Le donne: commedianti, isteriche, bugiarde, primedonne...
Loro a teareo, sono di casa. Invece eccole a mettere sottosopra anche quello, a disfare, a provare... Oltretutto poi, con quali risultati? La gran parte della gente (comprese donne colte, e femministe?) è pronta a giurare che il teatro d Continue
Le donne: commedianti, isteriche, bugiarde, primedonne...
Loro a teareo, sono di casa. Invece eccole a mettere sottosopra anche quello, a disfare, a provare... Oltretutto poi, con quali risultati? La gran parte della gente (comprese donne colte, e femministe?) è pronta a giurare che il teatro delle donne sì, c'è, ma che brutto e noioso, per nulla interessante! Potrà giusto salvarsi qualche nome che famoso, magari, era anche prima.
Ma è proprio così? Così volevano, come si sono mosse, che cosa hanno costruito le donne che nel teatro hanno fatto la loro ricerca - anche politica - di identità?
Lo stare solo tra donne - riedizione teatrale del separatismo? - e il recitare solo se stesse - operazione che vuol forse mettere in crisi proprio la finzione teatrale? - sono riusciti a dare una nuova rappresentazione del femminile?
O è stata solo l'ennesima avanguardia, Off Off Off?
Il brutto, il banale, quello che non si può definire teatro e quello che non vuole definirsi tale: i copioni, i progetti, la gioia di dirsi sono qui tra queste pagine, raccolti con passione e parzialità da Maria Grazia Silvi che nel teatro delle donne è vissuta in questi anni. dopo essersi laureata al Dams di Bologna ora vive a Torino dove continua a occuparsi di teatro, soprattutto come autrice.