Hooray! You have added the first book to your bookshelf. Check it out now!
Create your own shelf sign up
[−]
  • Search Digit-count Valid ISBN Invalid ISBN Valid Barcode Invalid Barcode

Il tulipano nero

By Alexandre Dumas (padre)

(174)

| Others | 9788854114265

Like Il tulipano nero ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free

Book Description

81 Reviews

Login or Sign Up to write a review
  • 3 people find this helpful

    Viaggio, in compagnia di Monsieur Dumas, nella laboriosa Olanda repubblicana del “secolo d’oro” .
    Giunti all’Aia vedo, in lontananza, un nugolo di sagome dirette verso il Buitenhof. Ci avviciniamo. Chissà, dico io, ci sarà uno spettacolo. Si sente ...(continue)

    Viaggio, in compagnia di Monsieur Dumas, nella laboriosa Olanda repubblicana del “secolo d’oro” .
    Giunti all’Aia vedo, in lontananza, un nugolo di sagome dirette verso il Buitenhof. Ci avviciniamo. Chissà, dico io, ci sarà uno spettacolo. Si sente vociare, ma ancora nulla si vede. Ci affacciamo dalla carrozza e chiediamo ragione di tanto schiamazzo. Perdiana! Quei bravi borghesi de L’Aia hanno appena fatto a pezzi i cadaveri dei fratelli de Witt, Jan e Cornelius. Guardo Monsieur Dumas, dico: Andateci piano, per favore! Perché lo so che tutto quel che accade è per vostra volontà!
    Ridacchia, lui. Se cominciamo così, siamo a posto.

    Per fortuna la nuova meta è la piccola e ridente Dordrecht, con le sue casette bianche e rosse, i suoi mulini a vento, i suoi fiori variopinti. Una di queste case illuminate dal sole, appartiene a Cornelius Van Baerle ed è stata, prima, del padre e del nonno. Il padre col suo commercio aveva accumulato tanto denaro da rendere ricco il figliuolo. Monsieur Dumas mi racconta che il vecchio Van Baerle, prima di accomiatarsi dal mondo, aveva dato un suggerimento al giovane Cornelius: «Se vuoi vivere davvero, mangia bevi e spendi, perché non è vita lavorare tutto il giorno seduto su una sedia di legno o in una poltrona di cuoio, dentro un laboratorio o dentro un negozio. Pure tu morirai, e se non ti toccherà la fortuna di avere un figlio il nostro nome si estinguerà, e i nostri fiorini, pieni di stupore, si ritroveranno con un padrone sconosciuto, quei bei fiorini ancora nuovi che abbiamo pesato soltanto io, mio padre e chi li ha fusi. Soprattutto non prendere esempio dal tuo padrino Cornelius de Witt, che si è buttato in politica, la più ingrata delle carriere, e che di sicuro finirà male». Quel Cornelius de Witt? Chiedo io. Sì, lui. La cosa non mi rassicura. Mi racconta che il giovane Van Baerle ha investito parte dell’eredità paterna per dedicarsi alla sua passione, i tulipani. Poi Monsieur Dumas leva il dito a indicare un’altra abitazione, proprio accanto a quella di Cornelius. Lì, mi spiega, abita un altro uomo con la stessa passione, un certo Isaac Boxtel. Un tipo sgradevole, bassetto, calvo, sguardo torvo e gambe storte. E invidioso. Tanto. Monsieur Dumas aggiunge che un giorno entrambi cercheranno di far nascere il tulipano nero. Fiore che renderà al suo creatore 100mila fiorini (lui lo sa, per questo mi racconta cosa accadrà). Anche in una piccola e ridente città, dove si coltivano fiori, allo stesso modo si crescono serpi. E Boxtel nutre entrambe le creature.
    Non faccio a tempo a porre una domanda che mi ritrovo in quel postaccio, dove c’è la prigione del Buitenhof. Ecco, mi dice Monsieur Dumas, qui c’erano i fratelli de Witt, e qui finirà il giovane Van Baerle. E perché, di grazia? Risponde che lo saprò a tempo debito. Toh!
    Tuttavia afferma che qui Cornelius incontrerà un altro fiore. Il fiore della sua vita. Dopo il tulipano.
    Monsieur si stropiccia un baffo, maschera un sorriso, mi suggerisce di voltare la pagina, ché la via è ancora lunga. La ricompensa garantita.

    Monsieur Dumas, si mormora che uno dei vostri “ghostwriter” (un certo Maquet, pare) abbia versato parecchio del proprio inchiostro per Il tulipano. Ditemi, è vero? E nel caso, lo avete almeno ben retribuito?

    P.S. Edizione digitale Newton Compton. Diversi refusi. E passi. Però: “…quattrocentomila fiorini che il signor Van Baerle figlio aveva trovato ancora intatti alla morte dei suoi cari genitori, nel 1668, benché quei fiorini portassero tutti una data di conio intorno al 1640 e alcuni addirittura del 1810, il che provava che nel mucchio c’erano dei fiorini del padre di Van Baerle e anche del nonno di Van Baerle”. Non è che avranno avuto la macchina del tempo per fare un salto nel 1810, no?

    Is this helpful?

    Cat said on Aug 19, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    La fiaba del fiore perfetto

    In una terra di pianure e dighe, dove l’orizzonte nebbioso è tagliato dalle pale dei mulini a vento, Dumas allestisce il palco per una nuova vicenda. Abbandonando i passaggi segreti del Louvre e i salotti luminosi della nobiltà parigina, questa ...(continue)

    In una terra di pianure e dighe, dove l’orizzonte nebbioso è tagliato dalle pale dei mulini a vento, Dumas allestisce il palco per una nuova vicenda. Abbandonando i passaggi segreti del Louvre e i salotti luminosi della nobiltà parigina, questa volta si trasferisce nelle Fiandre. Qui, all’epoca di Guglielmo d’Orange, tra personaggi storici e personaggi inventati, si svolge la rocambolesca avventura del floricoltore Cornelius Van Baerle. Il giovane protagonista, per portare a termine l’ obiettivo proposto dalla società di orticoltura di Haarlem, comincia a lavorare per la creazione di un fiore che lo avrebbe portato ricchezza e successo, il tulipano nero. La tranquillità di quei giorni laboriosi, trascorsi tra il giardino e l’essiccatoio di casa, dove compie notevoli progressi, è però minacciata dai piani di un acerrimo rivale pronto a sabotare il suo lavoro per rubare il bulbo in cui il tulipano dorme ancora celandosi nel limbo della fioritura.

    Intorno a quel fiore perfetto e impossibile, sbocciato per ignote combinazioni, la cui vita sarebbe durata un solo giorno , si dipana una storia che acquista lo stile e i colori di una fiaba. Una lettura appassionante di avvenimenti irrequieti e disperati dove tutto finisce bene quando tutto sembra inesorabilmente perduto. Lo sfondo storico di un’Olanda del tardo seicento, i luoghi popolati di case dalle vedute interne spartane e castelli adibiti a prigioni, oltre a rendere la narrazione un suggestivo racconto epico, le conferiscono le sembianze di un quadro di Vermeer dove persone e cose sono immerse in una luce cristallina che li investe e li penetra rendendoli irreali.

    Da contrappunto alla storia c’è l’amore travagliato tra Cornelius , in prigione per una congiura, e Rosa, la figlia del carceriere, colei che Dumas mette in scena per sciogliere i nodi della vicenda e proclamarla come sola e unica eroina.

    Is this helpful?

    Martin Eden said on Aug 6, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    MERCI

    5* per avermi portato nell'Olanda del 1600, per avermi portato nel mondo dei botanici che cercano di migliorare la natura, per avermi portato in una meravigliosa storia di uomini e di amori, merci monsieur Dumas!!

    Is this helpful?

    Penelope48 said on Jul 27, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Ho apprezzato questo libro in quanto appartanente ad uno stile di scrittura oramai passato e la curiosità di leggerlo mi ha portata a soprassedere al fatto che è estremamente pesante, ricco di frasi inutili e cavilloso di descrizioni. Leggetelo solo ...(continue)

    Ho apprezzato questo libro in quanto appartanente ad uno stile di scrittura oramai passato e la curiosità di leggerlo mi ha portata a soprassedere al fatto che è estremamente pesante, ricco di frasi inutili e cavilloso di descrizioni. Leggetelo solo se siete veramente incuriositi e con tanta voglia di farvi del male ù_ù

    Is this helpful?

    Valuccina Fokina said on Apr 26, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Finalmente l' ho finito... E non era così male il colpo di scena finale, anche se ti fa arrivare proprio all' ultimo...

    Is this helpful?

    Matteo said on Apr 8, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un Dumas quasi "fiabesco" nel raccontare un idillio ambientato in Olanda in piena tulipanomania nel Seicento. Pochi intrighi, descrizioni e riflessioni più contenute rispetto ad altri romanzi ma tanta passione (per la propria patria, per i tulipani, ...(continue)

    Un Dumas quasi "fiabesco" nel raccontare un idillio ambientato in Olanda in piena tulipanomania nel Seicento. Pochi intrighi, descrizioni e riflessioni più contenute rispetto ad altri romanzi ma tanta passione (per la propria patria, per i tulipani, per la donna amata) incorniciate da uno sfondo storico poco noto ma molto interessante.

    Is this helpful?

    Conni said on Mar 24, 2014 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (174)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 2 stars
    • 1 star
  • Others 240 Pages
  • ISBN-10: 885411426X
  • ISBN-13: 9788854114265
  • Publisher: Newton & Compton
  • Publish date: xxxx-xx-xx
  • Also available as: Paperback , Hardcover , Softcover , eBook
Improve_data of this book