Hooray! You have added the first book to your bookshelf. Check it out now!
Create your own shelf sign up
[−]
  • Search Digit-count Valid ISBN Invalid ISBN Valid Barcode Invalid Barcode

Il terzo poliziotto

By Flann O'Brien

(361)

| Paperback | 9788845908293

Like Il terzo poliziotto ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free

Book Description

«Avete mai visto una bara di bicicletta?». Lettore, questo è l’unico romanzo al mondo dove una domanda del genere può suonare perfino troppo ovvia. Come anche apparirà ovvio che un Sergente di polizia consideri gli umani compenetrati di bicicletta – Continue

«Avete mai visto una bara di bicicletta?». Lettore, questo è l’unico romanzo al mondo dove una domanda del genere può suonare perfino troppo ovvia. Come anche apparirà ovvio che un Sergente di polizia consideri gli umani compenetrati di bicicletta – un po’ come, secondo la teoria di un altro poliziotto, tutto l’universo è riducibile a una sostanza fondamentale, detta omnium. Ma come si può giungere a un tale stato di cose? Innanzitutto assistendo a un assassinio efferato. E poi accompagnando uno degli assassini in una stazione di polizia sperduta tra fradice torbiere. Qui la prosa ci avverte che siamo entrati in un luogo dove valgono, se valgono, nuove leggi della materia e dello spirito. Bianca, piatta, come dipinta su un cartellone, quella stazione di polizia sembra possedere una dimensione in meno del reale, «lasciando senza significato le rimanenti». Non solo: «tutta la mattina e tutto il mondo sembravano non avere altro scopo che quello di farle da cornice». Guardandola, l’assassino presagisce in quella casa «la più grande sorpresa che avessi incontrato, e ne ebbi paura». Giusta reazione. Ma non guasteremo al lettore quella sorpresa. Mentre gli proponiamo, come viatico, alcune righe dello scienziato e metafisico De Selby, l’uomo che portò alla massima prossimità la demenza e il genio, e che qui fa da contrappunto a ogni avventura: «Giacché l’esistenza umana è un’allucinazione che contiene in sé la secondaria allucinazione del giorno e della notte (quest’ultima un’insalubre condizione dell’atmosfera dovuta ad accumulazioni di aria nera), all’uomo di senno non si addice preoccuparsi dell’illusorio approssimarsi di quella suprema allucinazione che è conosciuta col nome di morte». Il terzo poliziotto fu pubblicato per la prima volta, postumo, nel 1967.

46 Reviews

Login or Sign Up to write a review
  • 3 people find this helpful

    NON NE BASTANO DUE?

    Io continuo a credere che molti scrittori irlandesi siano sopravvalutati: possono essere arguti, divertenti, penetranti - ma anche noiosi e scontati.

    Is this helpful?

    orsodimondo said on Aug 8, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Ma dove e' 'sto capolavoro?

    Più leggo recensioni squillanti e convinte di questo libro, più rimango perplesso.
    Forse, alla fine, è veramente solo una questione di gusti: si tratta solo di saper (voler) apprezzare un particolare registro narrativo, una certa ironia e una spiccat ...(continue)

    Più leggo recensioni squillanti e convinte di questo libro, più rimango perplesso.
    Forse, alla fine, è veramente solo una questione di gusti: si tratta solo di saper (voler) apprezzare un particolare registro narrativo, una certa ironia e una spiccata vocazione al surrealismo.

    Molto semplicemente questo libro non è nelle mie corde, sarà bellissimo, sarà un capolavoro imprescindibile, ma a me non è piaciuto. Delirante, noioso, poco divertente ecc ecc.
    Mi ha ricordato un po' le atmosfere, anche queste deludenti, di "L'uomo che fu Giovedì".
    LA mia reazione, leggendolo, è stata la stessa che ebbi quando, a fatica, portai a termine "Una banda di idioti", altro capolavoro annunciato dalla cascata di stelline un po' dappertutto: "ma dove è 'sto capolavoro"?

    Is this helpful?

    Francesco said on Aug 8, 2014 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    " - Strane illuminazioni sono concesse - mormorai - a coloro che cercano i posti elevati. - "

    Visionario, forte, immaginifico.

    Is this helpful?

    LauraS said on Jan 8, 2014 | 1 feedback

  • 3 people find this helpful

    Riflettei che sicuramente ci saremmo perduti in mezzo ai campi e alle torbiere, se la strada, molto opportunamente, non ci avesse preceduto fino alla caserma.

    Si tratta forse della più grande demolizione del pensiero dogmatico che raramente h ...(continue)

    Riflettei che sicuramente ci saremmo perduti in mezzo ai campi e alle torbiere, se la strada, molto opportunamente, non ci avesse preceduto fino alla caserma.

    Si tratta forse della più grande demolizione del pensiero dogmatico che raramente ha coinciso con il pensiero religioso e tanti danni ha fatto nel Novecento.
    Un romanzo un po’ “Alice nel paese delle meraviglie”, un po’ “Il mago di Oz”, che dopo il primo capitolo, plausibile pur nella sua eccentricità, ci proietta in un mondo assurdo ma non troppo.
    Il protagonista, che pur un crimine ha commesso, si ritrova come vittima di questa assurdità, tanto più drammaticamente perché è un’assurdità normale, dove si vive il quotidiano e non ci si stupisce più di nulla.
    Del resto, di che cosa ci si può stupire quando si è trovato l’accesso all’eternità con tanto di strada per ritornare indietro? O si è dominati da una teoria scientifica che vede il mutuo scambio tra uomini e oggetti dove questi ultimi sono destinati ad animarsi mentre gli uomini diventeranno cose? (Ma per fortuna noi lettori non siamo nel mondo della necessità scientifica e possiamo agire perché queste conseguenze, anche se con modalità diverse da quelle proposte dal romanzo, non si verifichino.)
    Il mago di Oz, il Terzo Poliziotto che sembra essere deus ex machina della vicenda si rivela meno onnipotente di quanto si creda, anzi è pure un po’ pacioccone. Una via d’uscita la si trova sempre.
    E con questo l’autore chiude i conti anche con le distopie: alla fin fine, l’unica cosa di cui l’Uomo può essere davvero schiavo è la sua paura.

    Ogni carnefice ha un aiutante.

    E non si può non notare come, con anni di anticipo su David Foster Wallace, l’autore inventa il romanzo con le note che fanno parte del romanzo stesso. Inventa il personaggio di De Selby, fisico, filosofo, psicologo ed esperto di balistica (quanto rassomiglia all’uomo del futuro, alias l’anticristo, di Solov'ëv, ma si rivela anche lui l’ennesimo pasticcione del libro), che dovrebbe fornire il supporto filosofico al romanzo, con le sue divagazioni sui critici, e sui critici dei critici, teorie, complotti... quando si finisce per sentire sotto sotto la voce dell’autore che, con grande discrezione e sarcasmo chiede: lasciateci fare della semplice letteratura e non chiedeteci di più!

    Is this helpful?

    F.Ramone said on Jan 7, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Viorrebbe essere divertente

    Non lo è. riesce ad essere solamente delirante e noioso.

    Is this helpful?

    walew said on Jan 3, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Arrivo a questo romanzo oltre quarant'anni dopo la pubblicazione e settanta dopo la sua composizione, buon ultimo mi sento di consigliarlo a chi, più ultimo di me, non l'avesse ancora letto. E' un'opera paradossale nella trama e nel linguaggio, si se ...(continue)

    Arrivo a questo romanzo oltre quarant'anni dopo la pubblicazione e settanta dopo la sua composizione, buon ultimo mi sento di consigliarlo a chi, più ultimo di me, non l'avesse ancora letto. E' un'opera paradossale nella trama e nel linguaggio, si sente un ombra del "realismo meraviglioso" che troverà il suo compimento con autori come Marquez e Rushdie. Paradossale ma non pesante, scorre via liscio fra accadimenti sempre più strani aspettando l'arrivo del terzo poliziotto.

    Is this helpful?

    Invernomuto said on Nov 15, 2013 | 2 feedbacks

Book Details

Improve_data of this book

Margin notes of this book