Il treno

Georges Simenon, 18

Voto medio di 785
| 180 contributi totali di cui 164 recensioni , 16 citazioni , 0 immagini , 0 note , 0 video
Maggio 1940. Le truppe della Wehrmacht dilagano in Belgio e minacciano i confini della Francia. Dalle Ardenne sciami di profughi lasciano le loro case prendendo d’assalto i pochi treni disponibili. nel carro bestiame di un convoglio che procede lenti ...Continua
Grazia
Ha scritto il 01/01/18
Un borghese piccolo piccolo
Lui è Marcel, uomo miope (particolare simbolico), abbandonato dalla madre collaborazionista, durante la prima guerra mondiale, abbandonato dal padre che, al ritorno della guerra, gli riserva un rapporto di amore e odio, malaticcio, vive una vita nor...Continua
Elishebaez
Ha scritto il 08/09/17
SPOILER ALERT
Simenon non si discute, ma.
Pur narrando un particolare evento del 1940, l'inizio dell'invasione tedesca della Francia e lo sfollamento di migliaia di francesi dalle loro case, questo libro è stato scritto da Simenon nel 1961 ed è lì che io trovo la differenza. Ho letto moltiss...Continua
SirJo
Ha scritto il 11/08/17

Io, a differenza di Marcel, non ho tradito

elettra
Ha scritto il 09/08/17
Il romanzo è perfetto, essenziale, senza sbavature come sono solitamente i libri di Simenon. Il protagonista, Marcel Féron, però non mi ha molto entusiasmato. Lo sfondo su cui si svolgono le vicende è drammatico: l’invasione dei nemici, l’esodo dall...Continua
Koster
Ha scritto il 11/07/17

Anche Simenon ha scritto un romanzo brutto. Non sembra lui.


Simona dalle...
Ha scritto il Jun 30, 2012, 10:44
Adesso ero lì, nel buio, con quella musica del treno, bagliori rossi e verdi che passavano, fili del telegrafo, gli altri corpi stesi sulla paglia e vicino a me, a portata di mano, si stava consumando quello che padre Dubois chiamava l'atto carnale....Continua
Pag. 70
Simona dalle...
Ha scritto il Jun 30, 2012, 10:41
Stavamo entrando a Rethel e lì, di colpo, per la prima volta, ci rendemmo conto di non essere più uomini come gli altri, ma profughi.
Pag. 61
Simona dalle...
Ha scritto il Jun 30, 2012, 10:37
Il ricordo delle mie galline, l'immagine di Nestor, con la cresta cremisi, che si dibatteva furiosamente quando il vecchio Reversé avrebbe cercato di acchiapparlo, mi commossero. Mi pareva di vedere la scena fra i due muretti imbiancati a calce: ali...Continua
Pag. 53
Simona dalle...
Ha scritto il Jun 30, 2012, 10:33
In ogni caso, non sarei mai stato un uomo come gli altri. (...) E per di più ero affetto da un male considerato come una tara, una malattia quasi vergognosa. Quale donne avrebbe accettato di sposarmi? Vissi lassù 4 anni, un po' come sul treno; voglio...Continua
Pag. 39
Simona dalle...
Ha scritto il Jun 30, 2012, 10:30
Emanava odore di cipria e di profumo, e vedo ancora il segno lasciato sul pane dal rossetto.
Pag. 32

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