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Il tenente del diavolo

Di

Editore: Club degli Editori

3.5
(33)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 518 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: A000007662 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Francesco Saba Sardi

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 0

    Gli scrittori - qui le scrittrici - ungheresi mi sono sempre piaciuti:)

    Che siano alcove,caserme o prigioni la suspance garbatamente s'insinua tra le uniformi imperiali come un venticello imprevedibile.

    ha scritto il 

  • 5

    Bellissimo. Un thriller con sfumature psicologiche. Cito dalla 2a di copertina.

    Il tenente del diavolo
    1909: Richard Mader, un giovane ufficiale dell’Imperial-regio esercito austroungarico, appena promosso allo Stato Maggiore, riceve per posta un «afrodisiaco», lo inghiotte speranzos ...continua

    Bellissimo. Un thriller con sfumature psicologiche. Cito dalla 2a di copertina.

    Il tenente del diavolo
    1909: Richard Mader, un giovane ufficiale dell’Imperial-regio esercito austroungarico, appena promosso allo Stato Maggiore, riceve per posta un «afrodisiaco», lo inghiotte speranzoso e subito muore tra atroci dolori: l’afrodisiaco era un veleno. Solo il caso salva la vita di altri nove destinatari dell’infernale mistura, suoi commilitoni. È l’esordio di uno scandalo celeberrimo, destinato a scuotere dalle fondamenta un impero già vacillante e che pone drammaticamente a confronto il giudice istruttore militare, il capitano Emil Kunze, e il presunto colpevole, il bel tenente Peter Dorfrichter: un sottile gioco tra gatto e topo, complicato da sentimenti, assai poco ortodossi invero, del giudice per la sua « vittima», nonché dall’intervento di altissimi personaggi i quali hanno capito come il «caso Dorfrichter» rischi di svelare di che lacrime e di che sangue grondino gli scettri e quanto fragile sia la struttura politica e sociale del coacervo austroungarico, È un mondo agonizzante, ma che appare amabilissimo, civilissimo, nella rievocazione precisa e sapiente che ne dà Maria Fagyas, che si avverte percorsa da un’insanabile nostalgia per quello che fu — con i suoi pregi e i suoi vizi — l’oramai scomparso Mitteleuropa. Questo romanzo storico, perfettamente documentato e rigorosamente «vero», non è dunque soltanto un «giallo» intessuto di sensibili penetrazioni psicologiche, ma anche e soprattutto un’elegante e abile tranche de vie. Sullo sfondo di una Vienna decadente, si stagliano personaggi favolosi, il vecchio imperatore, il maniacale erede al trono, i generali che non avrebbero salvato l’impero, e i «caratteri» tipici, gli ussari e le belle donne facili, il popolino, l’ebreo galiziano, il fedele funzionario di Cecco Beppe... Un mondo che non s’aspettava e che forse non meritava la tempesta destinata a travolgerlo, la Grande Guerra, che qui sentiamo rumoreggiare lontana, crescere e finalmente colpire spietata in un dolcissimo e atroce crepuscolo.

    PS. Ne venne fatto un film, introvabile, nel 1983 in Germania.

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro che lascia il segno

    Esercito austro-ungarico dal 1909 all'inizio della prima guerra mondiale. Dieci cialde con arsenico, spacciate per afrodisiaci, vengono recapitate a dieci ufficiali uno dei quali muore. Il capitano Kuunze indaga tenacemente per scoprire il colpevole lottando fino all'ultima pagina con i propri e ...continua

    Esercito austro-ungarico dal 1909 all'inizio della prima guerra mondiale. Dieci cialde con arsenico, spacciate per afrodisiaci, vengono recapitate a dieci ufficiali uno dei quali muore. Il capitano Kuunze indaga tenacemente per scoprire il colpevole lottando fino all'ultima pagina con i propri e altrui demoni. I personaggi hanno un notevole spessore psicologico, ben dilineati anche nella descrizione fisica.

    ha scritto il