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Il vagabondo delle stelle

Di

Editore: Adelphi (Gli Adelphi, 264)

4.2
(1078)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 400 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Catalano

Isbn-10: 8845919706 | Isbn-13: 9788845919701 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Stefano Manferlotti ; Postfazione: Ottavio Fatica

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Siamo nel braccio della morte a San Quentin, in California, dove il protagonista viene regolarmente sottoposto a torture e costretto in una camicia di forza. Con straordinaria autodisciplina riuscirà a trasformarsi in uno sciamano capace di attraversare le barriere del tempo come muri di carta. Ultimo romanzo di Jack London, "Il vagabondo delle stelle" apparve per la prima volta nel 1915.
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  • 3

    "[...] Ho potuto, tornando da precedenti esistenze attraverso la piccola morte, paragonare i cieli antichi e quelli di oggi. Anche le stelle cambiano. Ho visto molte stelle polari, anzi vere e proprie ...continua

    "[...] Ho potuto, tornando da precedenti esistenze attraverso la piccola morte, paragonare i cieli antichi e quelli di oggi. Anche le stelle cambiano. Ho visto molte stelle polari, anzi vere e proprie dinastie di stelle polari. Oggi la stella polare si trova nella costellazione dell'Orsa Minore, ma in quei giorni lontani l'ho vista in quella del Dragone, di Ercole, di Vega, in quella del Cigno e in quella di Cefeo. No, neanche le stelle rimangono, ma il loro ricordo, la cognizione che ho di loro, quella rimane in me, nella parte spirituale di me che è la memoria, ed è eterna. Solo lo spirito rimane. Tutto il resto, non essendo materia, passa e deve passare."

    Anche in questo ennesimo romanzo, Jack London tenta di ripercorrere - forse attraverso una trama hippie ante litteram - il filo che riconduce all'origine individualistica dell'uomo. Una ricerca che, ancora una volta, trova la sua spiegazione nella vastità della terra incontaminata, primordiale, pristina. La grande madre Terra tesse con cura quel filo che lega l'uomo a tutte le sue vite. Perché è di questo che si parla ne Il Vagabondo delle Stelle.

    "[...] Lei, la preservatrice della vita, la Madre Terra, mi ha donato giorni e notti e interi anni straordinari. Ho immaginato ogni mistero a somiglianza di lei, e nel disegnare la mappa delle stelle ne ho collocato nel cielo la figura.
    A lei sono stati diretti tutti i miei sforzi, tutti i miei progetti, era a lei che infine tendevano le mie visioni.
    "

    Dal solito stile scarno e privo di orpelli stilistici banali, London crea una cornice che racchiude in sé tanti mini-racconti di epoche precedenti al 1913, anno in cui è ambientata la storia, scritta da Darrell Standing in un carcere di massima sicurezza, dove per un infausto tranello, finisce nel braccio della morte.

    Standing, come dice lo stesso cognome, è una persona ferma e di cultura, la cui personalità sarà affascinata da ciò che è sopito dentro se stesso. Grazie alle torture della prigione, Standing capisce di essere una moltitudine di vite passate, vite che riesce a rivivere. E proprio queste vite costituiscono i racconti che completano la cornice, anche se, tuttavia, non a pieno. I racconti sono spesso interrotti, spesso privi di profondità psicologica. La cornice, per quanto essenziale e sviluppata - soprattutto per la crescita interiore di Standing - risulta essere per metà libro ripetitiva.

    Come già detto, anche qui London finisce per rendere l'uomo grande e piccolo. Anche qui l'uomo, di per sé motore volontario della storia e del fato umano, finisce per assumere delle fattezze servili alle imposizioni di un sistema sociale che, paradossalmente, egli stesso crea. L'uomo è quasi una vittima di un circolo vizioso.

    E una conseguenza di questo circolo è il braccio della morte. Il libro stesso si fa carico di criticare, sì, la corruzione morale del mondo. Anzi, piuttosto, il fatto che essa sia immutata e per tanto alquanto inutile nella vita reale. Ma si assume anche la responsabilità di condannare il problema delle carceri: l'abuso di potere, la disumanità della pena di morte e delle torture, la disumanizzazione dell'individuo perché in stato di subordinazione.

    Ho dato tre stelline per vari motivi: l'ho spezzettato, riprendendo la lettura a distanza di settimane; il libro me lo aspettavo - stupidamente - rarefatto come Il Richiamo della Foresta o Zanna Bianca, che reputo capolavori massimi, ma è stata una mea culpa; in certi punti London poteva essere più meticoloso, poteva renderli meno vaghi, e così via.
    Indubbiamente lo stile è sempre impeccabile, la storia ha una sua ragion d'essere. Quindi il voto è altamente soggettivo (in genere tendo a darne secondo logiche oggettive, per quanto possibili).

    ha scritto il 

  • 5

    Completamente diverso da altri London, ma piaciuto comunque molto. Di lui, se lo trovate - forse " second hand" - consiglio "La valle della Luna ". Io l'ho letto la prima volta a 15 anni (dei miei gen ...continua

    Completamente diverso da altri London, ma piaciuto comunque molto. Di lui, se lo trovate - forse " second hand" - consiglio "La valle della Luna ". Io l'ho letto la prima volta a 15 anni (dei miei genitori) e riletto almeno tre volte, e lo rileggerò presto : anche questo un "altro " London ancora.

    ha scritto il 

  • 3

    Magnifiche le parti in cui affronta problematiche sociali, di un'attualita sconcertante ancora oggi. In particolare il problema delle carceri, ma è solo la descrizione di un contesto.
    Per il resto è u ...continua

    Magnifiche le parti in cui affronta problematiche sociali, di un'attualita sconcertante ancora oggi. In particolare il problema delle carceri, ma è solo la descrizione di un contesto.
    Per il resto è un racconto di pura avventura che non è nelle mie corde. Si legge velocissimamente.
    Solo tre stelle perchè da London mi aspetto di più.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    I am sorry, Jack. Please, forgive me

    In lettura. Se il caro "vecchio" London amava definirsi un vagabondo delle stelle, io di stell(in)e al suo romanzo al momento ne assegno quattro anche se, a parer mio, non pienamente meritate. E scriv ...continua

    In lettura. Se il caro "vecchio" London amava definirsi un vagabondo delle stelle, io di stell(in)e al suo romanzo al momento ne assegno quattro anche se, a parer mio, non pienamente meritate. E scrivo questo a malincuore. Forse è colpa mia, che non riesco a comprenderlo del tutto e a scorgere le colte citazioni presenti, ma quando affronto un libro di questo tipo preferisco leggerlo secondo due punti di vista o parametri di linguaggio: quello cinematografico, soprattutto, e quello giuridico. Probabilmente, in piccola parte, anche quello spirituale. Finora l'opera non corrisponde alle mie aspettative. Libro filosofico, poetico, sperimentale senza alcun dubbio. Ma non è quello che stavo cercando e queste sono materie che mi interessano entro un certo limite. Non sono una grande appassionata di filosofia, lo ammetto. Avrei voluto un romanzo crudo, duro dalle tematiche forti e scandalose (ambientazione carceraria, esperienze extracorporee, viaggi astrali) che potesse essere allo stesso livello (per quanto riguarda la maturità artistica e stilistica dell'autore) di quel capolavoro che è Martin Eden; invece mi sto ritrovando con una storia che spazia dal realismo quasi "noir" alle avventure stile Zanna Bianca. Sono un po' delusa. Vi farò sapere a lettura ultimata. Un aggiornamento: ho appena scoperto che The Star Rover è un classico della letteratura fantascientifica. Non lo sapevo; almeno ora so come direzionarmi. E, a quanto pare, contiene elementi di psicanalisi tutt'altro che indifferenti. In poche parole, un libro molto più complesso di quanto credessi. Va bene, mio caro Jack, ci siamo riappacificati. In ogni caso, mi aspettavo qualcosa di completamente diverso.

    ha scritto il 

  • 5

    " È la vita a costituire l'unica realtà e il vero mistero. La vita è molto di più che semplice materia chimica, che nelle sue fluttuazioni assume quelle forme elevate che ci sono note. La vita persist ...continua

    " È la vita a costituire l'unica realtà e il vero mistero. La vita è molto di più che semplice materia chimica, che nelle sue fluttuazioni assume quelle forme elevate che ci sono note. La vita persiste, passando come un filo di fuoco attraverso tutte le forme prese dalla materia. Lo so. Io sono la vita. Sono passato per diecimila generazioni, ho vissuto per milioni di anni, ho posseduto numerosi corpi. Io, che ho posseduto tali corpi, esisto ancora, sono la vita, sono la favilla mai spenta che tuttora divampa, colmando di meraviglia la faccia del tempo, sempre padrone della mia volontà, sempre sfogando le mie passioni su quei rozzi grumi di materia che chiamiamo corpi e che io ho fuggevolmente abitato. "

    ha scritto il 

  • 3

    Il protagonista del libro mi ha irritato fin dalle prime pagine: lo ritengo un egocentrico! L'idea della storia, i viaggi dello spirito e la consapevolezza che anche a più di 100 anni di distanza le p ...continua

    Il protagonista del libro mi ha irritato fin dalle prime pagine: lo ritengo un egocentrico! L'idea della storia, i viaggi dello spirito e la consapevolezza che anche a più di 100 anni di distanza le problematiche sociali non cambino mi hanno aiutato ad arrivare alla fine del libro.

    ha scritto il 

  • 3

    Quante vite avrò vissuto fino ad ora?

    "Come avviene per qualsiasi essere vivente, anche io sono il risultato di un processo di crescita. Non ho avuto inizio quando sono nato o, addirittura, nel momento in cui sono stato concepito. La mia ...continua

    "Come avviene per qualsiasi essere vivente, anche io sono il risultato di un processo di crescita. Non ho avuto inizio quando sono nato o, addirittura, nel momento in cui sono stato concepito. La mia crescita ed il mio sviluppo sono l'esito di un numero incalcolabile di millenni. Tutte le esperienze fatte nel corso di queste e di infinite altre esperienze hanno per gradi dato forma a quell'insieme - che è il mio io. Non capite? Io sono tutte queste vite. La materia non ricorda, lo spirito si. Ed il mio spirito altro non è che la memoria delle mie infinite incarnazioni."

    ha scritto il 

  • 5

    London; il mio primo amore letterario.
    Semplicemente stupendo. E qui in una magistrale opera fantascientifica.
    Grandissimo. Da leggere.

    Ottima la versione della Nord.

    ha scritto il 

  • 0

    Il vagabondo delle stelle - di Guido Vassallo

    Una celebrazione della forza della mente, potrebbe essere definito questo romanzo di Jack London. Non stupisce che dalla penna di un avventuriero come lui, temerario esploratore, rotto alle imprese pi ...continua

    Una celebrazione della forza della mente, potrebbe essere definito questo romanzo di Jack London. Non stupisce che dalla penna di un avventuriero come lui, temerario esploratore, rotto alle imprese più audaci, un viaggiatore, un vagabondo nella vita, sia venuto fuori un romanzo del genere.

    La cornice è quella del braccio più crudele del penitenziario di San Quentin in California, dove è tenuto prigioniero Darrell Standing, un uomo accusato di omicidio e condannato alla tortura (e poi alla morte per avere aggredito un secondino). Ad eseguire la pena è il crudelissimo direttore del carcere Atherton, che sottopone Darrel a lunghi periodi di reclusione in una cella di isolamento buia e asfittica e per di più stretto in un camicia di forza che, per giorni e giorni, ostacola ogni suo minimo movimento. Ma Darrell è davvero ‘standing’, un uomo che resta in piedi, che resiste, nonostante tutto. Con la forza della mente, attingendo alla volontà e a una vivida immaginazione, compie viaggio nello spazio e nel tempo. Ed Morrell, un altro prigioniero con cui ha stretto amicizia e con il quale comunica attraverso un alfabeto morse battendo le nocche sul muro, gli ha insegnato il metodo della ‘piccola morte’: una tecnica per uscire dal proprio corpo e poter vagabondare liberamente nelle diverse epoche della storia. Così Darrell vive vite possibili, come se la sua anima, prima di venire nel suo corpo, si fosse incarnata in altri uomini. E allora una volta è un soldato romano che poi diventa amico di Ponzio Pilato, ai tempi di Gesù; un’altra volta è un conte francese che deve affrontare un duello; poi un ragazzino di nove anni che segue la famiglia nella pionieristica conquista del west e si trova a combattere contro gli indiani; e ancora un sacerdote del grande Egitto dei faraoni e un naufrago perduto su un’isola deserta.

    Forte di questa possibilità di ‘evadere’ dal carcere, il vagabondo delle stelle sfida il suo aguzzino a stringerlo sempre più forte nella camicia di forza e si prende gioco di lui che, per quanta violenza e rabbia voglia esprimere, mai riuscirà a incatenare la sua anima.

    Il romanzo, pubblicato un secolo fa, nel 1915, ben racconta l’esperienza di vita di Jack London, animo inquieto e ambizioso, combattivo e in cerca di qualcosa di più grande, di più elevato. Tra le righe c’è anche una critica al modo disumano in cui venivano trattati i carcerati in quell’epoca (e in alcuni luoghi ancora oggi, purtroppo).

    Non basta la forza di volontà, per essere veramente liberi. Ci vuole anche un orientamento una luce da seguire. Ma è vero anche che la capacità di sognare ci fa evadere da una vita che la routine e la superficialità a volte tentano di incarcerare.

    ha scritto il 

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