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Il testamento di Nobel

Di

Editore: Marsilio

3.4
(339)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 347 | Formato: eBook | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco

Isbn-10: 8831730843 | Isbn-13: 9788831730846 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Laura Cangemi

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Stoccolma, City Hall: per la prima volta, Annika Bengzton prende parte al ricevimento di gala in onore del Premio Nobel. I notabili da tutto il mondo si divertono nelle danze, ma improvvisamente uno sparo echeggia nella sala. Un uomo cade in ginocchio, subito dopo la sua compagna viene colpita al cuore da un secondo colpo. Annika viene spinta a terra da una figura che fugge dalla sala, forse l'assassino. Si ritrova testimone chiave in un omicidio, mentre continua a tentare di salvare il suo matrimonio.
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  • 2

    Di questo giallo, anni fa, nella trasmissione "Per un pugno di libri", aveva parlato Dorfless, facendomi venire il desiderio di leggerlo.
    A distanza di tempo finalmente sono riuscita ad esaudire il mio desiderio.
    Il libro mi ha deluso: la trama regge poco, si sfilaccia attraverso pers ...continua

    Di questo giallo, anni fa, nella trasmissione "Per un pugno di libri", aveva parlato Dorfless, facendomi venire il desiderio di leggerlo.
    A distanza di tempo finalmente sono riuscita ad esaudire il mio desiderio.
    Il libro mi ha deluso: la trama regge poco, si sfilaccia attraverso personaggi appena accennati e poco credibili, in prima fila la giornalista protagonista, moglie e madre coscienziosa che pulisce bene la casa e qualche volta prepara pranzetti e cene deliziose (ma non sa cucinarsi a dovere il marito), che paga la sua diligenza con nevrosi varie, e ha pure (ma è proprio sfigata!) un'amica - se così si può chiamare - opportunista e maleducata. E taccio sui comprimari, che sono uno più sfuggente dell'altro, si salvano solo i due bambini, Kalle ed Ellen (per tutta la lettura, ogni volta che leggevo Kalle, pensavo ad una bambina, sbagliato! è il maschietto e sì che lo sapevo, ma tant'è!)
    Finisce in parità: il giallo è assai deludente, Dorfless è inattendibile.

    ha scritto il 

  • 4

    Quinto capitolo - 2006

    Interessanti alcune informazioni su Nobel, il fondatore del premio Nobel. Per il resto, un romanzo sempre ben scritto e la storia della vita della protagonista che inizia a coinvolgere sempre più... e anche a far arrabbiare qualche volta.. ma succedono tutte a lei!?!??!
    E ora a corsa a legg ...continua

    Interessanti alcune informazioni su Nobel, il fondatore del premio Nobel. Per il resto, un romanzo sempre ben scritto e la storia della vita della protagonista che inizia a coinvolgere sempre più... e anche a far arrabbiare qualche volta.. ma succedono tutte a lei!?!??!
    E ora a corsa a leggere il prossimo!

    ha scritto il 

  • 4

    Nonostante le inutili descrizioni delle impronunciabili vie di Stoccolma, come giallo mi è parso carino e avvincente. Costruiti bene anche gli incisi riguardanti la vita di Nobel.

    ha scritto il 

  • 3

    Annika Bengtzon, giornalista della "Stampa sera" di Stoccolma partecipa alla cerimonia di premiazione dei vincitori del Nobel e durante la festa assiste all' omicidio di un membro del comitato designato a vagliare le varie candidature. Tra un trasloco, problemi lavorativi, difficoltà coniugali, A ...continua

    Annika Bengtzon, giornalista della "Stampa sera" di Stoccolma partecipa alla cerimonia di premiazione dei vincitori del Nobel e durante la festa assiste all' omicidio di un membro del comitato designato a vagliare le varie candidature. Tra un trasloco, problemi lavorativi, difficoltà coniugali, Annika si troverà ad indagare su una storia che affonda le radici in un passato lontano. Bello l' inizio ma la trama diventa poi dispersiva tra riferimenti storici e questioni etico-politiche. Anche la soluzione del giallo risulta abbastanza semplice, la polizia non dà una bella immagine di sé e delle sue capacità visto che la cattura del colpevole avviene, per puro caso, solo in seguito alla segnalazione per un' auto parcheggiata male, da parte di un vicino di casa di Annika, noioso e rompiscatole. Tra i libri della Marklund che ho letto, questo é quello che più mi ha delusa.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    L'ho preso in biblioteca e l'ho iniziato a leggere, andando anche un bel po' avanti, convinta che fosse della stessa autrice di "La principessa di ghiaccio", che ho letto tempo fa senza entusiasmarmi tanto. Mi stavo chiedendo se non si trattasse di un'altra serie, dato che Annika chiaramente non ...continua

    L'ho preso in biblioteca e l'ho iniziato a leggere, andando anche un bel po' avanti, convinta che fosse della stessa autrice di "La principessa di ghiaccio", che ho letto tempo fa senza entusiasmarmi tanto. Mi stavo chiedendo se non si trattasse di un'altra serie, dato che Annika chiaramente non era la stessa protagonista dell'altra opera, e solo inserendo la lettura qui su aNobii mi sono resa conto che le due autrici sono accumunate unicamente dalla nazionalità.
    In effetti non solo ho trovato la lettura scorrevole (anche se forse questo era vero anche per l'altro romanzo), ma i personaggi hanno un po' più di spessore e problematicità rispetto a quelli della Lackberg, che sembravano sciocchi adolescenti anche in situazioni che avrebbero richiesto un minimo di profondità.
    Per quanto riguarda il giallo in sé non sono entusiasta, però. Anzi, direi che il romanzi finisce più che altro per essere una riflessione: sulla condizione della donna moglie-madre-lavoratrice, sul cambiamento nel mondo dei media con l'avvento di internet, sulle rivalità ed il gioco sporco in ambito accademico, su molte cose insomma, affrontate anche in modo intelligente, ma che sicuramente esulano dal giallo come viene normalmente inteso. Non che la cosa mi dispiaccia, intendiamoci. Infatti sarei stata pronta ad assegnare 4 stelline, se non fosse stato per il finale tronco: non mi si fanno leggere 520 pagine per poi lasciarmi così in sospeso, con l'idea che se voglio sapere come va a finire la protagonista devo procurarmi il prossimo romanzo della serie!!

    ha scritto il 

  • 4

    Questo secondo giallo della Marklund è per me una conferma. Qualche esagerazione di troppo sulla sfera famigliare di Annika: tra figli e marito una "camurria" ma pure lei non scherza!

    ha scritto il 

  • 5

    Stoccolma. La trentatreenne giornalista di nera della “stampa della sera” Annida Bengtzon, piccola scura spigolosa, ex fidanzato e gatto morti da tempo, e’ invitata alla celebre festa del 10 dicembre in onore dei premi Nobel nelle sale dei banchetti del municipio. Nonostante i due figli crescano ...continua

    Stoccolma. La trentatreenne giornalista di nera della “stampa della sera” Annida Bengtzon, piccola scura spigolosa, ex fidanzato e gatto morti da tempo, e’ invitata alla celebre festa del 10 dicembre in onore dei premi Nobel nelle sale dei banchetti del municipio. Nonostante i due figli crescano amati e lei sia diventata ricca, le cose non vanno bene con il marito Thomas, ora consulente del ministero della Giustizia. Alla festa dei Nobel, due spari, Annika diventa la testimone chiave dell’omicidio: aiuta a fare l’identikit, e’ costretta a mesi di divieto di divulgazione, la sospendono dal lavoro, cambia casa e quartiere. Ma nonostante tutto cio’ la testarda giornalista decide lo stesso di seguire le indagini e viene a scoprire che qualcuno si identifica con la vita di Alfred Nobel e con la sua tragedia segreta, la “Nemesis” dedicata a Beatrice Cenci.

    ha scritto il 

  • 3

    Insomma, insomma, lo sapete che questi gialli del Grande Nord mi stanno venendo un po' a noia? Non vorrei gufare - e spero proprio di no anche per i bilanci di case editrici nostrane come la Marsilio - però mi sa che la grande onda della Scandinavia si sita ormai ritraendosi.


    Prendete Il t ...continua

    Insomma, insomma, lo sapete che questi gialli del Grande Nord mi stanno venendo un po' a noia? Non vorrei gufare - e spero proprio di no anche per i bilanci di case editrici nostrane come la Marsilio - però mi sa che la grande onda della Scandinavia si sita ormai ritraendosi.

    Prendete Il testamento di Nobel di Liza Marklund, che non è nemmeno male e che non manca certo degli ingredienti giusti. Un incredibile delitto nel giorno del grande ricevimento per il Premio Nobel, cosa che ci permette di dare uno sguardo negli ambienti e nei riti che accompagnano uno dei più grandi riconoscimenti internazionali. Un killer spietato che si muove negli ambienti della ricerca scientifica. Il mondo del giornalismo svedese raccontato con attenzione e competenza. E anche altro....

    Però che dire, alla fine di tante pagine mi sembra che rimanga poco. Non può bastare una protagonista come Annika, giornalista alle prese non solo con un delitto, ma anche con i problemi del lavoro e con diverse relazioni complicate (ma anche con la difficoltà di conciliare professione e figli, rompicapo quotidiano che in effetti ci aspetteremmo più in Italia che in Svezia). Non possono bastare nemmeno il racconto della vita di Alfred Nobel, il padre del premio, uomo di affari che avrebbe voluto di più dall'amore e dall'arte.

    Stringi stringi alla fine non rimane molto. Se non con qualche rimpianto, per un libro che prometteva di più e per il tempo che ci hai investito. Peccato.

    ha scritto il 

  • 3

    Tre stelle e mezzo

    Mi è piaciuta la caratterizzazione della protagonista, un po' meno - per solidarietà femminile - la sua situazione sentimentale, con un marito pressoché assente, incontentabile per la cena; che si è fatto pure l'amante, che si lamenta se un giorno deve badare ai pargoli e che non è troppo content ...continua

    Mi è piaciuta la caratterizzazione della protagonista, un po' meno - per solidarietà femminile - la sua situazione sentimentale, con un marito pressoché assente, incontentabile per la cena; che si è fatto pure l'amante, che si lamenta se un giorno deve badare ai pargoli e che non è troppo contento del ritorno a lavoro della moglie, la quale si è trovata suo malgrado invischiata in un delitto e pur essendo giornalista di nera non può divulgare nulla perché testimone oculare... A grandissime linee la storia di questo giallo scandinavo.
    Non mi ha invece convinta l'antieroina, se così si può definire la killer. Secondo me potevano esser spese un po' di pagine su di lei, ma forse già il libro di per sé era bello consistente e l'autrice non avrà voluto mettere altra carne al fuoco. Peccato però, tanto più che già si fa la sua conoscenza all'inizio del libro.
    Il finale, con la conseguente individuazione del mandante dei delitti iniziali e autore materiale dei seguenti eccidi, mi è piaciuto molto, anche perché inaspettato, come ogni buon giallo dovrebbe essere.

    ha scritto il 

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