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Il tempo di una canzone

Di

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

4.3
(204)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 835 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese

Isbn-10: 8804536691 | Isbn-13: 9788804536697 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Giulio Caraci

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
Il giorno di Pasqua del 1939, durante lo storico concerto di Marion Anderson davanti al Lincoln Memorial di Washington, David Strom, uno scienziato tedesco emigrato, incontra Delia Daley, una giovane di colore che studia canto. L'amore per la musica è quello che li attrae e poco dopo, a dispetto delle circostanze, si sposano, decidendo di dar vita a una famiglia "al di là della razza, al di là dei tempi". I loro tre figli dovranno affrontare la brutalità di un'America ancora intrisa di razzismo, e non sarà facile per loro trovare la propria identità rimanendo fedeli a se stessi. Jonah, il primogenito, rivela ben presto una voce prodigiosa e un genio musicale che rischierà più volte di infrangersi di fronte al pregiudizio. Joey, pianista, accetta fin da subito di accompagnare nell'arte e nella vita il proprio fratello, finché una serie di tragici eventi non riuscirà a separarli. Ruth, la terzogenita, è l'unica dei tre che accetterà di assumere su di sé la sfida ideologica rappresentata dalla propria pelle e si accosterà sempre più al movimento di lotta per i diritti civili, fino a prendere parte attiva al temibile gruppo di azione delle Black Panthers. Mentre Jonah, Joey e Ruth crescono in un mondo troppo immaturo per capirne il dramma, l'umanità e l'intelligenza, a David e a Delia, che morirà in circostanze tragiche e misteriose, capiterà spesso di sentire il soffio della Storia, più bruciante per chi come loro ha deciso coscientemente di deviarne il cammino.
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  • 3

    Il problema di questo romanzo è che vuole essere troppe cose: grande saga familiare, analisi del problema razziale negli USA durante tutto il XX secolo, territorio di confluenza tra fisica teorica e u ...continua

    Il problema di questo romanzo è che vuole essere troppe cose: grande saga familiare, analisi del problema razziale negli USA durante tutto il XX secolo, territorio di confluenza tra fisica teorica e urgenze sociali e altro ancora. A volte l autore si è dilungato tantissimo nelle descrizioni. E proprio questi due fatti mi hanno affaticato non poco le lettura e la comprensione di ciò che l autore voleva mettere in evidenza. I lati positivi sono nello sviluppo della vicenda, fino ad un finale molto affascinante; nel disegno dei personaggi (soprattutto l'io narrante è molto vivido); nella ricostruzione storica che fa scorrere dietro il tema principale della discriminazione razziale, tutti i fatti più importanti del ventesimo secolo; in alcune pagine veramente commoventi. Nonostante la lettura di questo libro possa risultare a volte difficile, non si può dire che esso non meriti la fatica fatta! In queste pagine si parla di musica, amore, ma soprattutto di razzismo e tolleranza, tutti argomenti interessanti sui quali riflettere.

    ha scritto il 

  • 5

    Una struggente epopea di una famiglia Americana, Gli Storm: lui un fisico ebreo, sfuggito al nazismo che ha sterminato la sua famiglia, divide la sua passione per la musica classica e il sogno di infr ...continua

    Una struggente epopea di una famiglia Americana, Gli Storm: lui un fisico ebreo, sfuggito al nazismo che ha sterminato la sua famiglia, divide la sua passione per la musica classica e il sogno di infrangere i limiti della teoria della relatività, cercando e trovando un nesso comune tra le due cose. Incontra sua moglie, nera di Philadelphia, che studia canto e vive per la musica, nello storico concerto di Marion Anderson davanti al Lincoln Memorial di Washington. Un pesce e un uccello: potranno mai trovarsi? Il loro amore li travolge, come il tempo di una canzone e dalla loro unione nascono prodigi, soprattutto il primogenito: una voce unica "Talmente pura che avrebbe potuto far sentire in colpa dei capi di Stato", il secondogenito, voce narrante del romanzo, declina il suo talento musicale al servizio della voce del fratello, “Mio fratello canta per salvare i buoni e fare in modo che i malvagi si tolgano la vita”. La terzogenita, un orecchio assoluto e una rapidità di apprendimento che la porta a leggere la musica prima ancora dei testi, ripudierà il suo talento per assumere su di sé la sfida ideologica rappresentata dalla propria pelle e si accosterà sempre più al movimento di lotta per i diritti civili, mentre i fratelli crescono in un mondo immaturo fatto solo di note e armonie.
    I genitori li crescono senza parlare loro di razza, cercando di instillare loro la consapevolezza di essere solo individui unici.
    "Che altra protezione potevano offrirci i nostri genitori, che di ogni protezione ci hanno spogliato quando hanno scelto di metterci al mondo? "
    Sullo sfondo scorre un secolo di America che mente a se stessa, una America che nasconde il suo essere razzista dietro il cambiamento del nome: nero, negro, mulatto. Un’America che ha abolito lo schiavismo ma pretende che gli ex schiavi si radunino nei ghetti e non si mescolino con i bianchi.
    “Se l’essere bianchi dipende da coloro che non possono esserne parte, L’essere neri ha a che fare da sempre con il dover esserne inclusi”
    Il tema del conflitto razziale è però solo uno dei tanti fili conduttori di una vicenda che tocca i più vari registri: dalla saga familiare al romanzo di formazione, dall’affresco sociale, al romanzo storico.
    “A quanto pare l’umanità aveva camminato sulla luna una mezza dozzina di volte e aveva riportato indietro diverse centinaia di chili di pietre, e adesso non sapeva cos’altro fare di se stessa o in quale altro posto dell’universo andare”

    Se dovessi spiegare i colori a un non vedente, chiamerei a farlo Powers, lo stesso farei per spiegare a un non udente le armonie della musica, il suono del vento, il rumore dell’acqua che scorre.
    A lui sarò per sempre grata di aver riportato in superficie la sensazione delle mie emozioni sepolte dalla patina implacabile del tempo, del dolore della vita, che le aveva spinte talmente in fondo da averne dimenticato l’essenza: lo stupore ancestrale che caratterizza ogni sentimento che si manifesta per la prima volta.
    Powers è senza dubbio uno degli scrittori più alti della letteratura contemporanea, meritevole senza dubbio di salire sul podio di quelli in grado di scrivere il “Grande Romanzo Americano”
    Il tempo di una canzone, di Richard Powers

    ha scritto il 

  • 0

    come essere investiti da un convoglio di parole ...

    Per ora, in piena lettura, si viene investiti da una ricca ridondanza di parole, mescolata a frasi sagge ad effetto, tanto buon mestiere e molto ma molto da raccontare ... in un crescendo continuo che ...continua

    Per ora, in piena lettura, si viene investiti da una ricca ridondanza di parole, mescolata a frasi sagge ad effetto, tanto buon mestiere e molto ma molto da raccontare ... in un crescendo continuo che semina l'ansia per delle attese che paiono altissime: accidenti!

    ha scritto il 

  • 4

    il troppo stroppia

    questo libro è tanto. troppo. tanta storia, tante storie, tanto sapere...e musica, fisica, tempo, razza, famiglia, guerra, potere, estraneità, appartenenza, madri, figli, padri, scuola... troppo. pe ...continua

    questo libro è tanto. troppo. tanta storia, tante storie, tanto sapere...e musica, fisica, tempo, razza, famiglia, guerra, potere, estraneità, appartenenza, madri, figli, padri, scuola... troppo. per me. e a ogni esibizione Jonah, santamadonna, raggiunge una nuova ulteriore perfezione. ma quanta perfezione esiste? tanta. troppa. ora. il libro è davvero, davvero bello. anche perché fosse stato solo un poco meno che bello...sinceramente...col cazzo che lo finivo!

    ha scritto il 

  • 5

    Ensemble.

    E quando leggendo l'ultima parola e chiudendo il libro, ti accorgerai che le lacrime scendono da sole e che starai piangendo, quasi a dirotto, non solo per la storia, o per la conclusione della storia ...continua

    E quando leggendo l'ultima parola e chiudendo il libro, ti accorgerai che le lacrime scendono da sole e che starai piangendo, quasi a dirotto, non solo per la storia, o per la conclusione della storia (perché leggendola capirai anche che questa storia non ha una fine perché il tempo in cui si svolge è quello di una canzone e per sempre), ma per la bellezza dell'opera, ti verrà voglia di restare ancora fra le pagine di questo libro, incastrato dal fluire della prosa di Powers e della musica che ti ha accompagnato per tutte le ottocentoquaranta pagine di questo romanzo monumentale, per scivolare fra le note e lasciarti cullare ancora dalle voci vellutate di Delia Daley e David Strom, la giovane infermiera aspirante cantante di colore di Philadelphia e il fisico ebreo tedesco fuggito negli Stati Uniti dalla Germania nazista, il pesce e l'uccello, che il giorno di Pasqua del 1939 davanti ai gradini del Lincoln Memorial di Washigton dove si sono conosciuti e hanno appena ascoltato lo storico concerto di Marion Anderson, decidono di costruire il loro nido sull'acqua, o forse nell'aria, di incrociare le loro razze e i loro colori, la loro religione e le loro storie, e da quelle dei loro tre figli, i due JoJo, Jonah e Joseph (l'io narrante), e Ruth, e le loro diverse tonalità e sfumature, che Delia e David scelgono di crescere e istruire al di là della razza, liberi di poter scegliere, in un futuro migliore, cosa vorranno essere, ma che pagheranno, ciascuno in maniera completamente diversa, la scelta dei genitori di ignorare ogni differenza, perché, credono, Non abbiamo paura della differenza. Ci fa più paura perderci nella somiglianza. La cosa che nessuna razza può tollerare.
    Ma il futuro è già presente, e il presente è già passato, Lei ricorda tutto, tutto quello che deve accadere loro., e la storia degli Stati Uniti scorre avanti e indietro da quel giorno a Washington fino ai nostri giorni, dalle Black Panthers fino alle rivolte razziali per il pestaggio di Rodney King, dalla Seconda Guerra Mondiale all'assassinio di Marthin Luther King, dagli Stati Uniti all'Europa, da Atlanta a Bruxelles, da New York a Parigi, dalla musica rinascimentale alla lirica al jazz al rythm 'n blues al rock 'n roll al rap, incrociando e alternando due piani temporali e due storie che sono parallele e lontane, tangenti e vicine, che si avvitano e si sfidano librandosi ogni volta più in alto, e si compenetrano noncuranti del tempo e dello spazio fino a ridisegnare le leggi della fisica (ah, quanta incomprensibile e meravigliosa fisica c'è che trasporta la vita oltre ogni logica comprensione!), in quella che, solo alla fine, ci si accorgerà essere stata l'esecuzione perfetta di un incredibile ensemble di solisti.
    E ora, almeno per un po', solo silenzio, per qualche attimo, un attimo che non saprai definire, perché ormai anche tu avrai capito che il tempo non scorre, ma è, e il silenzio sarà l'unico accompagnamento musicale possibile per sublimare il tempo di una canzone, un tempo che durerà finché ci sarà un metronomo a scandire il ritmo della vita, perché, ormai ne sei certo, c’è un’altra lunghezza d’onda in qualsiasi direzione punti il telescopio, un'onda in cui passato presente e futuro sono e saranno un'unica cosa.
    Spiraliforme, circolare, avvolgente, eppure lineare, nitido, cristallino.

    «L'uccello e il pesce possono innamorarsi. Ma dove costruiranno il loro nido?»

    [Ho faticato, sì, moltissimo, perché la musica l'ascolto, ma non la leggo e non conosco tutti ma proprio tutti i termini con cui Powers intesse la sua prosa, così come non conosco affatto la Fisica, quella che fra tutte le discipline mi è sempre stata ostile, la più ostile in assoluto, a tratti mi sono persino annoiata e innervosita, come a un concerto di musica sinfonica al quale assisti del tutto impreparato. Ma, eppure…]

    http://youtu.be/8Xted0J5upw

    ha scritto il 

  • 4

    "Non abbiamo paura della differenza. Ci fa più paura perderci nella somiglianza. La cosa che nessuna razza può tollerare."

    Un intreccio prodigioso di musica ("non esiste nulla al mondo come la musica scritta, è una specie di indice del tempo. L'idea è talmente bizzarra da avere del miracoloso: istruzioni fisse su come ric ...continua

    Un intreccio prodigioso di musica ("non esiste nulla al mondo come la musica scritta, è una specie di indice del tempo. L'idea è talmente bizzarra da avere del miracoloso: istruzioni fisse su come ricreare la simultaneità. Come diventare flusso, insieme moto e istante, insieme corrente e spaccato."), fisica, tempo ("Il tempo è il nostro modo per non far succedere le cose all'improvviso."), matematica ("La musica, come già diceva il suo eroe Leibniz, è un esercizio di matematica occulta svolto da un'anima che non sa nemmeno di star contando").
    Elementi che si intrecciano e si fondono anche nella lingua e nelle immagini usate da Powell.
    Sullo sfondo gli scontri e le mescolanze razziali negli Stati Uniti e all'interno di una famiglia.
    Uno svolgersi ciclico che va avanti e indietro nel tempo e che termina là dove era iniziato. Il tempo di una canzone, una canzone che dura all'infinito.
    "Nei pochi anni in cui la vita si schiude, ogni cosa che senti la senti per la prima volta. Dopo un certo tempo, l'orecchio si colma e l'ascolto si distoglie dal futuro per rivolgersi al passato. Quel che devi ancora sentire viene superato da quanto hai già sentito."
    È vero, forse avrebbe potuto essere anche più corto, ma la costruzione regge bene.
    E per chi ha meno familiarità con la musica e potrebbe essere spaventato e intimorito dai lunghi brani su musicisti e tecnica musicale, basta rinunciare a priori a capire o a conoscere, per lasciarsi cullare e trascinare dal ritmo della frase, dalla sua musica interna.
    Quanto alle questioni razziali, nulla che già non si sapesse, ma trovo comunque sconvolgente ripensare che solo pochi anni fa, una persona bianca e una nera non potessero neanche toccarsi in pubblico.
    "Avevo sempre pensato che la sofferenza di Ruth provenisse dal suo essere troppo chiara per meritarsi le peggiori offese della sua razza. Quella notte in un albergo affollato di Avignone in cui la maggior parte della gente pensava che fossi marocchino, finalmente capii. Le peggiori offese alla razza sono daltoniche."

    ha scritto il 

  • 3

    L’incontro tra Delia e David fa nascere un amore che vorrebbe spezzare ogni catena razziale, mettere al mondo figli in strade in cui non ci siano alcune distinzioni, in cui non ci siano fardelli da r ...continua

    L’incontro tra Delia e David fa nascere un amore che vorrebbe spezzare ogni catena razziale, mettere al mondo figli in strade in cui non ci siano alcune distinzioni, in cui non ci siano fardelli da reggere. E così provano a crescere i tre figli in una casa in cui la musica riempie ogni frastuono del mondo intorno. Solo la piccola Ruth crescendo vedrà ogni cosa che le è stata impedita di vedere mediante un’educazione controllata. Sarà la sola ad agire grazie alla forza dell’ideologia e della voglia di riscattare un ruolo sociale.

    Buona l’idea ma il romanzo è eccessivamente lungo, alcune parti si sarebbero potute evitare rendendo così il romanzo meno noioso.

    ha scritto il 

  • 4

    IL TEMPO DI UNA CANZONE

    “La sua raccolta di dischi riusciva a far sfigurare quella che avevo messo insieme sin dall’infanzia. Era come la sua guida, disordinata. Usava uno schema organizzativo imperscrutabile che cercai disp ...continua

    “La sua raccolta di dischi riusciva a far sfigurare quella che avevo messo insieme sin dall’infanzia. Era come la sua guida, disordinata. Usava uno schema organizzativo imperscrutabile che cercai disperatamente di interpretare nel corso di diverse visite a casa sua. Quando infine rinunciai e glielo chiesi rise, quasi vergognandosi. «Sono in ordine di felicità.»
    Guardai di nuovo. «In base a quanto è allegra la musica?»
    Scosse la testa. «In base a quanto fa felice me.»”
    Storia di musica, d’amore, di conflitti razziali, che si svolge nell’arco degli ultimi 50 anni di storia americana. Tra salti temporali e virtuosismi narrativi ritroviamo un Powers ad alti livelli.
    Una lettura facile, molto piacevole, stimolante, articolata in 800 pagine mai noiose, tutte necessarie.

    ha scritto il 

  • 3

    La storia di un amore crudele, fra le spietate leggi razziali e il turbinio della storia americana, farciti da una musica senza tempo. David e Delia fanno di tutto per crescere i loro figli "al di là ...continua

    La storia di un amore crudele, fra le spietate leggi razziali e il turbinio della storia americana, farciti da una musica senza tempo. David e Delia fanno di tutto per crescere i loro figli "al di là della razza", che non vuol dire "essere bianchi" ma non essere nè bianchi, nè neri nè ebrei, ergo crisi di identità vita natural durante. Perchè i due inseparabili Jojo cercheranno di ripararsi dalla storia e dalla segregazione razziale nei teatri della musica, apparendo come degli "sporchi bianchi" traditori fra i neri, ma come delle macchie caffellatte nell'universo diafano della musica antica. Ruth è una dura, una donna forte che rivendicherà a costo del sangue la sua appartenenza, da cui i genitori hanno sempre voluto tenerla alla larga attraverso la natura livellante della musica, da cui lei infatti si allontana, preferendo la lotta sul campo a favore dei diritti dei neri.
    Ci sono almeno 300 pagine di noia mortale, ed un centinaio dolcissime e tristi, che segnalano la lontananza emotiva di esseri che per ragioni anagrafiche si trovano a stare vicini. Avrei preferito non dover leggere di tutte le evoluzioni e i gorgheggi di Jonah dai 4 ai 50 anni... pagine solo sul suo prendere il respiro prima di far uscire la voce! Ok, la musica è il senso che permea il romanzo e non fosse stato per essa, i due fratelli si sarebbero sicuramente suicidati pieni di domande su Cosa fossero e cosa no.
    Come ne "Il fabbricante di eco" mi stupisce l'abilità di Powers nel dilungarsi su digressioni in campi tecnici diversi, là medicina e psicologia, qua storia della musica, armonia, ma anche fisica quantistica... darei per questo non una ma due stelle in più.

    ha scritto il 

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