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Il tempo è un bastardo

By Jennifer Egan

(1913)

| Paperback | 9788875213633

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Book Description

Il tempo è un bastardo è un romanzo breve che è valso il premio Pulitzer alla scrittrice americana Jennifer Egan.
Il libro è diventato famoso per lo stile in cui è scritto che esula dalla scrittura tradizionale e che riprende, in modo estremamente or Continue

Il tempo è un bastardo è un romanzo breve che è valso il premio Pulitzer alla scrittrice americana Jennifer Egan.
Il libro è diventato famoso per lo stile in cui è scritto che esula dalla scrittura tradizionale e che riprende, in modo estremamente originale, alcuni dei metodi moderni della comunicazione, tra cui spiccano numerose pagine che diventano delle slide di powerpoint e alcune abbreviazioni, tipiche della scrittura che i giovani utilizzano per gli sms.
La narrazione si alterna tra prima, seconda e terza persona, dando ritmo e cambiando velocemente l'inquadratura.
Come dice il titolo stesso, il romanzo racconta delle difficoltà legate al passare del tempo, al crescere e all'invecchiare.
Si parla della storia di diverse persone. Sasha è in terapia da uno psicologo perché ha tendenze cleptomani ed è l'assistente di Bennie, che lavora nel settore discografico e sta facendo visita ad una band per chiudere un accordo. Essi sono i due personaggi principali, che restano sempre, più o meno, al centro della scena, in base alle diverse prospettive che vengono descritte.
A volte infatti il racconto parlerà delle persone che i due incontrano nel corso della loro vita.
Il tempo è un bastardo, di Jennifer Egan, è un romanzo divertente e originale che non deluderà gli appassionati delle sperimentazioni letterarie di qualità.

398 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Purtroppo l'ho finito... una serie di storie di oggi e di ieri su vari personaggi collegati tra loro. Un bel libro scritto molto bene. Vorrei saper scrivere come la Egan.

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    **Stefania** said on Aug 17, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    uhmmm...vari personaggi che crescono, fanno esperienze e hanno relazioni più o meno complicate, e spariscono, il tutto con in sottofondo un sacco di musica.
    non proprio qualcosa di inedito, quindi: dal brat pack anni '80 a douglas coupland a jonathan ...(continue)

    uhmmm...vari personaggi che crescono, fanno esperienze e hanno relazioni più o meno complicate, e spariscono, il tutto con in sottofondo un sacco di musica.
    non proprio qualcosa di inedito, quindi: dal brat pack anni '80 a douglas coupland a jonathan lethem di roba così ne è uscita parecchia, e a tratti affiora una sensazione di deja-vu.
    però la egan sa scrivere, ci sono pagine favolose (la notte della nuotata nell'east river, ad esempio) e singoli capitoli talmente ben fatti che potrebbero funzionare benissimo come racconti separati dal libro (l'ultimo, ma anche il viaggio a napoli e l'incontro tra bennie e scotty sono dei buoni esempi).
    insomma, credo ci sia il forte rischio possa irritare qualche lettore, ma se si è nel mood giusto è bella lettura!

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    intortetor said on Aug 13, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Mi piace nonostante molti personaggi

    https://www.goodreads.com/review/show/1009239183?book_show_action=false

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    AlbyVintage said on Aug 12, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    america', facce tarzan (e tre)

    come dico sempre, in letteratura dopo omero nessuno si è più inventato un cazzo.
    quindi la egan cià poco da fare la galla ammannendomi una serie di racconti che poi vanno a formare un romanzo, con i personaggi che ritornano, invischiati fra di loro. ...(continue)

    come dico sempre, in letteratura dopo omero nessuno si è più inventato un cazzo.
    quindi la egan cià poco da fare la galla ammannendomi una serie di racconti che poi vanno a formare un romanzo, con i personaggi che ritornano, invischiati fra di loro.
    se poi in "great rock and roll pauses" voleva sorprendermi con effetti speciali grazie alla trovata delle slide, è riuscita solo a farmi venire voglia di prenderla pe' le recchie e scartalla come 'na golia.

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    flaminia said on Aug 5, 2014 | 4 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    A dire il vero questo libro è.. Boh. Non saprei nemmeno come raccontarvelo, se non dicendo che è una serie di persone concatenate che raccontano una parte della loro vita. Ma forse non è neanche questo, mi sto sbagliando.

    Per questo premio Pulitzer ...(continue)

    A dire il vero questo libro è.. Boh. Non saprei nemmeno come raccontarvelo, se non dicendo che è una serie di persone concatenate che raccontano una parte della loro vita. Ma forse non è neanche questo, mi sto sbagliando.

    Per questo premio Pulitzer 2011 — cioè Pulitzer, dico — io non so davvero che recensione fare.
    È anche vero che superate di poco le 200 pagine ho deciso di mollarlo lì.
    Ma non perché sia scritto male, benintesi. È solo che mi sembra non abbia nè capo nè coda. Si okay, le varie storie di vita di gente che in un modo o nell'altro si conoscono o si sono conosciute. Ma a che pro? Mi risulta tutto molto insipido. Forse sono io che non sono abituata a leggere cose di questo tipo.
    Poi un'altra cosa che davvero mi metteva i nervi nella lettura è stato il continuo passare da un periodo all'altro. Questi salti temporali in 20/30 pagine di capitolo sono stati veramente irritanti.

    La Egan si salva per il modo di scrivere, peccato che quello che abbia da dire in questo libro sia inconcludente.

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    *ile* needs the Winchesters said on Aug 4, 2014 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Molti personaggi di questo libro hanno le lentiggini. Sembra un dettaglio insignificante, eppure nulla mi toglie dalla testa che le efelidi siano come lesioni, luoghi minimi di vulnerabilità attraverso i quali il mondo si insinua sotto la pelle e il ...(continue)

    Molti personaggi di questo libro hanno le lentiggini. Sembra un dettaglio insignificante, eppure nulla mi toglie dalla testa che le efelidi siano come lesioni, luoghi minimi di vulnerabilità attraverso i quali il mondo si insinua sotto la pelle e il tempo compie la sua opera alchemica di trasformazione e distruzione. Si alternano voci, diverse eppure tutte strette entro un medesimo circolo di affetti che abbraccia decenni passati e futuri, e luoghi disseminati a casaccio sul globo: San Francisco, New York, l’Africa, Napoli, un non meglio identificato Medio Oriente… Sullo sfondo un mondo che cambia, un’apocalisse silenziosa fatta di invisibili guerre e disastri ambientali. E la comunicazione delle anime cerca una strada impossibile tra gesti, parole e messaggi virtuali. Certamente c’è un’analisi non scevra di critica di una certa società legata alla musica, al giornalismo, allo star system. Tuttavia questo libro è soprattutto toccante: sfiora come corde d’arpa certi pensieri, illusioni, sentimenti ripiegati – come il desiderio di Ted per la moglie – così tante volte da essercene quasi dimenticati in un cassetto polveroso della memoria.

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    Chicca said on Jul 31, 2014 | 2 feedbacks

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