per un futuro molto ma molto preoccupante...e se manco i Maya e un presidente USA di colore ce l'hanno fatta a dare una calmata all'essere umano, vuol dire che la strada ancora una volta, l'abbiamo sbagliata.

    ha scritto il 

  • 4

    La fisica nucleare riscopre se stessa nella mistica orientale

    Era da tempo che ero curioso e volevo leggerlo. Bel libro, decisamente. Ottimo parallelo tra le più recenti (il libro è del 1974) scoperte della fisica nucleare e le più antiche conclusioni (!!) e riflessioni sul mondo e la natura (e tutto il resto [cit]) della mistica orientale (Induismo, Taoism ...continua

    Era da tempo che ero curioso e volevo leggerlo. Bel libro, decisamente. Ottimo parallelo tra le più recenti (il libro è del 1974) scoperte della fisica nucleare e le più antiche conclusioni (!!) e riflessioni sul mondo e la natura (e tutto il resto [cit]) della mistica orientale (Induismo, Taoismo e il suo Buddhismo in tutte le sue correnti). Modestamente e nel mio piccolo, dopo le letture fatte anni e anni fa di Paul Davis, Heisenberg, Bohr e altri grandi della Fisica contemporanea, ma anche dei diversi testi della e sulla mistica orientale, ero giunto alle stesse conclusioni - ovviamente senza avere lo stesso apparato di conoscenze specialistiche e tecniche. Però avevo trovato e ho sempre sostenuto che molti concetti, molte idee, molti modi di vedere il mondo fossero comuni tra fisica e mistica e che le più recenti scoperte scientifiche sembrava stessero tornando indietro (!!) a ciò che già si pensava secoli prima di Cristo in India, Cina e Giappone. In ogni caso, è scritto in modo molto fluido e semplice, per quanto possibile, anche per chi non è pratico dei concetti più moderni della fisica. Consigliato assolutamente!

    ha scritto il 

  • 4

    Capra! Capra! Capra!

    Consigliato a tutti coloro che si vogliono avvicinare alle filosofie e religioni trascendentali orientali e vogliono anche farsi un'infarinatura della fisica quantistica. Miscelare poi bene le due sostanze l'una con l'altra e tiratene fuori l'uomo per intero e tutto l'universo, il tutto e l'uno e ...continua

    Consigliato a tutti coloro che si vogliono avvicinare alle filosofie e religioni trascendentali orientali e vogliono anche farsi un'infarinatura della fisica quantistica. Miscelare poi bene le due sostanze l'una con l'altra e tiratene fuori l'uomo per intero e tutto l'universo, il tutto e l'uno e l'uno che è tutto. Ma non fatelo leggere a Sgarbi.

    ha scritto il 

  • 4

    http://antoniodileta.wordpress.com/2013/03/20/il-tao-della-fisica-fritjof-capra/


    “Nella vita ordinaria, non siamo consapevoli di questa unità di tutte le cose, ma dividiamo il mondo in oggetti ed eventi separati. Naturalmente, questa divisione è utile e necessaria per muoverci nel nostro a ...continua

    http://antoniodileta.wordpress.com/2013/03/20/il-tao-della-fisica-fritjof-capra/

    “Nella vita ordinaria, non siamo consapevoli di questa unità di tutte le cose, ma dividiamo il mondo in oggetti ed eventi separati. Naturalmente, questa divisione è utile e necessaria per muoverci nel nostro ambiente quotidiano, ma non è un aspetto fondamentale della realtà. È un’astrazione ideata dal nostro intelletto che distingue e classifica...La fondamentale unicità dell’universo non è solo la caratteristica principale dell’esperienza mistica, ma è anche una delle più importanti rivelazioni della fisica moderna. Essa diviene evidente a livello atomico e si manifesta tanto più chiaramente quanto più si penetra in profondità nella materia, fino al mondo delle particelle subatomiche. L’unità di tutte le cose e di tutti gli eventi sarà un tema ricorrente in tutto il corso del nostro confronto tra la fisica moderna e la filosofia orientale. Studiando i vari modelli della fisica subatomica vedremo che essi esprimono ripetutamente, in modi diversi, la stessa intuizione: i costituenti della materia e i fenomeni fondamentali ai quali essi prendono parte sono tutti in rapporto reciproco, interconnessi e interdipendenti; non possono essere compresi come entità isolate, ma solo come parti integranti del tutto”.

    (Fritjof Capra, “Il Tao della fisica”, edizione Adelphi)

    “Il Tao della fisica” mi è stato regalato da un amico, laureato in matematica e appassionato di fisica e filosofia. L’ho tenuto sulla mia libreria per qualche mese in attesa che giungesse il momento giusto per leggerlo. Devo premettere, prima di ogni altra impressione, alcune considerazioni di carattere generale, volte a garantirmi, se non l’immunità, almeno una certa magnanimità da parte di chi, profondo conoscitore delle materie di cui scriverò, dovesse ravvisare eccessi deliranti nelle mie parole. Non ho studiato fisica all’Università, quindi non ho la padronanza della terminologia di settore e lo stesso vale per i movimenti di pensiero mistici orientali. Aggiungo, però, che la fisica mi ha sempre affascinato, che fu anche oggetto dei miei esami di maturità, secoli or sono, e che la curiosità verso questo settore dello scibile umano non mi manca. Ciò detto, qualcuno potrebbe chiedersi perché, con tutto questo timore di scrivere corbellerie, io mi arrischi lo stesso nella stesura di quest’articolo. La risposta è che il libro di Capra mi è piaciuto molto, a prescindere dal mio grado di comprensione e dal fatto che possa condividere o no tutte le sue teorie, e quindi ritengo giusto suggerirlo. La parola “Tao” inserita nel titolo è indicativa circa l’intento dell’autore. In un passaggio dedicato alle filosofie – religiosi orientali, Capra spiega che uno dei significati del vocabolo è “la Via, inteso come la via secondo la quale opera l’universo, cioè l’ordine della natura”. La nostra conoscenza delle cose, la nostra via per apprenderle, può essere di carattere razionale, tramite ragionamenti, dimostrazioni, verifica di dati empirici, tutto attraverso il nostro intelletto, oppure intuitiva, quando vediamo qualcosa direttamente, all’improvviso. Senza dilungarsi su queste due modalità di conoscenza, peraltro non disgiunte l’una dall’altra e sulle quali da millenni fioccano teorie, basti dire qui che Capra, inserendo la parola “tao” nel suo titolo, sembra suggerire un diverso approccio alla fisica. Fritjof Capra, infatti, è un fisico, e nella sua trattazione non lesina riferimenti a illustri colleghi, quali Heisenberg, Bohr, per non parlare di Einstein. Questo per evidenziare che non si tratta di un profano della materia che propone surreali accostamenti. Nella sua introduzione, peraltro, spiega come l’idea di scrivere questo libro sia nata un giorno sulla spiaggia, quando, osservando le onde del mare, ascoltando il proprio respiro, tutte le sue nozioni di fisica si vivificarono, facendogli prendere coscienza della necessità che aveva di colmare la frattura tra il pensiero cosiddetto razionale, logico, e l’intuizione, l’esperienza diretta dell’esistenza. Da lì egli partì con riflessioni che lo portarono poi alla stesura di questo libro, nel quale cerca di mostrarci come, a suo dire, la fisica moderna, cioè quella seguente all’elaborazione della teoria della relatività, quella della meccanica quantistica e più in generale la fisica “delle particelle”, abbia notevoli punti di contatto con alcune millenarie tesi che sono alla base delle più diffuse correnti mistico - religiose - filosofiche dell’Oriente. In particolare, egli rileva come la fisica moderna tenda a escludere la possibilità di analizzare il mondo attraverso la riduzione dello stesso a particelle elementari e indipendenti l’una dall’altra, giungendo così a leggere la realtà in termini d’interconnessioni delle parti, per quanto minuscole possano essere, all’interno del tutto, cioè del mondo, della natura. In ciò Capra ravvisa l’affinità della fisica moderna con le discipline orientali, da sempre orientate verso questa concezione organicistica della realtà, poco propense a scissioni come può essere, nella visione occidentale, classica, quella tra spirito e materia. Il discorso, come potrete intuire se siete appassionati delle materie, è di portata gigantesca, si presta a indegne generalizzazioni da parte mia e implica questioni che forse non saranno risolte mai dall’uomo, di carattere religioso per chi si chiede se l’unità del mondo possa essere garantita da “un Ente” trascendente, ma altrettanto potenti per chi, come me, non sente il bisogno di quell’Ente ma si domanda, senza risposta alcuna, fino a che punti si sia liberi o necessitati nell’agire. Nella prima parte del libro Capra espone, in maniera volutamente non troppo settoriale, le principali tappe dell’evoluzione degli studi fisici. Senza tralasciare le prime intuizioni risalenti agli antichi Greci, l’autore ci guida in un percorso che spazia da Newton a Einstein, sottolineando la portata rivoluzionaria della teoria della relatività di quest’ultimo e ancora, come accennato prima, delle successive teorie sulle particelle, che hanno messo in crisi l’antica concezione rigidamente meccanicistica. Punti cardine di questa parte del libro, sono il superamento del modello newtoniano, con lo spazio e il tempo assoluti e un determinismo rigoroso, a favore delle più moderne teorie che hanno evidenziato la connessione tra spazio e tempo, la relatività degli stessi e la demolizione del concetto di particella elementare. Peraltro, sugli ulteriori sviluppi della fisica, successivi alla stesura dell’opera, ad esempio sugli esperimenti in atto a Ginevra, non posso fare altro che rimandare me e voi alla cronaca scientifica e all’eventuale curiosità. La seconda parte del libro è intitolata “La via del misticismo orientale”. Capra espone, con linguaggio divulgativo ma mai banale, le principali dottrine orientali, conscio di non poter accomunare dottrine millenarie diverse sotto un’unica dizione “misticismo orientale”. Traccia un quadro sintetico per ciascuna delle principali correnti, descrivendo il contesto storico nel quale sorsero, le tesi caratterizzanti ciascuna di esse e i concetti filosofico - religiosi alla base delle stesse. Induismo, buddismo, pensiero cinese, taoismo e zen, queste sono le cinque linee attorno alle quali si dipana il discorso dell’autore, con tanto d’indicazioni bibliografiche. Per inciso, devo dire che, al di là del riferimento a personaggi come Siddharta, Confucio, oppure a simboli come lo yin-yang, del quale Capra spiega origine e significato, personalmente sono andato con il pensiero a filosofi occidentali che in qualche modo hanno preso spunto, sia per appoggiarsi che per criticarle, a taluni aspetti delle teorie orientali citate da Capra. Tra tutte le diverse mistiche, Capra, come evidente dal titolo, ritiene che il Taoismo sia la teoria che più è diffidente verso il ragionamento cosiddetto logico, e che più di altre ha avuto l’intuizione del mutamento perenne, della relatività degli opposti, pur senza basi scientifiche, e dunque sia quella più aderente, sotto questo peculiare punto di vista, alla perdita di assolutezza della fisica moderna. Alle corrispondenze, tuttavia, l’autore dedica la terza parte dell’opera, elencandole in nove paragrafi distinti, nei quali si affrontano il tema dell’unità di tutte le cose, degli opposti, della dinamicità dell’universo, del vuoto, della forma, della simmetria, dei mutamenti, tutte questioni dalle quali si propone di trovare quella che dovrebbe essere una via della fisica moderna, un Tao, volta non solo alla scoperta scientifica, ma anche a colmarci, a realizzarci, a farci pulsare il cuore, proprio come successo all’autore su quella spiaggia quando realizzò, tramite un’intuizione, cioè che il ragionamento non gli aveva ancora mostrato. In questo senso, particolare rilevanza è data, e non poteva essere altrimenti, ai concetti di spazio e del tempo; Capra rileva come in molte teorie orientali vi sia una nozione intuitiva del carattere “spazio-temporale” della realtà che poi troverà espressione scientifica nelle scoperte del Novecento. Ammetto che in diversi passaggi mi sono perso, quando l’autore è andato oltre protoni, elettroni, neutroni e ha specificato determinati comportamenti e interazioni delle altre particelle, ma non si è trattato di nulla d’insormontabile. Del resto, ripeto, non sono un fisico e queste nozioni mi hanno solo fatto del bene, stimolandomi, semmai, a colmare le mie lacune attuali. In chiusura devo dire che questo libro mi è piaciuto molto, a prescindere dal fatto che io condivida o no determinate tesi esposte da Capra, e con questo mi riferisco soprattutto alla parte mistico-religiosa. Le mie sensazioni, peraltro, non sono per nulla definitive e quindi credo che questo testo si presterà a una futura, e magari più consapevole, lettura. Non ho gli strumenti adeguati per asserire qualcosa di netto circa l’accostamento che l’autore ha fatto tra la fisica moderna e le mistiche orientali, a qualcuno potrà apparire assurdo, altri, invece, potrebbero ritenerlo fondato, benché con le dovute accortezze. Personalmente, come accennato sopra, nel corso della lettura ho elaborato paragoni con pensatori di altra estrazione e forse ho apprezzato molto di più la parte dedicata alla fisica, sia classica che moderna, rispetto ai capitoli inerenti le dottrine orientali, ma questo è un dettaglio. In ogni caso, avendo già dato sfoggio della mia inadeguatezza con le parole fin qui scritte, preferisco smetterla e vi lascio, consigliandovi “Il Tao della fisica” e ribadendo, a scanso di equivoci e col rischio di apparire stucchevole, che scrivo senza essere un esperto degli argomenti trattati, bensì un lettore curioso e a cui piace cercare risposte diverse a domande che pure resteranno, forse, insolute. Qui sotto potrete trovare il primo di quattro video che ho trovato su youtube e relativi proprio a questo libro. Purtroppo (lo dico soprattutto per me) sono in inglese, ma da quel che ho capito si ripercorrono le tesi del libro, con un’intervista a Capra, che certamente riesce meglio di me a esporre il suo lavoro. Gli altri tre video li troverete, nel caso, sempre su youtube, con il medesimo titolo.

    http://www.youtube.com/watch?v=zMBc97xrlyc

    ha scritto il 

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