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Il tocco della tentazione

Di

Editore: Arnoldo Mondadori (I Romanzi Mystère n.866)

3.2
(18)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: A000200917 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Romance

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Descrizione del libro
Una pietra magica potrà donarle la felicità?

È tempo di porre fine alla feroce guerra di confine tra Scozia e Inghilterra. Chiave di volta di una non facile pace è un matrimonio: a Robert Maxwell, coraggioso capo del clan scozzese, viene data in sposa Caroline Graham, orgoglio della famiglia inglese con cui i Maxwell da secoli non fanno che scontrarsi. Per Caroline c’è troppa politica e nessun desiderio, nonostante l’arcano fascino del guerriero di Scozia che ora è suo marito. Ma se il suo più acerrimo nemico le regalasse l’amore che ha sempre cercato?

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  • 3

    Partenza un poco lenta ma si riprende.. Essendo pubblicizzato come Mystere pensavo che contenesse più magia ma invece niente. Viene solo nominato il mito di Re Artù.
    Due stelline 3 mi sembravano troppe anche se sicuramente prenderò i seguiti.
    Le coppie che si formeranno mi intrigano...< ...continua

    Partenza un poco lenta ma si riprende.. Essendo pubblicizzato come Mystere pensavo che contenesse più magia ma invece niente. Viene solo nominato il mito di Re Artù.
    Due stelline 3 mi sembravano troppe anche se sicuramente prenderò i seguiti.
    Le coppie che si formeranno mi intrigano...

    ha scritto il 

  • 4

    La Pietra di sangue

    Storia d’amore e di magia ambientata nella fredda Scozia, al confine con l’Inghilterra. Un capoclan ormai stanco delle lotte e continue e sanguinose, decide di prendere in sposa la sorella del proprio nemico. Nessuno dei due immagina che la loro unione non solo potrebbe concludere per sempre ques ...continua

    Storia d’amore e di magia ambientata nella fredda Scozia, al confine con l’Inghilterra. Un capoclan ormai stanco delle lotte e continue e sanguinose, decide di prendere in sposa la sorella del proprio nemico. Nessuno dei due immagina che la loro unione non solo potrebbe concludere per sempre questa faida tra famiglie, ma potrebbe anche portare un’antica ad avverarsi… </p><p>Ho terminato oggi la lettura di questo libro e devo confessare che mi ha lasciata leggermente perplessa, perciò, armata di una grande curiosità, mista appunta alla leggera confusione portata dalla fine del libro, ho deciso di farmi un giretto su internet, di modo da cercare qualche informazione in più su questa scrittrice e sui suoi libri. <br />Non sono molto portata a leggere in lingua originale, soprattutto se si tratta di dover leggere un intero romanzo, ma grazie al cielo oggi non ho avuto problemi a leggere suddette informazioni… e alla fine di tutto ho capito molte cose. </p><p>Prima fra tutti, il libro che la Mondatori ci ha presentato come un semplice romanzo, in realtà non è altro che il secondo romanzo di una trilogia, chiamata in America “Brides of the Bloodstone ”, secondo, come al solito, hanno pubblicato la serie partendo praticamente da metà e hanno deciso di pubblicare il secondo libro della trilogia. <br />Come al solito, a Dio piacendo, questi romanzi sono solo e leggermente collegati tra loro, perciò possono essere letti a cuore leggero,ma resta comunque il fatto che al termine della lettura, uno si ritrova con molte incognite non svelate: che fine hanno fatto Weasley e Fayth? E la Pietra di Sangue? E la faida tra Graham e Maxwell? E Patrick e Mona? Che ne è stato di loro>?<br />Questi punti irrisolti non mi hanno compiaciuta del tutto e se devo dirlo, sembrava o che la Mondatori avesse applicato qualche taglio eccessivo, omettendo fin troppe cose, oppure che l’autrice stessa avesse perso qualcosa per strada mentre scriveva. <br />Se non altro ho avuto la testa di documentarmi e alla fine mi sono resa conto che essendoci altri due libri, la storia immagino avrà una sua fine vera e propria a trilogia conclusa. <br />Non capisco perché il primo libro sia dedicato a Fayth e Red Alex, che in questa storia non solo non si conoscono, ma non fanno presagire certo una possibile storia tra loro (chi ha letto il libro avrà certamente capito a cosa mi riferisco), ma in ogni caso, l’importante è che tutte le domande possano trovare una loro naturale risposta, alla fine di tutto. <br />Questo libro non è un gioiellino della letteratura rosa che merita assolutamente di essere letto, è una storia d’amore come tante che inizia con un accordo matrimoniale non voluto dalla protagonista che, per motivi tutti suoi, sente di essere destinata alla cella di un convento, piuttosto che al letto di un marito; naturalmente l’eroe della storia, Robert, avrà cura di far cambiare idea alla riluttante Caroline, facendole capire, con le parole e non, che le è destinata a rendere felice un uomo – cioè lui, ovviamente. <br />Robert mi piace molto come personaggio. Oltre ad essere un uomo alto e possente (come piace a me), è dotato del temperamento caldo e aggressivo che si confà a un capo; è un guerriero temprato nello spirito e nel corpo, ma che non si vergogna a mostrare il suo lato sentimentale… o la sua ignoranza!<br />Non è un uomo molto istruito e solo per leggere o scrivere una lettera è capace di impiegare delle ore, ma di questo non se ne cura; non si sente in obbligo ad essere sempre perfetto, in battaglia come all’interno del suo castello e dimostrare così di essere un capo perfetto, lui preferisce essere un comune umano: pensa, agisce, prende le proprie decisioni, a volte sbaglia, ma se n assume la responsabilità e non condanna nessuno per i propri errori. <br />Come ho già detto, mi piace molto il suo lato dolce, quasi da cucciolone, quando chiede a Caroline di leggergli la storia di Euridice e Orfeo… e anche quando commentano insieme la storia, oppure quando procura alla moglie un quaderno sul quale lei possa scrivere la fine del racconto a suo piacimento. È un uomo ruvido e inflessibile quando serve, ma sin da subito ha a cuore la sorte di sua moglie e sapendo che potrebbe non aver vita facile ad Annancraeg, si preoccupa, almeno lui stesso, di far sì che lei non si senta fuori posto. Non è un uomo sospettoso e impegnato costantemente a tener d’occhio Caroline, pensando che da un momento all’altro lei dia il segnale ai Graham per attaccare il castello. Si fida di lei, per quanto in passato i Maxwell siano stati orribilmente traditi dalle persone con cui avevano stipulato un patto. <br />Lui non vuole commettere gli stessi errori del passato, ma per quanto la moglie appartenga alla famiglia rivale, non scarica su di lei la frustrazione e la rabbia che prova verso i Graham. È un uomo buono e giusto, e la sua fiducia mi ha letteralmente conquistata. </p><p>Caroline è stata un po’ difficile da digerire all’inizio, ma quando mi sono resa conto che il suo carattere austero e rigido era dettato unicamente dall’insicurezza, per quanto tentasse di nasconderla, alla fine non ho fatto che provare tenerezza, per lei e per la sua infelice situazione. <br />Anche i personaggi comprimari sono ben delineati e interessanti, per quanto, anche se pieni di buone intenzioni, per tutto il resto del libro non hanno fatto altro che ostacolare la storia di Robert e Caroline, che già hanno un sacco di problemi per conto loro grazie all’ostinazione di lei a farsi suora e al fatto che, vedendosi brutta e tutt’altro che femminile è fermamente convinta che persino lo sposo, oltre al resto del genere umano, pensi la stessa cosa. <br />Personalmente non ho amato per niente i personaggi di Fayth e di Alexander, entrambi troppo convinti e addirittura serrati nelle proprie opinioni da risultare davvero molesti. Talmente impegnati a pensare a come rendere la vita dei Maxwell e dei Graham un vero e proprio inferno in terra, e fermamente convinti a voler salvare i reciproci fratelli da un matrimonio senza speranza, alla fine non hanno fatto altro che far precipitare gli eventi, rendendo l’unione già precaria tra Caroline e Robert, ancora più sottile. <br />Meno male che, come sempre, si è raggiunto il lieto fine, ma per un attimo mi ero quasi convinta che ci sarebbe stato un finale aperto, senza lieto fine, ma senza neanche un triste finale. </p><p>Per chi ama la Scozia e le storie con un leggero pizzico di misticismo, che adora leggende che parlano di Re Artù e i Cavalieri della Tavola Rotonda, allora questo è il romanzo adatto.

    ha scritto il