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Il treno dell'ultima notte

Di

Editore: RL Libri (Superpocket Best seller)

3.9
(788)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 430 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8846210875 | Isbn-13: 9788846210876 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico , Altri , eBook

Genere: Fiction & Literature , History , Travel

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Descrizione del libro
Emanuele è un bambino ribelle e pieno di vita che vuole costruirsi un paio di ali per volare come gli uccelli. Emanuele ha sempre addosso un odore sottile di piedi sudati e ginocchia scortecciate, l'"odore dell'allegria". Emanuele si arrampica sui ciliegi e si butta a capofitto in bicicletta giù per strade sterrate. Ma tutto ciò che resta di lui è un pugno di lettere, e un quaderno nascosto in un muro nel ghetto di Lodz. Per ritrovare le sue tracce, Amara, l'inseparabile amica d'infanzia, attraversa l'Europa del 1956 su un treno che si ferma a ogni stazione, ha i sedili decorati con centrini fatti a mano e puzza di capra bollita e sapone al permanganato. Amara visita sgomenta ciò che resta del girone infernale di Auschwitz-Birkenau, percorre le strade di Vienna alla ricerca di sopravvissuti, giunge a Budapest mentre scoppia la rivolta degli ungheresi, e trema con loro quando i colpi dei carri armati russi sventrano i palazzi. Nella sua avventura, e nei destini degli uomini e delle donne con cui si intreccia la sua vita, si rivela il senso della catastrofe e dell'abisso in cui è precipitato il Novecento, e insieme la speranza incoercibile di un mondo diverso.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    "Sembrava che lui mi fissasse....col suo sguardo dilatato e immenso che avvolgeva, condannava, esecrava tutto l'universo. Mi sembrò di sentire quel grido sussurrato: Che orrore! Che orrore!."

    E' la storia di Amara che va in cerca, nell'immediato dopo guerra, del suo amico d'infanzia Emanuele Orestain, il bambino che tanto lei ha amato nella sua Firenze, da piccoli giocavano, andavano in bici, erano ghiotti delle buonissime ciliegie, ma un giorno del 1939, i genitori del piccolo decido ...continua

    E' la storia di Amara che va in cerca, nell'immediato dopo guerra, del suo amico d'infanzia Emanuele Orestain, il bambino che tanto lei ha amato nella sua Firenze, da piccoli giocavano, andavano in bici, erano ghiotti delle buonissime ciliegie, ma un giorno del 1939, i genitori del piccolo decidono di rientrare a Vienna, loro ricchi ebrei, famiglia importante non temevano l'avanzare delle idee di Hitler e del nazismo, stupidamente pensavano di essere indenni dall'orrore che quotidianamente colpiva gente delle loro origini. Emanuele tiene informata Amara, tramite lettera prima e poi lascerà un piccolo quaderno/diario, all'interno di una crepa in un muro nel ghetto di Lodz, dove racconta tutte quello che gli succede fino alla deportazione, dove si perdono le sue tracce.
    Amara parte da qui, percorre l'Europa, durante la guerra fredda, alla ricerca del suo caro amato amico perchè è convinta che lui sia vivo, alla fine lo troverà, completamente cambiato dall'ORRORE che ha vissuto. "Ombra mai sazia di splendide apparenze, di realtà spaventose:ombra più cupa che non le ombre di notte". (Conrad)
    Questo libro è un viaggio terribile, che ripercorre con cruda realtà tutto il male delle persecuzioni fatte da Hitler e dai suoi uomini. Quanto male hanno causato al popolo ebreo, uomini e donne ai quali veniva tolta la loro dignità, erano un numero e subivano ogni tipo di atrocità, crudeltà e perversione. Tutte le idee di un pazzo, Hitler, che inneggiava ad una razza perfetta, pura, che eliminava "una specie parassita", avevano reso cieco ed esaltato il popolo tedesco che a fine guerra deve aver provato una grande vergogna, disagio e turbamento, terribile deve esser stato scoprire ciò che avveniva nei campi di concentramento.
    "...una fila di donne nude, dalle carni bianche, come appare la pelle quando viene spogliata dei vestiti, d'inverno. Una nudità così non l'ho mai veduta. Una nudità che, nel suo rivelarsi ultimo, arreso, si fa lieve, trasparente e muta. Le teste sono incassate nelle spalle, i petti incurvati in avanti, le mani a coprire i sessi. Sono i dannati che si avviano, senza ribellarsi, verso l'estrema condanna, pur sapendo di essere innocenti. C'è un marchio che li inchioda al loro destino di martiri. Sono colpevoli di vivere, di essere se stessi. Anche se non hanno ascoltato il serpente, se non hanno morsicato la mela della tentazione, sono lì a subire l'umiliazione del rifiuto divino. Per sempre, dicono, quei corpi curvi, per sempre. Ma perchè?"
    Un racconto complesso che tratta temi forti, tristi e intolleranti, un pezzo della nostra storia che non va dimenticata, ci umilia ed avviliste, l'Olocausto costituisce un evento fondamentale per comprendere sia la civiltà occidentale che l'evoluzione degli stati nazionali, la moderna società burocratica e, naturalmente, la natura umana. L'Olocausto altro non fu che l'assassinio premeditato di milioni di civili innocenti. Un libro che porta a pensare ed a riflettere, bello e tristissimo allo stesso tempo.
    "Il futuro si apre davanti a lei come un fiore precoce che ha sentito il primo raggio di sole, ma potrebbe rimanere congelato sul ramo. Perché la primavera non è ancora arrivata e quel raggio di sole l'ha ingannata."

    ha scritto il 

  • 2

    L'idea si gioca sull'etimologia della parola treno, che indica un lamento funebre. Un libro che ho letto, perchè la Maraini scrive bene (memorie di una ladra, secondo me, è un capolavoro), ma che ho trovato la ritrita storia sull'Olocausto, un dramma che attraverso libri come questo viene banaliz ...continua

    L'idea si gioca sull'etimologia della parola treno, che indica un lamento funebre. Un libro che ho letto, perchè la Maraini scrive bene (memorie di una ladra, secondo me, è un capolavoro), ma che ho trovato la ritrita storia sull'Olocausto, un dramma che attraverso libri come questo viene banalizzato.

    ha scritto il 

  • 5

    Dacia Maraini è una scrittrice di grande potenza descrittiva e nello stesso tempo di lucida e disillusa partecipazione emotiva. Sotto questo aspetto Il treno dell’ultima notte è uno di quei libri che lasciano il segno e restano impressi in modo così indelebile nella mente e nel cuore che si rileg ...continua

    Dacia Maraini è una scrittrice di grande potenza descrittiva e nello stesso tempo di lucida e disillusa partecipazione emotiva. Sotto questo aspetto Il treno dell’ultima notte è uno di quei libri che lasciano il segno e restano impressi in modo così indelebile nella mente e nel cuore che si rileggono con piacere e tristezza insieme e non possono proprio mancare nel proprio personale bagaglio di letture. C’è tantissimo in queste pagine: la storia commovente e coinvolgente di Amara, la protagonista, nel suo viaggio in Europa a ritroso nel tempo contro ogni logica e ogni ottimistica aspettativa, per ritrovare Emanuele, l’amico d’infanzia perduto nei vortici di una parentesi di storia crudele e spietata che ne faranno un carnefice da vittima qual era; la vibrante e intensa cronaca di una rivoluzione, quella dell’indipendenza ungherese, schiacciata con violenza dalla tracotanza sovietica; la propaganda nazista e le sue sordide implicazioni e aberrazioni che hanno segnato col sangue di migliaia di innocenti il corso catastrofico della storia moderna. E’ l’Europa del 1956, dilaniata dalla guerra fredda, secoli bui dove si incrociano con il suo i destini di uomini e donne diretti verso l’abisso di un mondo che sta collassando nel nero abisso della guerra, un abisso che inghiotte ogni cosa e porta via con sé anche la flebile speranza di costruire finalmente un mondo nuovo e migliore dalle ceneri della desolazione. Il treno di speranza dell’andata è il treno amaro della disillusione del ritorno. Indimenticabile, uno di quei libri che segnano l’anima.

    ha scritto il 

  • 4

    “Il treno dell’ultima notte” Dacia Maraini

    Amara, la protagonista, nel 1956 inizia un viaggio tra Austria, Polonia ed Ungheria alla ricerca del giovane amico Emanuele, da lei creduto vivo, che dalla Toscana viene portato dalla famiglia ebrea di origini austriache a Vienna durante il periodo delle leggi razziali.
    La famiglia di Emanu ...continua

    Amara, la protagonista, nel 1956 inizia un viaggio tra Austria, Polonia ed Ungheria alla ricerca del giovane amico Emanuele, da lei creduto vivo, che dalla Toscana viene portato dalla famiglia ebrea di origini austriache a Vienna durante il periodo delle leggi razziali.
    La famiglia di Emanuele viene trasferita quasi subito nel ghetto di Łódź.
    Ad Amara non restano che le lettere inviate dall’amico ed un quaderno scritto da Emanuele ritrovato nascosto in un muro nel ghetto e che una mano ignota ha inviato alla protagonista della storia.
    Nel suo viaggio conosce alcuni persone che la accompagneranno nella sua ricerca e diventeranno persone importanti nella sua vita. Insieme ai suoi amici sarà testimone della rivolta, per la ricerca della libertà, del popolo ungherese soffocata poi nel sangue dall’Unione Sovietica.
    Un finale che è una vera sorpresa, ma che mi ha lasciato una sensazione di impotenza ed ancora una volta mi fa pensare di quanta cattiveria e pazzia ci sia nella natura umana.
    Valutazione più che positiva.

    ha scritto il 

  • 4

    Secondo libro di Dacia Maraini e per quel che mi riguarda seconda lettura davvero piacevole, scrive indiscutibilmente bene credo che ne prenderò altri .
    Amara, giovane donna separata fa la giornalista, un giorno decide di partire dalla sua città ,Firenze ,diretta verso l’Austria sulle tracc ...continua

    Secondo libro di Dacia Maraini e per quel che mi riguarda seconda lettura davvero piacevole, scrive indiscutibilmente bene credo che ne prenderò altri .
    Amara, giovane donna separata fa la giornalista, un giorno decide di partire dalla sua città ,Firenze ,diretta verso l’Austria sulle tracce del suo amico d’infanzia Emanuele che si era trasferito a Vienna.
    Emanuele apparteneva a una ricca famiglia ebrea che con l’inizio delle persecuzioni razziali decide di tornare in patria a Vienna con la convinzione di essere più protetti. La decisione non si rivelerà delle migliori.
    Amara riceve alcune lettere da lui e poi più nulla, lettere che sono sempre meno ottimiste e sempre più piene di disperazione, Emanuele sarà costretto a crescere in fretta.
    Il lettore viene letteralmente trasportato sul treno con Amara, percorre con lei tutti i luoghi , impara a conoscere ed apprezzare tutti i personaggi che lei incontra in questo viaggio, ad assaporare tutte le sue emozioni e vivere le sue paure , in questo secondo me sta il grande pregio di questo romanzo, ti rapisce tra le sue pagine e ti senti parte della storia.
    Il suo viaggio la porterà tra l’Austria la Polonia e l’Ungheria nel bel mezzo della guerra fredda, Amara incontrerà persone meravigliose, disposte ad aiutarla come l’uomo delle gazzelle, personaggio davvero memorabile . Il ricordo del suo infantile amore per Emanuele e la voglia di ritrovarlo la porterà a superare molte difficoltà.
    Libro davvero bello, scorrevole e la curiosità di sapere che fine ha fatto questo ragazzo spinge davvero a non smettere di leggere, tanto che alcune divagazioni mi hanno infastidito . Ottima la ricostruzione storica, davvero documentata e interessante .

    ha scritto il 

  • 2

    Mi dispiace dirlo, ma non mi è piaciuto . Una storia inserita in un periodo storico, il 1956, per raccontare la storica rivolta ungherese. Perché aspettare 15 anni per cercare un amico tanto amato? L’autrice sembra voler fare sfoggio delle sue conoscenze storiche, e spezza la trama del racconto ...continua

    Mi dispiace dirlo, ma non mi è piaciuto . Una storia inserita in un periodo storico, il 1956, per raccontare la storica rivolta ungherese. Perché aspettare 15 anni per cercare un amico tanto amato? L’autrice sembra voler fare sfoggio delle sue conoscenze storiche, e spezza la trama del racconto. Certo è ben scritto, ma rivanga atrocità e violenze lette e rilette mille volte. Il finale è scontato.

    ha scritto il 

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