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Il tempo di Blanca

By Marcela Serrano

(1412)

| Others | 9788807815775

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Book Description

Blanca, madre e moglie appagata, conduce un'esistenza ovattata e fuori della realtà nella Santiago del Cile del dopo dittatura. All'improvviso alcuni eventi dirompenti vengono a sconvolgere la linearità della sua vita: l'incontro con persone di un di Continue

Blanca, madre e moglie appagata, conduce un'esistenza ovattata e fuori della realtà nella Santiago del Cile del dopo dittatura. All'improvviso alcuni eventi dirompenti vengono a sconvolgere la linearità della sua vita: l'incontro con persone di un diverso ceto sociale, l'amore per un ex perseguitato politico, la scoperta dell'ipocrisia e della vacuità del mondo cui appartiene. Un terremoto esistenziale, un bivio obbligato: è il momento delle scelte. Blanca vorrebbe gridare, vorrebbe dirlo che non ci sta più, ma un'improvvisa, quasi metaforica malattia la rende incapace di comunicare. Perde la parola proprio quando una nuova coscienza del mondo le chiede di parlare. La prigione del silenzio diventa tuttavia la premessa di una rinascita, di un'altra storia, di un'altra verità. Dopo un primo istante di smarrimento e disperazione, Blanca sceglie la vita e inventa un nuovo linguaggio, quello degli occhi, con i quali racconta la propria storia, i ricordi, i sentimenti e i rimpianti.

104 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Marcela Serrano ci regala ancora una volta il ritratto di una donna che si racconta, dando rilievo più alla descrizione delle sensazioni che non ai fatti. Dalle parole e dai silenzi nasce poco a poco la figura di Blanca, della sua vita, dei suoi amor ...(continue)

    Marcela Serrano ci regala ancora una volta il ritratto di una donna che si racconta, dando rilievo più alla descrizione delle sensazioni che non ai fatti. Dalle parole e dai silenzi nasce poco a poco la figura di Blanca, della sua vita, dei suoi amori, della sua malattia. Sullo sfondo la storia del Cile del dopo dittatura e la vicenda dei Desaparecidos. Una lettura coinvolgente che fa riflettere.

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    Romacanta said on Jun 17, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un gioiellino scoperto per caso, questo breve romanzo è stato una vera sorpresa.
    Nonostante la tematica riguardante i desaparecidos venga affrontata in maniera un po' leggera, il giudizio resta, nel complesso, decisamente positivo.

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    SarahA. said on May 23, 2014 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Intenso, commovente ,elegante e STRUGGENTE.....
    Con questi aggettivi, identifico questa storia che mi ha completamente coinvolto.
    Un Amore vero ..."viscerale" permeato da dolore e contraddizioni ......una malattia vissuta con coraggio che porterà l ...(continue)

    Intenso, commovente ,elegante e STRUGGENTE.....
    Con questi aggettivi, identifico questa storia che mi ha completamente coinvolto.
    Un Amore vero ..."viscerale" permeato da dolore e contraddizioni ......una malattia vissuta con coraggio che porterà la protagonista a guardare e guardarsi con altri occhi....
    Per la moltitudine di sensazioni che questo libro mi ha trasmesso, mi riesce molto difficile commentare...ogni considerazione mi sembra riduttiva....
    "Il tempo di Blanca"....si legge prima con il "cuore" poi con gli occhi.....!

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    KATIUSCIA said on Mar 27, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Primo libro che leggo di questa autrice: grandissima delusione! Poco più di un Armoni, un gradino meno di una Allende ha scritto nel suo commento una lettrice che mi ha preceduta, condivido pienamente! Aggiungo una nota di profonda irritazione per la ...(continue)

    Primo libro che leggo di questa autrice: grandissima delusione! Poco più di un Armoni, un gradino meno di una Allende ha scritto nel suo commento una lettrice che mi ha preceduta, condivido pienamente! Aggiungo una nota di profonda irritazione per la superficialità e mancanza completa di autenticità con cui vengono trattati il tema della malattia, della dittatura, del tradimento,della famiglia, dell'amicizia, personaggi costruiti, male!

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    Misina2010 said on Mar 8, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Primo libro della Serrano che leggo. In realtà pensavo di iniziare a conoscerla con “Antigua, vita mia”, ma poi mi è capitato per le mani questo libro, e ha scelto per me.

    E’ iniziato bene, la storia mi intrigava, mi prendeva, ma andando avanti qua ...(continue)

    Primo libro della Serrano che leggo. In realtà pensavo di iniziare a conoscerla con “Antigua, vita mia”, ma poi mi è capitato per le mani questo libro, e ha scelto per me.

    E’ iniziato bene, la storia mi intrigava, mi prendeva, ma andando avanti qualcosa non mi ha convinto del tutto. Non so se attribuire la colpa alla scrittura o al contenuto, al fatto che vengano toccate e dette tante cose, ma nessuna venga approfondita realmente. Probabilmente sto valutando il tutto troppo razionalmente, di testa. Se mi lascio guidare dalle sensazioni, sicuramente posso dire di averlo apprezzato maggiormente. E forse sono proprio quelle, le sensazioni, che sono importanti in un libro come questo. La testa diceva, mah, boh, sì però… ma lasciando perdere tutto, basta ragionamenti, basta analizzare, parlando unicamente di percezioni, posso dire che non è passato scivolando indifferente, qualcosa è entrato scalfendo la superficie e la storia di questa donna che cambia il suo modo di vedere il mondo, inizialmente indifferente a quello che accade proprio nel suo paese, con un’esistenza piatta, regolare e quasi ovattata, estranea alla realtà… che si scontra poi con un “mondo” diverso dal suo, e l’incontro con Sofia prima, ma soprattutto con Victoria poi e con la realtà di un diverso ceto sociale le apre gli occhi; così come l’amore per il Gringo e la scoperta di quello che realmente è accaduto nel mondo in cui vive (anche se appena accennato intravediamo il Cile post dittatura, con la Commissione incaricata di indagare sulla verità dei Desaparecidos). E poi la malattia che arriva, l’afasia e l’incapacità di comunicare, proprio ora, quando più cose ci sarebbero state da dire. E non resta che il silenzio all’interno della propria prigione bianca.

    Tutti intorno a me si chiedono come dev’essere soffrire di afasia. È una malattia ambigua, sembra che sia sparito il linguaggio interiore insieme a quello esterno, ma non è così. Succede che il mondo interiore resta senza possibilità di comunicare. Come se fosse poco. Loro si chiedono come dev’essere. Una prigione. Questa è l’unica risposta. Una prigione bianca.

    Questo, l’amore, l’amicizia, la sofferenza di Blanca nella malattia, il suo cambiamento… tutto questo arriva, anche se la scrittura o se certe scene o dialoghi non sempre mi hanno convinto.

    Sicuramente proverò a leggere altre storie di donne della Serrano.

    Penso alle notti delle donne: una vera ingiustizia le notti delle donne, le sole persone di una casa che hanno gli occhi come lampadine sempre accese, orecchie indagatrici, tese ad ascoltare la vita delle tenebre. Il russare del marito, un brutto sogno del bambino, un topo che passa in soffitta con uno scricchiolio insolito, l’insonnia del figlio più grande. Tutto è nelle loro mani. Gli altri dormono tranquilli; loro vegliano. Sempre a disposizione, le guardiane della notte.

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    CaraLioTiScrivo said on Feb 12, 2014 | Add your feedback

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