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Il vagabondo delle stelle

Di

Editore: Monanni (Nuovissima collezione letteraria 3)

4.2
(962)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 302 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Catalano

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: G. Delaudi

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 0

    Il vagabondo delle stelle - di Guido Vassallo

    Una celebrazione della forza della mente, potrebbe essere definito questo romanzo di Jack London. Non stupisce che dalla penna di un avventuriero come lui, temerario esploratore, rotto alle imprese più audaci, un viaggiatore, un vagabondo nella vita, sia venuto fuori un romanzo del genere. ...continua


    Una celebrazione della forza della mente, potrebbe essere definito questo romanzo di Jack London. Non stupisce che dalla penna di un avventuriero come lui, temerario esploratore, rotto alle imprese più audaci, un viaggiatore, un vagabondo nella vita, sia venuto fuori un romanzo del genere.

    La cornice è quella del braccio più crudele del penitenziario di San Quentin in California, dove è tenuto prigioniero Darrell Standing, un uomo accusato di omicidio e condannato alla tortura (e poi alla morte per avere aggredito un secondino). Ad eseguire la pena è il crudelissimo direttore del carcere Atherton, che sottopone Darrel a lunghi periodi di reclusione in una cella di isolamento buia e asfittica e per di più stretto in un camicia di forza che, per giorni e giorni, ostacola ogni suo minimo movimento. Ma Darrell è davvero ‘standing’, un uomo che resta in piedi, che resiste, nonostante tutto. Con la forza della mente, attingendo alla volontà e a una vivida immaginazione, compie viaggio nello spazio e nel tempo. Ed Morrell, un altro prigioniero con cui ha stretto amicizia e con il quale comunica attraverso un alfabeto morse battendo le nocche sul muro, gli ha insegnato il metodo della ‘piccola morte’: una tecnica per uscire dal proprio corpo e poter vagabondare liberamente nelle diverse epoche della storia. Così Darrell vive vite possibili, come se la sua anima, prima di venire nel suo corpo, si fosse incarnata in altri uomini. E allora una volta è un soldato romano che poi diventa amico di Ponzio Pilato, ai tempi di Gesù; un’altra volta è un conte francese che deve affrontare un duello; poi un ragazzino di nove anni che segue la famiglia nella pionieristica conquista del west e si trova a combattere contro gli indiani; e ancora un sacerdote del grande Egitto dei faraoni e un naufrago perduto su un’isola deserta.

    Forte di questa possibilità di ‘evadere’ dal carcere, il vagabondo delle stelle sfida il suo aguzzino a stringerlo sempre più forte nella camicia di forza e si prende gioco di lui che, per quanta violenza e rabbia voglia esprimere, mai riuscirà a incatenare la sua anima.

    Il romanzo, pubblicato un secolo fa, nel 1915, ben racconta l’esperienza di vita di Jack London, animo inquieto e ambizioso, combattivo e in cerca di qualcosa di più grande, di più elevato. Tra le righe c’è anche una critica al modo disumano in cui venivano trattati i carcerati in quell’epoca (e in alcuni luoghi ancora oggi, purtroppo).

    Non basta la forza di volontà, per essere veramente liberi. Ci vuole anche un orientamento una luce da seguire. Ma è vero anche che la capacità di sognare ci fa evadere da una vita che la routine e la superficialità a volte tentano di incarcerare.

    ha scritto il 

  • 5

    Impossibile resistergli

    Che dire, London è, probabilmente, il mio autore preferito! mi sento indegna di leggerlo e di commentarlo: pur tuttavia, per il breve tempo della lettura in qualche modo mi avvicino e partecipo alla sua grandezza

    ha scritto il 

  • 5

    "Il vagabondo delle stelle" di Jack London: non me la sento, non posso proprio ringraziare il direttore del carcere di San Quentin per ciò che ha fatto passare al povero Darrell Standing. No, non ci riesco. Anni di cella di isolamento e l'uso, o meglio abuso, della sconcia camicia di forza non so ...continua

    "Il vagabondo delle stelle" di Jack London: non me la sento, non posso proprio ringraziare il direttore del carcere di San Quentin per ciò che ha fatto passare al povero Darrell Standing. No, non ci riesco. Anni di cella di isolamento e l'uso, o meglio abuso, della sconcia camicia di forza non sono accettabili, neppure per il peggior criminale. E la pena di morte poi, questa ipocrita pratica che ancora oggi, nonostante libri come questo, viene ancora utilizzata. Che orrore. Ma anche meraviglia, stupore e consapevolezza che esiste la Grande Letteratura. Non ha importanza sapere chi sia Darrell Standing. Lui è uno, nessuno e centomila. Darrell è l'Uomo, che soffre, che ama, che gioisce, che lotta, che soccombe da milioni di anni e che, nonostante i nemici, i direttori di carcere, gli infami di ogni genere, continuerà a farlo. E che, grazie a London, continuerà a farci sognare, soffrire e pensare. Un grandissimo libro, una narrazione perfetta che, insieme allo spirito del protagonista, ci trasporta nel tempo e nella storia. Darrell, compresso e agonizzante nella camicia di forza, riesce con la forza della mente, puro spirito, ad evadere e a ripercorrere le ere e la storia e noi, con lui, ci dimentichiamo della nostra e della sua condizione, potere della narrazione e del narratore. In ultima analisi un atto di accusa vibrante verso il sistema carcerario americano, e soprattutto contro la pena di morte, ma nel contempo una dichiarazione d'amore verso l'Uomo e la Donna. Credetemi, non se ne trovano molti di libri così ... O no?

    ha scritto il 

  • 2

    Delusione

    Tanto ho amato Martin Eden, un capolavoro del Novecento, quando poco mi è piaciuto questo Vagabondo delle stelle, un esperimento poco riuscito, superficiale e abbastanza noioso. Era meglio se non lo leggevo.

    ha scritto il 

  • 5

    L'orfano immaginario...

    Questa è un'opera che va letta con intensità. Come l'immaginazione a volte può essere la sola unica via di fuga che ci rimane. Contro ogni contesto e contro ogni negatività, questa è un ottimo scudo per leggere la sofferenza da un altro punto di osservazione. Da leggere!

    ha scritto il 

  • 3

    Ho sulle spalle l'ebbrezza di un viaggio durato cento vite.
    Ho visto il mare lambire le coste di un'isola sperduta nell'oceano del Sud, ho mangiato carne di foca essiccata al sole e ho leccato gocce di rugiada dagli spuntoni delle rocce. Ero su una delle quaranta carovane dirette in Califor ...continua

    Ho sulle spalle l'ebbrezza di un viaggio durato cento vite.
    Ho visto il mare lambire le coste di un'isola sperduta nell'oceano del Sud, ho mangiato carne di foca essiccata al sole e ho leccato gocce di rugiada dagli spuntoni delle rocce. Ero su una delle quaranta carovane dirette in California, intenta a razionare illusioni e polvere da sparo. Ho governato città e province, poi ho mendicato, in quelle stesse strade cementate col mio nome. Sono stata Guillaume De Sainte-Maure, sono stata Jesse Fancher, Adam Strang, Daniel Foss e molti altri ancora. Prima di tutti però, io sono stata Darrell Standing, condannato a morte, recluso in una cella di isolamento del carcere di San Quentin.

    - See more at: http://startfromscratchblog.blogspot.com/2014/04/il-vagabondo-delle-stelle-Jack-London.html

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro per intenditori. London affronta il tema della reincarnazione in questo bellissimo libro del quale non sospettavo l'esistenza. Il protagonista rinchiuso in prigione ed accusato ingiustamente viene torturato con la camicia di forza stretta così tanto da non permettergi di respirare. Nel s ...continua

    Un libro per intenditori. London affronta il tema della reincarnazione in questo bellissimo libro del quale non sospettavo l'esistenza. Il protagonista rinchiuso in prigione ed accusato ingiustamente viene torturato con la camicia di forza stretta così tanto da non permettergi di respirare. Nel suo dolore infinito scopre di potersi astrarre con la mente e comincia a viaggiare....
    Da leggere con calma.

    ha scritto il 

  • 4

    L'inizio da romanzo carcerario parte un po' in sordina, ma il crescendo verso la liberazione dell'io del protagonista dalla prigionia del corpo e il suo abbracciare la moltitudine delle vite precedenti diventa presto entusiasmante. London riesce a dare l'impressione di raccontare la storia dell'u ...continua

    L'inizio da romanzo carcerario parte un po' in sordina, ma il crescendo verso la liberazione dell'io del protagonista dalla prigionia del corpo e il suo abbracciare la moltitudine delle vite precedenti diventa presto entusiasmante. London riesce a dare l'impressione di raccontare la storia dell'umanità, dando credibilità a tutte le singole storie raccontate, ambientate nel neolitico o ai tempi di Gesù o nella Corea medievale. Come spesso accade in London il giudizio verso il progresso umano è ambivalente, ma sui toni gloriosi qui prevale la condanna, che si esprime nell'attacco frontale al regime carcerario e alla pena di morte.
    "Io ero quell'uomo, in tutte le sue nascite, in tutte le sue imprese. E sono quell'uomo anche oggi, mentre attendo la morte, la pena comminatami da una legge che io stesso ho contribuito a istituire migliaia di anni fa e in nome della quale già prima di ora sono morto molte volte."

    ha scritto il 

  • 0

    L'espediente della metempsicosi convince di più in un racconto di Kipling, dove le rimembranze millenarie di vite precedenti vengono cancellate dall'infatuazione per una commessa.
    Inoltre, l'ingenuità di London è appesantita qui da uno stile tardo, che non si rinviene nelle opere precedenti ...continua

    L'espediente della metempsicosi convince di più in un racconto di Kipling, dove le rimembranze millenarie di vite precedenti vengono cancellate dall'infatuazione per una commessa.
    Inoltre, l'ingenuità di London è appesantita qui da uno stile tardo, che non si rinviene nelle opere precedenti.

    ha scritto il 

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