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Il teatro di Sabbath

Di

Editore: Einaudi

4.1
(1070)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 406 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo

Isbn-10: 8806148354 | Isbn-13: 9788806148355 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Stefania Bertola

Disponibile anche come: Copertina rigida , eBook

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
"Lui era il dimenticato burattinaio Mickey Sabbath, un uomo piccolo etarchiato con la barba bianca e irritanti occhi verdi e dita tormentatedall'artrite deformante": questa la presentazione che Philip Roth fa di uneroe che di eroico ha ben poco. Un uomo brutto e anziano che ha perso le suebuone occasioni per sfondare nella vita: potrebbe essere un fallito, insomma.Ma Sabbath non lo è affatto: a sessantaquattro anni, coltiva da più di undecennio un legame "di stupefacente impudicizia e altrettanto stupefacenteriservatezza" con una donna slava che tradisce regolarmente; ha fondato ilTeatro degli Innocenti, attirandosi critiche e antipatie e ha speso ogni suaenergia nel tentativo di costruirsi una vita libera. O almeno così crede.
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  • 5

    come faceva ad andarsene? tutto ciò che odiava era qui.

    « Non dimostrò una reale paura all'idea di essere un pochino frustata.
    - Ci sono cose che fanno molto più male.
    - Ad esempio?
    - Alzarsi al mattino. »

    « Ha condotto una vita stupida: e allora? Chiunque ...continua

    « Non dimostrò una reale paura all'idea di essere un pochino frustata.
    - Ci sono cose che fanno molto più male.
    - Ad esempio?
    - Alzarsi al mattino. »

    « Ha condotto una vita stupida: e allora? Chiunque abbia un po' di cervello è consapevole di vivere una vita stupida anche mentre la sta vivendo. Chiunque abbia un po' di cervello sa di essere destinato a condurre una vita stupida perché non ne esistono di altro genere. »

    ha scritto il 

  • 5

    Leggendo l'ennesimo capolavoro di Roth (Il Teatro di Sabbath), pensavo alle varie categorie di scrittori. Ci sono quelli che scrivono una pletora di cose che vanno dal mediocre all'interessante ( la m ...continua

    Leggendo l'ennesimo capolavoro di Roth (Il Teatro di Sabbath), pensavo alle varie categorie di scrittori. Ci sono quelli che scrivono una pletora di cose che vanno dal mediocre all'interessante ( la maggior parte), quelli che sono riusciti a realizzare il capolavoro della loro vita e ne sono rimasti schiacciati( penso, in parte, a Marquez). E poi ci sono quelli che hanno scritto solo capolavori. Come Philip Roth. Ogni romanzo di Roth è un piccolo-grande capolavoro. Al che mi domando: perché a 80 anni suonati, con alle spalle decine di capolavori, non si sono ancora decisi ad assegnarli il Nobel per la letteratura? Senza voler fare del complottismo ( per alcuni peserebbe negativamente il suo atteggiamento sarcastico verso l'ebraismo), penso che il vero impedimento siano le tematiche compulsive delle sue opere: sesso e morte. In Roth sono il fulcro di tutti i suoi romanzi: il sesso sfrenato, ossessivo, urlato, volgare, senza inutili eufemismi come sfida e risarcimento alla vecchiaia e alla morte cui deve andare incontro ogni individuo. Ma sesso e morte sono due tabù insormontabili della società occidentale contemporanea. Le pulsioni sessuali ( direbbe Freud) e la non accettazione della morte devono rimanere nel profondo, sublimati, senza mai esplicitarsi a livello di coscienza, o di pagina scritta. Ecco perché Philip Roth non riceverà mai il Nobel per la letteratura ( aspetto, con speranza, di essere smentito).

    ha scritto il 

  • 5

    "Lettore, non giudicare troppo duramente Sabbath"

    Un romanzo ineguagliabile per i sentimenti così diversi e contrastanti che mi ha suscitato: disgusto, commozione, ripugnanza, riflessione, divertimento, stupore, oscenità, tenerezza.
    Aldilà di ogni fo ...continua

    Un romanzo ineguagliabile per i sentimenti così diversi e contrastanti che mi ha suscitato: disgusto, commozione, ripugnanza, riflessione, divertimento, stupore, oscenità, tenerezza.
    Aldilà di ogni forma di perbenismo e puritanesimo, è una storia profonda e geniale nel suo spirito cinico, dissacrante e spregiudicata. Roth si conferma uno dei miei autori del cuore.

    ha scritto il 

  • 5

    IL TEATRO DEL SABBATH

    Protagonista principale del romanzo è "il dimenticato burattinaio Mickey Sabbath, un uomo piccolo e tarchiato con la barba bianca e irritanti occhi verdi e dita tormentate dall'artrite deformante". L’ ...continua

    Protagonista principale del romanzo è "il dimenticato burattinaio Mickey Sabbath, un uomo piccolo e tarchiato con la barba bianca e irritanti occhi verdi e dita tormentate dall'artrite deformante". L’etica di questo amorale e corrotto sessantaquattrenne è perfettamente ritratta in questo spaccato: “Bisogna dedicarsi a fottere nello stesso modo in cui un monaco si dedica a Dio. La maggior parte degli uomini deve sistemare le scopate attorno ai bordi di quelle che definisce faccende più importanti: far soldi, potere, politica, moda e Dio solo sa cos’altro… lo sci. Ma Sabbath si era semplificato la vita e aveva sistemato tutto il resto attorno alle scopate”.
    Ma naturalmente, alla sua età, è anche tempo di bilanci: “Chiunque abbia un po’ di cervello è consapevole di vivere una vita stupida anche mentre la sta vivendo. Chiunque abbia un po’ di cervello sa di essere destinato a condurre una vita stupida perché non ne esistono di altro genere.” Insomma, tempo di considerazioni sulla vita, e magari di valutare se anticiparne la fine: ”quanta tenacia si attacca alla vita! Alla giovinezza! Al piacere! Alle erezioni! Alle mutandine di Deborah! Eppure nel frattempo guardava giù dal diciottesimo piano, la distesa verde del parco, e pensava che era arrivato il momento di fare quel salto. Mishima. Rothko. Hemingway. Berryman. Koestler. Pavese. Kosinski. Arshile Gorky. Primo Levi. Hart Crane. Walter Benjamin. Una squadra senza pari. Niente di male ad arruolarsi fra loro.”
    Un Roth ispirato, potente, aggressivo, perfettamente a suo agio nel destreggiarsi tra ferocia ed erotismo.

    ha scritto il 

  • 4

    ......

    Mickey Sabbath è un Rothiano DOC: vecchio, fallito, erotomane, dissacarante che si trova a fare i conti con la morte della sua gemella genitale..la scatenata Drenka.
    libro del 1995 che ha diviso la cr ...continua

    Mickey Sabbath è un Rothiano DOC: vecchio, fallito, erotomane, dissacarante che si trova a fare i conti con la morte della sua gemella genitale..la scatenata Drenka.
    libro del 1995 che ha diviso la critica americana; secondo alcuni il suo vero capolavoro, secondo altri confusionario ed eccessivamente interlocutorio.
    io aderisco alla corrente che lo ritiene un capolavoro...al netto dei libri che devo ancora leggere di Roth per me è secondo solo a Pastorale americana.

    ha scritto il 

  • 2

    Nudo e crudo

    Non è stato il Roth che diversamente ho amato nei precedenti libri. Ritengo anche che un buon libro non debba necessariamente piacerti in tutte le pagine, al 100%. Ma può accadere p.e. che il solo fat ...continua

    Non è stato il Roth che diversamente ho amato nei precedenti libri. Ritengo anche che un buon libro non debba necessariamente piacerti in tutte le pagine, al 100%. Ma può accadere p.e. che il solo fatto di provare sentimenti - a tratti contrastanti - nei confronti di Sabbath, personaggio reso spregevole nella sua veridicità, nel racconto della sua vita e nelle sue continue azioni quotidiane, possa bastare per apprezzare un libro nella sua intimità. A tratti ho odiato Sabbath per la sua irriverenza. E quando si ama o si odia un personaggio, ritengo che l'autore ti abbia trascinato nel libro. Le stelle in meno per un libro "eccellente", per me, sono invece dovute alle parti dedicate al sesso e argomenti annessi. Non apprezzo il linguaggio così crudo. Certo, ciò è stato necessario per rendere al meglio il personaggio (lingua furba e avvelenata, mente intelligente) ed il libro non avrebbe reso allo stesso modo senza tali "punti di vista" ... ma a tratti che fatica! Nella trama non ci sono schemi, non ci sono regole. Lui rimarrà l'unico sopravvissuto e dovrà morire nella sua solitudine. Pag. 357: "Tu hai il corpo di un vecchio, la vita di un vecchio, il passato di un vecchio, e la forza istintiva di un bambino di due anni"

    ha scritto il 

  • 2

    Troppe parole

    Troppe parole, troppe "seghe mentali" per un personaggio che ha solo un neurone che pensa solo ad una cosa: sesso e solo sesso. Discorsi chilometrici che non portano a niente anzi portano ad una filos ...continua

    Troppe parole, troppe "seghe mentali" per un personaggio che ha solo un neurone che pensa solo ad una cosa: sesso e solo sesso. Discorsi chilometrici che non portano a niente anzi portano ad una filosofia del fallimento e della aridità dell'anima visto che Sabbath non pensa con il cervello ma con l'organo posto al disotto dell'ombelico avendo come finalità nella vita solo ed esclusivamente l'altro organo posto sotto l'ombelico femminile. Deserto intellettivo totale che lo porta ad essere evitato da tutti. Finale altretanto balordo.

    ha scritto il 

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