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Il tuo volto domani vol. 2

Ballo e sogno

Di

Editore: Einaudi (Tascabili scrittori)

4.2
(17)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 330 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8806201093 | Isbn-13: 9788806201098 | Data di pubblicazione: 

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
La seconda puntata del più importante romanzo di Javier Marías, dal respiro maestoso e appassionante e come sempre ricco di inaspettati colpi di scena. In questa seconda parte di Il tuo volto domani, ritroviamo il disorientato protagonista Jaime – o Jack, o Jacques, o Jacobo... – , la sua bella collega Pérez Nuix, il loro misterioso capo Tupra e, questa volta, tra gli altri, una coppia di variopinti italiani – lui, un malavitoso d’alto bordo, e lei, la sua procace e fin troppo disponibile moglie –, che danno a Javier Marías la possibilità di mettere in mostra fino all’estremo le sue inesauribili capacità inventive, affabulatorie e lessicali, per una nuova puntata di uno dei più importanti romanzi del Novecento spagnolo.
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  • 3

    (segue) Nella seconda parte del romanzo non sorprendono più la ridondante e fascinosa prosa di Marías, la malia di alcune scene, l'incisività e l'eleganza del pensiero, non sorprendono più non ...continua

    (segue) Nella seconda parte del romanzo non sorprendono più la ridondante e fascinosa prosa di Marías, la malia di alcune scene, l'incisività e l'eleganza del pensiero, non sorprendono più non perché siano a un tratto divenute scontate, no, lasciano ancora in stato semi-ipnotico e davanti alla bellezza mai ci si annoia, tuttavia dopo le quasi quattrocento pagine della prima parte e le oltre trecento della seconda già sappiamo di che pasta è fatto Marías e si avverte un filo di stanchezza. Ma è stanca l'opera o ero stanco io? (continua)

    ha scritto il 

  • 4

    Marias è uno di quegli scrittori che sanno sempre dove vogliono arrivare ed iniziano a scrivere un romanzo sapendo già quale ne sarà la conclusione. In questo tipo di romanzi l'architettura è ...continua

    Marias è uno di quegli scrittori che sanno sempre dove vogliono arrivare ed iniziano a scrivere un romanzo sapendo già quale ne sarà la conclusione. In questo tipo di romanzi l'architettura è fondamentale e spesso la si comprende bene solo alla fine, una volta che tutte le strutture gettate in precedenza trovano compimento. Sicché ho dovuto attendere la fine della terza parte del romanzo, non una trilogia come invece dice nel retro di copertina la sempre più sciatta Einaudi, per poter esprimere un parere. La prima parte mi aveva lasciata molto perplessa: i temi e la scrittura di Marias erano quelli che conoscevo ed amavo ma qui le digressioni erano tali e tanto lunghe da dare l'impressione che il romanzo si reggesse sul nulla e si limitasse ad esplorare, un po' stancamente, cose già dette in passato. Poi la seconda parte mi aveva interessato di più e la terza mi ha convinto e persino appassionato. Rispetto ai soliti temi - la delazione, degli altri ma anche di se stessi; l'inconoscibilità delle persone; il peso delle conseguenze, anche non previste e inevitabili, delle proprie azioni - quello della violenza qui è predominante e un po' nuovo. Marias esplora l'ambiguità dei discorsi che si fanno intorno ad essa: considerata generalmente e retoricamente un male assoluto, in realtà è anche e purtroppo una delle componenti fondamentali del vivere a cui l'umanità non potrà mai rinunciare (spiace per i pacifisti), perché un conto è il mondo quale lo vorremmo e un altro è il mondo così com'è. Lo scrittore non la giustifica affatto, basti pensare al giudizio sprezzante sulle guerre del tardo XX e XXI secolo (quelle “per la democrazia”, “per i diritti umani”, “per la pace”) svelate nella loro spudoratezza, vigliaccheria e menzogna. Oppure ai racconti del padre del narratore sulla guerra civile, su di una violenza che genera non solo dolore ma anche corruzione morale ed assuefazione. Semplicemente Marias prende atto che essa c'è e sempre ci sarà, che a volte forse è l'unica soluzione (vedi l'episodio di Custardoy), confermando lo sguardo cinico ed impietoso presente in tutti i suoi romanzi.

    ha scritto il 

  • 5

    Una trama non esiste, se non esilissima. Ci sono invece una quantità di affabulazioni, divagazioni, riflessioni...Mi è piaciuto moltissimo, più del precedente, anche se tante e tante volte sono ...continua

    Una trama non esiste, se non esilissima. Ci sono invece una quantità di affabulazioni, divagazioni, riflessioni...Mi è piaciuto moltissimo, più del precedente, anche se tante e tante volte sono dovuta tornare indietro o riprendere a leggere da pagine già lette. consigliato solo a chi conosce e apprezza il genere.

    ha scritto il