Il teatro di Sabbath

Di

Editore: Einaudi

4.1
(1098)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 401 | Formato: eBook | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo

Isbn-10: 8858400607 | Isbn-13: 9788858400609 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Stefania Bertola

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Paperback

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Rosa

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Descrizione del libro
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  • 4

    E preso dall'incanto della sua carnosità, premuto contro il suo odore pungente, con il naso che sempre più sprofondava nel profondo, a Sabbath sembrava di essere poroso, come se gli ultimi rimasugli d ...continua

    E preso dall'incanto della sua carnosità, premuto contro il suo odore pungente, con il naso che sempre più sprofondava nel profondo, a Sabbath sembrava di essere poroso, come se gli ultimi rimasugli di ciò che era un'identità stessero colando via goccia a goccia. Non avrebbe avuto bisogno di fare il nodo a una corda. Sarebbe sgocciolato nella morte fino a ritrovarsi asciutto e scomparso.

    ha scritto il 

  • 4

    https://antoniodileta.wordpress.com/2015/11/23/il-teatro-di-sabbath-philip-roth/

    “Incapace di dormire. Sabbath giaceva accanto a Roseanna sopraffatto da una clamorosa, deformante sensazione di cui fin ...continua

    https://antoniodileta.wordpress.com/2015/11/23/il-teatro-di-sabbath-philip-roth/

    “Incapace di dormire. Sabbath giaceva accanto a Roseanna sopraffatto da una clamorosa, deformante sensazione di cui fino allora non aveva mai avuto esperienza diretta. Adesso era geloso di quegli stessi uomini che, quando Drenka era viva, per lui non erano mai abbastanza. Pensava agli uomini che lei aveva incontrato in ascensori, aeroporti, parcheggi, grandi magazzini, ai congressi per gestori di alberghi, ai convegni sul cibo, agli uomini che si era fatta perché la attiravano fisicamente, agli uomini con cui era andata a letto soltanto una volta e a quelli con i quali aveva avuto delle storie prolungate, uomini che cinque o sei anni dopo il loro ultimo incontro inaspettatamente telefonavano in albergo per magnificarla, lodarla, spesso senza lesinare oscenità grafiche per dirle che lei era la donna meno inibita che avessero mai conosciuto. Ricordava quando lei gli spiegava - perché lui glielo chiedeva - cosa la inducesse a scegliere un uomo invece che un altro in una stessa stanza, e si sentiva come il più sciocco e ingenuo dei mariti che avesse appena scoperto tutte le infedeltà di sua moglie - si sentiva stupido come quel beato sempliciotto del dottor Charles Bovary. E pensare che ne aveva ricavato un così diabolico piacere! Una tale felicità! Quando lei era viva, niente lo eccitava o lo divertiva di più che ascoltare, con tutti i particolari, le storie della sua seconda vita. Anzi, la terza, perché la seconda era lui.”
    (Philip Roth, “Il teatro di Sabbath”, ed. Einaudi)

    “Giura che non scoperai più le altre o fra noi è finita”. Nel bruciante incipit c’è gran parte della trama di “Il teatro di Sabbath”, o almeno del tema portante del romanzo, cioè il sesso e la sua inarrestabile forza motrice. Chi si rivolge a Sabbath è Drenka, da tredici anni amante di Sabbath e al tempo stesso, nelle vesti di locandiera, dedita a sollazzare le notti di clienti e altri che le capitano a tiro. La relazione tra Sabbath e Drenka è adulterina, essendo egli sposata con Roseanna, oltre che reduce dalla misteriosa scomparsa di Nikki, la prima moglie; tra i due vi è una perfetta complicità nella perversione, ciascuno accetta che l’altro possa accoppiarsi con chicchessia e addirittura smania dalla voglia di sentire narrate le gesta erotiche compiute con altri. Tutto muta, però, allorché Drenka, malata di cancro, pretende fedeltà dall’amante. Da qui prende il via un viaggio a ritroso lungo l’esistenza di Sabbath, che Roth ci descrive con il suo abituale e sferzante sarcasmo.
    Sabbath è un personaggio abbastanza repellente, che in nome del dio Sesso non guarda letteralmente in faccia a nessuno, men che meno alle moglie degli amici, delle quali spia con voluttà i cassetti dell’intimo, scoprendo però che anche gli altri, sotto una patina di perbenismo, nascondono secondo, terze e quarte vite. Neanche la morte altrui sembra fermare Sabbath, che non resiste alla tentazione di masturbarsi sulla tomba di Drenka. Queste sono solo alcune delle peripezie ormonali del protagonista di questo romanzo, anti-eroe che però non riesce a risultare odioso, non solo perché incarna (certo in maniera piuttosto estrema) pulsioni appartenenti all’essere umano, ma appunto perché gli altri protagonisti appaiono, al suo cospetto, delle maschere. Sabbath, invece, ex-burattinaio di professione, arrestato per aver presuntivamente sedotto una spettatrice grazie all’abilità delle proprie dita (sì, proprio così), getta ogni remora e nel suo slancio erotomane regala al lettore momenti di memorabile ilarità, come quando passa un’intera serata a “fare piedino” ad una donna, salvo accorgersi poi che il piedino non era tale, bensì trattavasi del piedone del marito della donna, peraltro non meno vellutato di quello femminile.
    Se il libro fosse solo la descrizione delle sfrenate fantasie sessuali di Sabbath, non sarebbe il libro che invece è, cioè una riflessione anche sul tema della morte, presente lungo tutto l’arco del romanzo. Oltre a Drenka, l’amante, Sabbath è continuamente circondato dai “fantasmi” della madre morta e del fratello, perito a soli vent’anni nel corso della Seconda guerra mondiale. Non mancano, quindi, momenti d’intenso lirismo, sebbene la farsesca esistenza del burattinaio induca più spesso alla risata (complice o meno, questo sarà il singolo lettore a dirselo) che non al pianto.

    ha scritto il 

  • 4

    3,5 stelle perché una mezza se l’è giocata con la lunghezza.

    “Morris Sabbath
    «Mickey»
    Amato Puttaniere, Seduttore,
    Sodomizzatore e Sfruttatore di Donne
    Distruttore della Morale, Corruttore della Gioventù”

    Questo è Il teatro di Sabbath: sconfinatamente spudorato ...continua

    “Morris Sabbath
    «Mickey»
    Amato Puttaniere, Seduttore,
    Sodomizzatore e Sfruttatore di Donne
    Distruttore della Morale, Corruttore della Gioventù”

    Questo è Il teatro di Sabbath: sconfinatamente spudorato e irriverente; l’apoteosi del Roth che ho conosciuto con David Kepesh.

    ha scritto il 

  • 4

    Ex marinaio, ex burattinaio -non di burattini ma di irriverentissime dita-, Sabbath è ormai un vecchio disoccupato assediato dall'artrite e dai ricordi delle proprie perdite e dei propri fallimenti, m ...continua

    Ex marinaio, ex burattinaio -non di burattini ma di irriverentissime dita-, Sabbath è ormai un vecchio disoccupato assediato dall'artrite e dai ricordi delle proprie perdite e dei propri fallimenti, ma ancora indomito nella volontà corrosiva di provocare il mondo con la propria morale di erotomane radicale.
    Non l'amore è la passione di Sabbath ma un odio sentito e partecipe contro una umanità che si racconta le bugie della virtù.

    ha scritto il 

  • 5

    Il protagonista ha 64 anni, descrive il proprio vissuto in modo intenso arrivando a catturare il Tempo, come solo Proust prima di lui. La storia del libro sembra tenere in pugno i personaggi, li ...continua

    Il protagonista ha 64 anni, descrive il proprio vissuto in modo intenso arrivando a catturare il Tempo, come solo Proust prima di lui. La storia del libro sembra tenere in pugno i personaggi, li fa a pezzi, li descrive con la lingua piu' esuberante che Roth abbia mai concepito, dona ai personaggi statura, brio, colore, fascino, una vitalità straripante e dissoluta. Un libro vitale, sensuale, a dir poco.

    ha scritto il 

  • 5

    come faceva ad andarsene? tutto ciò che odiava era qui.

    « Non dimostrò una reale paura all'idea di essere un pochino frustata.
    - Ci sono cose che fanno molto più male.
    - Ad esempio?
    - Alzarsi al mattino. »

    « Ha condotto una vita stupida: e allora? Chiunque ...continua

    « Non dimostrò una reale paura all'idea di essere un pochino frustata.
    - Ci sono cose che fanno molto più male.
    - Ad esempio?
    - Alzarsi al mattino. »

    « Ha condotto una vita stupida: e allora? Chiunque abbia un po' di cervello è consapevole di vivere una vita stupida anche mentre la sta vivendo. Chiunque abbia un po' di cervello sa di essere destinato a condurre una vita stupida perché non ne esistono di altro genere. »

    ha scritto il 

  • 5

    Leggendo l'ennesimo capolavoro di Roth (Il Teatro di Sabbath), pensavo alle varie categorie di scrittori. Ci sono quelli che scrivono una pletora di cose che vanno dal mediocre all'interessante ( la m ...continua

    Leggendo l'ennesimo capolavoro di Roth (Il Teatro di Sabbath), pensavo alle varie categorie di scrittori. Ci sono quelli che scrivono una pletora di cose che vanno dal mediocre all'interessante ( la maggior parte), quelli che sono riusciti a realizzare il capolavoro della loro vita e ne sono rimasti schiacciati( penso, in parte, a Marquez). E poi ci sono quelli che hanno scritto solo capolavori. Come Philip Roth. Ogni romanzo di Roth è un piccolo-grande capolavoro. Al che mi domando: perché a 80 anni suonati, con alle spalle decine di capolavori, non si sono ancora decisi ad assegnarli il Nobel per la letteratura? Senza voler fare del complottismo ( per alcuni peserebbe negativamente il suo atteggiamento sarcastico verso l'ebraismo), penso che il vero impedimento siano le tematiche compulsive delle sue opere: sesso e morte. In Roth sono il fulcro di tutti i suoi romanzi: il sesso sfrenato, ossessivo, urlato, volgare, senza inutili eufemismi come sfida e risarcimento alla vecchiaia e alla morte cui deve andare incontro ogni individuo. Ma sesso e morte sono due tabù insormontabili della società occidentale contemporanea. Le pulsioni sessuali ( direbbe Freud) e la non accettazione della morte devono rimanere nel profondo, sublimati, senza mai esplicitarsi a livello di coscienza, o di pagina scritta. Ecco perché Philip Roth non riceverà mai il Nobel per la letteratura ( aspetto, con speranza, di essere smentito).

    ha scritto il 

  • 5

    "Lettore, non giudicare troppo duramente Sabbath"

    Un romanzo ineguagliabile per i sentimenti così diversi e contrastanti che mi ha suscitato: disgusto, commozione, ripugnanza, riflessione, divertimento, stupore, oscenità, tenerezza.
    Aldilà di ogni fo ...continua

    Un romanzo ineguagliabile per i sentimenti così diversi e contrastanti che mi ha suscitato: disgusto, commozione, ripugnanza, riflessione, divertimento, stupore, oscenità, tenerezza.
    Aldilà di ogni forma di perbenismo e puritanesimo, è una storia profonda e geniale nel suo spirito cinico, dissacrante e spregiudicata. Roth si conferma uno dei miei autori del cuore.

    ha scritto il 

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